Archivi del mese: novembre 2012

Legalità e rispetto delle regole. Senago è ultima

Il rispetto delle regole è la base del modello democratico in cui viviamo e ciò può essere tradotto in una parola semplice: legalità.

Legalità che si assume essere sempre presente nelle istituzioni, quasi come un assioma, mentre il cittadino è costantemente sotto il faro del controllo, quale sospettato di illegalità nelle sue quotidiane azioni.

Eravamo noi  illegali in Consiglio Comunale quando, muniti di videocamere e comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, ci accingevamo ad effettuare le riprese della seduta consigliare, nel rispetto delle regole. Fummo allora invitati – con l’ausilio dei Carabinieri – a chiudere la videocamera (ma non l’audio registratore e le fotocamere – stranezza) senza nemmeno che fosse pronunciata una parola ufficiale in aula che potesse quindi essere verbalizzata.

Per la cronaca l’audio lo conserviamo ancora, ma per rispetto delle istituzioni non lo pubblichiamo, anche se “è cosa” pubblica a tutti gli effetti.

Capita poi purtroppo, a volte, che la mancanza di rispetto per le regole parta proprio dall’ambito istituzionale. E’ qui che l’assioma si rompe e l’illegalità si manifesta nel suo più torrido aspetto: il sopruso e l’abuso da parte del potere.

Così accade che nel nostro piccolo Comune di Senago, il Sindaco riceve una ISTANZA firmata da un gruppo di cittadini facenti parte di diversi movimenti politici. Una istanza presentata secondo le regole scritte nello Statuto del Comune di Senago, dove si chiedevano lumi circa la richiesta, già pervenuta all’amministrazione da parte del “Forum Salviamo il paesaggio” per effettuare il censimento degli immobili, alla quale non è mai stata data risposta.

Sono passati più di due mesi dalla nostra istanza e nessuno si è ancora fatto vivo.

Speriamo almeno che il Sindaco abbia informato il consiglio comunale, com’era scritto nella nostra istanza, altrimenti saremmo nel più grave degli squilibri democratici. Alla faccia della trasparenza da loro tanto sbandierata.

Viva la legalità, se ancora esiste.

SinistraSenago, Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune

 

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Trasparenza, partecipazione alla vita politica

Pubblichiamo una lettera che ci ha fatto pervenire un cittadino di Senago il quale l’aveva già inviata a tutti i consiglieri comunali, nessuno dei quali si è degnato di rispondergli.

§

Al Presidente    Consiglio Comunale Senago
Al Capogruppo Consiglio Comunale Di Pietro Italia dei Valori
Al Capogruppo Consiglio Comunale Insieme per Senago’

Al Capogruppo Consiglio Comunale Lega Nord              (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale PD
Al Capogruppo Consiglio Comunale PDL Milani Sindaco (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale SEL con Vendola
Al Capogruppo Consiglio Comunale Vivere Senago

Senza entrare in nessuna polemica con la Giunta e il Consiglio, ma l’ultima delibera riguardante le riprese audiovisive approvata all’unanimità mi è sembrata un qualcosa di pasticciato fatta in fretta e furia agitandolo a mo’ di scudo contro chi ne aveva avanzato richiesta. Non c’è alcuna legge che possa impedire ai cittadini di filmare un consiglio comunale esercitando il loro diritto di informazione.

Le riprese non possono essere vincolate ad un divieto da parte di un consigliere e tutto ciò senza scomodare  l’articolo 21 della costituzione,  la convenzione dell’Onu per quanto riguarda i diritti di partecipazione e di informazione dei disabili, persone che non potrebbero altrimenti vivere la vita comunitaria a causa di questi impedimenti, al parere dell’Autorità Garante sulla trasparenza, oltre al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Supplemento Ordinario n. 162, allo statuto comunale ed al regolamento sull’accesso agli atti amministrativi. oltre il parere del Garante della privacy  del 19/04/2007 allegati 2 e 5 ai sensi art 232 CP da cui si evince che per i personaggi pubblici non vi è nessuna privacy se le notizie sono d’interesse pubblico conseguentemente, volando basso, se qualcuno del consiglio o della giunta ha dei problemi in proposito doveva pensarci  prima dell’insediamento e non proporsi come candidato durante le elezioni.

