Archivi del mese: settembre 2014

Crisi a Senago: chi ha ragione? Chi ha torto?

tiro-alla-funeMezza Senago sta discutendo di quello che (non) sta avvenendo in un Consiglio Comunale bloccato da chi, maggioranza o opposizione, vuole far cadere la Giunta Fois. L’altra mezza Senago, probabilmente, se ne infischia.

I più sfiduciati che appartengono alla prima categoria, prima o poi, andranno ad unirsi alla seconda. Questo non importa nulla agli artificieri dell’implosione: o forse è proprio quello che vogliono ottenere.

Eppure, a ben riflettere, sarebbe sbagliato trovare unicamente in queste meschine manovre tutta la responsabilità del pantano in cui l’Istituzione più vicina ai cittadini si trova.

Certo, la responsabilità diretta è di quei consiglieri che … continua a leggere su SENAGO BENE COMUNE clicca qui.

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La Caporetto politica del Comune (e del PD) di Senago

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Nella foto (ANSA-SCAGN) la situazione in cui si trova ora la giunta di Senago

Pare che a Senago non vi sia alcun bisogno delle infiltrazioni mafiose per commissariare il Comune, bastano e avanzano i partiti di centrodestra, ieri con la Rossetti e quasi sicuramente oggi con Fois del centrosinistra.

E’ notevole la capacità di auto commissariare il nostro Comune!

Non si può inoltre ignorare il comportamento di certi consiglieri comunali, definibili con il nomignolo di “democratici per caso”, che, con la loro deliberata assenza in Consiglio Comunale, stanno dimostrando totale irresponsabilità e menefreghismo verso il governo della cosa pubblica.

Essi appaiono attenti più ai giochi di palazzo ed agli interessi particolari che al bene comune: questo dimostra che non rispettano gli stessi cittadini che purtroppo li hanno votati.

E’ intollerabile il comportamento non solo di questi consiglieri, ma anche del partito in cui militano, in un momento in cui la pesante crisi economica peggiora sempre più la qualità della vita di lavoratori, pensionati, giovani, famiglie.

Se continuerà l’atteggiamento irresponsabile di questi consiglieri, la conseguenza sarà la caduta di un’Amministrazione che ha espresso un chiaro NO alle vasche di laminazione a Senago.

E se l’Amministrazione cadrà, sarà più forte e più efficace la spinta di chi, come Regione Lombardia e Comune di Milano, vuole assolutamente scavare le vasche, anche a costo di ledere l’autonomia e la sovranità del governo cittadino senaghese.

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Breve cronistoria delle “Caporetto politiche” del Comune (e del PD) di Senago:

2005 – Ad un anno di nascita dalla giunta Chiesa, la coalizione di centrosinistra, uscita vincitrice al ballottaggio contro il centrodestra allora guidato dalla candidata Nava, subisce il ricatto da parte dei DS che sentendosi sottorappresentati lamentano una maggiore presenza tra gli assessori. Chiesa responsabilmente, per non lasciare cadere l’esperienza di governo dopo un solo anno, e per rispetto dei cittadini non apre una crisi ed accontenta gli appetiti degli allora diessini, progenitori dell’attuale PD.

2009 – Sul finire della legislatura il PD, nato dalle ceneri dei DS appena due anni prima, pone la sfiducia a Chiesa sancendo la fine dell’esperienza di quel centrosinistra e generando gli scossoni finali in una coalizione che negli anni ha subito e dovuto un po’ accettare le bizze dei “democratici”

2009 – Alle elezioni che ne seguono, il PD corre da solo, rifiutando di entrare in coalizione con i vecchi alleati (IpS, Democratici Senago, PRC, IdV e PdCI), ed è guidato da Pepe, lo stesso che ora sta affossando l’attuale amministrazione (col PD) in combutta con la Lega

2009 – In occasione del ballottaggio tra Chiesa e Rossetti del centrodestra, il PD, escluso dallo stesso ballottaggio essendo risultato ultimo al primo turno delle elezioni comunali, dirotta alcuni voti, poi rivelatisi decisivi, su Rossetti determinandone la vittoria al ballottaggio e sentenziando così la nascita del primo governo di centrodestra della città di Senago dal dopoguerra. Gli applausi dei rappresentanti PD in aula consiliare all’insediamento della nuova giunta sono più che una firma su una pagina tristemente storica.

