Archivi del mese: marzo 2014

S.P. Rho-Monza, Massimo Gatti: “Pieno sostegno a comitati e cittadini per il presidio permanente con le tende contro il mostro a 14 corsie”

Milano, 28 marzo 2014. In merito al presidio permanete promosso a Paderno Dugnano dai cittadini e dai comitati per chiedere l’interramento della S.P. Rho-Monza, il capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia – Rifondazione – Comunisti Italiani, Massimo Gatti, dichiara:

“Esprimo il mio pieno sostegno e appoggio ai comitati e ai cittadini per il presidio permanete con le tende che hanno intrapreso per ribadire il loro secco no al mostro a 14 corsie e per chiedere l’interramento della S.P. Rho-Monza nel tratto di Paderno.
È inaccettabile che dopo le prese di posizione delle Istituzioni competenti, che si sono espresse anche con mozioni approvate all’unanimità, l’unica risposta arrivata ai cittadini siano due dita negli occhi.
Ciliegina sulla torta: il regalo del passaggio di Serravalle spa dal controllo della Provincia di Milano a Regione Lombardia, così “lorsignori” se la canteranno e se la suoneranno per superare tutti gli ostacoli della democrazia.
Le migliaia di persone che hanno partecipato alle manifestazioni di protesta in questi anni e che si sono mobilitate firmando e sostenendo attivamente il nuovo ricorso presentato al TAR, stanno a dimostrare che non siamo di fronte ad un gruppetto di contestatori come blaterano il Ministro Lupi e il Presidente leghista Maroni, ma ad un grande movimento dal basso che chiede semplicemente che venga tutelata la salute pubblica, l’ambiente e il territorio.
Insieme ai cittadini ribadiamo che senza interramento il lotto di Paderno va bloccato subito e vanno assunte le proposte del Comune per una soluzione provvisoria che riguardi la SP Milano-Meda.
Nel frattempo è compito delle autorità pubbliche quello di vigilare e controllare su tutto il tracciato, compresi i comuni di Cormano, Bollate, Novate e Baranzate, ed è essenziale che la città metropolitana, a partire dal Comune capoluogo, non faccia colpevolmente finta di niente”.

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Odore e colore: vi presentiamo le acque del canale scolmatore

22 marzo 2014, sabato (fabbriche chiuse).
Nel video, volutamente senza parole, si vedono le “acque” provenienti dal torrente Seveso che confluiscono nel canale scolmatore in territorio di Senago.
L’odore che amanano è tanto violento quanto il colore catrame che le acque hanno.
Queste sono le acque con cui vogliono riempire più di un milione di metri cubi di vasche.
Ecco perchè SinistraSenago dice ancora NO VASCHE!

21 MARZO

dciottiNon basta ricordare

Il 21 di marzo, ormai da 19 anni, non è più sol­tanto il primo giorno di Pri­ma­vera. Oggi, come ogni anno, in tutta Ita­lia si ricor­dano tutte le vit­time inno­centi delle mafie. Sono circa 900. Un lungo elenco per ricor­dare tutti, ma pro­prio tutti quei cit­ta­dini e cit­ta­dine che hanno perso la vita per la nostra libertà, la nostra demo­cra­zia. Lo fac­ciamo insieme, nella Gior­nata nazio­nale della memo­ria e dell’impegno pro­mossa da Libera e Avviso pub­blico, per­ché vogliamo che in que­sto giorno di risve­glio della natura anche il nostro con­te­sto sociale si ri-svegli e ri-parta la pri­ma­vera della spe­ranza, della verità e della giustizia.

Quest’anno i nomi e i cognomi delle vit­time inno­centi di mafia ver­ranno scan­diti durante la veglia con oltre 700 fami­liari che si svol­gerà nella chiesa di San Gre­go­rio a Roma insieme a Fran­ce­sco. Un dono, la pre­senza del Papa, che li aiu­terà a tra­sfor­mare ancora di più il loro dolore, silen­zioso, riser­vato, più vivo di prima nono­stante il tra­scor­rere del tempo, in impe­gno forte, quo­ti­diano per la verità e la giu­sti­zia. Quell’impegno che è richie­sto a cia­scuno di noi se non vogliamo che la memo­ria diventi reto­rica, cele­bra­zione. Per­ché non basta ricor­dare. Le vit­time delle mafie non hanno vis­suto per essere ricor­date. Hanno vis­suto per la giu­sti­zia sociale, quindi per tutti noi. E abbiamo solo due modi cre­di­bili per ricor­darle: impe­gnarci a rea­liz­zare i loro ideali e non lasciare mai solo i loro familiari.

