Massimo Gatti interviene al convegmno “ZAPPARE LA TERRA”

ZAPPARE LA TERRA

NUTRIRE IL PIANETA, NUTRIRE MILANO

La sovranità alimentare è una nuova alleanza tra città e campagna

Milano – 21 aprile 2015

Auditorium Via Valvassori Peroni, 56

Partecipiamo a una importante iniziativa che da seguito al convegno del 7 febbraio a palazzo Marino per diffondere informazioni, conoscenze, esperienze e lotte sociali alternative al modello EXPO, come è avvenuto anche a Trezzo sull’Adda sabato 11 aprile.

Per quanto riguarda gli argomenti che mi sono stati assegnati, confermo una situazione drammaatica e irreversibile di taglio e aggressione nei confronti del Parco Agricolo Sud Milano e dell’insieme delle superfici agrarie e verdi della Città metropolitana. TEM, BreBeMi e Pedemontana, pur pensate tanti anni fa, sono lievitate in questi anni dietro lo scudo dell’esposizione universale. 170 km di nuove autostrade realizzate complessivamente per 2/3, altrettanto asfalto in opere compensative, cave, rifiuti, movimento terra e cancellazione del nuovo trasporto pubblico su ferro fuori Milano, nonché della manutenzione ordinaria e della viabilità alternativa.

I DANNI CAUSATI

Fatti salvi i risultati eccezionali di aziende coraggiose come quella di Dario e Renata Olivero e di tanti altri che abbiamo sentito prima di me, il Parco Sud non ha più i suoi 47 mila ettari originari e le centinaia di aziende che ne facevano l’eccellenza italiana ed europea. A fianco al Parco Sud, la Martesana è falciata da una BreBeMi fallimentare e costosissima come opera e per gli utenti, oltre a essere pesantemente inquinata per materiali e presunte infiltrazioni mafiose.

A nord la Pedemontana annaspa in un caos economico, ma si vuole proseguire anche di fronte alla “collina” di Seveso, sotto la quale c’è la diossina del disastro ambientale del 1976. I poteri forti (banche, società pubbliche e private, grandi cooperative) se ne infischiano della salute pubblica, l’unico obiettivo è il denaro. La rapina è protetta da una scellerata politica governativa e regionale che si perpetua a Roma (Renzi, Letta, Monti, Berlusconi) e in Lombardia (Maroni, Formigoni), producendo appalti, subappalti, massimi ribassi, rifiuti speciali e scarse azioni di contrasto alle mafie.

Per ora sono stati regalati 330 milioni di euro a TEM, soldi pubblici rilevanti a Pedemontana, garanzie bancarie a BreBeMi… e sono sempre in agguato gli sgravi fiscali!

La Provincia di Milano ci ha messo del suo e su questo ho contrastato le politiche asfaltiste degli ultimi presidenti (Colli, Penati, Podestà) e il pessimo uso che è stato fatto della società Serravalle e collegate. Il Comune di Milano e la Città metropolitana si caratterizzano per inerzia e subalternità: curioso l’appello delle ultime ore a usare i mezzi pubblici per la “grande fiera” senza aver mosso un dito per investimenti su TPL, anziché per autostrade nell’area vasta fuori Milano città.

CHE FARE

Si impone in questa fase una stretta sul controllo dei cantieri che lavorano a ciclo continuo per garantire la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia. Scandalosa la sottovalutazione delle morti nei cantieri da una parte e del rischio alluvione dall’altra, anche in zone rurali squassate dalle autostrade e che non avevano mai avuto problemi negli ultimi 500 anni, dai tempi di Leonardo da Vinci e del suo sistema irriguo.

Per non subire passivamente la situazione che si è determinata e reagire collegandosi alle forze reali del territorio, ritengo importante quantomeno ridurre i danni immensi già prodotti:

  1. va ripristinato immediatamente il reticolo idrico minore per non abbandonare le campagne rimaste a fianco delle autostrade;

  2. le compensazioni devono consistere in una effettiva azione di riforestazione di pianura per impedire le urbanizzazioni infinite;

  3. vanno pagati subito i giusti indennizzi agli agricoltori e negoziato un equo prezzo del latte per salvaguardare il settore zootecnico;

  4. i contratti agrari (fitti agrari) devono essere pluriennali consentendo di lavorare e non di boccheggiare;

  5. lo sviluppo del biogas non può essere selvaggio e fuori controllo;

  6. la nuova legge regionale sul consumo di suolo, nella parte del blocco, va applicata subito e non tra tre anni, temporalità nefasta che produce speculazioni, vantaggi alla rendita e cementificazioni accelerate.

LA PROSPETTIVA E GLI OBIETTIVI

Mi auguro ci sia consapevolezza sulla rottura dell’equilibrio naturale causato negli ultimi anni, cambiando paesaggi rimasti inalterati negli ultimi mille anni e che avevano costituito una riserva alimentare, di vita e di ossigeno.

