Tangenziale Esterna (TE), Massimo Gatti: “Con l’aumento di capitale la società passa in mano ai privati. E’ una vergogna!”

Milano, 11 aprile 2013. In merito all’approvazione del progetto di bilancio per l’esercizio 2012 e alla sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberati dal cda di TE (Tangenziale Esterna Spa – la società incaricata di progettare, realizzare e gestire in concessione per cinquant’anni la Tangenziale Est Esterna di Milano), avvenuta lo scorso 4 aprile, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:
 
“Con il progetto di bilancio 2012 approvato dal Cda di TE e con la sottoscrizione dell’aumento di capitale, il nuovo assetto azionario vede la quota detenuta da Tangenziale Esterne passare dal 57% (prima della sottoscrizione) al 42,40% (dopo la sottoscrizione). In sostanza si è decisa la privatizzazione della società. Un’ulteriore vergogna passata, praticamente, sotto silenzio, con la regia del noto “esperto di trasporti”, e soprattutto ex Assessore Regionale, Stefano Maullu.
Ribadisco, come già feci, inascoltato, nel luglio 2005: tutte le società della galassia TEM vanno sciolte.
Ora mi auguro che l’Assemblea dei Soci, che si riunirà entro fine aprile, non sottoscriva tale opzione, ma è chiaro che la situazione si aggrava sempre di più prevedendo anche il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti.
Trovo imbarazzanti anche le rassicurazioni, arrivate anche dal plurinominato Marzio Agnoloni, in merito al reperimento dei fondi necessari per il completamento dei lavori per la TEM che in realtà al momento non ci sono.
Vanno sospesi immediatamente tutti cantieri autostradali e lo scempio dei nostri territori, fagocitati dai governi nazionali che si succedono e dalle giunte PDL/Lega di Regione e Provincia.
Anziché continuare a taglieggiare i pendolari con rincari continui a fronte di un peggioramento dei servizi, occorre investire tutte le risorse disponibili per l’agricoltura, i parchi e il potenziamento del trasporto pubblico locale su gomma e, soprattutto, su ferro. Dal prolungamento della M2 a Vimercate e della M3 a Paullo, all’interramento della Rho-Monza e al completamento di opere attese da decenni come la riqualificazione della paullese.
Comune di Milano, Provincia e Regione, anziché puntare su un EXPO spento e puntellato anche da Marchionne con soldi non suoi ma dei lavoratori cassaintegrati, varino un piano straordinario metropolitano e regionale per il trasporto pubblico, l’edilizia scolastica, la bonifica dei siti inquinati e la manutenzione della rete viabilistica (non si riparano neanche le buche e la segnaletica)”.
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