Archivi del mese: maggio 2014

Bosco o cemento?

foto_materia_01Avevamo già avuto modo di sospettare che a Senago si aggirassero dei filantropi ed ecco arrivare l’inaspettata conferma: la Società Agricola Le Groane srl ha piantumato parte dell’area sud di Senago, inserendovi ben 18000 alberi. Un regalo inaspettato alla cittadinanza che già temeva di vedere imminente l’escavazione di oltre un milione di metri cubi di terra per far posto sia alle vasche di laminazione che al profondo solco di catrame e detriti che dovrebbe costituire la famigerata tangenziale sud, che nessuno vuole tranne il Sindaco e la sua giunta.

18000 alberi da produzione, da lasciare in coltivazione per 15 anni. Così ora anche Senago ha il suo bosco in città. Un bosco coltivato grazie a società private che hanno fatto uso di finanziamenti pubblici a fondo perduto. Insomma fatto un po’ con i soldi di tutti noi cittadini contribuenti e quindi anche un po’ nostro.

Un atto importate questo, perchè compie il primo gesto concreto che ostacola la realizzazione delle vasche. Un atto che formalizza l’adozione di quelle aree da parte della Provincia di Milano che le ha trasformate ad ambito agricolo strategico e che vede così realizzata le propria destinazione d’uso.

Ed il Sindaco e la sua giunta, anzichè cogliere questo inaspettato regalo, hanno subito pensato di andare a chiedere resoconto in regione, obiettando l’operato del privato in quanto contro i loro piani che prevedevano la realizzazione delle vasche proprio in quelle aree inserite nel Piano di Governo del Territorio (PGT) già adottato dal Comune.

Così, i Signori del Palazzo che governano Senago che non hanno mai compiuto alcun atto concreto e formale contro le vasche, hanno invece deciso di promuovere ricorso contro la Provincia ed il piano che ha confermato la destinazione d’uso agricolo di dette aree. Ricorso pagato anche questo, per intenderci, con i soldi dei contribuenti: per ora 6.000 euro. Un ricorso fatto per preservare il loro folle PGT che vuole cementificare tutta l’area sud di Senago. Un PGT che prevede, oltre le vasche ed un’ampia tangenziale che sfiorerà le case esistenti, anche migliaia di metri cubi di cemento per nuovi insediamenti abitativi e lascia alle cave la gestione del “piano di recupero ambientale” che, per loro, prevede di realizzare una “discarica di rifiuti”. Poi, magari, ci faranno qualche servizio (ma su questo, a breve, torneremo con un altro interessante articolo).

Rendiamo grazie allora alle società benefiche che hanno portato avanti il progetto, alla società che ha concesso i propri terreni ed alla società le Groane srl che ha attuato il progetto, ed infine alla Provincia di Milano che ha concesso il finanziamento europeo e che per ora, a meno di creare un danno erariale di cui occorrerà rendere evidentemente conto a qualche procura, impedisce la realizzazione delle vasche.

Tutti felici?

Certamente non lo sono il Sindaco di SEL del PD e la sua giunta (alcuni la chiamano “la giunta del mattone” ma noi non lo crediamo), almeno fintanto che il TAR non si pronuncerà, come loro sperano, a favore del ricorso presentato (con i nostri soldi) contro la Provincia. Insomma, meno felici sono, al momento, coloro che hanno deciso di andare contro il volere dei cittadini ed usano i loro contributi per promuovere cause contro di essi. Forse la questione, alquanto Macchiavelliana, dovrebbe far riflettere un po’ di persone.

La maggior parte invece, felice, lo è. Il bosco inizia a crescere e fintanto che nessuno si aggirerà laggiù con una motosega, i cittadini di Senago potranno godere di un po’ di inaspettato verde. Speriamo solo che la follia non prenda il sopravvento e che la società “benefica” porti a termine l’impegno di 15 anni assunto al momento di ricevere il finanziamento (dei nostri soldi) per realizzare la piantumazione. Speriamo anche nel TAR, che deliberi di mantenere lo spazio verde esistente.

Per ora dunque un bel successo, considerando che lì, la proprietà dei terreni, era intenzionata a realizzare un campo fotovoltaico che avrebbe coperto, rendendo per sempre sterile, quell’intera area verde, e che comunque lì sarebbero dovute sorgere le vasche che il Sindaco ha voluto inserire a tutti costi (licenziando anche due assessori) nel PGT.

Sperando che i 18000 alberi diventino longevi, godiamoci il nostro bosco in città, che certamente sarà pronto ad accoglierci con la sua frescura nei caldi giorni del luglio prossimo che ci attende.

