Il lutto della Nazionale

I morti sono tutti uguali e vanno sempre onorati. La tragedia della morte, specialmente se accade in modo violento, lascia un velo di povertà ed angoscia nello spirito di tutti noi.

Ieri gli azzurri hanno quindi deciso di onorare la morte del carabiniere ucciso in Afghanistan durante la missione di guerra che stava compiendo in nome dell’Italia. Volontario, era andato a fare una guerra senza nome, forse senza nemmeno saperne il vero motivo.

Oggi invece l’ennesimo morto sul lavoro. Cade da tre metri e muore. Ieri altri due. Da inzio anno ad oggi sono 305 i morti sui luoghi di lavoro, 62 solo a giugno.

Se allora i morti sono tutti uguali vanno alla pari onorati. Auspichiamo quindi che la nazionale, finalista di questi strani campionati europei di un’Europa che nessuno sa se c’è o non c’è, domenica scenda in campo con un’ampia e vistosa fascia luttuosa al braccio, ad onorare i 305, e probabilmente altrettanti da qui a fine anno (purtroppo), morti sul lavoro, a volte mal pagati e morti perchè costretti a condizioni lavorative senza il rispetto delle minime norme di sicurezza.

Che vinca l’Italia … quella che non vedrà più morti sul lavoro.

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