La violenza, Salvini e i due marò…

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da lungimiranti e benpensanti che siedono nel Consiglio Comunale di Senago, l’amministrazione locale sarebbe su posizioni contigue ai violenti.

Il tutto perchè, pare, sempre a detta dei suddetti consiglieri, che la non manifestazione di solidarietà a Matteo Salvini, in occasione della “presunta aggressione” subita da parte dei centri sociali in Emilia Romagna, dove Salvini sarebbe andato per visitare un campo rom, sarebbe sinonimo di collusione con i medesimi centri sociali. Lo smacco per la bocciatura di un ordine del giorno, presentato in Consiglio Comunale, ha portato a dichiarazioni forse un po’ sopra le righe e fuori tono. Oltre che lontane dalla logica, ma questa non è una dote che può appartenere a tutti.

Le intenzioni del buon Salvini, recatosi in un campo rom in Emilia Romagna, poco prima delle elezioni regionali, erano di controllare come vengono spesi i soldi dei contribuenti italiani. Ipse dixit. Poiché le bollette dei campi rom sono a carico degli italiani, è preoccupazione di Salvini fare il censore delle spese.

 

Salvini

A carico degli italiani vi sono anche le spese dei parlamentari, nazionali, locali, europei e regionali e di ogni altro ordine e grado. Ergo anche le spese folli di illuminati ex-consiglieri lumbard come il Trota Renzo Bossi che avrebbe comprato videogiochi, sigarette e Red Bull facendoseli rimborsare dalla Regione come spese istituzionali.  Cesare Bossetti, anch’egli leghista avrebbe speso nel 2011 quasi 15mila euro per comprare dolci in pasticceria oltre che per fare colazioni con brioche e caffè, Pierluigi Toscani, altro membro del Carroccio, ha comprato, tra le altre cose, lecca lecca e gratta e vinci. Tra le spese più curiose sostenute dal leghista Alessandro Marelli ci sono quelle per acquistare fuochi d’artificio da un rivenditore cinese. Marelli ha anche acquistato tre iPad e due libri per bambini. Diverse le spese onerose in ristoranti chic come ‘Da Berti’ e ‘A Riccione’.

Stefano Galli, sempre della Lega Nord, è forse il caso più eclatante per un ricevimento di nozze nella tarda primavera del 2010. Non una festa qualunque, ma quella per il matrimonio della figlia di “Epurator” Galli, Verdiana. Per una ricorrenza simile, si sa, non c’è cifra che sia eccessiva. Il giorno del fatidico sì dev’essere – per definizione – speciale. Centrotre gli invitati alla cerimonia prima e al ricevimento poi, organizzato nel caratteristico e suggestivo ristorante Toscano di Robbiate, sulle rive dell’Adda. Sorrisi, brindisi e immancabile taglio della torta. Costo complessivo: 6.180 euro. Nulla di strano, non fosse che la ricevuta è stata poi presentata a piè di lista al Pirellone. Evidentemente è stata considerata una spesa sostenuta nell’adempimento delle proprie funzioni. E a rivedere l’album fotografico del matrimonio spunti politico-istituzionali non mancano certo.

Qualcuno eccepirà che si tratta ancora della vecchia legislatura e quindi preistoria politica, ma si tratta pur sempre, ed in ognuno dei casi citati, di esponenti della Lega Nord che hanno speso molto bene  il denaro riservato ad impegni istituzionali e quindi il denaro pubblico.

Ora, diviene difficile non pensare che Salvini non abbia voluto, in puro stile borgheziano, dal mite Mario Borghezio, altro personaggio di grande classe dell’universo padano, fare visita al campo rom come gesto di pura propaganda e di mera provocazione. Sembra più che evidente che quella di Salvini fosse una semina che ha finito per raccogliere quello che viene disperso negli ultimi anni da politiche improntate ad uno stampo razzista e xenofobo. Gli ultimi e più recenti alleati di Salvini, i giovani e volenterosi di Casa Pound, hanno qualche giorno fa bloccato un ingresso di una scuola pubblica a Roma per impedire l’accesso ai bambini rom che risiedono nel quartiere.

Questa ovviamente non è violenza !! Non è dato sapere cosa pensi Salvini di un simile gesto, ma ormai sulla strada del lepenismo in salsa italico-padana tutto fa brodo. Chiederemo anche ai benpensanti locali senaghesi affini a Salvini cosa pensino dei loro amici di Casa Pound.