Per molti Sindaci il verde pubblico è un nemico, anziché un alleato contro l’inquinamento

alberiOrmai da tempo la scienza ha dimostrato che il verde, all’interno delle aree urbane, svolge un ruolo importante per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso le numerose funzioni legate alla sua vita biologica.

Le città italiane sono malate, ogni anno le statistiche indicano il continuo peggioramento del livello di vivibilità, dovuto al forte inquinamento atmosferico prodotto essenzialmente dalle attività antropiche.

I dati indicano come la popolazione continua a concentrarsi soprattutto nelle aree urbane, basti pensare a Roma con 2.600.000 abitanti, Milano con 1.200.000 abitanti, Napoli con circa un milioni di abitanti. Tutto questo richiede una grande concentrazione di cibo, acqua, energia e lo smaltimento di tonnellate di rifiuti, liquami, misure contro gli  inquinati dell’aria e dell’acqua, nonché un  forte consumo di suolo che ha raggiunto livelli non più sopportabili. Nel 1900 ogni persona sul pianeta aveva a sua disposizione circa 8 ettari, attualmente ha 2 ettari, si stima che nel 2050 un uomo avrà a disposizione appena 1,40 ettari di suolo libero.

Tornando ai problemi legati all’inquinamento, si sa che nel nostro Paese ci sono città che hanno il primato da inquinamento da polveri sottili, eppure le uniche e spesso inutili misure che vengono prese riguardano il divieto di circolazione dei mezzi a motore.

Si tratta in genere di provvedimenti di facciata la cui efficacia è in genere di breve durata e che in mancanza di una diversa mobilità non potrà mai impedire alla gente di usare l’auto. Si tratta di un limite culturale legato spesso a una miopia politica, che aggrava ulteriormente le condizioni della vivibilità urbana.

Il verde orizzontale e verticale nelle sue diverse tipologie ( alberi, arbusti, prato ecc.), svolge un ruolo non indifferente per la qualità della vita dei cittadini in grado di fornire  “servizi ecositemici” quali:

  • servizi di approvvigionamento (cibo, legno, minerali, principi attivi per la farmacopea e composti chimici naturali, carburanti fossili),

  • servizi di regolazione (filtraggio e la potabilizzazione dell’acqua, la decomposizione dei prodotti di scarto, la regolazione del clima e della qualità dell’aria),

  • servizi di supporto (filtraggio e la potabilizzazione dell’acqua, la decomposizione dei prodotti di scarto, la regolazione del clima e della qualità dell’aria),

  • servizi culturali (attività ricreative, culturali, turistiche, estetiche e spirituali).

La consapevolezza di tali funzioni non è più circoscritta al mondo scientifico o agli addetti ai lavori ma è largamente presente nella coscienza di milioni di cittadini.

Nel nostro Paese i Comuni hanno una responsabilità enorme nella gestione del  verde. Secondo i dati Istat del 2011 riguardante il verde urbano delle 103 città  capoluogo, risulta che  il verde fruibile occupa 550 milioni di mq delle città, e la disponibilità di verde urbano è pari 30,3 mq per abitante, naturalmente con variazioni da città a città.

I  comuni gestiscono il più grande e importante patrimonio arboreo che caratterizza il paesaggio urbano italiano (milioni di alberi). Nonostante ciò essi  sono fortemente inadeguati rispetto ai compiti che dovrebbero e potrebbero svolgere per una città ecosostenibile.

Infatti la maggior parte dei comuni è privo di un regolamento del verde urbano, il verde è materia  dei  lavori pubblici con figure professionali non adeguate, mancano strumenti di pianificazione quali piano del verde, censimento  del patrimonio arboreo, le risorse finanziarie sono quasi sempre residuali e mai strategiche.

Occorre superare al più presto quel limite culturale presente tra numerosi pianificatori, urbanisti e progettisti nonché tra la maggior parte degli amministratori locali, che utilizzano il verde unicamente come elemento di arredo, mentre la scienza ci dice che le piante perenni ed in modo particolare la vegetazione persistente hanno un ruolo importante nel migliorare la qualità dell’aria, nel ridurre l’anidrite carbonica e gli altri gas serra.

Una soluzione sembra essere rappresentata dalle città intelligenti ovvero le  “ Smart city” dove l’intero modello di sviluppo viene  totalmente rivisto. Le città vengono riprogettate secondo nuovi indicatori di qualità urbana, e dove il verde “greening” rappresenta un  indicatore di forte qualità urbana superando il vecchio concetto secondo il quale  il verde nelle aree urbane ha  una funzione di arredo ed estetico.