Offrire la possibilità di visionare un video INTEGRALE, SENZA TAGLI, del Consiglio Comunale è, a tutti gli effetti,un DOVEROSO SERVIZIO PUBBLICO!.

Non tutti abbiamo la possibilità di prendervi parte ma TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO ALLA CORRETTA INFORMAZIONE e per essere corretta NON PUO’ ESSERCI CENSURA!!!

Non vedo quale sia il Vs. timore, con un audiovisivo chiunque può farsi un’idea di quali siano le argomentazioni portate in consiglio, quali siano i consiglieri preparati e quelli che semplicemente pigiano i tasti per votare. Come chiunque può valutare, attraverso l’immediatezza delle riprese video, quando un consigliere o un assessore non è coerente con ciò che si è fatto promotore in campagna elettorale.

Queste chiusure non fanno che alimentare le solite voci sulla politica e speravo che, questa Giunta  e Consiglio, si facessero paladini del suo cambiamento portando ad un livello sempre più alto la  trasparenza del palazzo comunale. Tutto ciò mi porta ad esternare la mia amarezza a tutte le forze componenti il consiglio comunale.
Cordialità,

Carlo Cella

Nota: allego alcuni indirizzi, per Vs. informazione, dove potrete trovare materiali su delibere e pronunce del TAR, e di giuristi.

http://peppetringali.myblog.it/archive/2011/07/25/tar-di-catania-annulla-delibera-del-consiglio-comunale-di-au.html

http://blog.solignani.it/2009/11/24/e-lecito-effettuare-riprese-audiovisive-del-consiglio-comunale/

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/44094

Il primo Piano della Giunta

Il 30 ottobre il Consiglio Comunale di Senago ha approvato e reso operativo il Piano Comunale dei Servizi per il Diritto allo Studio a.s. 2012/2013. Esso illustra tutti gli interventi dell’Amministrazione in favore della scuola; è analitico e contiene anche gli impegni di spesa a copertura dei servizi e delle proposte.

Il documento, partendo da una breve analisi della situazione, raggruppa in cinque capitoli gli interventi: Servizi di supporto alla Pubblica Istruzione, Contributi e sostegni a progetti educativi, Sostegno all’attività didattica, Oneri e contributi da convenzioni con altri istituti, Acquisto arredi e manutenzione degli edifici scolastici. Per una lettura integrale del Piano e per la scheda sintetica che lo riassume, si rimanda ai link in fondo a questo articolo.

Esaminando il Piano, è evidente lo sforzo che l’Amministrazione Comunale ha fatto, nel progettare gli interventi. La politica scolastica comunale disegnata nel documento segue una traiettoria di continuità con gli anni precedenti nonostante il difficile momento economico del Paese e della città. Ma l’impegno di spesa complessivo è sceso, rispetto agli scorsi anni, a fronte di una stabilità della popolazione scolastica, che dal 2008 ad oggi si è mantenuta sempre attorno alle 2300 unità. Evidentemente, anche se si possono riconoscere ampiezza e qualità dell’offerta, una disponibilità finanziaria minore per una platea invariata produce una contrazione che si ripercuote soprattutto sulle parti più riducibili del programma. Insomma, tanto per fare un esempio, non si può risparmiare (molto) sull’erogazione del servizio di ristorazione scolastica, se lo si vuole di qualità. Però si può un po’ di più sull’arredo scolastico: e difatti la spesa scende.

Un servizio molto significativo per la scuola è stato del tutto tagliato: si tratta della mediazione culturale, che è scomparsa. Si tratta di un servizio molto importante, il cui taglio totale stupisce e preoccupa notevolmente: perché aggravare notevolmente i problemi di chi cerca di integrarsi? La Giunta ha calcolato le conseguenze e i costi sociali a breve e lungo termine?

