“Salviamo i nostri Marò”. Ma da che cosa?

facciata_comune“Salviamo i nostri marò”, insomma. Ma da cosa? Da un paese ostile e dittatoriale? L’India non lo è ed è anzi la più grande democrazia del mondo, un paese che ha livelli di partecipazione alla vita democratica, al dibattito politico forse addirittura superiore a quelli cui siamo abituati noi. Dobbiamo allora salvarli da un procedimento sommario e ingiusto, senza garanzie? Certo qui si pone la questione del conflitto di giurisdizione, che non è piccola cosa: l’Italia sostiene che il presunto incidente sia avvenuto in acque internazionali, oltre che su un naviglio italiano, e che perciò la giurisdizione sia sua, gli indiani, che hanno una concezione assai rigida della loro sovranità, sostengono tesi diverse, ma sulla base di ciò che si sta svolgendo è impossibile sostenere che non ci si trovi in un ambiente processuale “normale”.

La perizia balistica confermerebbe però le accuse ai marò.  L’importante quotidiano nazionale The Hindu riporta per primo la notizia dei risultati della attesa perizia balistica condotta sulle armi dei marò imbarcati sull’Enrica Lexie. Secondo il giornalista Anand Haridas, la perizia conferma che ad uccidere i due pescatori, Ajesh Binki e Valentine Jelastine, sarebbero stati due fucili d’assalto Beretta ARX 160, in dotazione al Reggimento San Marco. L’articolo precisa che tutta la perizia si è svolta in presenza di esperti delle forze armate italiane.

I nostri soldati hanno sparato o no all’equipaggio disarmato di un peschereccio di poco più di una decina di metri in un’area che pare per la verità immune dall’attività di pirati somali o indiani?

Il fatto reale è che due innocenti pescatori, intenti al loro umile lavoro quotidiano, sono stati freddamente uccisi. Forse, indipendentemente dal fatto che l’uccisione sia avvenuta per un fatto intenzionale o per errore, a meritare la nostra solidarietà sono proprio le famiglie dei due pescatori uccisi.

 

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8 risposte a ““Salviamo i nostri Marò”. Ma da che cosa?

  1. Che l’India sia una grande democrazia di sicuro io e chi ha scritto questo articolo e quello che si è preso la briga di condividerlo abbiamo 2 visioni completamente differenti di democrazia. Bhopal, gli stupri in serie di donne e bambini/e passate sotto il silenzio a autorità indiane, le bidonville di Calcutta e delle grandi metropoli indiane, la questione del Punjab, la questione sociale ed economica con la speranza di vita a 61 anni e un alta mortalità infantile, l’India è una delle poche nazione che non ha firmato il trattato di proliferazione nucleare e il trattato relativo al bando dei test nucleare al di là dei dati forniti dal governo indiano relativa alla soglie di povertà da parte di alcuni studiosi, in convegni dedicati allo specifico tema, si è avanzata l’ipotesi che i dati ufficiali siano reticenti e nascondano una realtà molto più grave di quanto asserito dal governo e comunicato alla FAO. Non basta avere un una forma di governo quasi-federale ed un parlamento bicamerale plasmato sul modello parlamentare Westminster, con la classica tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Leggete articoli indipendenti sull’India. allora forse riuscire a capire in quale errore siete incorsi. 1) In India non si vota per ‘opinione ma per ‘appartenenza’ 2) E’ un paese ripeto con una struttura sociale profondamente iniqua,3) solo a queste grandi disuguaglianze c’è la crescita economica dell’India, 5) la democrazia partitica non ha qualità salvifiche ma va riempita di contenuti Non vorrei che l’autore di quest’ articolo sia stato influenzato da qualche guru come i movimenti hippies degli anni 70/80. Detto questo al di là di prendere posizione sulla questione dei marò, credo anch’io che qualcosa di poco chiaro sia successo,a occorre avere la sincerità di dire che il governo indiano si è comportato in modo discutibile. Certo che se eravamo arroganti come gli americani, noi ne abbiamo esempi, i marò non li avremmo più rispediti in India. Mi dispiace che chi mi ha inviato quest’articolo non abbia inserito 2 righe di commento a riguardo dei 5 cooperanti italiani ancora prigionieri. QUESTO Si DOVREBBE CHIEDERE AL CONSIGLIO COMUNALE DI SENAGO E AL SIG. SOFO. Credo che se la sinistra è questa ho paura che la rossa primavera non riuscirò a vederla Se si devono fare delle obiezione si fanno su questo……………….invece coperti ed allineati in una polemica infantile. Credo che se la sinistra è questa ho paura che la rossa primavera non riuscirò a vederla