Giuseppe Sarracino
Agronomo

(tratto da http://www.salviamoilpaesaggio.it)

Moratoria alla cementificazione: i “diritti edificatori” sono intoccabili ed eterni?

costruzioniNel corso dell’ultimo congresso nazionale della Fillea-Cgil, tenutosi il 2 e 3 aprile 2014, abbiamo approvato un documento programmatico dove si sostiene la necessità di procedere ad una “moratoria degli interventi pubblici su opere di impermeabilizzazione delle aree limitrofe a coste, fiumi, laghi, sistemi franosi, infrastrutture finalizzate alla mobilità. Questo intervento, che il Governo deve assumere prioritariamente e con valenza decennale, deve essere accompagnato da azioni di bonifica delle aree di cui sopra, di quelle di interesse nazionale e di tutte quelle compromesse dalle attività umane”.

Questa nostra proposta si accompagna, almeno per gli stessi luoghi, ad una moratoria o revoca dei diritti di edificazione concessi ai privati.

E’ opportuno ricordare che i primi a sostenere la necessità di avere una moratoria delle costruzioni sono stati il Prof. Salvatore Settis e il Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli.

Il dibattito attuale tende ad assegnare ai diritti di edificazione, maturati dalle scelte effettuate dagli amministratori locali attraverso gli strumenti urbanistici approvati da un organo elettivo, un’intoccabilità e, per alcuni versi, una sorta di eternità.

I soggetti che sostengono tale diritto, non revocabile e non modificabile su aree urbane definite edificabili e su concessioni rilasciate dagli uffici comunali, sono proprietari delle aree, costruttori, avvocati, notai, ingegneri, architetti, geometri, amministratori pubblici. Ovviamente ci sono anche soggetti che operano nell’ombra o alla luce del sole per la realizzazione di affari, come i sensali o mediatori di aree da edificare, i tangentisti e i mafiosi.

Non faccio di tutta l’erba un fascio. So benissimo che tra queste categorie professionali e di cittadini ci sono tante persone per bene e anche amministratori e associazioni di rappresentanza che sono sostenitrici di un diverso modello di sviluppo, ma ogni giorno diventa sempre più ingombrante e a tratti arrogante il rumore che i difensori dei diritti di edificazione acquisiti fanno, sostenendo che bisogna essere moderati nel discutere di consumo di suolo e che addirittura sarebbero catastrofiche le conseguenze occupazionali.

Il conflitto d’interesse è evidente. Ed è altrettanto evidente che l’Italia deve imboccare con chiarezza la strada di rivalutare e valorizzare al massimo i suoli impermeabilizzati e non i suoli ancora non impermeabilizzati.

Non è un problema semantico. E nemmeno si può attendere che qualche istituto ci dia una immagine magari 1:1 per convincerci che le case, i capannoni, l’impermeabilizzato, il costruito è così sovradimensionato in proporzione ai cittadini e alle loro attività sociali ed economiche che è solo per INTERESSE che si può sostenere la necessità di dover impermeabilizzare ancora di più.

Se carenze ci sono, esse sono sul fronte delle infrastrutture utili alla mobilità lenta o veloce dei cittadini e delle merci, capaci di fornire pari opportunità di servizi a tutto il paese.

L’Italia vive uno dei momenti più drammatici della sua storia.

I governi, di fronte ad uno scenario economicamente disastroso, hanno adottato provvedimenti (per la CGIL sbagliati e controproducenti) che hanno colpito con durezza diritti acquisiti come quello alla contrattazione nel pubblico impiego (i contratti pubblici sono bloccati da 6 anni e si parla di bloccarli fino al 2020), il diritto alla pensioneè stato fortemente modificato da provvedimenti parlamentari che hanno allungato i tempi e modificato il corrispettivo economico,con il risultato che si va in pensione non prima di 67 anni e con meno soldi, le modalità di assunzione sono continuamente modificati nella direzione di diminuire i diritti dei lavoratori, il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni è giornalmente falcidiato, i tassi di disoccupazione reali sono superiori al 20% e gli investimenti pubblici si sono fortemente assottigliati.

Sono in tanti coloro che, di fronte ad una crisi economica, finanziaria, produttiva e di modello di sviluppo, hanno sostenuto e hanno lavorato perché in Italia si affermasse una notevole riduzione dei diritti, dei salari, dello stato sociale nel mondo del lavoro. Tra questi ci sono anche quelli che sostengono che i loro diritti per impermeabilizzare il suolo sono intoccabili.

