Archivi del mese: luglio 2013

Il destino dei senaghesi: vasche e allargamento del canale scolmatore tutto insieme

DSCF2244Mercoledì 24 luglio si è tenuta, presso la Provincia di Milano, la riunione della 12^ Commissione Ambiente con all’ordine del giorno “Audizione AIPO e Gruppo di lavoro Comune di Senago in merito alle vasche di laminazione”.

A dispetto del titolo, tema centrale dell’incontro è stata invece la richiesta di allargamento del canale scolmatore già avanzata, come ben noto, dal Gruppo di Lavoro del Comune di Senago.

Quest’ultimo era rappresentato dal Sindaco Fois, Bassoli, Viscomi e Beretta.

La premessa del Presidente della Comissione, che apre la seduta, invita infatti i convenuti a tenere l’argomento “Vasche di Laminazione” forzatamente in disparte, così da concentrare la discussione sulla questione di allargare il canale scolmatore o meno (quasi a voler evitare che qualcuno ponesse dubbi sull’utilità e la necessità dell’opera relativa alle vasche di laminazione).

Purtroppo, nonostante fosse riconosciuta da quasi tutti i presenti, compresi i referenti senaghesi, l’inutilità di tale opera ai fini della salvaguardia di Niguarda da eventuali esondazioni, si è convenuto che l’allargamento tutto sommato potrebbe essere fatto, quasi a contentare le forzose richieste del Gruppo di lavoro che continua a vantare il progetto come la soluzione delle soluzioni, pur sapendo inopinatamente che le vasche si faranno.

Anzi secondo esponenti del GdL, l’allargamento andrebbe fatto subito, per evitare che quando (e se) arriveranno le vasche non ci sia un canale pronto a raccoglierne le acque di deflusso. Poi saranno altri comuni a valle a valutare gli impatti sul loro territorio dell’aumentato arrivo di acque luride…

Per l’allargamento del canale si tratta solo di trovare i fondi, cosa di non poco conto di questi tempi, che puntualmente piovono sul tavolo della discussione: “l’appalto della vasche è stato fatto al ribasso e si risparmierà il 30% dei costi – afferma l’Ingegnere incaricato di AIPO nel suo intervento – per cui tali fondi si possono dirottare sul canale e quindi l’opera sarebbe finanziabile già da subito”, dando così il nullaosta di AIPO col consenso anche di altri cosiglieri.

Sembrano però risultare mancanti i finanziamenti relativi alle compensazioni ambientali per legge che AIPO chiederà a Regione e Provincia di recuperare eventualmente da altre opere (forse dalle compensazioni relative alla realizzazione delle vasche stesse?).

E’ la volta della Lega che sfoggia in aula la propria soddisfazione per questo obbiettivo sostenuto localmente in dirittura d’arrivo. Un obbiettivo tutto politico però, perchè risulta certamente un palliativo che non servirà a risolvere nessuno dei problemi, ed utile solo a togliere la Lega dall’impasse politica a cui era giunta su questo argomento.

Anche il PD è convinto dell’utilità delle vasche affermando in sintesi che le vasche sono un male necessario per risolvere subito tanti problemi della provincia, cerchiamo però di fare tutto per bene per evitare problemi locali.

Da sottolineare che solo ora e dopo anni dall’inizio del progetto, tutti hanno cercato sorprendentemente di coinvolgere, in una stupefacente gara allo scaricabarile economico decisionale e finanziario, una serie di Enti così lunga da far capire in che nebbia e pericolo ci ritroviamo. Sono stati quindi  “citati a comparire in Provincia” in una futura ipotetica riunione plenaria “per capire meglio chi deve fare/pagare cosa”: Regione lombardia, Comune di Milano, Comuni con il CNO a valle di Senago, Parco delle Groane, Parco del Ticino, Provincia di Pavia, …. mancavano forse la NASA, l’ambasciatore kazako e la Confraternita della pentola e forse il quadro poteva essere completato…!