2012 – Il PD rientra nella coalizione di centrosinistra, ma chiede che la parte più estrema, i soliti “litigiosi” comunisti (detto da chi, come il PD, per tre volte direttamente affossa una maggioranza di centro-sinistra!) ne vengano esclusi,trovando solide alleanze per questo fine con Insieme per Senago, che spinge per una coalizione più centrista. Del resto, secondo lor signori, la scarsa cultura di governo della sinistra senaghese era da tempo nota. Peccato che per bocca dello stesso sindaco uscente Chiesa non vi fossero rimproveri da muovere alla sinistra della coalizione che aveva e ha sempre sostenuto con lealtà la giunta.

2012 Il rientro del PD in coalizione prevede il passaggio attraverso il sacro lavacro delle primarie. Lo svolgimento di elezioni primarie vede protagonisti Micaela Curcio per il PD e Lucio Fois sostenuto da SEL e Insieme per Senago. Le primarie vengono vinte da Fois e questo è già forse la fine dell’idillio della nuova coalizione di centrosinistra.

2014 – Dopo due anni di scossoni e di piccoli e grandi terremoti, dopo il licenziamento di due assessori in diretta streaming, dopo la latitanza di due consiglieri che tengono in ostaggio la maggioranza che non è più tale, a seguito delle dimissioni di Chiesa ed al termine di una stagione politica in cui il dissesto finanzairio è sotto gi occhi di tutti, nonostante il passaggio di Fois da SEL a PD, la desertificazione di un consiglio comunale che non può più nemmeno riunirsi fa saltare anticipatamente anche il centrosinistra che non chiude la legislatura e consegna ad un nuovo commissario la gestione del comune.

E se nel 2015 vi fossero nuove elezioni, consigliamo a chiunque volesse allearsi con il PD di controllare chi saranno i candidati in lista per quel partito, perchè l’affidabilità di quel gruppo è pari a quella di Alì Babà e del suo 40% circa

Senago: la giunta appesa ad un filo (di seta) e per Renzo è la quarta fumata nera

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Fase finale della terza fumata nera in consiglio comunale. Si noti la mancanza dei due dissidenti del PD, Pepe e Batticciotto, tra i banchi della maggioranza e la presenza dei consiglieri di opposizione tra il pubblico (nell’algolo a sinistra si vede Mantovani della LegaNord) anzichè sedersi ai propri posti istituzionali. Una scenetta indegna in un paese che vuole parlare di “politica” alle persone.

… tre e quattro! Sono arrivate a quattro le sedute consiliari andate deserte. Bè, proprio deserte no, la maggior parte di quelli che dovevano stare ai banchi dei consiglieri stavano impropriamente tra gli scranni riservati al pubblico.

Ma questo è il destino di una giunta piena di “strateghi” della politica, per qualcuno buona a durare giusto la stagione che serve a mettere a posto gli interessi, prevalentemente edilizi, di pochi.

Dei problemi veri del paese non importa un gran che, né a una parte significativa della maggioranza né all’opposizione. Anzi, a ben guardare, i consiglieri che stanno facendo saltare l’amministrazione appartengono a quei partiti che in Regione hanno voluto le vasche…. coincidenza o furbata?

Non ce ne voglia quindi il buon Renzo (autore dell’articolo “Proprio non mi vogliono”),  aspirante consigliere comunale, ma pensiamo che oramai “questo matrimonio non s’ha da fare” poichè la giunta Fois si appresta ad uscire di scena con un grosso rotolone. Le prossime due sedute consiliari decreteranno molto probabilmente la parola fine o, forse ancora peggio, una breve ulteriore dolorosa agonia amminsitrativa.

Dobbiamo però rimproverare la strategia usata dal suo gruppo politico (Insieme per Senago) che ha fatto dimettere  il consigliere Chiesa prima dell’approvazione del bilancio, ottenendo gli effetti devastanti di cui ora egli si duole e lasciando la città prima in ostaggio dei consiglieri volutamente assenteisti a dispetto del mandato ricevuto, e poi in mano al commissario che probabilmente  non tarderà ad arrivare.

Pensarci prima? Se non lo avete fatto siete stati degli sprovveduti, se lo avete fatto celate secondi fini che prima o poi dovrete svelare.

