Il parto che verrà: reimpasto di governo quasi prossimo a Senago.

Torniamo a parlare di politica locale e lo facciamo attraverso la voce delle piazze.

Al mercato, nei bar, nelle vie, alle poste e davanti alle scuole, non si parla d’altro che del previsto rimpasto di governo a Senago.

Dopo nemmeno nove mesi, giusto in tempo per un parto prematuro, già si vocifera di un ricambio degli assessori nella giunta Fois.

Nonostante le pronte e rapide (forse troppo rapide) smentite apparse sui quotidiani locali da parte dei maggiori esponenti politici vicini alla giunta, nei luoghi pubblici e fra la gente comune non si parla d’altro che del toto trombato.

E i nomi già ci sono.

Un aspetto triste per la città, che ha bisogno di governo e di stabilità, ma anche una cartina di tornasole di un concetto della politica, da parte dei soliti partiti, ben lontano dalla gente.

Forse il PGT pasticciato e troppo a forma di mattone, forse un Sindaco eletto contro la volontà del principale partito azionista di maggioranza (qualcuno ha chiamato le elezioni di Fois alle primarie “strategia politica”, altri invece “suicidio predeterminato”), sembrano essere le cause dell’imminente crisi di governo che sembrerà attuarsi, sempre cogliendo tra le voci popolari, appena dopo le elezioni politiche di febbraio.

Insomma, un percorso alquanto ad ostacoli per il nostro Comune appena uscito da un commissariamento causato da incapacità politica e tuttora dentro la più grande crisi amministrativa mai percorsa e vicino al collasso per debiti.

E mentre aziende storiche di Senago come la Brazzoli mettono in cassa integrazione straordinaria, col fantasma della mobilità, 25 lavoratori e promuovono accordi per delocalizzare il lavoro in altri territori, costoro pensano a giocare a monopoli concentrandosi solo su come spartirsi le poltrone ed il poco territorio rimasto.

Vergogna è forse la parola più mite si possa pronunciare verso questi inutili adepti della più bieca politica.

Pensino costoro, e non per finta, a non far fare le vasche di laminazione a Senago e pensino, altrettanto per davvero, a come mantenere le aziende in loco, salvaguardando ed aiutando i lavoratori che ora si trovano vicini al baratro del licenziamento, sapendo che dopo questi primi venticinque altri sessanta potrebbero trovarsi con la corda al collo.

Si potrebbe infatti formare un tavolo di confronto tra azienda e lavoratori, se solo costoro distogliessero lo sguardo dai propri interessi e pensassero di più alla comunità che vive in questo paese.

Si dimettano prima delle elezioni, forse ci fanno un favore!

toto

Nella foto (ANSA – ansia) i Ministri di Senago per la ripresa segnaletica di rito del toto-trombato: chi sarà il primo? Noi un’idea ce l’abbiamo!

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