Archivi del mese: febbraio 2014

Ritirata di Expo’ sulla via d’Acqua. Hanno vinto i cittadini.

via-dacqua1-575x575Dopo 4 mesi di mobilitazione fatti di assemblee partecipatissime, di presidi giornalieri ai cantieri e alle sedi istituzionali, di manifestazioni e cortei, di trattative estenuanti, i Comitati contro la Via d’Acqua di Expo’ e per una via alternativa hanno segnato un importante risultato.

Il Commissario Unico Sala ha annunciato che quell’opera non c’è più e si trasforma in una “pura opera idraulica” per garantire il flusso idrico dal sito di Expo’ alla Darsena.  Davide ha vinto contro Golia! La gestione della “ritirata” gli fa dire che la responsabilità è di una parte dei Comitati e di presunte “violenze e sabotaggi” nei cantieri. Non ci crede qualsiasi persona di buon senso!

 

La realtà è che i cittadini organizzati (tutti) hanno vinto contro l’irrazionalità, l’inutilità, il negativo impatto ambientale, la costo irragionevole, l’estraneità al paesaggio e ai quattro Parchi coinvolti che questa ormai ex “grande” opera aveva racchiuso in sé grazie a chi l’aveva ideata e progettata : sicuramente la Giunta Moratti, ma con una grave sottovalutazione da parte dell’attuale Amministrazione, che, non solo non ne ha sostanzialmente mutato le caratteristiche (a parte la ridicolaggine della navigabilità!), ma ha proceduto in barba alla partecipazione che aveva promesso prima del subentro al centrodesta. Se infatti le va riconosciuta l’apertura di un tavolo di confronto (la Moratti non se lo sarebbe nemmeno sognato, così come hanno fatto Maroni e, nel suo piccolo, Podestà), la sua gestione è sempre stata cocciutamente ostile ad esaminare le alternative che venivano anche da chi aveva progettato e costruito il Parco delle Cave come Italia Nostra o le obiezioni che provenivano dal Politecnico o dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Volevano stravincere ed hanno perso!

 

In pratica siamo stati di fronte ad una concezione che, in nome dell’apparenza e della maestosità, sacrifica il buon senso e la razionalità e che inevitabilmente fallisce.

Hanno perso contro se stessi! Le reazioni positive dei Comitati non hanno però portato ad abbassare la guardia. Non sappiamo in che cosa consista questa nuova “opera idraulica” e da dove passerà e sarà necessario, tra 20 giorni, esaminarla e valutarla.

 

Non sappiamo che ne sarà delle garanzie che erano state date circa la riqualificazione del territorio (Parco delle Cave in particolare) e le bonifiche degli inquinanti sotterranei. Trattandosi di impegni storici o attuali, a prescindere dall’evento del prossimo anno, devono rimanere all’ordine del giorno. Per questo rimangono in essere i presidi ai cantieri, almeno fino a che non saranno smantellate le recinzioni, sarà effettuata una nuova assemblea dei cittadini domenica 2 marzo per informare e discutere di questo nuovo scenario, è prevista una fiaccolata nel centro di Milano che tocchi i punti del “potere”.

Bevete gente, bevete ….

merda-del-cavallo-9883411Con le vasche di laminazione a Senago,  l’acqua che berrete sarà puro distillato di merda! Così non vi verrà il cancro a causa delle altre schifezze che assimilate ogni giorno, voi che abitate a Senago.

Con la falda freatica a soli 7,56 metri dal piano campagna, per ogni metro cubo di acqua del Seveso che stazionerà sul suolo di Senago sarà assicurato un bel cancro ad almeno un cittadino al giorno.

Basterà un bicchiere di acqua del Sindaco ed avrete l’aldilà assicurato.

Aspettiamo con ansia la società incaricata da AIPO che verrà a spiegarci, a Senago, quanto le vasche sono cosa buona e giusta. Naturalmente vi vogliamo tutti presenti all’evento!

E ancora, raccomandiamo Bollate, Novate e tutti i Comuni in giù da Senago, di dare tanta acqua dai rubinetti ai bambini delle scuole.

I padroni dell’informazione e le pecore Dolly della politica

renzi

I padroni dell’informazione e le pecore Dolly della politica

22.2.2014 Primo piano

Quando nel 1994 Silvio Berlusconi vinse le elezioni per la prima volta fu sollevato lo scandalo sul ruolo determinante che nel risultato elettorale aveva giocato il suo controllo su una parte rilevante del sistema della informazione. Questo scandalo non era solo sollevato da sinceri democratici, ma anche da quella parte del mondo dell’informazione controllata da chi era estraneo od ostile agli interessi di Berlusconi.

