Archivi del mese: maggio 2015

Su quale diritto si fonda questo Stato?

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C’è una sorta di ignoranza nelle dichiarazioni del ministro Padoan contro la sentenza della Consulta che ha imposto al Governo la restituzione dei soldi tolti ai pensionati, il ministro sembra ignorare il ruolo della Consulta e di fatto il dettato della Carta Costituzionale, sulla quale peraltro i ministri, al momento dell’insediamento, hanno giurato.
Oppure forse il ministro non riconosce il valore e la fondatezza della Carta fondamentale della Repubblica?

In realtà negli ultimi anni la Consulta è stata spesso chiamata in causa, la più clamorosa ricordiamo la vicenda del ”Porcellum”, per cui non ci sarebbe da stupirsi se questa “nuova” classe politica (nata sotto questo segno) potrebbe essere all’oscuro del sistema costituzionale.

E si potrebbe sorvolare sul fatto che la Legge Fornero questo governo la ereditata dal precedente governo (Monti), fatto salvo però che è stata votata dagli stessi che ora si agitano per prenderne le distanze.

Sta di fatto che in ambedue i casi certi “rimbrotti” contro i giudici della Corte Costituzionale “avrebbero dovuto tener conto dei bilanci pubblici”, appaiono come una conferma di quello che ormai da tempo si sta delineando del “nuovo” corso in cui ci stiamo incamminando, ossia il superamento o meglio lo smantellamento tout court della Costituzione.

Dopo le “toghe rosse” siamo ai “giudici ingovernabili”.

D’altronde l’accelerazione impressa nelle ultime vicende, sulla riforma della legge elettorale e sulla “buona scuola”, hanno messo ancor più in evidenza (se mai c’è ne fosse stato bisogno) quale sistema questo Governo, in continuità con i precedenti, intende adottare per il futuro del paese.

Siamo di fronte al “capo unico”, al servizio dei poteri forti e del sistema mercantile, che intende imporre una direzione precisa a tutti i livelli della società. Come comanda il liberismo sfrenato.

Ogni cittadino sarà chiamato a firmare una cambiale in bianco alle richieste di un sistema finanziario,speculativo che si approprierà delle nostre risorse e beni comuni (Grecia insegna).

Ogni cittadino sarà educato al dettato del “pensiero unico” della competitività e del libero mercato ed a questo pensiero unico dovrà ubbidire.

A tanto ci porterà il “Partito della Nazione”, in spregio di tutte le istanze democratiche, per cancellare tutte le conquiste compiute in Italia a partire dalla lotta di Liberazione che ci ha dato 70 anni di democrazia.

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28 maggio, oggi facciamoci sentire: la Commissione INTA del Parlamento europeo vota sul #TTIP. Stop TTIP Italia lancia un tweetstorming

Stop TTIP Italia

Oggi, giovedì 28 maggio 2015, la Commissione Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento Europeo si riunisce per votare la relazione, presentata dal capo dei socialdemocratici Bernd Lange, che dovrebbe fornire alla Commissione Europea le linee guida (non vincolanti) per i futuri negoziati sul TTIP. È possibile che il testo finale non delinei una presa di posizione fortemente contrastante con quanto finora espresso dall’esecutivo comunitario. Se così fosse, la Commissione avrebbe la strada spianata per rilanciare un negoziato che, grazie alla mobilitazione della società civile, è sempre più complesso portare avanti segretamente. Le campagne Stop TTIP hanno più volte espresso timori per la sicurezza alimentare, la qualità dell’ambiente, la svendita dei servizi pubblici agli investitori privati. Diverse personalità autorevoli (da Rodotà a Stiglitz) hanno sottolineato il rischio di svuotamento delle istituzioni democratiche tramite la creazione di organismi tecnici e sovranazionali in grado di rallentare o bloccare la legislazione degli Stati.
Per far…

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La via giusta è quella dell’uguaglianza

22soc1f02-irlanda-referenum1-1024x694orig_mainL’isola coraggiosa che ha sconfitto l’impero britannico nel lontano 1921, l’isola più cattolica dell’Europa del nord, l’isola di San Patrizio, delle arpe e dei folletti. L’isola che oggi dice sì ai matrimoni omosessuali e lo fa con una maggioranza assoluta, schiacciante: un voto senza se e senza ma che fa il paio con le disposizioni approvate nel Regno Unito da sua maestà la regina Elisabetta II in materia di unioni civili.

C’è sempre un po’ più di libertà nel mondo quando avanzano i diritti, quando si fanno avanti quelli civili e quelli sociali. Forse è difficile che possano proseguire in questa avanzata di pari passo, ma provarci è uno dei compito di chiunque abbia a cuore una espansione dell’individualità in un contesto comunque collettivo.

L’Irlanda si aggiunge ad altri 21 paesi che hanno legalizzato le unioni omosessuali. L’Italia non è in questa lista di “pionieri” e rischia di non esserci ancora per molto tempo se un movimento di massa fondato su una nuova coscienza civile non si svilupperà attraverso una ridefinizione dei confini di una nuova cultura.

Perché questo avvenga occorre lasciarsi alle spalle giudizi e pregiudizi che possono essere sconfitti: la superabilità di tutto ciò risiede nell’attribuzione ad ogni singolo cittadino, ad ogni singolo essere umano, un valore di eguaglianza senza confronti e termini di paragone.