  2. Credo che sia grave che le istituzioni a cominciare dal Presdente della Repubblica esprimino solidarietà a due omicidi (volontari o involontari lo deciderà la giustizia), tanto x restare nel merito dell’articolo. Non è mai successo in tanti anni di Repubbica.
    Tutto il resto è appunto “polemica infantile”.
    E tanto x restare nel merito di quel che succede in CC stasera la Lega presenterà una mozione in solidarietà a Salvini x i fatti di Bologna, mentre nessuno e ripeto nessuno, a parte Sinistra Senago, ha preso posizione sulle aggressioni subite dagli operai di Terni piuttosto dei fatti accaduti a Tor Sapienza o altro ancora che quotidianamente succede ai danni dei più deboli in Italia e nel mondo.
    Ma anche questo probabilmente è polemica.
    Perchè molto probabilmente tutto ciò alla cittadinanza senaghese non interessa più di tanto. E intanto la nostra democrazia avanza.
    Spero che non mettano un’altro poster sulla sede del comune.

  3. Spero che dopo il ns. incontro un po’ ruspante ci siam capiti. Ripeto a me
    il pistolotto ‘…………….l’India è la più grande democrazia del mondo un paese con un grande partecipazione alla vita democratica, al dibattito politico è superiore a quelli che siamo abituti noi’ M’importa nulla che per i criteri internazionali sia una grande democrazia ma, una persona di sinistra , credo che dovrebbe avere molti dubbi anzi…… e conseguentemente stare a molto attento a ciò che posta.
    Domanda: ritieni una democrazia una societa che mette ai margini una grossa parte della sua popolazione come gli ‘intoccabili o paria o impuri’ che sono, coloro che esercitano professioni che hanno a che fare con la nascita (ostetriche, dottori) e la morte (macellaio, conciatore di pelli, giustiziere, crematore) o che vengono a contatto con la sporcizia (lavandaia, netturbino). Essi devono essere isolati dalla comunità in quanto possono rendere impuro un membro di caste superiori anche solo sfiorandolo con lo sguardo o con la propria ombra. Devono vivere fuori del villaggio ed è a loro vietato: utilizzare strade e fontane pubbliche; fare acquisti in un negozio frequentato dai membri di caste alte; preparare cibo per membri di caste alte; leggere e studiare i Veda ed accedere ai templi.?
    Per il resto per i marò, per i 5 cooperanti ancora in mano ai loro rapitori (questi cooperanti hanno molto da insegnare anch e noi), sulle cariche alla Scelba delle forze dell’ordine, i disagi, usando un eufemismo, di parte della popolazione italiana siamo perfettamete in linea