Nel Sud Milano ad esempio sono state distrutte zone attorno al Canale Muzza bonificate dai monaci benedettini. Non c’è paragone con gli anni del boom economico e dello sviluppo dei decenni successivi. Vi erano tensioni, conflitti e gravi errori, ma una disponibilità di suolo non paragonabile ad oggi.

Negli anni della costruzione dell’Autostrada del Sole, a Milano, di fronte alla Bocconi, c’era la centrale del latte municipale più importante d’Italia e tra Milano e Lodi, di fronte alla centrale elettrica di Tavazzano, c’era la Polenghi Lombardia come stabilimento lattiero-caseario di eccellenza, oggi ridotto a un residuato.

La battaglia è durissima anche perché siamo di fronte a una informazione di regime che oscura quasi tutto ed è cortigiana verso il potere costituito. Hanno oscurato un’enorme manifestazione popolare (2.000 persone!) il 28 marzo 2015 tra Albairate ed Abbiategrasso per impedire la nuova Tangenziale Ovest e il taglio del Parco del Ticino. Non si hanno notizie sufficienti sulle vertenze aperte dai comitati per cancellare il mostro a 14 corsie a Paderno Dugnano e per interrare la Rho-Monza, per tutelare la sicurezza di Gessate contraria alla terza autostrada in casa o per rilanciare la tramvia Milano-Limbiate, anch’essa scippata da EXPO. Ma la partecipazione, la continuità, la competenza e la lotta sono gli unici strumenti per strappare dei risultati, come dimostra lo stop alle “vie d’acqua” a Milano città. Non i facinorosi, ma il buon senso e il conflitto dei No Canal contro l’insipienza e la corruzione.

Per evitare il pensiero unico e la riduzione del dissenso e del pluralismo a un problema di ordine pubblico occorre lucidità, responsabilità e una lotta pacifica e di massa che non si faccia mettere nell’angolo. Che si riapra un dibattito pubblico per la costruzione di una autorità pubblica dell’acqua bene comune, per riprendere i risultati dei referendum popolari del 2011, per attuare una proposta di Emilio Molinari e di Romano Prodi.

Anche per le aree EXPO vanno sostenute le proposte di Basilio Rizzo e di Anita Sonego nel Consiglio comunale di Milano. Dopo aver acquisito aree private (dei Cabassi e di Fondazione Fiera) con un clamoroso errore proprio a fianco alla fiera già esistente e al sito abbandonato dell’Alfa Romeo, va almeno lanciata un’idea pubblica definitiva stoppando debiti e furti alla collettività, scoperchiando definitivamente il pantano del malaffare e delle bonifiche dimenticate come denunciato tanti anni fa dal Centro sociale La Fornace di Rho e che ho continuamente sostenuto nell’ultimo Consiglio provinciale elettivo.

Se non alziamo gli obiettivi e il coinvolgimento della società, “lor signori” sono pronti al TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti), a ulteriori e devastanti privatizzazioni, a riempire il sottosuolo di depositi di gas nonostante l’assenza di domanda e il terremoto del 2012, a svendere la terra, gli immobili, le piazze e le opere d’arte, relegandoci a colonia del XXI secolo.

LA DEMOCRAZIA

Infine in concomitanza con il 25 aprile e il 70° anniversario della Liberazione dal fascismo, dal nazismo e dal razzismo, dobbiamo porre un enorme problema di democrazia.

Mentre si scassa ulteriormente la Costituzione, noi non possiamo affrontare i mesi e gli anni futuri prendendo atto che 133 comuni in provincia di Milano e circa 2 milioni di cittadini e cittadine non avranno rappresentanza diretta se va bene fino al 2021. Dopo l’abolizione delle elezioni provinciali non è ammissibile che solo i cittadini di Milano città votino il Sindaco metropolitano e tutti gli altri no. Inaccettabile che il Consiglio metropolitano venga nominato dalla platea ristretta degli amministratori e non dal popolo.

Nel 2016 va ripristinato il suffragio universale e la democrazia. Si dovrebbe promuovere una legge speciale per Milano. Deve essere chiaro che in un momento in cui i centri di potere sono spesso fuori dalle istituzioni (es. multinazionali), le risorse per i servizi pubblici cancellate, il personale dipendente come quello delle province umiliato e non salvaguardato, se salta definitivamente il valore costituzionale della democrazia, le Città metropolitane sono già morte. Mi auguro che ne riparleremo presto tutte e tutti insieme.

Grazie per l’attenzione a questa ora tarda.

Massimo Gatti

già Consigliere provinciale di Milano

Lista civica Un’Altra Provinci-PRC-PdCI

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