Al contrario, per fortuna, è aumentato l’impegno di spesa per l’assistenza degli alunni diversamente abili.

I tagli di spesa sono distribuiti in molti dei capitoli del Piano, anche perché l’Amministrazione sta affrontando, con un impegno gravoso che supera gli 800 mila euro, la messa in sicurezza delle scuole secondarie di via Monza e via Risorgimento. Ma si trattava, anche in questo caso, di adeguamenti non più rimandabili: soprattutto, di una spesa sulla quale non si può risparmiare.

L’Amministrazione ha bilanciato questa situazione difficile inserendo nel Piano numerose offerte valide, di spessore culturale e formativo, a costo zero. Si tratta di una pratica consolidata di almeno due Amministrazioni precedenti; nella situazione attuale essa assume un particolare valore aggiunto.

E’ altresì evidente, soprattutto in questo genere di offerte alle scuole, che il Comune ha voluto tenere conto delle proposte provenienti dal territorio, da Associazioni e da altri soggetti.Di particolare interesse, tra le proposte, è il progetto di lotta agli sprechi nelle mense scolastiche. Si tratta di una proposta nuova. E non sono molte, le proposte nuove. Ma ci sono.

Esaminando gli impegni di spesa del Piano, si nota inoltre che esso continua a erogare, sia pure riducendo la spesa, contributi alle scuole private. In una situazione in cui l’Amministrazione Statale taglia da otto anni con ossessiva regolarità, in ogni legge di bilancio, la spesa per la scuola pubblica, mentre aumenta gli stanziamenti verso le private, sarebbe stato meglio smettere di finanziarle.

L’impressione complessiva che un osservatore indipendente ricava dall’esame del Piano è quella di un progetto che cerca di barcamenarsi un po’ per affrontare un periodo difficile, con l’errore di alcune scelte che appaiono miopi e che creeranno maggiori problemi in futuro. Inoltre, una parte importante delle proposte dotate di spessore culturale è ereditata dalle pratiche dell’ormai defunta rete denominata “Crescere (a) Senago“. Ma si tratta di una riedizione delle proposte originarie fatta senza slancio, senza un ripensamento partecipativo. Ciò da un lato non produce innovazione, da un altro rappresenta la rinunzia a rilanciare l’idea di costruire una rete di tutte le agenzie educative del territorio. (Vedi http://senagobenecomune.wordpress.com/2012/10/03/assessore-curcio-rilanciamo-crescere-a-senago/). Insomma la proposta non racchiude l’idea della costruzione di cittadinanza e partecipazione tra ragazzi e bambini, anche piccoli. E non tocca solo alle scuole, insegnare ad essere cittadini: tocca anche al Municipio. Sarebbe stato possibile farlo a costo zero: per realizzare un progetto del genere, occorre coordinare e tessere la rete: associazioni, enti diversi, scuole, istituzioni che adesso non si “parlano” più, lo farebbero, se a guidare il progetto fosse l’Amministrazione. Non sarebbe facile, visti i tempi che corrono, ma varrebbe la pena. Sarebbe un investimento per il futuro.

Scheda sintetica Piano Diritto allo Studio Senago 2012-2013

PIANO COMUNALE DEI SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO 2012-2013

Ingroia candidato premier

Ingroia candidato premier, il sogno del “quarto polo” di Gallino e Ginsborg

di Cosimo Rossi
Né col centrosinistra né con Beppe Grillo. Ormai non è più un proposito ma una realtà il quarto polo che si dichiara “alternativo agli attuali schieramenti” e annuncia per le elezioni politiche del 2013 “una lista di cittadinanza politica, radicalmente democratica, alternativa al governo Monti, alle politiche liberiste che lo caratterizzano e alle forze che lo sostengono”.
E’ sempre più in direzione di questa quarta sponda che vanno convogliando appelli e annunci di iniziativa animati da aree intellettuali, associazionismo, sindaci, movimenti della società civile che vedono sempre più nel magistrato antimafia Antonio Ingroia la candidatura alla premiership reputata in grado di contendere consensi tanto al centrosinistra che al fenomeno delle 5 stelle.