In ogni caso non disperarti, Renzo, il “…non s’ha da fare, nè domani (*) nè mai”, valeva solo per i promessi sposi, qui c’è tempo. (…)

Ha detto Chiesa in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale: “mi sono dimesso per far posto ai giovani”, quindi hai ancora molte possibilità davanti a te. Intanto puoi indurre i tuoi compagni di partito, visto il tempo libero che avranno, a frequentare un corso di strategia politica per imparare meglio a scegliersi gli alleati, forse ne avete davvero bisogno.

Con affetto,
Sinistrasenago

(*) citazione testuale manzoniana

A Senago l’amministrazione comunale rottama per la seconda volta se stessa

Il nuovo simbolo del partito che governa senago e che ha deciso di chiudere anche questa esperienza di governo della città

Il nuovo simbolo del partito che governa senago e che ha deciso di chiudere anche questa esperienza di governo della città

A Senago l’amministrazione comunale rottama per la seconda volta se stessa con una tafazziana puntualità che sembra forse incredibile anche agli stessi avversari politici.

In realtà anche questa maggioranza, dopo quella Pdl-Lega litigiosissima del periodo Rossetti, non ha probabilmente mai avuto un solo attimo di vera coesione al proprio interno durante il triennio di governo della città. Ricorderete inoltre i tentativi del PD (sempre loro!) di far cadere Chiesa agli ultimi mesi della sua amministrazione e quanto si adoperarono alcuni esponenti del PD per non farlo comunque rieleggere, spianando la strada alla disastrosa amministrazione Rossetti 2009 2011!

In realtà troppi divergenti interessi e opinioni troppo differenti sul come affrontare il tema del governo della città hanno fatto capire già dopo un anno che le frizioni e le fratture all’interno della coalizione erano ancora una volta insanabili e ben lontane dal potersi saldare.

Oggi si squaderna in modo paradigmatico, davanti ad una cittadinanza forse incredula e certamente rassegnata, una crisi, l’ennesima, che sembra consegnare un solo verdetto a tutti noi: Senago è davvero ingovernabile, tanto dal PD che dalla Lega!!

Dopo la caduta della Giunta Rossetti e il seguente commissariamento, durato un anno, il controllo dell’amministrazione è andato, nel 2012, alla Giunta di Lucio Fois. Sembrava una sorta di rinascita o una specie di ritorno alla luce, dopo le tenebre, ed invece (non staremo a dire che ve l’avevamo detto, perché l’abbiamo persino scritto) le contraddizioni in seno al PD, partito che della attuale coalizione si fa ambasciatore e azionista di maggioranza, esplodevano ogni giorno lasciando strascichi inconciliabili sul proprio terreno e la disperazione tra gli alleati di governo.

Da mesi ormai la maggioranza non c’è più. Da mesi alcuni consiglieri comunali del PD, alleandosi con la Lega (!) boicottano puntualmente ogni riunione del Consiglio Comunale nell’ottica e con tutte le intenzioni di far saltare il banco, far venire meno il numero legale e porre in essere le condizioni perché il Sindaco rassegni le dimissioni. A nulla è valso il passaggio recente del Sindaco Fois sotto le insegne del PD dopo l’addio a SEL.

Oggi siamo, o meglio eravamo, alla vigila di una decisione probabilmente sofferta, dolorosa e quanto meno impopolare: pare sempre più probabile che l’amministrazione nell’approvare il prossimo bilancio avrebbe deciso di applicare la massima aliquota di addizionale comunale IRPEF.

Se, come sembra dalle avvisaglie, le prossime convocazioni dei consigli comunali andassero ancora deserte, sarebbe la resa vergognosa da parte di questa maggioranza e la consegna, probabilmente solo per qualche mese, della gestione pubblica della città nelle mani di un nuovo commissario.

Pensiamo che Senago meriti veramente di meglio rispetto al personale politico che nelle ultime due legislature ha “s”governato il comune. Pensiamo che la situazione economica generale nella quale chi si trova ad amministrare una città sia la meno invidiabile tra tutte, ma crediamo che la cittadinanza sia stata troppo poco e sempre meno frequentemente coinvolta nelle scelte dirimenti ed amministrative della nostra città. Qualcuno probabilmente ha pensato che con Expo alle porte si potesse dar vita ad una stagione florida e ci si trova invece in ginocchio con la incapacità a fare il minimo passo. La città di Senago ha fatto leva sul volontariato e su altri aspetti di intervento dei cittadini che hanno supplito alle carenze forti che il bilancio comunale non poteva colmare.