Ora De Benedetti, Berlusconi, Squinzi, Caltagirone, John Elkann, i rappresentanti italiani di Murdoch, cioè tutti coloro che in Italia gestiscono il sistema dell’informazione, e mi scuso con chi ho dimenticato, sono sostenitori, simpatizzanti o disponibili verso Matteo Renzi. Il suo è il primo governo delle larghe intese radio televisive, visto che l’ente pubblico Rai è da sempre il puro registratore dei rapporti di potere e quindi sta con Renzi per vocazione naturale.

Renzi è stato mediaticamente costruito ben più del padrone di Mediaset. Finora è stato solo un mediocre sindaco di Firenze, che non ha dato nessun particolare segno di innovazione: ha litigato con i tranvieri , ha lamentato le difficoltà a trovare i soldi per coprire le buche nelle strade, ha tagliato un pò di servizi accusando Roma, insomma ha fatto modestamente quello che fa la normalità dei sindaci, naturalmente godendo dello scenario di una delle città più belle del mondo. Cosa lo ha fatto diventare presidente del consiglio allora? Un gigantesco investimento mediatico sulla sua persona.

Se penso a quello che devono fare coloro che perdono il lavoro per farsi ascoltare, salire sulle gru è il minimo, o al fatto che il congresso CGIL, dove sono in discussione questioni rilevantissime per il lavoro ed il paese, è emerso dalle nebbie mediatiche quando Landini è stato minacciato di provvedimenti disciplinari e qualcuno è stato aggredito in una normale assemblea. Se penso a come funziona davvero la selezione e la costruzione delle notizie e delle personalità pubbliche nel mondo di oggi, resto stupito della magnifica costruzione mediatica che ha portato al governo del paese lo sconosciuto Renzi.

E ora la costruzione continua, il governo è un format.

Tolto il ministro della economia che è il fiduciario delle banche e del Fondo monetario internazionale, lì non si scherza, e qualche figura chiamata per maquillage democratico, il format del governo è: i giovani al potere finalmente.

Peccato che questi giovani siano tutti pecore Dolly della politica. Ricordate quell’ovino clonato che i realtà si scoprì essere nato già biologicamente vecchio?

Ecco, la gioventù al governo è tutta clonata dai precedenti gruppi dirigenti, lo stesso presidente del consiglio a me ricorda un pò Craxi e un po’ Forlani, con una spruzzata di Andreotti per il gusto delle battute ciniche. Essi devono rappresentare il nuovo nella più pura tradizione del Gattopardo: cambiare proprio tutto perché non cambi proprio nulla.

Ma perché tutto questo? Perché i governi tecnici nella loro fredda brutalità distruggono consenso e questo è molto pericoloso per un sistema di potere che sa perfettamente che le politiche di austerità non sono una emergenza temporanea, ma il modo di funzionare che si vuole imporre all’economia e alla società per tutti i prossimi anni. Ci vuole più consenso e quindi bisogna inventare una narrazione che appassioni un poco, che illuda che alla fine usciremo dalla crisi. Renzi serve a questo, intanto passa un po’ di tempo poi si vedrà.

Quando poi il personaggio comincerà a stancare se ne inventerà un altro con gli stessi mezzi, sono sicuro che i talent scout del palazzo sono già al lavoro nella selezione tra nuove sconosciute promesse.

Oggi i signori dell’informazione sono al governo del paese, verrebbe da dirgli: governate allora! Ma sono sicuro che quando le cose cominceranno ad andare come al solito la grande informazione si scoprirà di governo e di lotta e contribuirà alla caduta di Renzi, come è accaduto agli inizialmente santificati Monti e Letta

Questo almeno fino a che tutte e tutti coloro che son fuori dai palazzi non saranno in grado di organizzarsi e di scontrarsi con i poteri veri, per cambiare le cose sul serio.

 

(da http://www.rete28aprile.it)

Il governo Renzi, format delle larghe intese televisive.

renzi220214Il governo Renzi, format delle larghe intese televisive. Intervento di Giorgio Cremaschi

Quando nel 1994 Silvio Berlusconi vinse le elezioni per la prima volta fu sollevato lo scandalo sul ruolo determinante che nel risultato elettorale aveva giocato il suo controllo su una parte rilevante del sistema della informazione. Questo scandalo non era solo sollevato da sinceri democratici, ma anche da quella parte del mondo dell’informazione controllata da chi era estraneo od ostile agli interessi di Berlusconi.

Ora De Benedetti, Berlusconi, Squinzi, Caltagirone, John Elkann, i rappresentanti italiani di Murdoch, cioè tutti coloro che in Italia gestiscono il sistema dell’informazione, e mi scuso con chi ho dimenticato, sono sostenitori, simpatizzanti o disponibili verso Matteo Renzi. Il suo è il primo governo delle larghe intese radio televisive, visto che l’ente pubblico Rai è da sempre il puro registratore dei rapporti di potere e quindi sta con Renzi per vocazione naturale.

