Archivi del mese: febbraio 2013

Chi vince,chi perde

bersani-berlusconi

di Salvatore Cannavò da Il Fatto Quotidiano

Berlusconi è il principale sconfitto lasciando sul campo oltre 6 milioni di voti. Ma il Pd, con la perdita di 3,5 milioni di voti, ne oscura il tracollo.

Lo tsunami elettorale ha colpito innanzitutto il centrodestra, ma si è abbattuto inaspettatamente anche sul Pd. L’analisi dei dati reali, fatta dall’Istituto Cattaneo, mette da parte le percentuali e utilizza i voti assoluti per capire come si sono spostati fisicamente milioni di consensi da una parte all’altra. Con questa analisi, ad esempio, si scopre che il principale sconfitto delle elezioni è proprio Silvio Berlusconi che, sottolinea l’Istituto, ha subito “una riduzione dei consensi tra il 2008 e il 2013 pari a quasi il 50%” lasciando per strada 6.296.744 voti. Nelle regioni centrali il partito di Berlusconi perde esattamente la metà dei consensi (-50,1) mentre l’unica area dove “contiene” la sconfitta è il Nord-est in cui la riduzione dei voti è stata in media del 30% riducendosi al 34% in Veneto.
Anche la Lega ha perso la metà dei voti, il 54%, lasciando sul terreno 1.631.982 elettori. Si ricorderà che sia nel 2008 che nelle Europee del 2009 si era data molta enfasi allo “sfondamento” del Carroccio nelle “regioni rosse”. È proprio qui, però, che la riduzione si fa più consistente, arrivando a un -68% come anche nel Nord-est con la perdita del 61% dei voti che si addolcisce in Lombardia, dove l’erosione è “solo” del 44%, per farsi di nuovo pesante in Piemonte (-64,3) e in Liguria (-68).
Risultati pesanti, dunque, che non giustificano la soddisfazione di Berlusconi il quale, però, può sollevarsi per la contestuale batosta subita dal Pd. Rispetto al 2008, il partito di Bersani perde 3.435.958 voti un calo del 28%. I picchi sono nelle regioni meridionali con Puglia (-44,8%), Basilicata, Calabria (-39,4) e Abruzzo (-36,5). Il Cattaneo fa osservare che la maggior perdita è “lungo la dorsale adriatica, ossia nell’area economicamente più dinamica del Centro-Sud”. Qui si può notare la prima relazione con il voto ai Cinque Stelle che sono, appunto, il primo partito nelle Marche e in Abruzzo e che anche in Puglia conquistano il 25%.

Per il movimento di Beppe Grillo non ci sono confronti. I consensi alla Camera sono 8.689.168 “distribuiti equamente in tutto il territorio” ma con una lieve maggioranza (2,4 milioni) al Sud, seguiti dai 2,1 milioni nel Nord-ovest e da 1,6 milioni nelle “regioni rosse”. DA QUESTI dati si comprende come Grillo abbia saputo drenare voti da tutti: dai delusi berlusconiani, dai leghisti, dal Pd. Il balzo lo fa quando riesce a cumulare entrambe le emorragie come succede in Liguria (32%), Marche (32), Sicilia (34). Essendo la più consistente, invece, l’emorragia berlusconiana nutre tutte le altre: 5 Stelle, astensionismo e anche il Centro. Monti, infatti ottiene poco più di 3,5 milioni di voti rispetto ai 2 milioni di cui beneficiava Casini nel 2008. Il suo è un risultato al di sotto delle aspettative sul piano politico ma comunque fa crescere in dimensioni il “centro” modificandone la natura. La crescita, infatti, è maggiore in Trentino, Lombardia e Liguria mentre non è forte al Sud.

Degne di nota sono anche gli andamenti dell’area della sinistra radicale che secondo l’Istituto Cattaneo, può accreditarsi di 400 mila voti in più (nel confronto tra Sel, Rc e Pcl nel 2013 e Sinistra Arcobaleno, Pcl e Sinistra Critica nel 2008). In realtà, in Rivoluzione civile c’era anche Di Pietro. Calcolando i suoi voti del 2008 (1,5 milioni) il saldo è negativo di oltre un milione di voti. Crolla, infine, l’area della Destra più estrema (Forza Nuova, La Destra, Casa-Pound, Fiamma) che passa da 1 milione di voti nel 2008 a 400 mila. Perdita più marcata nelle regioni del Nord rispetto al Centro-sud.

“Vi abbiamo osservato … ecco le nostre proposte per il PGT di Senago”

Abbiamo inoltrato al Comune di Senago le nostre osservazioni al PGT. Il fascicolo che vi presentiamo è lo stesso documento che abbiamo protocollato e riprende molte delle idee contenute nella nostra proposta di governo presentata per le scorse elezioni.

Buona lettura.

