Ministro indiano choc: “Gay da curare, come gli alcolisti”. L’India è davvero uno stato democratico come l’Italia?

L’India, grande nazione civile e democratica che sta purtroppo vivendo un interminabile contenzioso giudiziario con l’Italia a causa dell’uccisione di due pescatori da parte di militari italiani nella più nota vicenda denominata “dei Marò”,  come tutte le civiltà evolute a volte incappa in regressioni politiche e di diritto civile. E’ il caso accaduto al ministro dello Sport e della Gioventù dello stato indiano di Goa che indica, in modo alquanto sprovveduto, “I gay come esseri da curare come gli alcolisti anonimi”.

Stanno infatti facendo discutere i media di metà del subcontinente le dichiarazioni di Ramesh Tawadkar, che ha annunciato la prossima apertura di un “centro di riabilitazione” per rendere “normali” gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, affine a quelli già esistenti per il recupero ad esempio degli alcolisti anonimi.

Secondo il ministro, i pazienti del centro verranno “allenati”, ricevendo anche appositi farmaci e terapie specifiche: “Allo stesso modo di altri gruppi come giovani criminali, tossicodipendenti, emarginati, immigrati o geograficamente svantaggiati – ha spiegato il ministro al canale NDTV – verrà eseguita un’indagine dettagliata affinché le problematiche della comunità Lgbt vengano trattate specificamente“.

L’omosessualità, purtroppo, era stata reintrodotta come reato in India poco più di un anno fa. Sul caso di Goa è però intervenuto lo stesso governatore dello Stato indiano, affermando che il ministro si è dimostrato “un ignorante” e garantendo che “non esiste alcun progetto governativo per normalizzare i gay.”

E da noi? Da noi, in lombardia, il Governatore leghista Roberto Maroni con la sua lega del nord, organizzano un convegno dal titolo ‘famiglia naturale’, al quale parteciperanno associazione come “obbiettivo chaire” che propone di individuare “la ricerca delle cause [spirituali, psicologiche, culturali, storiche] che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”…. obbiettivo chaire propone inoltre … “Attenzione rivolta a genitori, insegnanti, ed educatori al fine di prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti, e nei giovani” … oltre che proporre un … “accompagnamento spirituale, psicologico e medico” verso chi ha tendenze omosessuali (vedi qui obbiettivo chaire)

Se guarderete il filmato prodotto da il Fatto Quotidiano (clicca qui), avrete modo di accertarvi che la differenza tra lo stato indiano e quello italiano non è in alcun modo percettibile: entrambe sono due grandi democrazie che cercano a tratti di infilare la via della regressione dei diritti , come per altro in Italia è già accaduto in tempi nemmeno tanto lontani.

Ecco perchè, come nel caso dei due Marò, per i quali lo stato italiano ha già riconosciuto in sede civile un risarcimento alle famiglie dei due pescatori uccisi – ammettendo così l’evidenza di colpa da parte dei due militari –  i due paesi avranno grandi difficoltà a venire a conclusione del contenzioso, pur essendo due identiche grandi nazioni democratiche, o quasi.

 

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3 risposte a “Ministro indiano choc: “Gay da curare, come gli alcolisti”. L’India è davvero uno stato democratico come l’Italia?

  1. Possiamo anche mischiare le uova con le mele (marò e discriminazione Gay) con la sola differenza che gli stupri da noi vengono puniti in India, invece, su questo versante c’è ancora molto da fare a livello sociale e giuridico, E’ vero che ora si sta muovendo qualcosa ma solo grazie alla comunità internazionale e, in special modo, alle onlus. Quì devo rimarcare l Vs silenzio nel chiedere maggior impegno da parte del governo per i tre cooperanti ormai da molto, troppo tempo ancora in mano ai rapitori. E come dimenticare l’India dei matrimoni forzati tra bambine e anziani cariatidi. Conosco bene il mondo militare perchè ne ho subito anche pesanti conseguenze ma non giudico mai una persona dall’abito che porta o per partito preso anche perchè non vorrei che Voi ripeteste l’errore.di quei tre ragazzi che circa 43 anni fà vedendomi in stazione centrale vestito da militare con il basco nero mi si avvicinarono gridandomi ‘basco nero il tuo posto è al cimitero’ molto probabilmente mi avevano scambiato per carabiniere E quì da parte mia chiudo questa polemica un po” senso.