È il patto che rin­no­ve­remo oggi, nella chiesa di San Gre­go­rio e in tulle le piazze d’Italia in cui faremo vivere que­sto primo giorno di pri­ma­vera come Gior­nata della memo­ria e dell’impegno. Ed è con que­sta con­sa­pe­vo­lezza che cam­mi­ne­remo insieme ai fami­liari domani a Latina. Saremo in tanti, da tutta Ita­lia, ad abbrac­ciare i fami­liari e , insieme a loro, le tan­tis­sime per­sone, realtà, asso­cia­zioni che a Latina si bat­tono per assi­cu­rare ai ter­ri­tori n cui vivono un pre­sente e un futuro di one­stà, tra­spa­renza, benes­sere col­let­tivo. Lo fanno ogni giorno con­tro la pro­gres­siva, silen­ziosa, inces­sante infil­tra­zione delle orga­niz­za­zioni mafiose nel tes­suto eco­no­mico e impren­di­to­riale, attra­verso il rici­clag­gio e il reim­piego delle ric­chezze accu­mu­late ille­gal­mente. Saremo a Latina, insomma, per­ché anche que­sta terra, il lito­rale laziale, la stessa Capi­tale sono insi­diate dalle mafie come gran parte del Paese.

In que­sta dram­ma­tica crisi eco­no­mica, sociale e cul­tu­rale che sta attra­ver­sando l’Italia, le mafie stanno diven­tando sem­pre più forti, per­ché si ali­men­tano di povertà, di dispe­ra­zione, d’ignoranza.

E gene­rano povertà, dispe­ra­zione, smar­ri­mento di valori etici e di rife­ri­menti cul­tu­rali. Deve essere sot­to­li­neato con forza il nesso sem­pre più stretto tra povertà eco­no­mica e ric­chezza delle imprese mafiose. E allo stesso tempo va denun­ciata l’impossibilità di uscire dalla crisi senza un impe­gno più effi­cace con­tro il cri­mine orga­niz­zato, la cor­ru­zione, l’ecomafia. Per­ché il nostro Paese rischia di morire d’illegalità, di «mafio­sità scri­sciante», di rela­zioni umane sem­pre è più segnate dall’avidità, dalla fur­bi­zia, dai pri­vi­legi del potere.

Oggi, primo giorno di pri­ma­vera, e domani a Latina pro­nun­ce­remo i nomi e i cognomi delle vit­time inno­centi delle mafie anche per ricor­darci che per vin­cere il cri­mine orga­niz­zato e la cor­ru­zione non bastano più la lega­lità, il rispetto delle regole. Occorre, di fronte al male, non vol­tarsi dall’altra parte o restare con le mani in mano.

Le ingiu­sti­zie si sono alleate con le nostre omis­sioni, rischiano di avve­le­nare le radici della nostra memo­ria e di com­pro­met­tere i pos­si­bili frutti dell’impegno. È il tempo delle scelte nette per essere dalla parte di chi cerca e di chi aiuta a tro­vare verità. Dalla parte del mondo dei Giu­sti, di chi non si lascia pie­gare dalle dif­fi­coltà, di chi è libero e leale. Oggi, primo giorno di pri­ma­vera, e in tutti i 365 giorni dell’anno.

21/03/2014 10:41 | POLITICAITALIA | Fonte: Il Manifesto | Autore: Luigi Ciotti (da controlacrisi.org)

Progetto di recupero ambientale della cava di Senago: fare una DISCARICA di RIFIUTI!

La cava sud di Senago (ATEg16), quella compresa tra Senago, Bollate e Cassina Nuova, è prossima a giungere al termine della sua funzione di estrarre materiali preziosi dal sottosuolo del nostro Comune.

Il consorzio che la tiene in gestione, ben sapendolo, ha avanzato presso la Regione e la Provincia di Milano un progetto per l’utilizzo delle aree a recupero, mediante attivazione di un impianto di DISCARICA controllata di RIFIUTI (D1). Rif. SILVIA R961.

Insomma, un progetto di riqualificazione ambientale che prevede di sotterrare milioni di metri cubi di RIFIUTI per coprirli alla fine con un piccolo strato di terra comune.