Fino a che esiste un soggetto cui paragonarsi, al quale rivolgersi per arrivare all’eguaglianza, si è sempre nel campo di un buon volontarismo che rimane abbarbicato alle scorie della “maggioranza” che è “normale” e alla quale si devono adeguare le “minoranze” che non sarebbero, di contro, normali.

Serve una tabula rasa, una palingenesi di pseudo valori che vengono spacciati per fondamentali nella società attuale e che sono soltanto retaggi di imposizioni cattoliche e clericali, perbeniste e veramente molto “borghesi”.
Quella borghesia che un tempo aveva “vizi privati e pubbliche virtù”, che andava a puttane la sera e di giorno si vestiva con giacca e cravatta e diventava “tutta casa e famiglia”.

Forse accadrà ancora oggi, ma di sicuro il pregiudizio omofobo, la paura del “diverso” hanno radici in una ignoranza che fa dire cose atroci: “Se avessi un figlio frocio non saprei che farmene… Non potrei nemmeno venderlo al mercato (con un chiaro riferimento all’ortaggio gustosissimo se intinto nell’olio di oliva e mangiato crudo)…”, ha detto una signora ad un mio amico giorni fa in un mercato di un piccolo paese del savonese.

Cretini ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno, ma quello che può ancora impedire all’ “opinione pubblica” di virare nel senso in cui ha virato oggi la Repubblica d’Irlanda sui matrimoni gay è l’ostinata pervicacia nel non accettare proprio l’uguaglianza come base sociale, come fondamento del patto sociale che ci dovrebbe unire tutte e tutti.

Ma, del resto, laddove resta indietro sul piano civile il concetto di egualità sociale dell’individuo, resta indietro anche sul piano sociale: quei lavoratori che non riescono a vedere nel padrone il loro antagonista di classe, difficilmente possono capire e percepire un desiderio di libertà complessivo che abbracci anche i diritti civili.

L’Irlanda ha fatto quello che dovrebbe fare anche l’Italia, che dovrebbe fare il mondo intero, in questo preciso istante, liberando centinaia di migliaia di persone dall’ingiustizia di essere considerati “non matrimoniabili”, non congiungibili come coppia legale, solo perché impossibilitati a procreare “secondo natura”.

Ci si dimentica sempre che tutto ciò che è presente in natura è “naturale”. Almeno per definizione. Fatevene una ragione. E’ così. Potete anche invocare un dio ostinato che vi consegni una scrittura sulla quale si dice che i gay e le lesbiche devono essere lapidati… O chissà a quale altra condanna destinati.

Forse la “modernità” del cattolicesimo di Francesco può limitarsi ad accettarli se, e solo se, cristiani e cattolici. Resta il mistero che un ambasciatore francese non viene ricevuto dalla Santa Sede solamente perché omosessuale…

Vizi antichi che ripercorrono strade già battute e di cui si conosce la destinazione: sofferenza, senso di colpa e di peccato che avvelena la vita e ci fa godere così poco dei piaceri dello stare insieme, dell’amare, del vivere senza la spada di Damocle di un dio iracondo o comunque punitivo sul nostro capo.

Grazie ai dublinesi, grazie a tutti gli irlandesi per aver aperto un varco di libertà in Europa e nel mondo. Se da un lato avanza l’Isis, dall’altro avanza un movimento di emancipazione sociale e civile che non potrà più essere fermato; nemmeno dalla più antica morale religiosa che si è imposta sul Vecchio continente.

Avanti, ragazzi e ragazze, uomini e donne di tutti i paesi: unitevi. Unitevi contro chi vi sfrutta e contro chi vi fa sentire “inferiori”. Nessuno è inferiore a nessun altro. Nessuno è superiore a qualcuno.
Per questo l’uguaglianza è la bussola su cui orientare ogni nostra azione grande o piccola, locale o internazionale.

E con la fantasia par di sentire anche i folletti, nelle brughiere dell’isola verde, far festa in un giorno che resterà nella storia del movimento di liberazione omosessuale e nella storia in generale.

MARCO SFERINI

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In memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale: domanica 24 maggio 2015 alle ore 15,00 UN MINUTO DI SILENZIO

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Soldi riciclati all’estero, Umberto Bossi rinviato a giudizio a Genova. LEGA NORD NEL CAOS

171731478-a93360de-9ede-4526-b64d-dfe602fcbe7fInsieme a lui l’ex tesoriere Francesco Belsito, tre membri del comitato di controllo e due imprenditori. I fondi finiti a Cipro e in Tanzania

di GIUSEPPE FILETTO

Tutti rinviati a processo, fissato per il 23 settembre prossimo. Cinque esponenti della Lega Nord e due imprenditori dovranno presentarsi davanti alla Prima Sezione del Tribunale di Genova, imputati di riciclaggio per i soldi finiti in Tanzania e a Cipro. Il leader Umberto Bossi, l’ex tesoriere Francesco Belsito, i tre membri del comitato di controllo dei bilanci e della cassa del Carroccio (Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e ed Antonio Turci), infine gli imprenditori Paolo Scala e Stafano Bonet.

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Arriva l’Italicum: un pericolo per la democrazia

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