Qualche dubbio sull’opera esce da diverse parti e soprattutto il consigliere provinciale Massimo Gatti che pone diverse domande a cui non si può rispondere in modo immediato e soprattutto allargando dubbi sulle operazioni non chiare che si vogliono fare, che  portano confusione e possono peggiorare il territorio, oltre che suscitare problemi di vario tipo nelle popolazioni coinvolte. Massimo Gatti ha poi affermato che “vedere un’amministrazione ed un consiglio comunale compatto su una scelta è da rispettare, ma a Senago ci sono anche altre voci e reali esigenze di evitare vasche con i loro annessi e connessi, e sulle vasche sembra che il Comune di Senago sia ancora contrario”.

Emblematica la chiusura di Valentini, tecnico della Provincia che afferma che il canale può, a  primo parere informale, aiutare Senago a liberarsi velocemente dalle acque del Seveso contenute nelle vasche, ormai decise.

A chiusura, nonostante il Presidente della Commissione non voleva concedergliela e grazie solo all’intervento a favore di Massimo Gatti, riesce a prendere la parola un esponente di SinistraSenago. Ecco l’intervento:

“Parlo come esponente dell’associazione Sinistra Senago, che non fa parte del GdL ma che comunque rappresenta una vasta area dei cittadini senaghesi. Mi spiace il pochissimo tempo a disposizione e di dover parlare dopo le “conclusioni” di Valentini, quindi andrò per sommi capi sintetici:

– i problemi dell’asse del Seveso devono essere risolti prioritariamente dai comuni dell’asse del Seveso, dalla sua fonte fino a Milano compresi, risolvendo loro i problemi della quantità e qualità delle acque che affluiscono fino a Milano: acque non assorbite dal territorio e fortemente inquinate, e  Senago non c’entra

Senago, come altri comuni, è già stato ferito dal CSNO:  è un taglio che da decenni divide e separa la città di Senago

– L’allargamento del canale scolmatore è una toppa messa sul buco sbagliato, che porterà perdipiù altre lacerazioni sul territorio senaghese e dei comuni vicini e fornirà ulteriore giustificazione all’arrivo delle vasche

– Anche deviando tutto il seveso sul CSNO a Palazzolo, non si salva Milano dalle inondazioni. Quindi l’intervento sul canale è una soluzione inefficace, come le vasche lì posizionate.

– Come detto da un consigliere che mi ha preceduto: “la rimozione della strozzatura comporterà problemi a valle, qualcuno se ne è occupato?”

– E’ evidente che il risultato di vasche+canale allargato sarà solo spostare parte del problema  delle acque inquinate da Milano verso il Parco delle Groane e il Parco del Ticino… Bel risultato!

– L’accoppiata evidente tra vasche e allargamento canale non fa altro che rafforzare la nostra opinione nettamente contraria ad entrambi, e oggi si è visto ancora che abbiamo ragione: gli impatti saranno inoltre  anche su Bollate e sui comuni a valle dei lavori (n.d.r. come Settimo Milanese e Vighignolo dove già sussiste un piano di evacuazione antiallagamento)

– Quindi quello che oggi si prospetta è evidentemente:

  1.     Spreco di soldi pubblici, vista l’inefficacia della soluzione per l’obiettivo di liberare Milano dalle inondazioni
  2.     Consumo e depauperamente del territorio e colpo all’ambiente, visto il tipo di acque stagnanti che ritroveremo e l’effetto prevedibile sul Ticino
  3.     Fortissimi rischi ambientali locali (falda acquifera)
  4.     Evidenti rischi economici: costi non ben chiari tuttora; e poi: chi si occuperà/pagherà la manutenzione dopo la realizzazione delle opere? Qualcuno ci ha pensato?

– Si tratta, a parere nostro, di un reale strabismo sui problemi e la rincorsa a finte soluzioni emergenziali, che in realtà peggioreranno le condizioni complessive di una vasta area. Non si vuole vedere la ragione e la causa del problema, ma si agisce per palliativi…”

L’unica voce contraria senaghese a tale progetto è stata quella di SinistraSenago intervenuta nonostante non fossero ammesse audizioni e nonostante non siamo presenti nel GDL. Intervento di due minuti nel quale abbiamo ribadito fermamente la nostra posizione contro le vasche e contro l’allargamento del canale.