Nessuno vieterà poi di costruirci sopra case, capannoni, supermercati, centri commerciali, come nelle migliori prospettive di questo contorto paese che si chiama Italia.

Da quanto abbiamo potuto vedere dalle carte pubblicate sul sito della Regione, sembra che il Comune di Senago, pur essendo parte in causa ed al corrente del progetto, non ha mai pensato di opporsi a questo ennesimo sfregio al nostro territorio, nè abbia mai pensato di rendere pubblica la questione alla cittadinanza.

Noi abbiamo depositato in Comune un’osservazione al PGT affinchè le due cave siano recuperate a beneficio della popolazione e chiediamo di lasciare lo spazio cave attuale trasformandolo in un parco, come potrebbe essere quello della ex cava nord di Paderno Dugnano ora trasformata in PARCO LAGO NORD.

Abbiamo poi chiesto di inserire nel PGT un vincolo formale che vieti qualsiasi tipo di riutilizzo del suolo per depositare rifiuti di ogni natura.

Ora i cittadini di Senago hanno qualcosa in più, oltre alle vasche, di cui preoccuparsi.

Vasche e rifiuti, due percorsi tanto paralleli quanto vicini. Beati coloro che abitano questo paese e che potranno godere dei tanti benefici che le vasche inquinate del Seveso ed i rifiuti sotterrati nella cava potranno portare. Gioite cittadini!

Leggi qui i progetti di integrazione richiesti per realizzare una discarica di rifiuti nella cava di Senago.

Leggi qui la nostra osservazione.

PRECARI PER DECRETO E PER SEMPRE

Quarto_Stato

di Piergiorgio Alleva

C’è da essere indi­gnati, cer­ta­mente e anzi­tutto, per il con­te­nuto dell’annunziato Decreto che pre­ca­rizza defi­ni­ti­va­mente il mer­cato del lavoro​.La riforma del con­tratto di lavoro a ter­mine e di appren­di­stato che Mat­teo Renzi ha annun­ciato, come unica misura con­creta e imme­diata in mezzo allo scop­piet­tio dei suoi annunci di riforma, pre­clude per il futuro l’accesso ad un lavoro sta­bile a tutti i lavo­ra­tori gio­vani e adulti. Ma indi­gna­zione anche per il modo asso­lu­ta­mente pas­sivo con cui le forze poli­ti­che “di sini­stra” e le orga­niz­za­zioni sin­da­cali hanno accolto la noti­zia, anche per­ché pro­ba­bil­mente clo­ro­for­miz­zate dall’annunzio di una non disprez­za­bile “man­cia” elar­gita ai lavo­ra­tori sotto forma di sgra­vio Irpef.

Salvo gli oppor­tuni appro­fon­di­menti, la sostanza è comun­que chia­ris­sima e ine­qui­vo­ca­bile. Si vuole intro­durre la pos­si­bi­lità di sti­pula di un con­tratto di lavoro a ter­mine senza indi­ca­zione di alcuna cau­sale con durata lun­ghis­sima, fino a tre anni.

Si dirà, ipo­cri­ta­mente, che que­sto vale solo per il “primo con­tratto” a ter­mine tra lo stesso datore di lavoro e il lavo­ra­tore, ma l’ipocrisia è evi­dente, per­ché a ben guar­dare, il primo con­tratto a ter­mine acau­sale sarà anche l’ultimo, in quanto dopo i 36 mesi di lavoro scat­te­rebbe la regola legale, già esi­stente, secondo la quale con­ti­nuando la pre­sta­zione di lavoro il con­tratto si tra­sforma a tempo indeterminato.

Quale è, allora, la for­mula sem­pli­cis­sima che il Decreto offre e sug­ge­ri­sce al datore? Tenere il lavo­ra­tore con con­tratto acau­sale e alla sca­denza sosti­tuirlo. Dal punto di vista del lavo­ra­tore signi­fica cer­care ogni tre anni un diverso datore di lavoro, e ciò all’infinito, con­ce­dendo a Dio la dignità, e ras­se­gnan­dosi ad una totale sot­to­mis­sione a ricatti di ogni tipo, spe­rando di essere con­fer­mato a tempo inde­ter­mi­nato una volta o l’altra.