SinistraSenago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune

Scarica il fascicolo delle osservazioni (.pdf)

pgt

Due voti utili

VOTASimbolo-Rivoluzione-civile

Per costruire l’Italia dei diritti, del lavoro, della dignità

Perché sono possibili altri modi per uscire dalla crisi

Per dare voce ai lavoratori e riportare la sinistra in Parlamento

VOTAPerUnAltraLombardia

Per girare pagina in Lombardia e chiudere con la politica del malaffare

Perché acqua, suolo, scuola pubblica, sanità pubblica, trasporti siano beni comuni per tutti

Per Umberto Ambrosoli Presidente della Lombardia

La salute pubblica a Senago (che fine ha fatto la casa della salute?)

“Cittadini di Senago che ci scrivono”

Da quando ho messo  la testa dentro l’aula del consiglio comunale, sia fisicamente che virtualmente, ho l’impressione, netta, che qualcosa non funzioni. Come se un ingranaggio non girasse. Si perde tempo dappertutto, intendiamoci: succede a casa, succede a lavorare e in compagnia, con gli amici. Fa parte della nostra natura. Ma in consiglio la perdita di tempo è ‘istituzionalizzata’; a volte si ha l’impressione che le regole la salvaguardinoInterrogazioni/interpellanze ‘stravaganti’, inutili,discusse quando ormai non c’è  più motivo di farlo o accettate in barba al buon senso. Interrogazioni/interpellanze che costano alla collettività. Alla facciadel vecchio detto  ‘il tempo è denaro’. Quanto tempo si potrebbe risparmiare?  Spesso invece Interrogazioni/interpellanze rappresentano un’occasione ‘mediatica’, un momentoriservato ai consiglieri checosì si possono mettere in luce. E purtroppo  per alcuni consiglieri queste sono le uniche occasioni. Momento che dura, a conti fatti, almeno dieci minuti: cinque per fare la domanda, cinque per dire se la risposta ha soddisfatto le proprie esigenti aspettative.  Ultimamente, una di queste interpellanze/interrogazioni ‘estrose’ e in modo bipartisan è  quella del rilevante  problema della deiezione dei cani. L’argomento  rappresenta uno dei temi più “spinosi” della pacifica convivenza tra i cittadini. E mi riferisco alla collettività nel suo insieme, perché chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane arreca danno a tutti, amanti o meno degli animali, possessori o meno di un animale.L’obbligo di raccogliere le deiezioni del cane è stato accolto da tempo nella legislazione del nostro Paese, grazie a numerose ordinanze del Ministero della Salute in materia di gestione dei cani. L’ultimo provvedimento in ordine cronologico, attualmente in vigore, è costituito dall’Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 marzo 2009 , intitolata “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” (pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009). In particolare ai sensi dell’articolo 2, comma 2, punto 4 “è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse”. . Quindi la raccolta delle feci non è solamente un dovere civico ed un’espressione del buon senso, ma rappresenta un vero e proprio obbligo giuridico imposto a tutti i cittadini che a qualunque titolo conducano a spasso un cane. il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure, sempre in base alla sopracitata ordinanza: utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a metri 1.50 in luoghi pubblici o affollati e sui mezzi di trasporto, portare con sé museruola rigida o morbida da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta dell’autorità competente. La questione va posta in questi termini: chi vive con un cane ha il sacrosanto diritto di portare il proprio beniamino a sporcare fuori casa, se non ha un giardino,  e possibilmente in spazi verdi che non siano di dimensioni irrilevanti; chi abita in città ha l’altrettanto sacrosanto diritto di non imbattersi frequentemente nelle feci dei cani e di trovare marciapiedi puliti. Trovare il giusto equilibrio tra esigenze così apparentemente diverse è possibile. Occorre anzitutto educare i proprietari di cani. Le sole ordinanze repressive non sono sufficienti ad eliminare il problema, anche perché le sanzioni vengono comminate raramente..Detto questo c’è da rimarcare che il problema, peraltro, va ben al di là di quello delle deiezioni canine: investe quello assai più ampio della mancanza di senso civico delle persone. Basta andare in giro nei prati il giorno dopo che è passato l’operatore ecologico per vedere cartaccia, rifiuti commestibili, lattine, bottiglie intere e rotte, vandalismi,distruzione di giochi dedicati ai fanciulli e , di arredi urbani e in alcuni casi, anche preservativi. O passeggiare lungo i corsi d’acqua o le strade che sono intorno a Senago per vedere discariche di eternit, plastica, sacchi di rifiuti etc, per non parlare di quando nevica, quando le ordinanze  e le raccomandazione riportate dal piano neve predisposto per la prima volta dal comune per lo sgombero delle neve,  davanti alle abitazioni, esercizi commerciali e artigianali,  vengono regolarmente ignorate obbligando i pedoni a camminare lungo le strade che  fortunatamente, almeno quelle principali ultimamente vengono sgombrate abbastanza celermente Io non voglio sottovalutare la questione delle deiezioni canine (permettete la battuta, una volta schiacciarle era considerato un portafortuna e comunque meglio schiacciarne una che cadere sul coccio di bottiglia) ma la questione  secondo il sottoscritto, porprietario  di un cane di media taglia, va posta in altri termini: . trovare il giusto equilibrio tra le varie esigenze è possibile. Occorre anzitutto educare e sensibilizzare tutti i cittadini, senza criminalizzare chi possiede un cane e affidarsi semplicemente al buon senso civico di tutti.. Credo che portando in Consiglio simili questioni non si ottenga granchè senon, come dicevo all’inizio, delle perdite di tempo, visto anche i problemi che ha la nostra cittadina, come adesempio  l’edificazione della  “casa della salute”, la grande incompiuta: purtroppo su di essa nessuna interrogazione o interpellanza .Eppure a Senago manca uno spazio adeguato per questo, visto che abbiamo un centro gestito dall’ASL, in via Monte Grappa che non riesco a capacitarmi come l’ufficio di igiene  non l’abbia già chiuso e un altro privato in Pza Moro con spazi angusti dove si è costretti anche ad aspettare fuori e non credo che sia piacevole, specialmente d’inverno, per una persona anziana. Faccio presente che sono stato volutamente ripetitivo, in alcuni passaggi, per non dare adito a equivoci o fraintendimenti