Riteniamo che la soluzione al problema delle esondazioni a Niguarda e delle vasche di laminazione a Senago sia tutta politica: Lega e Pdl che governano in Provincia e regione, ed il PD che governa Milano e Senago e sostiene il PDL a Roma, possono, devono, bloccare questo inutile progetto, di cui perdipiù non si sanno prevedere i costi, ne chi se ne farà carico, ne chi dovrà farsi carico della delicata manutenzione successiva.

Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha tutti i poteri per fare questo. Lo faccia, subito! E la Lega di Senago ha tutti gli elementi per dirgli perchè occorre bloccare tutto.

Il PD, che corre affannosamente appresso all’area metropolitana, potrebbe intervenire in modo coordinato su tutti i comuni dall’asse del Seveso che governa per cercare almeno di affrontare il problema alla base, ma la loro posizione è tutt’ora a favore delle vasche, visto come male minore rispetto all’unica soluzione che hanno messo in campo.

Il coraggio della politica è ciò che manca a costoro. La cittadinanza di Senago tutta non vuole le vasche ne l’allargamento del canale scolmatore. La nebbia avvolge invece i politici stolti, proni solo al volere dei poteri centrali che ignorano il pensiero dei cittadini che rappresentano.

Per noi la battaglia è solo iniziata.

NO VASCHE NO ALLARGAMENTO CANALE SCOLMATORE!

SinistraSenago

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Alua ha sei anni

di Carlo Avossa (pubblicato sul sito www.forumscuole.it/senago).

bimba1E’ una bambina paffutella, con i capelli scuri. Non sappiamo come ha reagito Alua quando ha visto gli uomini fare irruzione in casa la prima volta, di notte. Forse ha pianto. Forse è corsa dalla mamma.

Non sappiamo se era presente quando gli uomini hanno volgarmente insultato la mamma, gridando. Se sì, non ha capito il significato delle parole urlate: Alua viene da un paese lontano, il Kazakistan, e non capisce l’italiano; ma avrà capito che quegli uomini ce l’avevano con la mamma e che la mamma non poteva far niente per difendersi.

Sappiamo che poi la mamma è stata portata via da quegli uomini per essere rinchiusa nel  Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. Non sappiamo se la bimba ha visto che portavano via la sua mamma. Alua è stata affidata ai domestici.

Non sappiamo che spavento ha avuto, quando sono tornati a fare irruzione gli uomini, due giorni dopo. Hanno buttato all’aria tutto quello che c’era in casa. Poi sono tornati una terza volta, per portare via, stavolta, lei.

Sappiamo che non voleva salire sulla macchina con quegli uomini. E che quegli uomini l’hanno ingannata per convincerla: le hanno fatto capire che la portavano in Questura dalla mamma, che la voleva riabbracciare. Così Alua è salita. Gli uomini non le hanno detto che la stavano portando sì dalla mamma, ma all’aeroporto di Ciampino, dove un aereo privato aspettava mamma e figlia, per trasferirle in un luogo dove non sarebbero mai volute andare: in Kazakistan, in balìa degli implacabili nemici del padre di Alua. La mamma aveva chiesto agli italiani che almeno la bambina rimanesse con la zia in Italia. Ma non è stata ascoltata.

L’aereo è partito, portando in Kazakistan Alua e sua madre.

Adesso non sappiamo quasi più niente di Alua. Ed il poco che sappiamo non può tranquillizzare nessuno.

E poi, in Italia, c’è stato il dibattito. Tanti hanno scritto, tanti hanno parlato, nei luoghi della politica, sui giornali, in televisione. Ma la storia di Alua è la parte peggiore del cosiddetto “scandalo kazako” su cui non si è riflettuto abbastanza.

Nessuna parte della vicenda è trasparente, anche se qualcuno ha già spergiurato che è tutto chiarito. Tuttavia, pensando alla bambina, non è necessario esaminare i troppi punti oscuri e la ormai certa violazione delle leggi nazionali ed internazionali che ha comportato la extraordinary rendition di Alua e di sua madre.