Per quanto il diretto interessato si schermisca affermando che “se si tratta di intenzioni veritiere ringrazio i promotori per l’apprezzamento nei miei confronti, ma io al momento mi trovo in Guatemala e contento di quel che sto facendo”. Anche se solo due settimane fa proprio il suo nome era già stato prospettato a mezzo stampa sempre come papabile candidato premier di un “polo giustizialista” che abbracciasse da Grillo a Di Pietro. “Ipotesi giornalistiche davvero ancor più che fantasiose – le boccia Ingroia dal Guatemala – Se non altro in quanto sono state smentite in prima persona dagli stessi Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Non mi pare, per altro, che dal movimento 5 stelle possano venire proposte politiche tali da potermi riguardare”.
Ormai è questione di giorni perché venga formalizzata la nascita del quarto polo. Si tratta di un percorso che ha preso le mosse sin dalla primavera scorsa con la nascita di Alba (Alleanza lavoro beni comuni ambiente) per iniziativa di personalità come Luciano Gallino, Paul Ginsbourg, Marco Revelli. I medesimi che si sono poi resi promotori dell’appello “Cambiare si può!”, lanciato lo scorso 5 novembre con un paio di migliaia di adesioni (tra cui Livio Pepino, Tonino Perna, Moni Ovadia, Sabina Guzzanti, Oliviero Beha, Gianni Rinaldini, Riccardo Petrella…).
Adesso le strade si riunificano per arrivare alla formalizzazione del nuovo schieramento tra l’assemblea nazionale di “Cambiare si può!” del primo dicembre al teatro Vittoria di Roma e la presentazione dei primi candidati delle liste arancioni da parte di De Magistris una decina di giorni dopo sempre a a Roma. Lo stesso sindaco di Napoli parteciperà all’assemblea del Vittoria. E il caso vuole che proprio a il 30 di novembre Ingroia sia a Roma per presentare il suo nuovo libro e che quindi sarà anch’egli presente all’assemblea e accolto probabilmente da un’ovazione intesa a fargli rompere ogni indugio. D’altronde l’ex procuratore aggiunto di Palermo considera l’appello di “Cambiare si può!” una “iniziativa importante e persino necessaria”. Secondo Ingroia, infatti, “occorre davvero un’iniezione di società civile che si proponga di realizzare un rinnovamento della politica e un cambiamento del paese, ma c’è effettivamente bisogno che, oltre a criticare il sistema politico, la società civile decida di assumere responsabilità in prima persona”. Il Mattino di Napoli scrive oggi che Ingroia è “vicinissimo al sì o almeno in pole position per la candidatura” in arancione con De Magistris.
Per arrivare a formalizzare una candidatura alla leadership del quarto polo, però, occorrerà che prima si risolvano le primarie del Pd fino anche all’eventuale ballottaggio e soprattutto che il parlamento trovi o meno un’intesa sulla riforma della legge elettorale, che sono due variabili ancora dirimenti. Nessuna delle ipotesi, però, è tale da poter far recedere dal proposito di costruire il nuovo schieramento e di portarlo in lizza alle elezioni del 2013.
Nel caso, infatti, che alla fine fosse Renzi a prevalere su Bersani nelle primarie del centrosinistra i promotori del quarto polo vedrebbero solo rafforzate le proprie argomentazioni critiche nei confronti della politica del Pd. D’altronde, se fino a ieri l’attenzione era catalizzata dal “teatrino delle primarie” in tv, secondo Gallino, Revelli & Co. della settimana scorso in tutta Europa “hanno portato all’attenzione anche in Italia il paese reale” soffocato dalle politiche di compatibilità europea del governo tecnico. Sulla base di ciò si escludono margini di ricomposizione no solo con Bersani e il Pd, che hanno adottato le politiche economiche del governo Monti, ma anche con Sel e Vendola, che concorrendo alle primarie si sono collocati in una posizione di “subalternità” rispetto al Pd.
Stante il porcellum la soglia del 4 per cento è ritenuta accessibile dai fautori del quarto polo. Prospettiva, questa, che potrebbe suscitare l’interesse di Prc e anche Idv, nel caso che quest’ultima non rientri nell’orbita del Pd attraverso un passo indietro di Di Pietro per candidarsi in Molise. A patto che sia chiaro, avverte Ginsborg “che stavolta siamo noi, siamo nuovi e abbiamo le nostre idee”. Che tradotto nelle regole enunciate da Guido Viale significa niente ex in lista: “Chi è stato dirigente dei partiti non uno ma due passi indietro”. Identica regola pronunciata da De Magistris e che esclude margini di ricomposizione con transfughi vecchi e nuovi dell’Idv; tipo Donadi e Formisano, che infatti lavorano insieme a tutti gli altri cespugli (socialisti, verdi, Api) cercando di trovare una formula di galleggiamento.
Anche nel caso in cui la legge venga modificata son l’introduzione della soglia al 40 per cento per ottenere il premio (oltre allo sbarramento al 5% e un premietto dell’8 al primo partito se nessuno raggiunge la soglia) i promotori del quarto polo non temono la concorrenza degli appelli al voto utile. E anzi si fregano le mani nella prospettiva di diventare proprio loro “la forza parlamentare determinante per consentire al centrosinistra di avere la maggioranza”, come rivela il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano augurandosi che a quel punto “si possano riaprire i giochi delle alleanze” per entrare in maggioranza.
Sebbene occorra dire che dentro il Pd in questa eventualità si prospetta piuttosto di aprire la maggioranza ai centristi attraverso l’elezione di Monti al Quirinale: uno schema che sarebbe ritenuto una cambiale a favore della solidità e la continuità del governo anche agli occhi degli osservatori e i poteri internazionali. Ne farebbero le spese immediate, magari per riportare Casini sulla scranno più alto di una camera, gli alleati di sinistra che hanno aiutato il Pd a vincere le elezioni, a parti invertite ma con esito analogo a quanto avvenne con la promessa di far rientrare la sinistra del Prc nel governo D’Alema attraverso l’elezione di Prodi al Quirinale. Ma a sinistra in fondo ci avranno fatto l’abitudine.