  4. Per finire la polemica al sottoscritto e come avuto modo di dirlo a Ferrari, bastava le tre righe relative sulla democrazia in India. Domande: L’India per voi è e una grande democrazia? Presumo di si visto che lo scrivete.L’India è una delle patrie del diritto? presumo di si visto che lo scrivete, e allora perchè allora non hanno processato ed eventualmente condannato i maro. L’India è un paese che ha livelli di partecipazione alla vita democratica al dibattito politico? presumo di si visto che lo scrivete. Se partecipazione vuol dire una certa quantità di morti ad ogni elezione, se dibattito non è per opinioni ma per appartenza vuol dire che io in più di 40 anni di militanza di sinistra non ho capito nulla su cosa vuol dire democrazia,partecipazione, oppure voi avete preso qualche momentaneo sbandamento. Personalmente ritengo che in India di democrazia ce ne sia molto molto poca per non parlare della differenza di condizioni sociali, avete presente la casta degli ‘intoccabili/impuri ‘ gli schiavi legalizzati (Sono evitati, insultati, banditi dai templi e dalle case delle caste superiori; nei locali pubblici devono usare stoviglie separate. In casi estremi, ma non troppo rari, vengono stuprati, bruciati vivi, linciati o uccisi a colpi di arma da fuoco.
    andate dire loro se l’INDIA E’ UNA GRANDE DEMOCRAZIA. Io come ho già ‘gridato’ a Ferrari non misuro la democrazia secondo i criteri internazionali ma sulle condizioni sociali, economiche, di libertà e giustizia e dei diritti/doveri e partecipazione. E’ sempre deleterio, specialmente per uno di sinistra, se nel portare avanti una sua presa di posizione dimentica ciò, visto che questo è il nostro patrimonio ed è quello che ci differenzia dal centro e dalla destra. Concludento molto probabilmente ,se non scrivevate la parola ‘democrazia’ e il pistolotto su quanto sono avanti gli indiani socialmente e in termini di democrazia, non avrei commentato l’articolo visto che i dubbi sul comportamento di due professionisti super addestrati li ho pure io………………. ma se siete convinti che l’India sia la più grande democrazia del mondo, un paese che ha livelli di partecipazione alla vita democratica, al dibattito politico ………………….. vuol dire che abbiamo aspettative diverse dalla rossa primavera e queste differenze non son sofismi
    Saluti

  5. Scusate dimenticavo con Ferrari i toni sono stati accesi ma la mia amicizia e la mia stima per il suo impegno politico rimangono intatti :

    • Gran parte del post è tratto da un articolo di Antonio Menniti Ippolito, docente universitario, ed è stato usato per descrivere il contesto per il quale la giunta di Senago ha votato, tra l’altro in modo assolutamente diviso, la mozione a sostegno dei due marò con tanto di striscione. Un’enorme icona esposta sulla facciata del Comune che perplime gran parte delle persone che lo intravedono. Ciò che comunque il post vuole evidenziarenon è quanto l’India sia democratica o meno, poco importa, si vuole invece risaltare quanto scritto nell’ultimo capoverso e che rappresenta il pensiero di SinistraSenago: “Il fatto reale è che due innocenti pescatori, intenti al loro umile lavoro quotidiano, sono stati freddamente uccisi. Forse, indipendentemente dal fatto che l’uccisione sia avvenuta per un fatto intenzionale o per errore, a meritare la nostra solidarietà sono proprio le famiglie dei due pescatori uccisi.” Invito comunque a leggere l’articolo di Ippolito nel suo senso completo: http://www.treccani.it/magazine/piazza_enciclopedia_magazine/geopolitica/salviamo_i_nostri_maro.html.

