Il governo del PD e di Monti

Il rapporto sui primi 100 giorni del governo è un’operazione di propaganda che dimentica i sacrifici chiesti a lavoratori e pensionati italiani: questa è la cifra del governo “tecnico” di Monti, del PD e del PDL finalmente insieme.

L’esecutivo aveva come obiettivi giustizia sociale e uscita dalla crisi: e invece ha realizzato ingiustizia sociale e aggravato la crisi con i suoi provvedimenti. Ha fatto peggio di Berlusconi, perché almeno lui aveva un’opposizione mentre ora Monti parla e agisce “a reti unificate”.

L’elemento portante di questi primi cento giorni è costituito dall’attacco alle pensioni e dai tentativi di smantellamento dei diritti dei lavoratori, dall’articolo 18 alla cassa integrazione. Oltre alla mancanza di una tassa sui grandi patrimoni, al taglio delle grandi opere inutili e all’assenza di provvedimenti in favore di precari e disoccupati.

Altri cento giorni così sono una prospettiva drammatica per il Paese: la recessione peserà sempre di più sui lavoratori.

Per chi non se ne fosse accorto, questo è il governo di cui il Partito Democratico fa parte e, ad oggi, ogni manovra si è potuta fare proprio perchè il PD l’ha votata e sostenuta, fianco a fianco al PDL.

Loro la chiamano capacità di governare, noi la chiamiamo macelleria sociale.

Ecco in quali mani rischia di finire Senago.

 

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