“Milan cunt el coeur in man”

109315-mdDomenica c’è stata una manifestazione a Milano di “orgoglio civico”. Giù le mani da Milano, non toccate Milano, sennò reagiamo. Difendiamo il decoro della città ferita e via dicendo. Ma non si vede di che cosa possano andare orgogliosi i milanesi. Loro ed il sindaco hanno fatto una bella retorica, fino a scivolare sul luogo comune di “Milano col cuore in mano”. Chi ci ha vissuto per molti anni sa bene che tutto quest’orgoglio civico non è fondato su di un bel niente.

Di che devono andare orgogliosi?

La città, dopo decenni di dominio delle destre, è diventata cattiva, prepotente, strafottente verso i più deboli, alienata anche nei giorni di festa.

Una brutta città da vivere.

Adesso fanno un po’ le verginelle, dopo che un migliaio di provocatori ha rotto vetrine, sporcato i muri, incendiato auto. Questi inquietanti personaggi non sono da difendere, perchè a causa loro non si parla dei motivi per cui la gente è scesa in piazza contro l’Expo, ma si parla solo di quanto sono cattivi questi blocchisti neri, e forse quanto è connivente con loro la sinistra militante. E quanto è assurdo scagliarsi contro quella mano della provvidenza che è l’Expo, fiore all’occhiello di Milano, che finalmente ha qualcosa di cui vantarsi. Ma fare una manifestazione per l’orgoglio civico di Milano in risposta alla provocazione dei blocchisti neri, è assurdo.

Non c’è stata nessuna manifestazione quando nel canale di Sicilia sono morte forse ottocento persone. Troppo lontano?

Non c’è stata nessuna manifestazione quando a Nairobi sono morte in un attentato 147 persone. Sempre troppo lontano?

Insomma, Milano, colpita nel portafoglio, reagisce, eccome. Le vetrine, la banche, le macchine, i preziosi muri da conservare intonsi, il decoro della città: questi sono i valori per cui sono scesi in piazza?

Si vede che le cose sono più importanti delle persone. Vecchioni e Pisapia hanno sproloquiato della milanesità da difendere, come se avessero un capitale culturale da spendere, come se esistesse la milanesità.

Intanto, le persone vengono buttate fuori di casa quando non pagano l’affitto. Ma lì non c’è stato nessun milanese con il cuore in mano a reagire con uno scatto d’orgoglio. E vogliamo parlare delle persecuzioni contro i Rom, ebrei del XXI secolo? Delle leggi antimoschea della regione Lombardia?

Milano è una città crudele, bada ai propri interessi e per essi sacrifica anche il benssere altrui: come per le vasche di Senago. Non servono a nulla, tranne che a far dire che qualcuno ha fatto qualcosa contro le inondazioni a Niguarda. Ma tutti i partiti milanesi, TUTTI, sono d’accordo a farle.

E’ diventata, quella di domenica, una manifestazione di sostegno a quell’immensa porcheria che è l’Expo. Quella sentina di corruzione e malaffare, quell’esposizione delle multinazionali del cibo che depredano il terzo mondo, vogliono privatizzare l’acqua, introdurre gli OGM in Europa. La verità è che il 1° maggio c’è stata una manifestazione contro l’Expo e che adesso tutti parlano delle vetrine rotte. Non si accorgono, i milanesi, che si stanno scavando la fossa da soli, in un mondo incommestibile.

Altro che manifestazioni per l’orgoglio civico.

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