  6. Mi scuso per il ritardo con cui intervengo rispetto alle mie iniziali intenzioni.
    Abbiamo avuto modo di confrontarci personalmente con Carlo Cella, fuori da un comune appuntamento con il medesimo dentista. Posso comprendere la sua contrarietà al definire l’India una democrazia. Posso anche sostenere che la definizione di “democrazia” sia del tutto aleatoria e quanto meno relativa. L’India è definita come la più grande democrazia al mondo per il numero di abitanti che risiedono nel territorio di quel paese. Inoltre questa definizione vale per il “mondo occidentale”. Infatti la definizione è solo usata tra noi occidentali, intesi come appartenenti al sistema ad economia di mercato alias “capitalismo”. La Cina è ancor più popolosa dell’India, ma non è democratica in quanto inserita nella sfera delle dittature socialiste o giù di lì. Non apro ovviamente la discussione sulla Cina perchè il dibattito andrebbe un po’ troppo per le lunghe. Tutto ciò sempre seguendo i dettami di “nostra madre democrazia occidentale” che si fa censore di tutti i costumi e rilascia patenti di democrazia. Ora, per un comunista, quale si ritiene il sottoscritto, pensare ad una società divisa in rigide caste in cui esistono degli intoccabili è sinceramente al di là di ciò che definirei democrazia. Ma cerco di guardarmi intorno e osservo che l’Italia non lo è nemmeno la cosiddetta “prima democrazia” al mondo, alias gli Stati Uniti d’America. Gli esportatori di democrazia molto spesso prendono grandi abbagli. Esistono ampie dimostrazioni per cui nè loro (sempre gli USA) nè noi possiamo fregiarci di questo titolo. Noi lo dimostriamo anche dopo le sentenze sull’Eternit e dopo la foltissima partecipazione alle elezioni regionali di questo fine settimana. Loro, gli USA, lo dimostrano ogni giorno quando un bianco in divisa uccide un ragazzo nero e non viene nemmeno incriminato. Tutto per insufficienza di prove. Non bastano evidentemente 9, dico nove, proiettili conficcati nel corpo di chi è defunto. Ma il tema delle manifstazioni di Ferguson di questi giorni, sta a dimostrare se possibile un’altra cosa. Che esiste una democrazia per chi indossa una divisa ed esiste una democrazia per gli altri. Per quelli in divia questa democrazia sfocia spesso nell’impunità. Per gli altri, che si possono chiamare Aldrovandi, Cucchi, Uva, ecc generalmeente suona come una profonda ingiustizia. E sto limitandomi agli eufemismi. Lo ricordano i fatti del Cermis, in cui a ruoli invertiti, rispetto al caso India-marò, l’Italia si trovò espropriata della propria giurisdizione. Lo dimostra anche il caso dei Marò in cui l’Italia offre un risarcimento ai familiari dei due pescatori uccisi. A me basta quest’ultimo dato per capire da che parte possa stare la ragione. Se fossero innocenti a quale pro pagare un indennizzo alle famiglie per la perdita dei loro congiunti ? Le cosiddette “democrazie occidentali” si lavano la coscienza con un risarcimento in denaro, in cambio della sostanziale impunità dei propri militari. Perchè è questo l’obiettivo e non altri, non giriamoci attorno. Vogliamo processare i marò in Italia, perchè avremo modo di assolverli senza particolari problemi. Qualche mese di screzio con l’India, una bagarre e querelle diplomatica e poi tutto passerà. Come ebbi modo di scrivere nel sito di Rifondazione Comunista di Senago (articolo Paradossi e (neo)colonialismi http://www.rifondazionesenago.org/), sulla questione Marò è in gioco il destino che i militari hanno una volta che vengono esternalizzati a fare i gorilla e gli scagnozzi di qualche gruppo industriale privato che sventola il tricolore per il mondo. Questo venne deciso durante il periodo in cui Ignazio La Russa era ministro della Difesa. Questi gruppi privati che usano militari dell’esercito italiano per protezione privata secondo il La Russa difendono il made in Italy in giro per il mondo. Non tutto il Made in Italy purtroppo è bello ed innocente e non di tutto questo made in Italy dovremmo andare poi così fieri.

    • Concordo pienamente con il post. Credo che se si voleva prendere uno spunto per parlare sull’esposizione del drappo sui marò, di sicuro qualcosa di meglio, di un articolo del 2012, si trovava (vedi articoli Sgrena, Matteo Miavaldi in http://ilmegafonoquotidiano.it. Le mie perplessità sull’India aumentano quando il Governo Indiano ha richiesto di processarli come terroristi il che stava a significare che l’Italia, per il Governo Indiano, è una nazione terrorista al pari di Al-quaida, di qualche califfato-isis o Al-Shebab
      N.b. Non condivido l’articolo di Antonio Menniti Ippolito anche se apprezzo i suoi scritti sul mondo ecclesiale

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