Quanto alla violenza del Comune di Senago ci sentiamo di dire che forse un’opzione favorevole ai violenti è quella che ha già visto l’esposizione di uno striscione favorevole alla salvezza dei marò. Marò che non hanno mai rischiato la vita e quindi sarebbe opportuno capire da cosa dovremmo salvarli.

Piuttosto quello che in maniera velata si chiede a gran voce è il loro ritorno ufficiale in Italia (uno dei due c’è già per cure mediche) perchè così sarebbe garantita la loro pressocchè totale impunità.

Per tornare alla vicenda dei marò non tutti sanno, o pochi amano ricordare e quindi racccontare, che lo stato italiano ha indennizzato le famiglie dei due pescatori indiani, Valentine Jalestine (48 anni) e Ajeesh Binki (20 anni) del Kerala, con una cifra di 150mila euro ciascuno.

A che pro sarebbe stata sborsata questa cifra ?

Per quale motivo ci si farebbe carico di una simile somma se davvero ritenessimo innocenti i due militari italiani ?

Ci sono due ordini di ragioni. Uno è fondante. Qui si tratta dell’uccisione, di due persone inermi e non di uno scontro a fuoco in cui per legittima difesa può scapparci il morto rispondendo al fuoco nemico.

L’Italia sostanzialmente ammette la colpa dei propri militari, altrimenti il problema non si porrebbe. Con la cifra stanziata si cerca inoltre di evitare che parta la causa civile da parte delle famiglie, che comunque nella loro totale povertà mai si sarebbero potute permettere di affrontare alcuna spea legale. In sostanza si compra il silenzio delle famiglie dei pescatori.

Vogliamo ancora parlare dei marò come povere vittime di un’ingiustizia ? 

O vogliamo iniziare a chiamarli con il proprio nome ?

Presumibilmente, i due marò sono i potenziali colpevoli di un duplice omicidio di due inermi pescatori  indiani, scambiati magari per pirati, come sostiene la difesa. A detta dei ben documentati pare che il Kerala sia una regione in cui non si sono registrati episodi di pirateria come in altre zone dell’Oceano Indiano. Ingiustificato apparirebbe quindi anche il dispiego dei militari italiani sul cargo privato come scorta.

Tutto il resto è retorica che si fonda sui concetti di patria, onore e amore per le divise militari, dogmi tanto cari ai La Russa di turno e buoni per commuovere qualche nostalgico.

L’atteggiamento della nostra repubblica è paragonabile a quello degli USA per il caso dei marines statunitensi che guidavano il velivolo militare nel Cermis e che vennero rimpatriati per evitare il processo in Italia, perchè così stabiliscono le regole dello zio Sam.

Comunque vada anche i marò, secondo tutti i ministri che si sono avvicendati negli ultimi due anni, dovrebbero essere rimpatriati. Nè più nè meno di ciò che accadde quasi 20 anni fa con l’aereo militare americano che faceva acrobazie tranciando cavi di funivia ed uccidendo 20 cittadini europei inermi.

Si possono difendere tutte le opinioni, ma il cittadino di Senago che scrive questo articolo, non si vergogna della mancata solidarietà a Salvini, che per nessuna ragione è paragonabile ad un atto di violenza, che va comunque e sempre condannato.

Chi scrive farebbe però volentieri a meno  dello striscione a favore di due presunti omicidi che campeggia sulla facciata del municipio. Decisione che cinque consiglieri comunali non si sono sentiti di avallare e che credo andrebbero ringraziati per questo.

Due assassini

E ancora oggi nel mondo morale di chi governa il paese va bene vendere armi a paesi in guerra e che non rispettano i diritti umani, nonostante una legge lo proibisca espressamente e va bene la difesa ad oltranza di Latorre e di Girone  mentre si condannano persone quali Erri De Luca perchè si è espressamente schierato a favore dei NO-TAV , pagando il caro prezzo di non allinearsi allo sciocco ed imbecille pensiero unico imperante e dilagante.

Per alcune approfondite disamine sul caso dei Marò non influenzate dal pensiero globalizzato e decerebrato del patriottismo fascistoide di casa nostra è consigliabile leggere quello che è stato riportato qui nel sito della Wu Ming Foundation:

http://www.wumingfoundation.com/giap/?s=marò

 

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