Seveso: il percorso condiviso del PD per fare le vasche a Senago

Di seguito un esaustivo articolo redatto dal PD di Milano & C. dove viene ben esplicata la volontà di costoro a realizzare le vasche di laminazione, tra cui il circolo del PD di senago (quello a cui il Sindaco Fois è iscritto). Nell’articolo trovano evidenza le innumerevoli atrocità ambientali che il gruppo, di cui fa parte appunto il PD di senago, vogliono perpetuare sul nostro territorio: “neccessità di realizzare le vasche; richiesta di oneri di compensazione; improbabili indicazioni generali”.

Fatevi un’idea, lottate contro le vasche e contro chi le vuole.

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Data l’attualità del problema delle esondazioni del fiume Seveso in queste ultime settimane,riportiamo per completezza il documento elaborato nello scorso mese di Gennaio 2014 da tutti i circoli interessati dal problema delle esondazioni e delle vasche di laminazione.

componenti gruppo di lavoro:

Moreno Mozzi, Segretario Senago
Rocco Lucente, consigliere comunale senago
Arturo Calaminici, Consigliere Provinciale
Enrico Borg, Consigliere Provinciale
Massimo Torri, Segretario PD Bollate
Luigi Duse, consiglio di gestione Parco Ticino
Stefano Indovino, Consigliere Zona 9, capogruppo PD
Luca Elia, Pietro Bussolati
espressione positiva da: Fabio Pizzul, Diana De Marchi

 

RISOLVIAMO I PROBLEMI DI INQUINAMENTO ED ESONDAZIONE DEL FIUME SEVESO: IL PD METROPOLITANO MILANESE PER UN PERCORSO CONDIVISO  

Premessa

Il presente documento rappresenta la sintesi prodotta dal Partito Democratico metropolitano Milanese su come affrontare e risolvere, con un percorso di medio periodo, i problemi di inquinamento e di esondazione del fiume Seveso. Questo risultato si è ottenuto con un processo di approfondimento di merito che ha messo a confronto le istanze amministrative e politiche dei diversi soggetti che sui territori interessati fanno riferimento al Partito Democratico.

Fiume Seveso: inquinamento ed esondazioni

Il fiume Seveso fa parte del bacino Lambro-Seveso-Olona, che è da decenni la valvola di sfogo di rifiuti, detriti e depositi di una vasta area industriale ubicata nella provincie di Milano-Como-Varese. Già nel 1987 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, dichiarò lo stato di elevato rischio di crisi ambientale, conseguentemente al quale, venne approvato dalla Regione il piano di disinquinamento del bacino idrografico dei fiumi Lambro, Olona e Seveso, che prevedeva, tra l’altro, interventi di depurazione al fine di ricondurre la qualità delle acque superficiali a livelli compatibili con la conservazione della vita acquatica e degli altri usi delle acque. Alcuni interventi negli anni sono stati realizzati, ma ancora oggi il Seveso rimane uno dei bacini più inquinati d’Europa.

Accanto al problema dell’inquinamento c’è quello delle numerose esondazioni che caratterizzano il fiume Seveso. A seguito dell’estesa urbanizzazione che ha interessato negli ultimi decenni il territorio lombardo, ed in particolare il bacino Lambro-Seveso-Olona, il sistema di difesa idraulica messo in atto – risultato di interventi promossi e finanziati nel tempo sia dallo Stato che da Regione e dagli Enti locali – si è mostrato ancora ampiamente insufficiente, con pesanti ricadute sia economiche che sociali (interruzione di servizi essenziali con blocco di strade, disagi alla popolazione, gravi danni ad immobili e attività produttive, ecc.). In particolare negli anni la zona nord del Comune di Milano ha subito le conseguenze delle numerose esondazioni che hanno causato ingenti danni privati ai cittadini e all’amministrazione pubblica.

Risultano quindi prioritariamente necessarie scelte e azioni definitive che, con la partecipazioni dei diversi livelli amministrativi, possano affrontare fin da subito l’inquinamento del fiume e la messa in sicurezza di una zona abitata da qualche centinaia di migliaia di cittadini. Accanto a questo è necessario proporre azioni che tutelino i territori dei Comuni che devono contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.

Proposte

La lotta all’inquinamento, vietando gli scarichi di acque inquinate nel Seveso, è l’impegno che il PD metropolitano chiede prioritariamente alla Regione Lombardia e anche al Comune di Milano;

Regione Lombardia deve impegnare i Comuni del bacino del Seveso a distinguere gli scarichi delle acque meteoriche da quelli delle acque bianche. Le prime, come la normativa regionale obbliga a fare per le nuove costruzioni tramite i pozzi perdenti, devono rimanere ed essere disperse in terra all’interno del Comune. Le seconde devono essere collettate negli scarchi fognari;

Regione Lombardia e AIPO devono completare e rendere pienamente applicabile il Contratto di Fiume del Seveso, contestualmente alla progettazione esecutiva delle aree di laminazione, e al relativo finanziamento, è necessario assicurare risorse e predisporre un progetto di bonifica del fiume Seveso che indichi tempi certi e azioni verificabili periodicamente.

Per impedire l’esondazione del Seveso è necessario realizzare, nel più breve tempo possibile, aree di laminazione con capienza utile a limitare in maniera significativa i rischi di esondazione, con la consapevolezza che la migliore risposta alla necessità si ottiene con interventi lungo l’asse del torrente;

Gli oneri ambientali e di consumo di suolo per la realizzazione delle aree di laminazione non devono essere concentrati unicamente su un Comune;

Devono essere concesse opere di compensazione ambientale ai Comuni che subiscono gli oneri per la realizzazione delle aree di laminazione;

La gestione e la manutenzione delle aree di laminazione non deve essere lasciata ai Comuni dove sorge l’opera;

La realizzazione delle aree di laminazione deve tutelare le falde acquifere dei Comuni;

Deve essere adeguata la portata del CSNO nel tratto mancante tra l’immissione del T. Garbogera e l’immissione del T. Pudiga.

Le acque rilasciate nel CSNO non devono compromettere la qualità ambientale del fiume Ticino;

In linea generale si ribadisce che il Seveso deve tornare ad essere una risorsa e non un problema ambientale, facendo in modo che gli oneri complessivi per la risoluzione dei problemi siano condivisi tra i diversi territori interessati.

Milano, 27 Gennaio 2014

(link all’articolo originale: clicca qui)

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