I genitori dei bambini hanno ridipinto le aule, le classi e i locali delle scuole frequentate dai nostri figli. Una sussidiarietà solidale e positiva che meritava e continua a meritare più considerazione.

Questa stessa cittadinanza dovrebbe essere chiamata in causa maggiormente.

Con l’eventuale e sempre più probabile commissariamento le funzioni di governo della città vanno verso una drastica consegna nelle mani di una sola persona che opererà una gestione asettica e poco impegnata all’ascolto dei senaghesi, ma probabilmente molto all’ascolto dei poteri forti regionali, quelli che hanno ad esempio voluto le vasche a Senago.

Che ne sarà della partita sulle vasche, che probabilmente poteva avere ancora qualche sussulto di resistenza?

Che ne sarà della Casa della Salute, sempre prossima all’apertura a ciò che ci raccontavano, ma oggi forse più lontana che mai dal vedere una conclusione dei lavori?

Tempo addietro qualcuno giudicò la nostra parte politica, quella di chi si è sempre sentito a sinistra, senza se e senza ma, come un residuato bellico di nostalgici, di cosa poi non è dato sapere, al di fuori di quella che è la normale cultura di governo che si deve avere per amministrare una città.

Per ben due volte, il partito che ritiene tutto ciò che sta alla propria sinistra come indegno e residuale, si è reso protagonista di vicissitudini e rotture all’interno di una maggioranza di governo locale. Forse la troppa presunta cultura di governo sta generando dei veri mostri !!

Che fare? La Sinistra a Senago c’è, ed è pronta a cambiare anche qui lo stato delle cose attuali, a esprimere un governo pulito, partecipato, leale, coeso, con idee, passione, trasparenza e impegno per la Città.

Al movimento SinistraSenago hanno già dato il loro sostegno il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani, il movimento Senago Bene Comune.

Senago: consiglio comunale deserto per due volte, la giunta Fois a rischio commissariamento

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Aria di tempesta sulla giunta Fois a Senago dopo che due consiglieri di maggioranza e tutta l’opposizione (erano d’accordo?) non si presentano in consiglio comunale.

Mentre i cittadini di Senago, dilaniati dalla crisi che li rende talvolta indigenti, trovano modo di sfamare le proprie famiglie andando a pescare gli ultimi boccheggianti pesci nelle esigue pozze inquinate e maleodoranti, lasciate dal Villoresi in secca, i politici in carica al governo di Senago trovano invece modo di giocare a rimpiattino, non presentandosi al ballo del consiglio comunale, quasi fossero donzelle da inseguire, mancando così al proprio dovere assuntosi con l’elezione alla carica di consigliere comunale.

Mancano infatti all’appello due consiglieri di maggioranza e tutti quelli di opposizione, facendo quindi saltare due sedute consecutive per mancanza di numero legale, divenuto tragicamente insufficiente dopo le ultime dimissioni del consigliere Chiesa.

Uno schiaffo alla morale ed alle istituzioni che loro stessi dovrebbero rappresentare. Questa è la politica che fino ad oggi ha governato Senago.

Vergognatevi, tutti.

Leggi l’articolo di approfondimento “Senago non deve andare a pezzi” sul sito di Senago Bene Comune, clicca qui

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Pedemontana: fermiamola! Domenica 21 settembre manifestazione popolare

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La beffa: Senago avrà le Vasche e l’allargamento del canale scolmatore. Fine della storia.

IMG_2668Una beffa ai danni dei cittadini! Questo è il risultato ottenuto dal gruppo di lavoro voluto dal Sindaco di Senago che è riuscito, in aggiunta alla realizzazione delle vasche di laminazione da un milione di metri cubi,  a convincere Regione Lombardia ad allargare il canale scolmatore da 30 mc/s a 60mc/s. Una vera beffa che porta ad un doppio danno per il nostro territorio.

Uniche forze contrarie a questo, nel contesto socio politico senaghese, Sinistra Senago (cui aderiscono Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Senago Bene Comune) che non hanno voluto per questi motivi partecipare al gruppo di lavoro.

E’ forse bene ricordare chi ha aderito a questo gruppo di lavoro: il “Comitato Senago Sostenibile” (o quel che ne rimane dopo la rottura causata proprio dalla scelta di entrare nel gruppo di lavoro), il “Comitato No Vasche, tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale – PD – Forza Italia – Insieme per Senago – SEL – Lega Nord – Vivere Senago – oltre al Movimento 5 Stelle che non ne fa parte.