Quello che è insopportabile, quello che fa venire i brividi, che può dare solo angoscia nel cuore e lacrime negli occhi, è ciò che hanno fatto ad una bambina. E lo ha fatto la polizia. Pensateci: la nostra polizia. Coloro che avrebbero dovuto proteggerla e difenderla, la bambina. In Italia abbiamo una legislazione pensata e condotta per salvaguardare sempre i “minori”. Ma per Alua non è valsa, forse perché è straniera.

Una bambina.

Pensateci: di sei anni. Faceva la prima elementare. Lei non c’entra niente, né con i problemi dei padre, né con le questioni internazionali. E’ difficile da capire?

Non solo chi si occupa di bambini, non solo chi è genitore, ma tutto il popolo italiano dovrebbe provare orrore, indignazione, dolore.

Hanno fatto del male a una bambina di sei anni.

L’hanno consegnata a chi le può fare ancora del male.

Quale altra informazione serve per gridare: basta, lasciate stare i bambini?

Dramma Santanché: delusa dalla bocciatura alla Camera, tenta il suicidio gettandosi dai tacchi

santa_imagesLa pitonessa non sarà vicepresidente della Camera, ora il PdL punta su un moderato: Himmler o Goering? Ma Daniela vuole la rivincita e medita di trasferirsi a Salò per ricominciare daccapo. La società civile si mobilita: telegrammi di solidarietà da Louis Vuitton e Flavio Briatore. Paura a Milano tra i vicini di casa: “Sallusti gira libero senza museruola!”

Si è chiusa in un ostinato e rancoroso silenzio, Daniela Santanché, dopo la bocciatura per la vicepresidenza della Camera. Solo una breve dichiarazione dettata alle agenzie: “Arrabbiata io? Macché, sono serena e tranquilla, e ora scusatemi, devo andare, c’è Alfano legato nella sala delle torture, non posso fare aspettare il segretario”. E’ stata l’opposizione del Pd a far saltare la candidatura Santanché: “A qualcosa dovevamo opporci, no? Daniela è una donna forte, capirà”. Ma i timori di una reazione scomposta sono tutti del PdL: “Alcuni colleghi critici verso la candidatura Santanché sono stati prelevati all’alba e caricati su treni merci. Non sappiamo dove li portano, è seccante”. Chi ha visitato la sua abitazione a Milano ha trovato una tranquillità spaventosa. “A parte il cartello ‘attenti a Sallusti’, nulla sembra indicare reazioni esagerate, se si eccettuano le grida provenienti dalle cantine, dove esponenti moderati della destra vengono sottoposti a pressanti interrogatori. Resta aperta la battaglia per la vicepresidenza della Camera: “Bocciata Daniela – dicono al PdL – potremmo puntare sul Boia di Riga o qualche esponente della gioventù hitleriana, insomma dare a quella candidatura una sfumatura più moderata”.

Pubblicato in “il MISFATTO” da Alessandro Robecchi.

Silvio ai servizi sociali: mense Caritas o Casa della Fanciulla?

