Archivi del mese: giugno 2013

Addio alla compagna delle stelle

hackAddio alla scienziata Margherita Hack, la compagna delle stelle

Addio alla compagna e scienziata Margherita Hack. È stata un’astrofisica, divulgatrice scientifica e molto impegnata in campagne politiche e sociali. E’ morta la notte scorsa all’ospedale Cattinara di Trieste, dove era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci. Aveva 91 anni. Margherita è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e dato un forte contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Donna di sinistra, donna comunista, è stata più volte candidata nelle liste del Prc-Pdci sia alle elezioni regionali che nazionali.
Ci mancherai Margherita, ci mancherà quel tuo sorriso, quel tuo impegno mai arretrato nel combattere le ingiustizie di ieri e di oggi.

“Con la morte di Margherita Hack – dichiara Paolo Ferrero, Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista – perdiamo una grande donna e una grande umanista: scienziata, laica, comunista. In un mondo maschilista, è stata un esempio di donna determinata e coraggiosa, ironica, grande comunicatrice e divulgatrice, paladina dei diritti, dei beni comuni e dell’ambiente. La voglio ringraziare ancora una volta per aver accettato con generosità ed in puro spirito di servizio, di candidarsi più volte nelle liste comuniste. Margherita avendo la testa volta verso il cosmo ha avuto sempre i piedi ben piantati per terra, quella terra che le auguriamo le sia lieve”.

POLITICAITALIA 29/06/2013 (Da Controlacrisi.org)

Se lo fa Parigi, perchè non può farlo anche Senago?

ztl_30_imagesParigi si appresta a rivoluzionare il settore della mobilità diventando una città per ciclisti. A settembre verrà attuato il piano di trasformazione che prevede di imporre il limite di velocità a 30Km/h in almeno un terzo delle vie di tutta la città.

Anche a Senago era stata fatta una simile proposta che si può leggere nel piano delle azioni positive redatto dal forum di Agenda21 locale ma che le amministrazioni, successive a quella della giunta Chiesa, hanno pensato di lasciare nel cassetto.

Se lo fa quindi Parigi, avendolo precedentemente sperimentato, perchè allora non può farlo Senago? Con una viabilità a 30Km/h si eviterebbe rumore, inquinamento, incidenti e perfino morti. Trovando la città più sicura ne beneficierebbero tutti e soprattutto le categorie più vulnerabili.

Perchè nel PGT non è stato considerato questo punto importante così come espresso dal forum di Agenda21?

Riportiamo l’articolo di Sara Ficocelli scritto per Repubblica.

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Parigi, via al limite dei 30 all’ora. “Diventerà una città per ciclisti”

A settembre l’amministrazione cittadina compirà una rivoluzione nel settore della mobilità, imponendo il limite su un terzo delle vie urbane. La misura, già sperimentata nel 10° arrondissement nell’aprile 2012, verrà ora generalizzata di SARA FICOCELLI … leggi tutto l’articolo qui

Il SUAP, l’Assessore alle Feste, il LAVORO: “non hanno capito un fico secco”

Lavoro-NeroPochi giorni fa abbiamo avuto, come SinistraSenago, un incontro da noi richiesto con la Giunta Comunale ed il Sindaco Fois.

Presenti, oltre al Sindaco, l’assessore ai lavori pubblici Zoani, e l’assessore alle attività produttive e commercio (SUAP) Campagner.

Uno dei temi su cui abbiamo voluto concentrare l’attenzione della giunta era il lavoro. Il perdurare della crisi odierna, iniziata oramai da più di un lustro, non presenta segni di miglioramento e le previsioni economiche emanate dai principali istituti statistici italiani non danno cenno di ripresa, rimandando il tutto ad un improbabile 2015, come dire “non si sa che pesci pigliare”.

Senago non è da meno e diverse aziende locali vertono in situazioni di difficoltà.

I primi a subire le conseguenze di questa situazione sono ovviamente i lavoratori che si trovano spesso messi in difficoltà economiche da situazioni di cassa integrazione o mobilità, quando va bene, od in più precarie posizioni quando licenziati.

Questo sta accadendo ai lavoratori della Brazzoli, giusto per fare un esempio, azienda oramai in crisi da più di un anno, nonostante le commesse non manchino, e che ha già messo diversi lavoratori in cassa integrazione, puntando ora a metterli completamente fuori gioco licenziandoli per mezzo della mobilità.

