Sorpresa: le uniche vasche che si faranno sono quelle di Senago

Senago avvelenata

Ci sono solo i soldi per scavare le vasche di laminazione di Senago. Per le altre vasche, che dovrebbero contenere le acque in eccesso durante le piene del fiume Seveso, non c’è un centesimo.

Aipo, l’ente per la sicurezza idraulica, aveva previsto di realizzare diverse vasche, allo scopo di risolvere il problema delle disastrose inondazioni del Seveso, che periodicamente invade il quartiere milanese di Niguarda.

Gli invasi artificiali sono previsti a Senago, Paderno Dugnano, Varedo e Lentate sul Seveso. Per realizzarli, l’amministrazione regionale lombarda ha stanziato 10 milioni di euro e il Comune di Milano 20;  il governo ne ha promessi altri 80, ma non li ha mai stanziati.

Così, tutto lascia pensare che Aipo realizzerà subito solo una prima vasca a Senago. E’ un un paradosso, perché Senago è l’unico Comune, tra quelli scelti, che non si trova lungo il corso del fiume. Ma conserva ancora territorio non cementificato: per questo è stata scelta.

Le vasche di Senago, come ammettono gli stessi progettisti, potrebbero risolvere solo tre eventi di piena su dieci. Quindi il problema che ha Milano non verrà risolto.

In cambio, la città di Senago avrà sul suo territorio la ferita di un’enorme opera artificiale contenente le acque velenose del terzo corso d’acqua più inquinato d’Europa.

Inoltre il progetto non tiene conto della vicinanza della falda acquifera: se esso fosse realizzato così come è stato concepito, le vasche entrerebbero dentro la falda. Per questo, il fondo degli invasi si appoggerà su di essa e solo una pellicola di plastica dividerà i liquidi inquinati del Seveso dall’acqua che bevono i senaghesi ed i bollatesi.

Inoltre, la stagnazione delle acque inquinate provocherà l’accumulo di fanghi, sicuramente tossici, sul fondo delle vasche. Nessuno ha pensato al modo di rimuoverli, dopo lo svuotamento, senza danneggiare il fondo. E non c’è un centesimo per farlo.

Questo è il regalo velenoso della Regione Lombardia a Senago. L’unico motivo per cui si scaverà certamente la vasca meno utile di tutte, in un posto lontano dal Seveso e nel Comune che ha maggiormente preservato il suo territorio, è un calcolo politico: le destre che governano la Lombardia devono poter dimostrare il loro attivismo ai milanesi prima delle elezioni per il nuovo sindaco.

I milanesi sono più di un milione e trecentomila abitanti, i senaghesi ventunmila.

Se ventunmila persone berranno acqua inquinata, non importa.

La cosa importante sarà guadagnare voti alle prossime elezioni comunali di Milano.

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5 risposte a “Sorpresa: le uniche vasche che si faranno sono quelle di Senago

  1. Credo purtroppo che ,prima ancora del calcolo politico in funzione di elezioni imminenti , venga ” l’affare”: esproprio di terreni a prezzi maggiorati, escavazione e vendita del cosiddetto oro grigio (ghiaia)aprendo di fatto una cava ove non sarebbe stato possibile…..
    È il parco delle Groane tace…..anzi concorda !
    Che peccato che il nuovo presidente non faccia sentire la sua voce !

  2. Ma quale sorpresa, è ormai da anni e anni che siamo governati da una classe politica incapace di guardare al di là del proprio naso, e che pensa solo ai propri interessi elettoralistici e di poltrona. E x questo oltretutto stanzia soldi nostri x ingrassare progetti costosi, inutili e dannosi, e ingrassare affaristi di ogni genere a danno dei cittadini. E la solita storia dei cosidetti “effetti collatterali” in nome del “loro progresso”, mettendo tra l’altro cittadini contro cittadini. E questo è il solito risultato prevedibile.
    Cornuti è mazziati.

  3. a onor del vero, guardate che la vasca di Senago, se la fanno, la pagherebbe Pisapia, ovvero il comune di milano che ha acceso un mutuo di 30mil. indebitando i milanesi

    • E’ vero, la notizia che i trenta milioni sono tutti della Regione è sbagliata, colpa mia che ho letto frettolosamente le notizie. Vado a correggere l’articolo. Dalle informazioni che è possibile raccogliere, si capisce che dei trenta milioni oggi a disposizione del progetto, il Comune di Milano ce ne mette 20 e la Regione Lombardia 10. Tuttavia si può affermare che sia la Regione quella che storicamente ha spinto più forte, prima con Boni e poi con Belotti. Indipendentemente da quanta parte dell’onere finanziario competa (oggi e per questa tranche) a Palazzo Marino e quanta a Palazzo Lombardia, in tutti si intuisce il desiderio di mostrare che hanno fatto qualcosa. Faranno fruttare davanti ai milanesi questo velenoso “fiore all’occhiello”. Ciascuno potrà chiedere il voto per quello che dicono di aver fatto a favore di Milano.

  4. Grazie ad Eugenio che mi ha permesso di perfezionare la correttezza dell’informazione.

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