Essi minacciano il ricorso alle vie legali, proteste, disastri economici e incremento della disoccupazione, accampando che la “valorizzazione” (maggior valore fondiario) del proprio suolo sia intoccabile. Capita che gli stessi siano idealmente per la riduzione del consumo di suolo, ovviamente quello degli altri.

Anche i diritti dei lavoratori e dei pensionati sembravano intangibili, eppure sono stati toccati. Se è successo ciò per affrontare la crisi in maniera sbagliata,si possono toccareanche i diritti di edificazione per una causa nobile, quale il consumo di suolo zero.

Moratoria mirata e ritiro dei diritti di edificazione in quelle aree che giornalmente sono coinvolte dagli effetti non delle calamità naturali ma della cementificazione del territorio, possono essere adottati anche senza la necessità di avere nuovi provvedimenti legislativi. I soggetti pubblici che hanno il potere di governare il territorio possono operare in tale direzione; basta fare le adeguate scelte politiche ed amministrative.

Come si dice in Italia da un po’ di secoli: errare humanum est, perseverare autemdiabolicum,

Roma, 20 maggio 2014
Salvatore Lo Balbo
Segretario Nazionale Fillea-Cgil

(tratto da http://www.salviamoilpaesaggio.it)

Il Fascismo ieri e oggi in Italia e in Europa

nofascismo

Il Fascismo ieri e oggi in Italia ed in Europa. Dati e documenti sulle destre che si muovono, una biblioteca da non perdere.

 

Di seguito è possibile reperire le dispense distribuite nei vari incontri ANPI e le rispettive registrazioni.

CLICCA QUI E SCARICA IL MATERIALE

(dal sito ANPI COMITATO PROVINCIALE DI MILANO)

Logistica e sfruttamento dei lavoratori. Il caso Piacenza

autoconvocat* - contro la crisi

NEWS_200075 Intervista su una realtà fatta di sfruttamento e assenza dei più elementari diritti sindacali e lavorativi: il comparto della logistica. Il caso Piacenza-Ikea.

[Anna Lami su megachip.info]

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Contro la guerra nel cuore dell’Europa, a fianco dell’Ucraina antifascista!

pace ucraina14/05/2014 16:35 | POLITICAINTERNAZIONALE  (Da controlacrisi.org)

A Odessa un’orda nazista ha trucidato oltre 50 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.

I media, all’unisono, hanno deformato la notizia fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.

Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti. Non a caso il ministro della Difesa italiano, non pago delle violazioni che in questi ultimi due decenni hanno ripetutamente sfigurato l’articolo 11 della nostra Costituzione, è stato il primo a dichiararsi disponibile per un’ennesima sciagurata missione militare, stavolta in Ucraina.

Possiamo tacere? Se lo faremo, saremo complici.

Sono altissime, purtroppo, le probabilità che, nelle prossime settimane, quelle che ci separano dal voto ucraino del 25 maggio, possano verificarsi eventi ancora più sanguinosi, mentre la crisi tra Russia e Occidente rischia di scivolare in conflitto aperto.

Chiediamo a tutte e tutti coloro che condividono i valori della democrazia e della pace, che vogliono battersi contro la guerra, di partecipare a una manifestazione nazionale di protesta e di lutto. Chiediamo che lo si faccia insieme e subito. Con urgenza, sabato 17 maggio, a Roma.

E’, questo, un appello perché ci si riunisca in segno di lutto e di vergogna, per questa Unione europea senza vergogna. Diamo una risposta collettiva, grande, dignitosa, al fianco dell’Ucraina antifascista, contro l’escalation bellica nel cuore dell’Europa.

LA MANIFESTAZIONE E’ CONVOCATA, DUNQUE, SABATO 17 MAGGIO ALLE ORE 18.00 CIRCA, NEI PRESSI DELL’AMBASCIATA DELL’UCRAINA A ROMA, VIA GUIDO D’AREZZO, VICINO A PIAZZA VERDI, ZONA PARIOLI E SI TERRA’ DOPO IL CORTEO IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA, AL QUALE SI PARTECIPERA’ .