Consapevoli di questa situazione generale, abbiamo allora chiesto a Sindaco e Giunta di istituire un’apposita delega di assessorato al lavoro, quale mezzo primario per aiutare i lavoratori a ricostruirsi una posizione lavorativa di dignità.

La risposta del SINDACO Fois, tanto immediata quanto impropria, è stata che c’è già chi si occupa di questa tematiche, “l’assessore all’Ambiente Ecologia e SUAP”.

Tralasciando la delega all’ecologia, siamo allora andati a vedere di che cosa si occupa il SUAP leggendo dalle pagine ufficiali del sito del Comune:

Il servizio SUAP fornisce informazioni su:
  • modalità di presentazione delle istanze relative a nuova realizzazione, ristrutturazione, ampliamento, riconversione e nuova localizzazione di impianti produttivi di beni e servizi,
  • modalità di presentazione delle istanze relative a interventi edilizi su immobili a destinazione non residenziale,
  • consulenza generale relativa alla fattibilità di interventi a carattere economico con particolare riferimento alle procedure e alla tempistica.
Il servizio si occupa di:
  • gestione delle procedure relative agli interventi edilizi su immobili a destinazione non residenziale che necessitano di rilascio di permesso di costruire, presentazione di Denuncia di Inizio Attività o di comunicazione di manutenzione ordinaria, richiesta di certificato di agibilità,
  • esame pratiche di inizio attività produttiva, scarichi idrici derivanti da attività produttive, emissioni in atmosfera e altre autorizzazioni necessarie per dare avvio ad una attività produttiva,
  • distributori carburanti,
  • gestione ordinaria attività di cava.
Il servizio Commercio fornisce informazioni sull´istruttoria delle domande relative ad attività commerciali ed artigianali.
Esso si occupa principalmente di:
  • esame pratiche commerciali (commercio in sede fissa, su aree pubbliche – su posteggi in concessione e in forma itinerante),
  • gestione dell´area mercatale e fieristica,
  • esame pratiche di esercizi pubblici e di somministrazione alimenti/bevande,
  • rilascio autorizzazioni per pubbliche manifestazioni/spettacoli,
  • rilascio autorizzazioni di pubblica sicurezza,
  • rilascio autorizzazioni per rivendita giornali/riviste,
  • esame pratiche per lo svolgimento dell´attività di acconciatore ed estetista.

Insomma, tutto tranne il lavoro!

Ora, noi non pensiamo che ogni nostra richiesta possa essere accolta in modo immediato, ma nemmeno possiamo pensare di accettare che una giunta si permetta di prendere in giro una forza politica che rappresenta dei cittadini facendo passare affermazioni che nulla hanno a che vedere con argomenti specifici reali e per i quali c’è una popolazione sempre più vasta che sta vivendo dei drammi.

Il SUAP, come è evidente, non si occupa di lavoro ma si occupa di ben altri argomenti.

L’assessore in causa poi, per quanto possa essere competente in materia SUAP ed Ecologia, è molto impegnato ad occuparsi, sin dall’inizio del suo mandato, di ben altri argomenti (per i quali peraltro manifestiamo il nostro gradito consenso): egli fa in realtà “l’Assessore alle Feste”.

Ecco, tutto questo non centra nulla con il lavoro e ci chiediamo che cosa hanno allora capito Sindaco e Giunta del nostro messaggio che portiamo avanti a nome dei lavoratori, non pochi, che sono oramai allo stremo delle proprie forze e prossimi alla disperazione di vedersi entrare anch’essi a far parte dell’incubo del tabellone dei disoccupati.

Ecco, una risposta a loro forse andrebbe data, visto che il Comune, ed i suoi rappresentanti eletti, sono una istituzione di questo Stato, ma non è certo con le feste che si nutre la speranza di un nuovo posto di lavoro per poter continuare a dar da mangiare ai propri figli con dignità.

Stop al consumo di suolo: anche la FILLEA CGIL edili aderisce, manca solo Senago

20130618_fillea_stopSono tanti oramai i Comuni che aderiscono all’iniziativa di Salviamo il Paesaggio per il “censimento degli alloggi e dei capannoni sfitti” e per lo “STOP CONSUMO DI SUOLO”. In tanti, tra cui i vicini Comuni di Cormano, Bresso, Cinisello Balsamo, Garbagnate Milanese, … manca solo Senago.

Dopo l’incontro che SinistraSenago ha recentemente avuto con Sindaco e Giunta (presenti Fois, Compagner e Zoani) nel quale è stata ribadita con fermezza la nostra volontà di avere un PGT as ZERO consumo di suolo, presentando alla giunta le vostre firme della petizione sul “censimento edilizio”, ci chiediamo a che punto è la situazione in relazione al PGT che stanno per varare, viste le non risposte seguite all’incontro.

