Archivi del mese: novembre 2014

Il Senatore Mirabelli a Senago per parlare di Jobs Act (andiam, andiam, andiamo a lavorar, la la la là …)

mira0Il Senatore Franco Mirabelli (PD), lo stesso che ha sempre sostenuto assieme a Maroni (Lega Nord) l’assoluta necessità di realizzare le vasche di laminazione a Senago per risolvere il problema degli allagamenti a Niguarda (clicca qui), sarà domani, sabato 29 novembre, a  Senago per parlare di “Jobs Act”.

Certo, per uno che la fabbrica l’ha sempre vista dal balcone del politicante di mestiere, dover spiegare cos’è il lavoro e la riforma che Camera e Senato hanno sottoscritto al governo di Renzi e Alfano, sarà certamente un’impresa assai ardua. Sarà in ogni caso l’occasione per farci spiegare perchè le due camere hanno votato una delega in bianco al governo di centro-destra proprio in tema di lavoro, o “Jobs Act” come oggi si suol dire. Dovrà spiegarci, oltre ai nebulosi contenuti di quella delega, come intenderanno fare per bloccare il continuo salire della disoccupazione (oggi salita al 13,2% di cui il 43,3% riguarda i giovani), unico indice in crescita di questo paese.

“Che bello”, escalamerà qualcuno, “sarà anche l’occasione per farci spiegare il vero motivo per cui le vasche di laminazione sono ritenute così necessarie e fondamentali”.

Beh, spiegare ai senaghesi perchè secondo lui le vasche sono un bene inevitabile per aiutare la popolazione di Niguarda (suo bacino elettorale), è forse qualcosa di ancora più arduo e difficile del punto precedente e forse, restare in Parlamento ed affrontare la CGIL, potrebbe essere cosa più gradita.

In ogni caso si prospetta una bellissima conferenza, sperando che lascino qualche spazio alle domande dal pubblico e che nel frattempo non esondi il canale scolmatore a Senago.

Per chi vuole, sul sito della CGIL (clicca qui)  si trova dell’ ottimo materiale utile a preparare qualche bella domandina in riferimento al Jobs Act; per le vasche invece nessun aiutino, visto che ciascun cittadino di Senago è già abbastanza preparato sul tema.

Partecipate numerosi.

<< informati sul Jobs Act >>

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L’ONDATA DI PIENA

Queste sono le immagini del canale scolmatore sabato 15 novembre a Senago quando, a seguito dell’apertura delle paratie che lo dividono dal Seveso, la portata è stata elevata impropriamente a 60mc/s (il doppio della massa d’acqua che il canale può sopportare).

Nell’arco di poco tempo il canale si è venuto a trovare al limite dell’esondazione e gli abitanti di Papa Givanni sono stati allertati del possibile evento e quindi invitati a rimanere chiusi in casa o a lasciare il territorio.

Evento poi realmente accaduto, come ci si poteva aspettare, in territorio di Bollate, dove il canale scolmatore ha rotto gli argini invadendo il torrente Pudiga che è inevitabillmente esondato provocando danni alla città.

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L’ANPI denuncia

090304_2Mentre a Senago i partiti di destra, Lega, Forza Italia e Vivere Senago, fanno cadere la mozione antifascista e fanno finta che nulla esista, ignorando addirittura l’esistenza di una potente Skinhouse a poco più di un chilometro dal centro del paese, a Milano e dintorni si susseguono atti intimidatori ad opera di squadracce neofasciste. Abbiano almeno l’accortezza d’informarsi, la dama petulante ed i suoi suoi accoliti, su quanto accade nella realtà a noi vicina e che ci coinvolge più di quanto si possa immaginare.

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COMUNICATO STAMPA ANPI

L’ANPI Provinciale di Milano denuncia il gravissimo episodio accaduto nella notte di giovedì 20 Novembre a Niguarda ad opera di neofascisti che hanno deturpato il murale dedicato a Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia “Lia”, uccisa dai nazifascisti il 24 Aprile 1945.
Particolarmente danneggiata è stata la scritta di Piero Calamandrei “l’avrai camerata Kesserling il monumento che attendi da noi Italiani”.
L’ANPI di Niguarda ha provveduto ad inoltrare denuncia presso le autorità competenti.
Mentre rileviamo con crescente preoccupazione il pericoloso susseguirsi di movimenti e di manifestazioni neofasciste a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, invitiamo le Istituzioni e le forze preposte alla difesa dell’ordine pubblico a perseguire gli autori di questo provocatorio atto che si pone contro i valori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana.

Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano

Antifascisti? No. Militaristi? Sì.

SENAGO BENE COMUNE

Antifascismo no, militarismo sì

Il Consiglio Comunale di Senago non ha voluto, potuto o saputo approvare una mozione antifascista. Un ordine del giorno che dicesse, semplicemente: noi siamo antifascisti, impediremo agibilità politica alle squadracce che già scorrazzano, per esempio, a Novate.

No: tanti distinguo, tanti sofismi, proteste sguaiate, e la mozione antifascista non è passata.

Invece non ci è voluto molto, per una solerte maggioranza trasversale, modello Patto del Nazareno allargato agli xenofobi (ma che bella compagnia di giro), per dire  “Salviamo i marò”. Complimenti per l’unione d’intenti, per l’affinità elettiva.

Nel timore che la gente non se ne accorgesse, l’hanno scritto su di un telone di plastica che è stato affisso con quattro tasselli sulla facciata del Municipio.

Che cosa non va bene, in tutto questo?

Che, mentre sembra che riguardi tutti i senaghesi una vicenda di cronaca giudiziaria in cui due soldati italiani sono incriminati per omicidio, sembra che non riguardi nessuno il fatto…

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Esondazione dolosa?