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Segue articolo pubblicato sul quotidiano “il Giorno” del 9 settembre 2014:

Seveso, sì alla prima vasca Piano definitivo in Regione: cantieri al via a metà 2015

Milano, 9 settembre 2014 – Il progetto definitivo è stato consegnato: sì al primo lotto di lavori per la vasca di laminazione di Senago. Non c’è ancora un cronoprogramma ufficiale, ma, a meno di complicazioni legate alle procedure burocratiche, gli operai dovrebbero entrare in azione nella primavera del 2015. Si muove la macchina salva-Niguarda. Comincia a prendere consistenza il piano dell’Aipo per imbrigliare il Seveso, esondato sette volte tra il 25 giugno e il 20 agosto 2014. Si parte, come più volte annunciato, dall’invaso da 970mila metri cubi di volume considerato prioritario dall’Agenzia interregionale per il bacino del Po: l’opera, scrivono i tecnici nella relazione consegnata qualche settimana fa a Palazzo Lombardia, renderà «pienamente funzionali gli interventi di potenziamento del canale scolmatore Nord-Ovest». Sì, perché «il livello di difesa idraulica si eleverà dall’attuale valore di circa 30 metri cubi al secondo a 60». Tradotto: raddoppio della capacità di drenaggio. Non solo. La vasca consentirà pure la riduzione delle portate di piena scaricate dallo scolmatore nel Ticino, reindirizzando il volume laminato prima nel canale e poi nel deviatore Olona, fino al Lambro. Per adesso, il via libera riguarda solo la fase uno dei lavori: 220mila metri cubi di volume diviso in due settori (50mila+170mila) da realizzare a Nord del canale scolmatore. Costo complessivo: 10 milioni di euro, già finanziati dalla Regione, di cui 4,9 per i lavori e 5,1 tra spese tecniche (948mila euro) e fondo per l’acquisizione delle aree (2 milioni).

Una volta andato a regime, il primo lotto costerà 220mila euro l’anno di manutenzione: 150mila per la pulizia dell’invaso, 30mila per tenere in ordine la vegetazione, 30mila per il personale e altri 10mila per la cura ordinaria delle opere civili ed elettromeccaniche. Per il progetto definitivo del secondo lotto, invece, bisognerà attendere la fine di ottobre; in questo caso, i 20 milioni necessari per costruire la seconda area di laminazione a Sud dello scolmatore dovrebbero arrivare da Palazzo Marino, che ha già dato la sua disponibilità. Secondo gli studi dell’Aipo, però, il doppio intervento a Senago non sarà sufficiente a mettere al sicuro il quartiere Niguarda dalle continue alluvioni: servono altre quattro vasche lungo il corso del torrente Seveso. Le stime ci sono: per la vasca di Lentate è previsto un investimento complessivo di 15,6 milioni di euro (9 per i lavori), mentre per gli invasi di Varedo e Paderno Dugnano sono necessari rispettivamente 23,5 e 16,1 milioni.

Senza dimenticare un’ultima vasca a valle della presa dello scolmatore, con area ancora da individuare in zona Parco Nord (la decisione spetta a piazza Scala): ci vogliono altri 30 milioni. Il conto per i primi tre bacini già vincolati è presto fatto: 55,2 milioni. Da dove arriveranno? Dal decreto Sblocca Italia, in dirittura d’arrivo proprio in queste ore: stando alle indiscrezioni sulle bozze del provvedimento, il Governo dovrebbe appostare 110 milioni per le città metropolitane a rischio alluvioni. Quindi, Milano si giocherà la partita con Firenze e Genova: alla fine, sotto la Madonnina potrebbe arrivare un tesoretto compreso tra 50 e 60 milioni. Del resto, per l’esecutivo Renzi, «la difesa idraulica del fiume Seveso resta un’opera strategica nazionale».
Specie alla luce dell’estate maledetta che ci siamo appena lasciati alle spalle: in poco meno di due mesi, il torrente che si inabissa in via Ornato è fuoriuscito sette volte. E gli abitanti di Niguarda e Isola hanno ancora negli occhi gli effetti devastanti dell’alluvione dell’8 luglio, che mandò in tilt la periferia Nord della città per otto ore, provocando danni per 47 milioni di euro.

nicola.palma@ilgiorno.net