Non abbiamo infatti avuto più alcuna notizia, nonostante i solleciti, ne di presentazione in consiglio comunale della vostra petizione ne di eventuali revisioni del PGT in corso.

Purtroppo, in assenza di risposte concrete, ci troveremo a dover far ricorso al giudice di pace per denunciare la mancanza di correttezza della giunta, stante il perdurare di irregolarità che continuano dall’inizio del loro governo in questo Comune.

Così è stato per l’istanza presentata a Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale  settembre sull’argomento, cui non è mai stata data risposta, e così è oggi, ovvero scaduti i termini per una risposta comunque dovuta, per quanto riguarda la petizione per cui sono state raccolte le firme di voi cittadini.

Un comportamento, quello della giunta, paragonabile a quello delle peggiori destre che hanno governato il nostro paese e che non ci  potevamo certo aspettare da una giunta di centro-sinistra, come lo è quella guidata dal sindaco Fois. Peccato, peccato per voi cittadini, peccato per la democrazia del nostro Comune, peccato per il nostro territorio che sarà prossimo ad essere sottomesso ad un PGT del cemento. E’ forse questo il motivo per cui nessuno di loro si degna nemmeno di rispondere alle nostre istanze: la loro “voglia di cemento”.

L’articolo che segue riguarda l’ultima importante adesione al progetto di Salviamo il Paesaggio, dove anche FILLEA-CGIL ha aderito all’iniziativa.

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Al convegno organizzato a Roma dal WWF il 31 maggio e il 1° giugno 2013 si è molto dibattuto, con interventi di grande autorevolezza, su “riutilizziamo l’Italia”, “contenere il consumo di suolo” e “riqualificare il belpaese”. Il 1° giugno “La Repubblica” ha pubblicato un articolo di Salvatore Settis dal titolo “La strana alleanza in salsa verde”. Nei giorni precedenti sono stati depositati da parte di diversi gruppi parlamentari disegni di legge che rientrano entro il perimetro del consumo di suolo e delle aree urbane e altri gruppi parlamentari hanno annunciato la presentazione di nuovi ddl.

Le istituzioni, i partiti e i loro gruppi parlamentari, l’associazionismo e il sindacalismo imprenditoriali e dei lavoratori dipendenti, specialmente delle costruzioni, devono, a nostro avviso, affrontare un dilemma: viene prima il territorio e dopo le aree urbane e gli appartamenti o prima vengono gli appartamenti, le aree urbane e, poi, il territorio? Fare una scelta anziché un’altra non è indolore.

Da tantissimi anni gli italiani che “partecipano” alla filiera decisionale del costruire hanno scelto, con i risultati disastrosi che sono stati evidenziati per ultimo dalla totalità degli intervenuti al già richiamato convegno, di soddisfare la fame (o l’ingordigia) di case, di immobili singoli o condominiali, di capannoni. Il tutto con la partecipazione di chi il territorio lo deve governare nel rispetto della Costituzione e della legislazione, che certamente non prevede i colossali processi di cementificazione privata o pubblica di cui il BELPAESE è vittima. Invece, nello stesso periodo, del territorio se ne sono occupati solamente qualche professore o qualche associazione sindacale o di cittadini.

Tra le ultima iniziative evidenziamo quella organizzata a Torino il 22 marzo 2013 dalla FILLEA CGIL dal titolo “Consumo di suolo ZERO” e l’assemblea organizzata il 4 maggio u.s. a Bologna dal Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”. Nel corso di queste ennesime iniziative si è approfondito il tema, assumendo la convinzione che la drammaticità della situazione non ammette subordinate.

Il Consiglio Europeo sta già per varare una Direttiva Comunitaria che identifica bene la questione attraverso l’analisi del fenomeno, la definizione di contenuti chiari e univoci dei termini che si usano (cos’è suolo, impermeabilizzazione, cementificazione, etc…), la predisposizione di programmi precisi e vincolanti finalizzati a raggiungere l’obiettivo “ZERO consumo di suolo”.

Gli istituti più autorevoli ci dicono che si consumano in Italia giornalmente circa 100 ettari (moltiplicare per 10.000 per avere i mq) e non sarebbe difficile calcolare per quanto si moltiplica il valore in Euro di un mq di terreno non impermeabilizzato fino alla fase in cui un cittadino acquista l’appartamento o altro manufatto che impermeabilizza il suolo.