20120821125717_Untitled-1_320Che sabato scorso (15 novembre), dopo nemmeno un giorno di pioggia, il Seveso sia esondato lungo quasi tutto il suo corso è del tutto normale. Lo è almeno in un paese come l’Italia, dove il cemento ha prevalso sul buon senso ed ha costretto un torrente da 1,8mc/s come il Seveso a trasformarsi in un mostro d’acqua ingabbiato e pronto ad esplodere ad ogni pioggia.

Che il canale scolmatore, un canale artificiale la cui portata è governata da chiuse controllate, sia divenuto anch’esso un “qualcosa” a rischio esondazione, visto che la Polizia locale e la protezione civile hanno allarmato porta a porta la popolazione di Senago circa questa inaspettata possibilità, è già meno normale.

Non è più normale che gli addetti al controllo abbiano ordinato l’apertura di quelle chiuse per trasferire nel canale una portata d’acqua doppia di quello per cui era stato calcolato e scegliendo quindi di porre a rischio esondazione una parte di popolazione che con il fiume Seveso non ha nulla a che vedere.

Non è poi del tutto normale che un canale realizzato e concepito in origine per scolmare i torrenti Garbogera, Pudiga, Nirone, Giusa, sia invece stato riempito oltre il proprio limite tollerabile già a monte con le acque del Seveso che hanno quindi impedito la corretta scolmatura dei suddetti torrenti.

Non è conseguentemente normale che, pur potendolo immaginare, questa serie di deliberate anormalità abbiano provocato prima la rottura degli argini del canale scolmatore e quindi provocato l’esondazione del torrente Pudiga e Giusa a Bollate e Castellazzo.

Non è infine totalmente normale che nonostante si sia dimostrato che le vasche di laminazione poste lontano dal Seveso e soprattutto l’allargamento del canale scolmatore siano opere inutili  e talvolta anche dannose, il Comune di Milano, Regione Lombardia e lo Stato Italiano se ne infischiano di tutto questo e della popolazione che in questo territorio ci vive.

Ma forse lItalia non è mai stato un paese normale e da oggi lo è ancora un po’ di meno.

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Articoli correlati sulle esondazioni di sabato:

http://www.mi-lorenteggio.com/news/33093

http://www.udite-udite.it/dal-comune-di-bollate-esondazione-pudiga-aggiornamento-del-18-novembre-ore-10/

http://www.milanopost.info/2014/11/16/milano-in-tilt-dopo-lennesima-esondazione-seveso-lambro/

 

“Salviamo i nostri Marò”. Ma da che cosa?

facciata_comune“Salviamo i nostri marò”, insomma. Ma da cosa? Da un paese ostile e dittatoriale? L’India non lo è ed è anzi la più grande democrazia del mondo, un paese che ha livelli di partecipazione alla vita democratica, al dibattito politico forse addirittura superiore a quelli cui siamo abituati noi. Dobbiamo allora salvarli da un procedimento sommario e ingiusto, senza garanzie? Certo qui si pone la questione del conflitto di giurisdizione, che non è piccola cosa: l’Italia sostiene che il presunto incidente sia avvenuto in acque internazionali, oltre che su un naviglio italiano, e che perciò la giurisdizione sia sua, gli indiani, che hanno una concezione assai rigida della loro sovranità, sostengono tesi diverse, ma sulla base di ciò che si sta svolgendo è impossibile sostenere che non ci si trovi in un ambiente processuale “normale”.

La perizia balistica confermerebbe però le accuse ai marò.  L’importante quotidiano nazionale The Hindu riporta per primo la notizia dei risultati della attesa perizia balistica condotta sulle armi dei marò imbarcati sull’Enrica Lexie. Secondo il giornalista Anand Haridas, la perizia conferma che ad uccidere i due pescatori, Ajesh Binki e Valentine Jelastine, sarebbero stati due fucili d’assalto Beretta ARX 160, in dotazione al Reggimento San Marco. L’articolo precisa che tutta la perizia si è svolta in presenza di esperti delle forze armate italiane.

I nostri soldati hanno sparato o no all’equipaggio disarmato di un peschereccio di poco più di una decina di metri in un’area che pare per la verità immune dall’attività di pirati somali o indiani?

Il fatto reale è che due innocenti pescatori, intenti al loro umile lavoro quotidiano, sono stati freddamente uccisi. Forse, indipendentemente dal fatto che l’uccisione sia avvenuta per un fatto intenzionale o per errore, a meritare la nostra solidarietà sono proprio le famiglie dei due pescatori uccisi.

 

L’UNICA SOLUZIONE AL PROBLEMA DEL SEVESO: STOP AL CEMENTO, SUBITO, ADESSO!

Nel filmato si vede il torrente Seveso a Palazzolo, presso la presa del canale scolmatore la sera di sabato 15 novembre. Le immagini ci mostrano il motivo per cui “NON DOBBIAMO ACCETTARE LE VASCHE E L’ALLARGAMENTO DEL CANALE SCOLMATORE A SENAGO”.

La natura ha voluto che il Seveso NON attraversasse Senago, da cui dista alcuni chilometri, e le istituzioni vogliono invece che questo pauroso miscuglio di acque sia portato in questo territorio. La causa di questa folle massa d’acqua sta tutta nella SPECULAZIONE EDILIZIA e nella CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO perpetrato negli anni lungo gli argini del torrente Seveso, un piccolo torrente che porta normalmente 1,8 mc/s.

Anche Senago dovrebbe rinunciare al suo PGT, che SinistraSenago ha sempre combattuto, che vuole ancora cementificare il territorio proprio nella zona dove sabato è stato decretato lo stato di emergenza esondazione in tutto il quartiere Papa Giovanni! La giuta DEVE fare un passo indietro.