E’ confermato: non esistono diritti edificatori su suoli non ancora edificati.

di Edoardo Salzano. (dal sito Stop al Consumo di Territorio)

logo_salviamoilpaesaggioUna recente sentenza del Consiglio di Stato (6656/2012) – che riprendiamo dalla rivista online Lexambiente – ribadisce interpretazioni delle leggi vigenti, ignorando le quali tecnici e amministratori incompetenti hanno contribuito al pesante e ingiustificato consumo di suolo. E’ confermato: non esistono “diritti edificatori” né “vocazioni edificatorie” di suoli non ancora edificati; dunque un Piano urbanistico può essere riformulato stralciando previste aree di espansione edilizia nel tempo resesi non necessarie … In un comune salentino, Monteroni di Lecce, il comune aveva approvato un nuovo Prg che destinava a verde privato un’area destinata dai precedenti strumenti di pianificazione a zona di completamento. Il proprietario ha ricorso al Tar chiedendo l’annullamento degli atti e il ripristino della precedente destinazione.
Il Tar ha rigettato il ricorso e il proprietario si è appellato allora al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha confermato la sentenza del Tar con motivazioni interessanti per il loro carattere generale. Abbiamo notizia della sentenza dalla bella rivista online di Luca Ramacci, Lex ambiente, dalla quale riprendiamo di seguito sia il commento (firmato F. Albanese) che il testo integrale della sentenza.

Agli argomenti di valutazione positiva della sentenza espressi da Albanese vogliamo aggiungerne due.

1  – Il Consiglio di stato afferma ( paragrafo 5.1) che la nozione di naturale vocazione edificatoria postula la preesistenza di una edificabilità di fatto, cioè può essere attribuita solo a un terreno già edificato. ed è quindi concetto impiegato propriamente nelle sole vicende espropriative, stante la sottoposizione di ogni attività edilizia alle scelte pianificatorie dell’amministrazione Non ha quindi alcun senso parlare di “vocazione edificatoria” di un suolo riferendosi a precedenti previsioni urbanistiche legittimamente modificate, e nemmeno a situazioni di fatto diverse dalla già avvenuta edificazione.

Possiamo dunque ritenere ulteriormente confermate le conclusioni alle quali eravamo da tempo arrivati sulla base dell’analisi della giurisprudenza: non esiste alcun fondamento giuridico sulla cui base il proprietario di un terreno possa rivendicare un “diritto edificatorio”, o un malaccorto urbanista o amministratore possa motivare la decisione di rendere edificabili aree che attualmente non lo sono.

2 – La sentenza afferma ( paragrafo 2.1) che « l’urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione, non possono essere intesi, sul piano giuridico, solo come un coordinamento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma devono essere ricostruiti come intervento degli enti esponenziali sul proprio territorio, in funzione dello sviluppo complessivo e armonico del medesimo; uno sviluppo che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli, non in astratto, ma in relazione alle effettive esigenze di abitazione della comunità ed alle concrete vocazioni dei luoghi, sia dei valori ambientali e paesaggistici, delle esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti, delle esigenze economico-sociali della comunità radicata sul territorio, sia, in definitiva, del modello di sviluppo che s’intende imprimere ai luoghi stessi, in considerazione della loro storia, tradizione, ubicazione e di una riflessione de futuro sulla propria stessa essenza, svolta per autorappresentazione ed autodeterminazione dalla comunità medesima». E’ esattamente il modo di vedere la pianificazione urbanistica che eddyburg sostiene e promuove.

… continua qui per leggere il testo completo della sentenza.

§

Forse ora Senago dovrebbe fermare il suo PGT e rivalutare le reali esigenze e fabbisogni abitativi come non ha mai voluto fare, ed attivare quindi il CENSIMENTO DEL CEMENTO come proposto dal forum di Salviamo il Paesaggio, diventato oramai campagna nazionale permanente. Noi siamo sempre in attesa di una risposta dal Sindaco di Senago all’istanza presentata e proprio riferita a questo censimento.

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