La FILLEA, a Torino, ha lanciato la proposta di ridurre entro il 2020 il consumo di suolo in Italia di almeno il 50%, e che da subito tutte le decisioni che fanno capo all’edificazione dipendente dalle pubbliche amministrazioni e collegate, a qualsiasi titolo destinati, o che fanno capo a risorse finanziarie date a privati per lo stesso scopo, siano edificati solo su terreno impermeabilizzato, possibilmente già di proprietà pubblica.

Il Forum Salviamo il Paesaggio, a Bologna, ha suggerito diverse azioni immediate, tra cui la considerazione dell’identità dei suoli liberi o fertili come assoluto Bene Comune e come Valore ecologico ed economico (turistico, culturale, agricolo, enogastronomico …) e il rapido inserimento nel calendario dei lavori parlamentari delle commissioni competenti del ddl “Salva suoli”, per il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione delle aree agricole.

A partire da “adesso” riteniamo che gli Enti Locali, in coerenza con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo, debbano rivalutare le scelte operate che comportano l’utilizzo del suolo non impermeabilizzato.

Convinti di essere all’interno dei solchi degli articoli 9, 41, 44 e 137 della Costituzione, ci sembra che le proposte di cui sopra possano essere assunte “velocemente e adesso” da tutti gli Enti Locali che hanno formale competenza sul “GOVERNO DEL TERRITORIO E DELLE AREE URBANE”.

Il pubblico può decidere sul pubblico, e può decidere se una superficie deve essere impermeabilizzata e no. Sulla terra e sul suolo, a differenza dell’acqua e dell’aria, da secoli gli esseri umani vantano diritti di proprietà e di uso. Ma su di essi è la Costituzione, nei modi previsti, che esercita un diritto pubblico primario.

Pertanto prima si eserciti, finalmente, questo diritto primario e conseguentemente nello stesso provvedimento si affronti il tema della ristrutturazione, della riqualificazione e del riutilizzo delle aree urbane e non urbane. Il prima e il dopo non sono temporali, ma politici e di tutela degli interessi generali.

Chiudiamo il recinto prima che i buoi scappino definitivamente, intendendo per recinto il territorio e per buoi le aree urbane e gli edifici.

Continuano a essere tante le scelte di cementificare fatte per fini nobili, tra gli ultimi un terreno non impermeabilizzato confiscato alla mafia destinato al Comune di Palermo e ceduto alla Curia palermitana per costruire la chiesa a Padre Puglisi sul territorio in cui operava. Ma a Brancaccio non ci sono luoghi già impermeabilizzati dove edificare la chiesa? Sono rari i casi di amministrazioni che dicono “no” alla costruzione su terreno non impermeabilizzato come ha fatto nei mesi scorsi la provincia di Torino negando all’Ikea l’autorizzazione di costruire un centro commerciale su una superficie di 18 ettari.

Le proposte della Fillea e del Forum si possono approfondire nelle pagine:
http://www.filleacgil.it/nazionale/?option=com_content&view=category&layout=blog&id=113&
Itemid=204 e www.salviamoilpaesaggio.it .

Chi avrà voglia di approfondire, leggerà che il principale sindacato della filiera delle costruzioni e il Forum che comprende più di 900 organizzazioni e migliaia di cittadini non sono diventati degli “integralisti del territorio”. Più semplicemente una crisi che ha determinato 400 mila disoccupati su un milione di occupati non può essere affrontata con pannicelli caldi o con qualche nominale “eco” o “bio”, fermo restando che l’importante è continuare a costruire dappertutto.

Abbiamo sempre pensato che la fase di crescita o di arricchimento non corrisponde con quella di sviluppo del nostro paese e alle centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che oggi piangono le conseguenze di questa crisi strutturale vogliamo dare una prospettiva non più basata su quanto Sciascia prima e Rosi dopo fin dagli anni ’60 hanno scritto e raccontato nel libro “Il giorno della civetta” e nel film “Mani sulla città”.

Il pubblico (eletti e funzionari) DEVE governare il territorio e non favorire gli interessi privati (palazzinari, cementificatori, tangentisti e mafiosi).

I privati di cui sopra, come hanno dimostrato i grandi sequestri di mafia operati sul fronte degli impianti eolici, sono pronti a sfruttare qualsiasi tecnologia o tendenza ambientalista. Il pubblico, di cui sopra, affermi la determinazione di voler governare il paese sul solco di tutto ciò ha fatto diventare l’Italia il “BELPAESE”.