Carlo Cella

Acqua, sabbia, cemento: ecco il nuovo PGT della giunta FOIS di Senago!

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Inutile aggiungere molte parole di commento: basta leggere i documenti del PGT (incompleto) emesso da questa giunta. Un PGT incentrato sul consumo di territorio. Primo fra tutti le SUPERSTRADE (così loro stessi definiscono le tangenziali) che vogliono fare e che determineranno enormi colate di cemento, detriti e catrame, al posto del VERDE che ora c’è ed ESISTE!!!!!

Ed ancora, Papa Giovanni, ora esempio di quartiere residenziale modello, diverrà quartiere sub-urbano ad ALTA DENSITA’ abitativa: “ora è troppo dispersivo – così dicono -, bisogna fare molte case per non farli  sentire da soli”; poi la tangenziale e quindi piantumare per mitigare il disagio.

Bravi, togliete ai nostri figli quel poco di spazio che rimane loro per vivere.

Così, anzichè cogliere l’occasione del PGT per dire davvero STOP al consumo di territorio e dare invece nuovo impulso ai servizi (della Casa della Salute purtroppo non esite alcuna traccia nei documenti), Fois & Co. stanno facendo di tutto per portare a compimento i loro progetti edilizi e completare la grande colata di cemento che ha già portato Senago ad essere tra i paesi italiani a più alta densità d’uso del territorio (oltre 6700 abitanti per chilometro quadro).

Noi non ci stiamo. Stiamo lavorando per preparare le nostre “osservazioni”, il nostro CONTRO-PGT, sebbene, e nonostante sia contro le regole e forse la legge, non siano stati pubblicati i documenti più importanti del Piano.

Istituito il gruppo di lavoro del Comune sulle vasche. E per l’allargamento del canale scolmatore (propedeutico alle vasche)?

Abbiamo letto, con una certa soddisfazione, che dopo tanti proclami sul tema delle vasche, finalmente qualcosa si muove da parte dell’amministrazione.

Forse hanno letto e seguito il nostro appello (vedi manifesti affissi in paese) o forse il buon senso li ha presi in animo, fatto sta che noi, come tutti i cittadini di Senago, auspichiamo che l’avvio di un Gruppo di Lavoro per verificare le possibilità di un procedimento per via legale affinchè si possa evitare questo scempio, formata da tutti i soggetti politici presenti nel Consiglio Comunale oltre ad alcune associazioni, un componente del Comitato Senago Sostenibile ed un cittadino esterno, porti a contrastare questa idea inutile e dannosa per il territorio e i cittadini di Senago.

Speriamo però che non sia troppo tardi perchè, intanto che si discute sui vari “cavilli legali”, da quel che sappiamo entro pochi giorni o al più qualche settimana, saranno avviati i lavori dell’allargamento del canale scolmatore che, a nostro modesto parere, oltre ad essere un’ulteriore e inutile squarcio nel territorio, quest’opera sarà funzionale alla costruzione delle vasche di laminazione, cosi come recita il piano della regione.

Ciò comporterebbe, alla fine, una tacita e disonorevole accettazione, le cui scusanti non placcherebbero la delusione e la rabbia dei cittadini e sarebbero un’ulteriore conferma delle ambiguità e/o ipocrisie fra ciò che si proclama, sopratutto in campagna elettorale, e ciò che poi si realizza nei fatti.

Sara un caso che attualmente Senago è dentro fino al collo nella storia delle vasche.

Ci dispiace solo di non poter far parte di detta commissione, cui avremmo molte cose da dire, pur essendo noi una forza politica ben presente ed affermata a Senago ed essere stati fin dall’inizio i promotori ed i potatori della battaglia contro le vasche di laminazione. Semplicemente non ci hanno considerati!

Anche questo sarà un caso?

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(nella foto il lago già presente all’interno della cava di via Brodolini)

SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune

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Elezioni regionali della LOMBRADIA ed elezioni politiche 2013

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