da http://www.ilfattoquotidiano.it

Censimento del cemento: due mesi in più per i Comuni, campagna permanente per i cittadini

Entra nel vivo la campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori”; le risposte dei Comuni italiani iniziano a crescere di numero e di approfondimento, ma il ritmo è tutt’altro che sostenuto e denota una scarsa volontà delle amministrazioni a compilare e restituire la scheda censuaria proposta dal nostro Forum.

Il prezioso lavoro che i Comitati Salviamo il Paesaggio stanno articolando in ogni parte d’Italia si è trasformato in una sorta di civico “pressing” di grande determinazione.

Tanto che la prevista scadenza della prima parte della campagna è stata aggiornata: ancora due mesi di proroga (fino al 31 dicembre) sono stati infatti concessi ai Comuni (rispetto alla scadenza prevista per la fine di Ottobre) per la consegna delle schede censuarie richieste.

Dal 2 di Gennaio, dunque, entrerà in gioco la seconda parte dell’azione prevista dalla campagna nazionale: l’elaborazione della nostra Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che renda metodo “obbligato” quanto la nostra scheda di censimento prevede per ogni Variante o nuovo Piano Urbanistico (ad esempio: conoscere l’ammontare di capannoni e abitazioni vuote, sfitte, non utilizzate o il rapporto attuale tra superficie comunale e tessuto già urbanizzato, prevedere un coinvolgimento pubblico dei cittadini alla nuova pianificazione …).