Roma, 18 giugno 2013

Fillea Cgil
Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio”

PSoL del Brasile: “La rivolta popolare è legittima!”

Nota del PSoL – Partido Socialismo e Liberdade (Brasile)

La rivolta popolare è legittima! Abbasso la repressione!

PSOLIl PSoL (Partido Socialismo e Liberdade) manifesta iol suo totale appoggio alle manifestazioni in corso in tutto il Brasile contro l’aumento delle tariffe dei trasporti collettivi e rifiuta con forza la violenza poliziesca che cerca di reprimere il legittimo diritto di organizzarsi e di manifestare.

La crescente intensità delle proteste – che si sono estese da Porto Alegre, Natal, Maceió, Goiânia, Rio de Janeiro e São Paulo – ha fatto breccia nel blocco della grande stampa ed è diventata un tema di mobilitazione sociale.

I governanti dell’ “usa e getta” non riescono a capire che la rivolta è causata dal rifiuto di un sistema di trasporti pubblici in cui bisogna stare in piedi fino a sei ore al giorno in autobus di pessima qualità, spendendo fino a un terzo del salario e che tutto ciò ha anche spinto al grande appoggio popolare alle manifestazioni. La contestazione che è partita con i giovani è solo la punta dell’iceberg di un’immensa insoddisfazione collettiva. Rispondere con intransigenza, truculenza e brutalità poliziesca significa gettare benzina sul fuoco. Alckmin (il governatore dell stato di São Paulo, di destra, ndt), Haddad (il sindaco di São Paulo del PT, ndt), Cabral (il governatore dello stato di Rio de Janeiro, centrista, ndt) e Paes (il sindaco di Rio de Janeiro, centrista, ndt) assumano le proprie responsabilità di fronte alla repressione rivoltante e sproporzionata e di fronte alla propria passività. Inoltre sottolineiamo come non tocchi al ministro della Giustizia Cardozo aizzare la truculenza della repressione e sostenere la Polizia Federale nella repressione dei movimenti.

Nello stesso tempo, la escalation della violenza della Polizia militare, in particolare nella capitale dello stato di São Paulo, dimostra che la politica totalitaria dei governi municipali e dei diversi stati della federazione brasiliana non riesce a tollerare le differenze di opinione, le critiche, le contestazioni, come risulta anche dalla criminalizzazione dei movimenti sociali e dei manifestanti, cosa inammissibile in una società democratica. Tutto ciò merita il rifiuto del PSoL. Esigiamo la liberazione immediata di tutti i fermati e degli arrestati. Riteniamo, inoltre, inammissibile colpire gli attivisti con cauzioni finanziarie, di entità assurda e con ancora più assurde imputazioni di cospirazione.

Con queste accuse di vandalismo verso l’insieme di questo ampio e legittimo movimento, chi ci governa e le classi dominanti tentano di manipolare l’opinione pubblica, ma vengono clamorosamente smentiti dai sondaggi che testimoniano dell’enorme appoggio popolare per le manifestazioni e del rifiuto della repressione e della violenza della polizia.

Va sottolineato che recentemente le tariffe dei trasporti collettivi erano state esentate da alcune imposte, cosa che avrebbe dovuto evitare gli aumenti. E’ assurdo che, nonostante i vantaggi tributari, le imprese di trasporto abbiano ridefinito le tariffe con l’assenso dei sindaci e dei governatori. La collusione tra le imprese e chi ci governa ci ricorda peraltro come queste società siano state tra i principali finanziatori delle campagne elettorali di chi ora avalla gli aumenti in modo da “pagare il conto”.

Nelle città governate dal PSoL – Macapá (di oltre 350.00 abitanti, capitale dello stato di Amapà, nel Nord, ndt) e Itaocara (cittadina di 25.000 abitanti nello stato di Rio de Janeiro, ndt) – i sindaci hanno deciso di non ammettere aumenti delle tariffe degli autobus. Per noi il governo è al servizio dei lavoratori e dei giovani e non accettano che le imprese trasformino il diritto al trasporto pubblico in un vero e proprio affare. Pensiamo che con un finanziamento adeguato e con la volontà politica si possa puntare a abbonamenti liberi per studenti o, addirittura, alla tariffa zero. La difesa di queste proposte, perciò, non ha nulla di irrealistico o di assurdo, perché punta ad assicurare il diritto costituzionale dei cittadini alla mobilità.

