Facciamolo a pezzi 11: cittadinanza, cultura e integrazione

A differenza di ciò che sentiamo in giro, noi vogliamo che i cittadini che sono nati in altri paesi, ma che lavorano, vivono e studiano nel nostro paese possano godere a pieno dei diritti di cittadinanza che appartengono agli italiani.

In questo senso e non da oggi siamo per l’applicazione anche in Italia dello “Ius soli”. Di norma, e questo grazie alle logiche emergenzialiste e xenofobe diffuse da chi ha governato finora, ci troviamo ad affrontare il tema dell’immigrazione invece che come opportunità di crescita, convivenza ed integrazione, come elemento di precarizzazione ulteriore delle nostre già scarse certezze. Scatta allora quella scorretta logica che imperversa ormai in modo quasi incontrastato anche nei media che tende a esprimere l’equivalenza tra immigrazione e mancato rispetto della legge. Questo ha permesso in passato ad alcuni di poter poi fare proposte indecenti quali l’istituzione di “ronde” che controllassero il territorio come gruppi di sceriffi sguinzagliati per debellare ogni sorta di male.

In realtà questa logica si è rivelata così perdente e così lontana dalle esigenze del nostro territorio che soltanto in pochi comuni in tutta Italia si è realmente fatto ricorso a questi fantomatici “eserciti paralleli”.

Riteniamo che le città in cui viviamo non siano assolutamente quel sito di insicurezza e di paura che molti dipingono, ma riteniamo altresì che lo spazio che la delinquenza può guadagnare sul territorio è quello che noi concediamo non vivendo appieno il nostro territorio.

La prima seria lotta e il primo vero deterrente alle dinamiche delinquenziali è la vivibilità della propria città.

In passato sono state introdotte alcune serate tematiche nelle quali in apposite serate (giovedì in piazza e nelle strade) anche nelle ore serali Senago poteva vedere lo sviluppo e la continuità di una serie di attività che si svolgono normalmente durante le ore diurne. Il primo vero e grande antidoto è proprio questo: rendere vivibile il proprio territorio allontanandoci il più possibile da quel concetto di città dormitorio che diviene l’anticamera di logiche che portano poi intere città ad essere dominate dall’incertezza dalla paura e quindi dall’insicurezza.

Pensiamo ad una serie di interventi a livello culturale che possano dare veramente spazio ad iniziative di ogni tipo, folcloristico, sportivo, teatrale, ecc che permettano una ragionevole e continuativa presenza della cittadinanza nella città di Senago. Si rendono più sicure le nostre città riappropriandoci di spazi di vita e di collegialità oggi così lontani nel tempo e nello spazio. A questo scopo pensiamo infatti che le ulteriori colate di cemento in città non possano che nuocere ad un progetto che deve vedere al centro il cittadino e la qualità della propria vita quotidiana.

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