    • Caro Carlo, la discussione su quanto sia democratica l’India ci porterebbe veramente molto lontano. Così come ci porterebbe molto lontano valutare quanto siamo democratici noi in un paese che si ritiene perfettamente inserito nelle cosiddette democrazie occidentali. Credo sarebbe anche difficoltoso per tutti ergersi a valutatori della democrazia altrui. Penso però che potremmo trovarci concordi sulle opinioni espresse da una scrittrice indiana contemporanea quale Arundhati Roy. Si tratta di una militante pacifista, autrice di un romanzo intitolato “Il Dio delle Piccole cose”. Questa autrice, ha avuto il coraggio, di porsi contro alcune delle posizioni espresse da Gandhi o comunque non apertamente contrastate da un leader carismatico quale il Mahatma fu. Credo sia davvero coraggioso, per un qualsiasi cittadino indiano, ma anche di qualsiasi altra nazionalità, porsi in rotta di collisione con un gigante quale Gandhi è stato e rimane ancora oggi. Da parte sua Arundhati Roy sostiene che Gandhi, con il carisma che lo ha caratterizzato, avrebbe potuto spendersi per contrastare il sistema della società indiana divisa in caste. Avrebbe potuto non giustificare, una società suddivisa rigidamente in caste che prevedono una impossibilità di sovvertire un sistema cristallizzato da divisioni sociali realmente insormontabili. Penso che da un punto di vista come il nostro, un precetto simile, anche giustificato solo sulle basi religiose, come quello delle caste indiane, sia decisamente inaccettabile e lasci spazio anche ad una sana rivolta che possa essere un po’ meno pacifica di quelle sicuramente lodevoli ed inarrivabili condotte da giganti della storia quale Gandhi fu. Dal punto di vista di un ateo, quale mi ritengo, penso questo faccia parte di un po’ di quell’oppio dei popoli che la religione finisce sempre per essere come affermava un vecchio signore con la barba bianca ormai qualche secolo fa. Nessuno può però contrastare che Gandhi con la non-violenza abbattè l’impero coloniale britannico. Qui trovi un link con le affermazioni di Roy, contrastate ovviamente da chi non accetta le critiche contro Gandhi. Recentemente la Roy ha contrapposto a Gandhi il leader B. R. Ambedkar apertamente schieratosi contro il sistema delle caste.
      http://www.corriere.it/esteri/14_luglio_19/arundhati-roy-contro-gandhi-accettava-sistema-caste-india-191d9170-0f37-11e4-a021-a738f627e91c.shtml
      In Italia non abbiamo le caste, ma siamo poi così sicuri che non vi siano anche da noi spazi intoccabili ed inarrivabili ai più ed accessibili invece solo a pochi eletti ?

  2. Caro andreap71
    Non posso che darti ragione anche se però occorre sempre porre tutto nel giusto contesto storico. Il sistema catastale credo, anche se non ho approfondite conoscenze ma solo letture superficiali e datate, sia Gandhi che Ambdekar lo affrontarono in modo diverso, di sicuro molto più radicalmente da parte di quest’ultimo. Gandhi in modo più sociale mentre Ambdekar in modo più politico. Ma la mia ‘querelle’ è come vengono trattati alcune volte certi argomenti. Non so se sei d’accordo ma mi torna molto difficile unire il problema dei marò ( ho avuto modo di far conoscere come la pensola mia posizione a tè ed ad altri compagni)) con democrazia e discriminazione gay. Qualcuno mi spieghi che c’azzeccano. Siamo d’accordo su questo si o no? Siamo d’accordo che aver taciuto fin’ora sui cooperanti ancora in mano ai ribelli è un errore? Partendo da questi accadimenti si potrebbe discutere a pieno titolo del ruolo dell’occidente in queste regioni, nel Medio Oriente, in Africa e della globalizzazione. Che poi l’Italia si stia avviando ad una involuzione democratica su questo sicuramente siamo d’accordo vedi non ultimo le leggi elettorali approvate o in via di approvazione tutte a beneficio di una casta. E quì ci si deve chiedere perchè non si riesce a mettere in piedi un vero movimento di rivendicazione. Quali sono i nostri limiti? Forse siamo troppo duri e puri con con le ns. verità incontrovertibili? Non aspettarti da mè risposte sono troppe vecchio per dare quelle giuste e faccio parte anche della generazione sconfitta.

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