Renzi è stato mediaticamente costruito ben più del padrone di Mediaset. Finora è stato solo un mediocre sindaco di Firenze, che non ha dato nessun particolare segno di innovazione: ha litigato con i tranvieri , ha lamentato le difficoltà a trovare i soldi per coprire le buche nelle strade, ha tagliato un pò di servizi accusando Roma, insomma ha fatto modestamente quello che fa la normalità dei sindaci, naturalmente godendo dello scenario di una delle città più belle del mondo. Cosa lo ha fatto diventare presidente del consiglio allora? Un gigantesco investimento mediatico sulla sua persona.

Se penso a quello che devono fare coloro che perdono il lavoro per farsi ascoltare, salire sulle gru è il minimo, o al fatto che il congresso CGIL, dove sono in discussione questioni rilevantissime per il lavoro ed il paese, è emerso dalle nebbie mediatiche quando Landini è stato minacciato di provvedimenti disciplinari e qualcuno è stato aggredito in una normale assemblea. Se penso a come funziona davvero la selezione e la costruzione delle notizie e delle personalità pubbliche nel mondo di oggi, resto stupito della magnifica costruzione mediatica che ha portato al governo del paese lo sconosciuto Renzi.

E ora la costruzione continua, il governo è un format.

Tolto il ministro della economia che è il fiduciario delle banche e del Fondo monetario internazionale, lì non si scherza, e qualche figura chiamata per maquillage democratico, il format del governo è: i giovani al potere finalmente.

Peccato che questi giovani siano tutti pecore Dolly della politica. Ricordate quell’ovino clonato che i realtà si scoprì essere nato già biologicamente vecchio?

Ecco, la gioventù al governo è tutta clonata dai precedenti gruppi dirigenti, lo stesso presidente del consiglio a me ricorda un pò Craxi e un po’ Forlani, con una spruzzata di Andreotti per il gusto delle battute ciniche. Essi devono rappresentare il nuovo nella più pura tradizione del Gattopardo: cambiare proprio tutto perché non cambi proprio nulla.

Ma perché tutto questo? Perché i governi tecnici nella loro fredda brutalità distruggono consenso e questo è molto pericoloso per un sistema di potere che sa perfettamente che le politiche di austerità non sono una emergenza temporanea, ma il modo di funzionare che si vuole imporre all’economia e alla società per tutti i prossimi anni. Ci vuole più consenso e quindi bisogna inventare una narrazione che appassioni un poco, che illuda che alla fine usciremo dalla crisi. Renzi serve a questo, intanto passa un po’ di tempo poi si vedrà.

Quando poi il personaggio comincerà a stancare se ne inventerà un altro con gli stessi mezzi, sono sicuro che i talent scout del palazzo sono già al lavoro nella selezione tra nuove sconosciute promesse.

Oggi i signori dell’informazione sono al governo del paese, verrebbe da dirgli: governate allora! Ma sono sicuro che quando le cose cominceranno ad andare come al solito la grande informazione si scoprirà di governo e di lotta e contribuirà alla caduta di Renzi, come è accaduto agli inizialmente santificati Monti e Letta

Questo almeno fino a che tutte e tutti coloro che son fuori dai palazzi non saranno in grado di organizzarsi e di scontrarsi con i poteri veri, per cambiare le cose sul serio.

22/02/2014 13:57 | POLITICAITALIA | Autore: giorgio cremaschi
(da controlacisi.org)

UN MODO MIGLIORE PER DIRE NO ALLE VASCHE DI LAMINAZIONE A SENAGO C’E’ ! OCCORRE DIRE NO AI LAVORI AL CANALE SCOLMATORE NORD OVEST PREVISTI A SENAGO !!! (parte 1)

a2013-05-19-12.38.25-1024x768Qualcosa è successo in questi mesi in questo comitato.Meglio parlare dell’argomento nel titolo.

Qui di seguito un pensiero espresso per punti che riassume quanto scritto in un paio di lettere inviate al Sindaco ed al Gruppo di Lavoro.Per una il Sindaco ha espresso  un breve riconoscimento per la sensibilità civica .Nel complesso sono rimaste senza risposta e non sono entrate nella discussione del gruppo di lavoro nè sono state fatte presenti nelle sedi istituzionali se non altro per essere valutate in quanto esprimono un alternativa.

Stando alla lettura dei progetti, l’impressione che si coglie è le vasche di laminazione del Seveso è meglio farle …sul Seveso.I lavori per il canale scolmatore nord ovest (CSNO)nel tratto ‘senaghese’ sono finalizzati a completare il raddoppio della portata ad uso delle vasche.Vasche a quasi 4 km dal torrente Seveso e del quale il canale in caso di piena e sia pure con portata aumentata a 60 mc/s sarebbe…un collo di bottiglia.