Il PSoL continuerà a stringere le fila in difesa del diritto alla contestazione, del diritto al trasporto pubblico di qualità, contro le violenze della polizia. Goiânia (1.300.000 abitanti, capitale dello stato di Goiàs, amministrata dal PT, ndt) e Porto Alegre (1 milione e mezzo di abitanti, capitale dello stato di Rio Grande do Sul, amministrata dalla sinistra del PT, ndt) hanno già riportato la vittoria della riduzione delle tariffe. E’ il momento di andare avanti e ottenere altri successi. E’ solo con la lotta che si va avanti.

Brasília, 14 giugno 2013

Partido Socialismo e Liberdade – PSoL

Riceviamo dal Comitato Cittadino Antifascista di Bollate e pubblichiamo

Chiudiamola

Bollate – 09/06/2013

Il Comitato Antifascista di Bollate ricorda ai cittadini che dal 2008 opera e lavora in difesa dei valori del moderno antifascismo e dell’antirazzismo, denunciando da sempre la presenza nella nostra città della sede della pericolosa setta neonazista hammerskin, utilizzata anche per azioni di proselitismo.

Ora finalmente anche a Roma si è parlato della skinhouse di Bollate riconoscendo la gravità del problema a livello nazionale, come sempre sostenuto dal Comitato in questi anni in tutte le sue iniziative. Sono state iniziative, dai cortei ai presidi e agli eventi culturali, nelle quali il Comitato ha sempre affrontato il riemergere del fascismo e neonazismo, con tutto quanto di abbietto ciò comporta, nella vita della nostra società.

Il Comitato, operando in rete con le altre associazioni e comitati simili sul territorio, è attivo e lo sarà sempre di più prossimamente, con ulteriori iniziative pubbliche sociali e culturali, a partire fin dalle prossime settimane.

Comitato Cittadino Antifascista – Bollate

Vasche: AIPO corre veloce ….

Abbiamo partecipato alla manifestazione “Contro le Vasche a Senago”, organizzata dal Comune e dal gruppo di lavoro, per cercare di dare il nostro diverso contributo al fine di riportare la discussione nella sua giusta collocazione: quella politica e logica.

Ma leggendo la stampa locale e quella dei partiti che, pur avendovi partecipato, si sono collocati fuori dalla manifestazione, non vi è traccia ne eco dei nostri reclami e pare che il parere manifestato sia completamente conforme all’idea del gruppo di lavoro.

Invcee noi c’eravamo ed abbiamo gridato “No vasche” e “No allargamento canale scolmatore” ed abbiamo anche reclamato che la politica di Senago si faccia sentire verso i propri rappresentanti istituzionali che hanno deciso per l’adozione delle vasche.

Noi crediamo che la soluzione esista e per questo dovrà essere conseguita secondo due direttive:

  1. la soluzione del problema è lungo l’asse del torrente Seveso e quindi è lì che dovrà essere risolta, con molteplici piccoli interventi atti a marginare gli effetti sul nascere ed istituendo una vera politica di risanamento del fiume e di gestione degli scarichi civili ed urbani che finiscono nell’alveo
  2. Senago può e deve fermare la costruzione delle vasche e per fare questo occore una vera azione politica che possono fare coloro i cui partiti governano in Provincia, Regione, Nazione: PD, PDL, LEGA in primo luogo

E mentre il Comune tace ed il gruppo di lavoro langue, AIPO, l’Agenzia incaricata dalla Regione per la realizzazione del progetto, corre velocemente verso la sua meta.

Così viene bandita una gara per appaltare attività di comunicazione a supporto del progetto: 150.000 euro per farci dire che il fiume è pulito, che le vasche sono belle, che la città diverrà salubre e la salute ne gioverà ed i bambini cresceranno felici e sereni.

Infatti la comunicazione è rivolta prevalentmente a noi, a quei cittadini di Senago altrimenti definiti come “target critici” (leggi paragrafo “Relazioni pubbliche e coordinamento della comunicazione)”.

Saranno organizzate visite guidate ai cittadini, ovvero sempre per noi “target critici” ed organizzati anche “laboratori” secondo il criterio della progettazione partecipata.

Tra gli obbiettivi, “Rafforzare le relazioni con l’ambito politico e con i cittadini”. Anche noi, senza ricevere 150.000 euro e senza fare un bando di gara, intendiamo fermamente rafforzare le relazioni con AIPO e Regione:Va………..”

Di seguito l’estratto principale del bando.

leggi il bando completo cliccando qui

aipo_uno aipo_cinque aipo_due  aipo_treaipo_quattro