Ma l’importanza di disporre di dati certi, Comune per Comune, ha portato alla decisione di non sospendere la campagna a livello territoriale e, anzi, a renderla ancora più incisiva. Anche dopo il 31 Dicembre i solleciti alle amministrazioni da parte dei nostri Comitati continueranno in ogni territorio: la scheda censimento, compilata dai Comuni e con dati quindi rigorosamente attendibili, è strumento essenziale per restituire ai cittadini un ruolo di co-decisore delle scelte urbanistiche.

E quindi avanti con forza … sul fronte nazionale e su quello locale la spinta al cambiamento continua.

E oggi, anche grazie a noi, l’agenda delle priorità della politica contiene finalmente il prezioso tema del contenimento del consumo di suolo …

SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune hanno già chiesto al Sindaco di relazionare circa lo stato dell’iniziativa nel nostro Comune ma nulla è stato fatto e NESSUNO ci ha ancora RISPOSTO.

RITENIAMO QUESTO ATTEGGIAMENTO incomprensibile soprattutto perchè lascia intendere che il PGT che stanno per varare sarà l’ennesimo scempio del CEMENTO.

FERMATEVI!!!

Alternativi a Monti, ma unitari

Si è svolto il 17 e 18 novembre il comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista. La discussione si è sviluppata in continuità con quella svoltasi nell’ultima Direzione Nazionale.
Quindi, rispetto al post precedente, vi sono pochi elementi significativi da aggiungere.
I documenti posti in votazione sono stati tre. Quello proposto dalla segreteria nazionale e approvato a larga maggioranza. Quello proposto da Falce e Martello e quello proposto da Targetti, respinti con una decina di voti a favore.

Per una lista unitaria di sinistra

Larga parte della discussione è ruotata attorno alla proposta politica e cioè quella di lavorare per la costruzione di una lista unitaria di tutte le forze, i movimenti e le soggettività che – a sinistra – si oppongono alle politiche del Governo Monti.
Considero positivo il fatto che sia risultata nettamente prevalente nel dibattito una posizione che punta ad una lista che abbia un ampio spettro politico, rivolgendosi all’Idv, Alba, Sel, De Magistris, Nomontiday.
Così come è importante che, pur prendendo atto dello stallo in cui si trova la Fds, non siano state assunte posizioni di rottura.

18 novembre, 2012 (Dal blog di Claudio Grassi)
Su queste due argomenti – sicuramente i più discussi nel dibattito – sono stati respinti due emendamenti (prima firmataria la compagna Imma Barbarossa) che hanno raccolto 7 voti. In essi si proponeva di togliere il riferimento alle forze politiche con cui costruire la lista e, sulla Fds, si esprimeva un giudizio maggiormente critico.

Rifondazione parte di un progetto

Rifondazione Comunista, quindi, si mette a disposizione per realizzare questo importante obiettivo: evitare che alle prossime elezioni la scelta sia tra chi si riconosce il centrosinistra e il M5S. Vi è la consapevolezza che la strada è contraddittoria e piena di difficoltà, ma anche che lo spazio politico è rilevante e che segnali interessanti che possono andare in questa direzione stanno emergendo. Come Rifondazione partecipiamo con modestia e spirito unitario in questo percorso, ma con la nostra dignità di partito e con la consapevolezza di avere una forza organizzata importante per dare consistenza al progetto medesimo.
In questo contesto è stata confermata l’importanza assoluta che ha la raccolta delle firme per i referendum sul lavoro e sulle pensioni (ad oggi tra i soggetti promotori Rifondazione è quella che ha raccolto il maggior numero di firme). Bisogna incrementare l’impegno poiché il raggiungimento o meno dell’obbiettivo rafforza o indebolisce il progetto su cui stiamo lavorando.
Il Comitato Politico Nazionale ha votato, infine, un Odg di solidarietà con il popolo palestinese e contro l’aggressione del governo israeliano, si invita il Partito a promuovere ovunque iniziative di protesta. Un secondo Odg approvato esprime pieno appoggio alle manifestazioni del 14 novembre, condanna le cariche della polizia e chiede le dimissioni dei ministri dell’interno e della giustizia.