Vasche che se realizzate sul Seveso renderebbero inutile il raddoppio del CSNO … continua a leggere sul sito del Comitato Senago Sostenibile.

La simbiosi tra le vasche e l’allargamento del canale scolmatore


Il 27 luglio 2011, allo svolgersi dell’audizione del Comitato Senago Sostenibile in commissione ambiente della Provincia di Milano, la direttrice dell’area ambiente, Cinzia Secchi, chiarisce senza indugio ogni aspetto legato alla relazione tra l’allargamento del canale scolmatore e la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago:

“… nessuna delle due ipotesi, ampliamento del canale scolmatore e vasche di senago, può lavorare ed essere efficace da sola, quindi le due cose devono essere realizzate contemporaneamente … non può sussistere un adeguamento del canale scolmatore senza l’abbinamento delle vasche di Senago … neccessità di adeguamento del canale scolmatore in simbiosi e in sintonia con la realizzazione delle vasche di Senago.” (clicca qui per ascoltare  l’audio).

Ma la direttrice va oltre e ci indica, nel suo intervento, che sia le amministrazioni precedenti di Senago (giunta Chiesa ndr) che la Provincia di Milano (guidata da Lega e Forza Italia), volevano realizzare le vasche, ragione per cui era stato già allargato il primo tratto del canale scolmatore a Senago e si proponeva l’adeguamento del tratto successivo.

Ecco perchè noi siamo totalmente contrari all’allargamento del canale scolmatore come ora propone il gruppo di lavoro del Sindaco: è una folle idea che porterà a Senago le quattro vasche di laminazione e, ALTRETTANTO grave, una fogna allargata ed a cielo aperto, che avrà il difetto di funzionare quasi sempre!

NO VASCHE – NO ALLARGAMENTO CANALE SCOLMATORE!

S.P. Rho-Monza, riunione di commissione in Provincia. Massimo Gatti: “Gravissima l’assenza di Agnoloni. Il tratto di Paderno va definitivamente bloccato”

Milano, 12 febbraio 2014.
rho-monzaSi è tenuta nella mattina di oggi, presso Palazzo Isimbardi, la riunione della commissione provinciale garanzia e controllo che aveva all’ordine l’audizione di Marzio Agnoloni, Presidente di Milano Serravalle, in merito alla situazione economica della società e al finanziamento e realizzazione delle infrastrutture in programma.
Alla commissione, oltre ai consiglieri provinciali e al Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, ha partecipato anche una delegazione del Comitato per l’Interramento della Rho-Monza. Marzio Agnoloni non si è presentato in aula.
Intervenendo nel corso dei lavori d’aula, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, chiedendo che l’Avvocato Agnoloni venga riconvocato per la prossima settimana, ha dichiarato:
 
“Ritengo gravissimo il fatto che in un momento decisivo per le sorti della Rho-Monza e dell’interramento richiesto dai comitati e dagli enti locali, il presidente Agnoloni non abbia nemmeno avuto il coraggio di venire in aula ad aggiornarci sullo stato di fatto delle trattative ancora in corso col ministero, per una “imprevedibile” indisposizione dopo aver partecipato ieri al convegno sulla mobilità di Assolombarda.
Il presidente leghista di Regione Lombardia, Roberto Maroni, sempre più tifoso delle autostrade inutili e dannose, ha comunicato che lunedì 17 febbraio si terrà l’ennesimo tavolo istituzionale presso Regione Lombardia per assumere le decisioni definitive e fare il punto sulle opere pubbliche previste per Expo 2015 le quali ogni giorno che passa attentano alla salute dei cittadini e alla tutela dell’ambiente.
I signori delle autostrade e le banche private stanno spolpando le risorse pubbliche di Cassa Depositi e Prestiti dopo tante litanie sui miracoli e l’autosufficienza dei finanziamenti privati.
Ho chiesto al Presidente Podestà di essere presente al tavolo di lunedì perché, proprio mentre sta facendo una importante battaglia per la difesa delle assemblee elettive, è giusto che lui partecipi per rappresentare i cittadini e tutelarne la salute, dopo che per anni Serravalle s.p.a. e l’Avvocato Agnoloni (nominato da Podestà) se ne sono infischiati delle delibere unanimi sull’interramento.
Dopo i continui rimpalli tra Provincia, Regione e Governo delle “piccole intese” PD-ex PDL-SC, serve la massima chiarezza su cosa ne sarà della richiesta di interramento legittimamente avanzata da cittadini, comitati ed istituzioni locali.
Lorsignori devono trovare il coraggio di dire che il tratto di Paderno Dugnano della Rho-Monza va definitivamente bloccato perché, a settecento giorni da Expo 2015, non ci sono né i tempi di cantiere né tanto meno i soldi”.