È evi­dente che così, lo stesso datore di lavoro nel suo com­plesso diven­terà una sorta di favola non tra­du­ci­bile in realtà. Rispondo subito ad una pre­ve­di­bile obie­zione: si dirà che però, secondo la bozza del Decreto, i lavo­ra­tori a con­tratto a ter­mine acau­sale non potranno supe­rare il 20% dell’occupazione azien­dale: si tratta comun­que di una per­cen­tuale assai alta (attual­mente i con­tratti pre­ve­dono il 10–15%), ed è evi­dente che quella “fascia” del 20% fun­zio­nerà come una sorta di anello esterno all’azienda, nella quale fini­ranno impri­gio­nati i nuovi assunti e dal quale usci­ranno solo per entrare in ana­logo anello di altra azienda.

Per i gio­vani e per i disoc­cu­pati, dun­que, vi è un solo futuro: restare per sem­pre pre­cari trien­nali, ora presso una azienda, ora presso un’altra, ma la stessa sorte attende i lavo­ra­tori già sta­bili i quali magari si sen­ti­ranno grati a Renzi per quella man­cia eco­no­mica nel caso doves­sero per qual­siasi ragione per­dere quel posto di lavoro.

Va poi aggiunto che il rispetto effet­tivo della per­cen­tuale mas­sima di occu­pati a ter­mine su un orga­nico è di dif­fi­cile moni­to­rag­gio: come si farà a sapere se l’azienda alfa di 100 dipen­denti o con 100 dipen­denti ha già col­mato la suo quota di 20 lavo­ra­tori a ter­mine? I dati già ci sareb­bero presso i Cen­tri per l’impiego, ma sono riser­vati. Occor­re­rebbe isti­tuire, presso i Cen­tri per l’impiego, una ana­grafe pub­blica dei rap­porti di lavoro per otte­nere l’indispensabile tra­spa­renza: sarebbe una dimo­stra­zione minima di one­stà da parte del governo e dell’azienda, ma dob­biamo con­fes­sare tutto il nostro scetticismo.

Resta da con­si­de­rare la con­for­mità di que­sto decreto alla nor­ma­tiva euro­pea in tema di con­tratto a ter­mine. Il peri­colo di abuso che la nor­ma­tiva Ue con­nette alla ripe­ti­zione di brevi con­tratti a ter­mine, è tutto con­den­sato nella pre­vi­sione di un lungo con­tratto a ter­mine acau­sale, dopo il quale, se il datore con­sen­tisse di con­ti­nuare la pre­sta­zione vi sarebbe la tra­sfor­ma­zione a tempo inde­ter­mi­nato, ma poi­ché non la con­sen­tirà, vi sarà una con­di­zione di disoc­cu­pa­zione e sot­toc­cu­pa­zione, per­ché il pros­simo datore di lavoro si com­por­terà nello stesso modo.

Il prin­ci­pio euro­peo che la bozza del Decreto con vistosa ipo­cri­sia ripete, per il quale la forma nor­male del con­tratto di lavoro è quella a tempo inde­ter­mi­nato, viene così non solo aggi­rato e vio­lato, ma ridotto ad una bur­letta e que­sto potrà essere fatto valere di fronte alla Corte di Giu­sti­zia Euro­pea. Per for­tuna, nel nostro paese fra il tanto dif­fuso con­for­mi­smo anche tra le forze poli­ti­che e sin­da­cali, esi­ste la coscienza cri­tica dei sin­goli ope­ra­tori indipendenti.

Resta da esa­mi­nare lo scem­pio del con­tratto di appren­di­stato che viene bana­liz­zato, eli­mi­nando qual­siasi severo con­trollo sulla effet­ti­vità della for­ma­zione pro­fes­sio­nale ed eli­mi­nando altresì quella ele­men­tare regola anti­frode per la quale non pote­vano essere con­clusi nuovi con­tratti di appren­di­stato dal datore di lavoro che non avesse con­fer­mato a tempo inde­ter­mi­nato i pre­ce­denti appren­di­sti. È evi­dente che una regola di que­sto genere andrebbe intro­dotta anche per la pos­si­bile sti­pula di con­tratti a ter­mine ed, invece, la volontà di eli­mi­narla ove già esi­ste, e cioè nell’apprendistato, dimo­stra quali sono le vere inten­zioni del governo di Mat­teo Renzi.