18 novembre, 2012 (Dal blog di Claudio Grassi)

 

 

QUELLE FIACCOLE NON ILLUMINANO, OSCURANO

Il partito della Lega Nord ha indetto per sabato 17 novembre, a Cinisello Balsamo, la fiaccolata “No moschea a Cinisello”.
I fatti sono questi: a Cinisello è stato costituito un centro di cultura islamica , l’IQRAA, con sede in un capannone di via Fleming.
L’associazione organizzatrice ha depositato lo Statuto presso il Comune ed ha presentato un programma di attività che il sindaco di Cinisello Daniela Gasparini ha definito “degno di interesse”.
La Lega, manifestando anche in questa occasione odio verso i musulmani, dice di no. A prescindere. Senza curarsi del fatto che non c’è il progetto per una moschea a Cinisello. Che  il centro IQRAA non è una moschea. Che i fedeli di religione islamica sono migliaia a Cinisello. Che la nostra Costituzione garantisce a tutti la libertà di professare qualunque religione. Che il principio di uguaglianza è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Come se ci trovassimo ancora nel medioevo, i leghisti conducono una battaglia oscurantista: dicono di no “a qualsiasi forma di islamizzazione” di quella che definiscono “la nostra terra”. Ma il nostro Paese è la terra anche di chi non è leghista, cioè la stragrande maggioranza della popolazione, di Cinisello e d’Italia. Non solo: l’Italia è la terra anche dei cittadini migranti.
La Lega di Cinisello ha portato anche, per così dire, altri argomenti per impedire che possa funzionare il centro IQRAA, contestando irregolarità edilizie e relative alla destinazione d’uso del capannone. I problemi edilizi sono noti al Comune di Cinisello ed entro i tempi stabiliti dalla legge (90 giorni) l’associazione islamica adeguerà i locali regolarizzando la destinazione d’uso oppure si trasferirà, come ha tranquillamente dichiarato lo stesso Usama El Santawy, responsabile del centro IQRAA.
Indispettita dal fatto che l’Amministrazione di Cinisello non sia andata subito con le ruspe ed i dobermann a scacciare gli odiati musulmani con la scusa delle irregolarità edilizie, la Lega ha strillato che, poiché i fedeli pregano in quella sede, allora il capannone di via Fleming è una moschea, abusiva perché nessuno ha avuto il permesso di stabilire colà un luogo di culto.
Come a dire che se a casa di qualcuno viene recitato il rosario, allora quella casa è una chiesa. Non regge: al sindaco Gasparini non è giunta alcuna richiesta di apertura di una moschea.
Ma in realtà il punto non è questo.
Il punto è che a Cinisello i fedeli islamici sono migliaia e devono pur avere un posto per ritrovarsi e anche per pregare. E’ loro diritto. Se non sarà in via Fleming, allora sarà altrove. Soltanto un istinto segregazionista potrebbe suggerire che questi fedeli debbano essere deportati altrove, o debbano nascondersi per pregare. Abitano da noi e pregano qui: solo il ritorno ad epoche buie del passato remoto o recente potrebbe portare a differenti soluzioni… definitive.
In democrazia tutti possono fare fiaccolate e la democrazia è una bella cosa, anche se non trova molto spazio nei pressi della Lega. I leghisti facciano la loro fiaccolata, ne hanno il diritto. Forse sono mossi, oltre che dall’odio per chi non è bianco, cristiano e settentrionale, anche dal problema del calo verticale di credibilità e di consensi che gli ultimi scandali politici hanno causato al loro partito.
Con le fiaccole i leghisti vogliono illuminare il loro odio per i musulmani, ma anche oscurare i problemi che hanno in casa loro e di fronte a tutto il popolo italiano. Del quale fanno parte anche i migranti, di ogni fede e provenienza.