Il PdL ha deciso: qualche giorno di pausa nei lavori parlamentari per decidere il da farsi e valutare le varie proposte di resistenza alla sentenza della Cassazione prevista per il 30 luglio. Pare sfumata l’ipotesi di un ritiro sull’Aventino, dopo che Daniela Santanché ha scoperto che sull’Aventino non ci sono estetisti all’altezza: “Si potrebbe fare Parioli, o al limite Forte dei Marmi?”.  La minaccia di “fare la resistenza” ventilata da Sandro Bondi non ha trovato adesioni: il progetto di partire per la montagna e organizzare brigate partigiane è subito naufragato, essendo gli hotel quattro stelle delle Dolomiti praticamente al completo.
Secondo indiscrezioni, invece, pare che la pausa di riflessione nei lavori parlamentari servirà agli esponenti del PdL per valutare le diverse ipotesi di affidamento ai servizi sociali del loro capo. Dal primo agosto, infatti, Berlusconi potrebbe godere di una pena alternativa al carcere, appunto l’affidamento a strutture caritatevoli non a fini di lucro. “Aiutare chi è rimasto indietro”, recitava un vecchio slogan pubblicitario di Forza Italia. Ecco, finalmente il leader del PdL sarà chiamato a dare l’esempio.
Casa di riposo Anni Azzurri. L’avvocato Ghedini ha subito definito “spropositata e fuori luogo” una pena alternativa che consista nel cambiare pannoloni a vecchi ottuagenari. “Il mio assistente non ci sa fare con gli anziani – ha detto – guardate come sono finiti Mubarak e Gheddafi di cui era molto amico!”. Un impiego al pianobar della struttura sarebbe più indicato, sempre che si insegni ai centenari ricoverati a fare il trenino anche con la flebo attaccata.
Mense della Caritas. Sono questi i ristoranti “sempre pieni” di cui parlava Berlusconi. Ma questa volta è l’avvocato Longo a impuntarsi: “Il mio cliente non sopporta gran parte degli ingredienti utilizzati da queste strutture, come aglio e spezie varie, a questo punto meglio il carcere”. Non che Berlusconi abbia qualcosa in contrario a organizzare cene, si mormora a Palazzo Grazioli, ma è anche una questione economica: far travestire da Ronaldinho o Boccassini tutti gli indigenti che frequentano la Caritas sarebbe oneroso.
Il collegio di difesa del capo del PdL, in stretto contatto con le più alte cariche del partito, ha comunque fatto sapere di essere disponibile all’affidamento ai servizi sociali ed ha avanzato qualche proposta. “Ci sarebbe la Casa della Fanciulla”, suggerisce Cicchitto. Si tratta di una struttura benemerita che si incarica di aiutare ragazze in difficoltà, magari pagando loro l’affitto, facendo qualche bonifico mensile, mettendole in contatto con l’avvocato Spinelli. “Tutte cose che Berlusconi ha già fatto, sarebbe una buona soluzione”. Ma non perfetta, come sottolinea Emilio Fede: “Struttura benemerita, per carità, ma anche lì c’è un problema di età media: alcune ospiti arrivano a 25-26 anni, decisamente anziane per gli standard del nostro presidente”.
Non restano che le strutture per la cura e il recupero delle dipendenze. Si pensi ad esempio al reinserimento nella vita civile degli ex clienti del Billionaire, gente che non ha dimestichezza con il lavoro manuale, a parte aprire lo champagne con la scimitarra. “In ogni caso – sottolineano le colombe del PdL – è umiliante dover cercare una soluzione per un uomo tanto generoso, che ha più volte detto di voler andare in Africa a costruire ospedali per bambini”. Lascia intendere Ghedini: “L’impegno umanitario in Africa potrebbe essere una soluzione. Si potrebbe partire da Hammamet, e poi vedere come evolve la situazione”.

(di Alessandro Robecchi – Pubblicato su “Il Fatto Quotidiano l’11-07-2013)

Asta deserta Serravalle, Massimo Gatti: “Ennesimo fallimento di Podestà e Zizza. Subito dimissioni del cda ASAM”

Milano, 10 luglio 2013.
In merito alla gara per la cessione del pacchetto di maggioranza della Milano Serravalle SpA (società autostradale controllata dalla Provincia di Milano attraverso la holding ASAM) che si è chiusa questa mattina ed è andata deserta, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:
 