Per aderire all’Appello: info@giuliettochiesa.it

Promotori

Giulietto Chiesa – presidente “ Alternativa”, fondatore Pandora TV

Valentino Parlato – giornalista

Matteo Gaddi – coordinatore nazionale RSU “ CONTRO LA LEGGE FORNERO”

Mariella Cao- Comitato “Gettiamo le Basi”, Sardegna

Cesare Procaccini – segretario nazionale PdCI

Paolo Ferrero – segretario nazionale PRC

Fabio Amato – responsabile Dipartimento Esteri PRC, candidato Lista Tsipras

Fausto Sorini – responsabile Dipartimento Esteri PdCI

Ciro D’Alessio – operaio RSA- FIOM-CGIL Pomigliano D’Arco

Oliviero Diliberto – docente di Diritto Romano Facoltà “ La Sapienza” di Roma – già segretario nazionale PdCI

Claudio Grassi – direzione nazionale PRC

Piergiovanni Alleva – giuslavorista, FIOM, candidato Lista Tsipras

Domenico Losurdo – filosofo, presidente nazionale Associazione “ Marx 21”

Bruno Steri – Comitato Politico nazionale PRC, direttore di “Essere Comunisti”

Angelo D’Orsi – storico del pensiero politico, Università di Torino

Antonio Mazzeo – Movimento “no Muos” – Sicilia, candidato Lista Tsipras

Fosco Giannini – già senatore della Repubblica, direzione nazionale PdCI

Sergio Cararo e Marco Santopadre – segreteria nazionale Rete dei Comunisti

Nicola Nicolosi – CGIL nazionale

Nicola Cipolla – presidente CEPES

Stefano Vinti – assessore regionale PRC, Umbria

Raffaele Bucciarelli – presidente Gruppo Federazione della Sinistra Consiglio Regionale Marche

Giampaolo Patta – CGIL nazionale , esponente sinistra sindacale

Manlio Dinucci – saggista, giornalista de il Manifesto

Vladimiro Giacchè – economista

Luca Cangemi – docente, Catania, Comitato Politico Nazionale PRC

Gianmarco Pisa – segretario ITRI ( Istituto Italiano Ricerca per La Pace)

Patrick Boylan – Roma No War

Angelo Baracca – fisico , docente Università di Firenze

Gordon M. Poole – docente letteratura americana Università “Orientale” di Napoli

Guido Oldrini – filosofo

Guido Liguori – docente di storia del pensiero politico Università della Calabria , presidente IGS Italia

Bassam Saleh’ – giornalista palestinese

Nico Perrone – già docente di Storia dell’America, Università di Bari

Franco Cardini – storico

Nicolò Ollino – Comitato Politico Nazionale PRC, candidato Lista Tsipras (collegio Italia nord-occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia);

Marino Severini – “voce” e chitarra de La Gang

Fabio Marcelli – giurista, CNR

Andrea Catone – storico del movimento operaio, direttore di “ Marx 21”

Alfio Nicotra, giornalista

Maurizio Musolino – segreteria nazionale PdCI

Luigi Vinci – già capogruppo al Parlamento europeo – condirettore di “Progetto e Lavoro”

Gianni Fresu – storico del movimento operaio

Simona Lobina – PRC Sardegna , candidata Lista Tsipras

Manuela Palermi – presidente Comitato Centrale PdCI

Emiliano Franzina- storico- Università di Verona

Milena Fiore – video maker , collaboratrice archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico

Alessandro Hobel – storico del movimento operaio

Luigi Marino – già senatore della Repubblica

Mauro Gemma – direttore di Marx21.it

Flavio Pettinari – amministratore della pagina FB “ Con l’Ucraina antifascista”

Wasim Damash – docente di letteratura e lingua araba Università di Cagliari

Ada Donno – associazione Donne Regione Mediterranea

Enrico Vigna – Centro Iniziativa Verità e Giustizia

Federico Martino – docente di diritto , Università di Messina

Casa pound attaccata e minaccia i cittadini a Novate (MI)

Clicca qui per vedere il filmato
Ecco il video che oggi -11maggio 2014 – YOUREPORTER.IT ha girato a Novate mil.se- La donna che arriva correndo sulla sinistra dello schermo, dopo alcuni minuti, è Angela de Rosa, ex consigliere PDL, ora candidata sindaco a novate per Casa Pound. Tutto ciò è avvenuto per un banchetto del movimento neofascita Casapound in piazza Pertini(!!). Un gruppo di cittadini – tra cui anziani e bambini- ha deciso che era inammissibile che in una piazza con tale nome si potesse mettere un bacnhetto fascista e si è messo a cantare “bella ciao”.
I grossi rasati che vedete nel video sono i suoi amici che hanno due volte cercato di caricare i cittadini novatesi, e molti provengono da casapound di Via Longarone (MI) ma non solo. I camerata hanno inoltre leggermente ferito un poliziotto alla testa.

Senza parole!