[Ricordiamo a tal proposito anche al commento di Franco Turigliatto ]

(Da Sinistra Anticapitalista)

Sabato 15 Marzo – PARCO VILLA MONZINI – SENAGO – Antifascisti in piazza

Sabato 15 Marzo – PARCO VILLA MONZINI – SENAGO – Via Repubblica – Pomeriggio – Antifascisti in piazza.

Organizza la RETE ANFISCISTA NORD OVEST MILANO

Musica e spettacolo nella cornice del Parco di Villa Monzini a Senago.

Saranno presenti i banchetti della Rete Antifascista e sarà allestita un’ampia mostra in tema di antifascismo, oltre che uno spazio degustativo.

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Presentate le nostre osservazini al PGT del Comune di Senago

nell'immagine, lo stralcio della carta riferita agli ambiti agricoli strategici dove, in verde, è indicata l'area acquisita nel Comune di Senago

Nell’immagine, lo stralcio della carta riferita agli ambiti agricoli strategici acquisiti all’interno del Comune di Senago col nuovo PTCP della Provincia. Le acquisizioni sono prescrittive e prevalenti sul PGT e coinvolgono una vasta area a sud di Senago, proprio dove la cementificazione prevista nel PGT della giunta Fois, risulta notevole.

SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, hanno presentato al Comune di Senago le proprie osservazioni sul Piano di Governo del Territorio (PGT) di recente adottato dal Consiglio Comunale: un documento di 43 pagine che raccolgono 25 osservazioni, risultato di uno studio intenso, fatto cercando documenti mancanti e portato a termine senza una vera interlocuzione con l’Amministrazione, che non ha mai voluto rispondere alle nostre precedenti osservazioni.

Preparare le osservazioni è stato arduo: è stato necessario districarsi in centinaia di pagine di documenti tecnici di malagevole interpretazione: un vero e proprio percorso ad ostacoli che sembrava quasi concepito per eludere ogni contributo propositivo da parte dei cittadini.

Noi lo abbiamo fatto lo stesso, criticando e proponendo soluzioni diverse. Abbiamo proposto che fossero modificate parti del PGT ma anche che fossero completamente eliminate intere parti che contenevano il proposito di cementificare il territorio.

Sull’edilizia scolastica, rispetto agli estensori del PGT, abbiamo una visione totalmente diversa: essi progettano di accorpare tutte le scuole in tre soli complessi creando un enorme disagio a tutti i bambini che le frequenteranno. La soluzione per noi passa dalla conservazione delle attuali strutture semplicemente “ristrutturandole e curandole” come si farebbe con la propria casa.

Critichiamo, di questo PGT, il ricorrente uso che si è fatto della “perequazione”, strumento usato per poter cementificare anche laddove ciò sarebbe stato impossibile da realizzare in qualsiasi modo.

Infatti “perequare” vuol dire consentire l’edificazione in luoghi dove non sarebbe consentito per compensare la mancata edificazione in altri dove sarebbe stato concesso farlo.

Infine, ma forse più importate d’ogni altra questione, il PGT voluto da questa giunta ha completamente ignorato ed eluso decisioni adottate nel Piano territoriale Provinciale, il PTCP, approvato nel 2013 dalla Provincia di Milano. I documenti che ne fanno parte sono assolutamente prescrittivi e prevalenti sul PGT ed in particolare, nei documenti del PTCP, l’area sud di Senago è stata definita ambito agricolo e strategico: in questo modo viene preservato un patrimonio comune per il futuro dei nostri figli.

Questo PGT, basandosi su dati ormai vecchi di molti anni, risulta poi miope e non aggiornato sulla attuale composizione sociale della cittadinanza di Senago, sui sui attuali bisogni e sui servizi ora necessari, ne tiene in contro dalla sua probabile evoluzione demografica e sugli impatti che eventi circostanti avranno (flussi di traffico modificati, Expo, immigrazione da altre città e paesi, emergenti problematiche lavorative e sociali).

Già un anno fa, quando Sinistra Senago presentò le prime osservazioni ai documenti preparatori al PGT, facemmo notare la dissonanza tra esso ed il PCTP; e tra l’altro a tutta la Giunta Comunale era nota la traiettoria che questo documento provinciale stava seguendo.

Ecco perchè, nel suo complesso, bocciamo con fermezza il PGT nella versione ora adottata, auspicando che le nostre proposte, fatte nell’interesse dei cittadini , siano acquisite e quindi venga rivista la struttura del PGT di Senago.

SinistraSenago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune

(clicca qui sotto per leggere le nostre osservazioni)

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