“Anche al secondo bando di gara per la vendita dell’82,4% della Serravalle, i cui principali azionisti sono Provincia di Milano (52,9%) e Comune di Milano (18,6%), non si è presentato nessuno. Ci troviamo di fronte all’ennesimo fallimento della giunta Podestà e dei privatizzatori ad oltranza.
Ora il Presidente della Provincia deve venire immediatamente in Consiglio provinciale per riferire con responsabilità in merito al futuro della Società dal momento che la svendita selvaggia è fallita. Non c’è traccia di un piano industriale. Non vi è mai stato un rendiconto sulle azioni svolte e sui risultati raggiunti da Serravalle. Cosa hanno fatto in questi anni i pluri-nominati da Podestà nelle partecipate?
Irresponsabili anche i comportamenti e l’operato del cda di ASAM che deve dimettersi immediatamente, a partire dal direttore generale, Carmen Zizza, per manifesta incapacità e scarsa trasparenza.
Occorre un immediato ed effettivo ricambio nei vertici di Serravalle SpA e di ASAM, con l’eliminazione dei doppioni e delle troppe consulenze e un netto cambio delle politiche societarie. Vanno bloccati subito i cantieri TEM e delle società collegate che stanno distruggendo l’agricoltura e il territorio, dirottando tutte le risorse pubbliche disponibili per un grande piano di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio. Per il riassetto idrogeologico, per mettere in sicurezza le strade, iniziare la cura del ferro, bonificare il territorio partendo dall’eliminazione dell’amianto, rilanciare l’edilizia scolastica e la buona occupazione. Il progetto di svendere Serravalle per raccattare quattrini per costruire nuove autostrade inutili e dannose, a partire dalla Pedemontana anche nella zona della diossina (disastro ICMESA del 1976) e TEM, è momentaneamente fallito, smascherando un piano finanziario senza risorse private dopo le menzogne di oltre un decennio.
Il governo PD-PDL-Scelta civica e le giunte in Regione Lombardia e Provincia di Milano (targate PDL-Lega) non possono fare ulteriori regali ai cementificatori. Solo dal basso può essere ricostruita una politica nuova in grado di sconfiggere le mafie, il lavoro nero e la corruzione che hanno già intaccato le cosiddette grandi opere”.

La crisi non è finita, aspettate a brindare

La politica di investimenti pubblici, promossa recentemente dalla Commissione europea, rischia di essere solo un annuncio: nessuno dei paesi in crisi, eccetto l’Italia, potrà beneficiarne

Solo una breve nota sulla dichiarazione della Commissione europea del 3 luglio, che annuncia che i paesi virtuosi potranno registrare dei disavanzi e attuare progetti di investimenti pubblici nel 2013 e nel 2014. A fronte di un eccessivo entusiasmo, il commissario Rehn ha subito posto questo nuovo approccio all’interno di limiti ben precisi, che vale la pena di riportare:

“La Commissione valuterà se consentire o meno deviazioni temporanee dal percorso di deficit strutturale verso l’obiettivo di medio termine (Mto), come fissato nelle raccomandazioni specifiche di ogni paese, oppure deviazioni dallo stesso obiettivo per gli stati membri che già lo hanno raggiunto, a condizione che:

1) La crescita economica degli stati membri rimanga negativa, o molto al di sotto del suo potenziale

2) La deviazione non porti al superamento del tetto del 3% del Pil, e che la norma sul debito pubblico sia rispettata

3) La deviazione sia collegata ad una spesa nazionale su progetti co-finanziati dall’Unione europea all’interno della politica strutturale e di coesione, del Network Trans-Europeo (Ten) e del meccanismo per collegare l’Europa (Cef), con un’incidenza sul bilancio che sia positiva, diretta e verificabile nel lungo termine

Tale applicazione delle disposizioni del Patto di stabilità e crescita, relative alle deviazioni temporanee dal Mto o relative all’adattamento del percorso verso questo obiettivo, è collegata all’attuale situazione economica caratterizzata da un ampio gap produttivo negativo. Quando queste condizioni temporanee non saranno più presenti, e quando lo Stato membro prevederà di tornare ad una crescita positiva, avvicinandosi così al suo potenziale di crescita, ogni deviazione – come quella sopra detta – dovrà essere compensata, in modo che il limite temporale del raggiungimento del Mto non sia infranto.”

Per una volta, la Commissione non è vaga riguardo a ciò che è e che non è permesso, con il risultato che questo annuncio si rivelerà essere niente di più che un’operazione ben concepita di pubbliche relazioni. Permettetemi di allegare dei numeri alla proposta della Commissione.

Quanto investimento pubblico in più sarà possibile grazie al ‘nuovo’ approccio?

Per rispondere a tale quesito, assumerò che tutti i 17 paesi dell’eurozona siano “ben al di sotto della loro crescita potenziale”. Inoltre, trascurerò il fatto che la loro spesa dev’essere effettuata in progetti co-finanziati dalla Commissione (ciò significa che i soldi con molta probabilità non verranno spesi immediatamente). Infine, e questo è il presupposto più coraggioso, assumerò che le stime della Commissione sul Pil e sul deficit per i prossimi due anni siano corrette. Molto probabilmente, dato che le previsioni che ho seguito sono troppo ottimistiche e che adotto l’ottica più favorevole, il calcolo di seguito riportato dev’essere considerato come il tetto massimo possibile di spesa e le risorse disponibili si riveleranno molto minori.

Ecco il risultato dei calcoli. Le prime due colonne forniscono la distanza dal tetto del 3%, e le ultime due forniscono l’ammontare equivalente in miliardi di euro.

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La tabella è di per sé esplicativa, e necessita solo qualche commento.

  • Dei 17 paesi dell’eurozona, solo 6 (!) prevedono di avere un deficit minore del 3% nel 2013 e nel 2014. Il totale spendibile (sotto le più rosee aspettative, ricordiamolo), ammonta intorno all’1% del PIL (poco meno nel 2013, poco più nel 2014).
  • In più, il solo paese con un margine di manovra significativo è la Germania, che probabilmente non ne usufruirà. Con l’eccezione dell’Italia, nessuno dei paesi nei guai potrà beneficiare della “nuova visione politica”. Inoltre, l’Italia è uno dei due o tre paesi per i quali le previsioni della Commissione saranno senza dubbio riviste al ribasso, così da far svanire il loro margine di investimento.
  • Le risorse disponibili sono scarse, visto che è poco probabile che la Germania utilizzi il margine di manovra fiscale di cui dispone. Senza la Germania, il totale di risorse disponibili come percentuale del Pil sarebbe di 0,126% e di 0,29%, rispettivamente nel 2013 e nel 2014. Auguro buona fortuna per portare l’economia dell’eurozona fuori dalla recessione con tali cifre… E tutto ciò, nello scenario migliore.

    Ancora una volta, in conclusione, molto rumore per nulla. Un annuncio che porterà a niente più di qualche titolo sui giornali per un paio di giorni. L’unica utilità è che la tabella mi ha permesso di mostrare, ancora una volta, che senza un cambiamento radicale della visione fiscale della Germania, l’eurozona rimarrà bloccata negli anni a venire in una crescita bassa, se non negativa.

Articolo tratto dal blog fsaraceno.wordpress.com

Traduzione dall’inglese di Alessandro Castiello D’Antonio

(pubblicato su http://www.sbilanciamoci.info)

Interramento superstrada Rho-Monza: PDL e Lega bocciano la proposta.

carro-ponte-1Il 26 giugno scorso, si è riunito il Consiglio Provinciale di Milano per discutere dell’ordine del giorno che chiedeva di fermare l’attuale progetto di allargamento della Rho-Monza a favore di una soluzione che preveda l’interramento della tratta per una convivenza migliore con la popolazione che vive attorno alla superstrada.

Purtroppo, contro il volere dei cittadini e comitati locali, PDL e Lega hanno affossato la proposta che è stata respinta con 18 voti contrari (PDL e Lega) e 16 favorevoli (Lista Un’Altra Provincia-PRC-PdCI, SEL, IDV e PD).

Ecco qual’è il buon governo di PDL e Lega: “tirare uno schiaffo dall’alto al popolo inerme che vorrebbe solo far valere un proprio diritto: vivere in un ambiente non ostile, ovvero meno inquinato da traffico, rumore e smog. Nulla di questo invece sarà consentito.”

leggi l’ordine del giorno proposto dal consigliere Massimo Gatti che è stato bocciato da PDL e Lega: M. 31 – Bilancio 2013 – Rho-Monza_respinto 18-16