La “Buona Scuola” è legge, da settembre ogni scuola sarà una barricata

Scuola: corteo studenti Roma, "la buona scuola siamo noi" 

Il ddl scuola è stato approvato: ora è legge. La nostra democrazia è tenuta in ostaggio e il voto positivo del Parlamento sul ddl scuola è l’emblema dell’autoritarismo del Governo Renzi. Dopo mesi di cortei, occupazioni, proposte alternative e scioperi è assurdo che non si sia fatto un passo indietro: da settembre renderemo le scuole ingovernabili. Renzi non ha compreso l’entità della resistenza che metteremo in campo. Il movimento della scuola è maggioritario nel Paese e non si fermerà!

Il Governo con questa legge risponde soltanto agli interessi delle imprese, dei presidi-manager e alle logiche valutative degli Invalsi. Le scuole dovranno diventare “imprenditrici” per autopromuoversi recependo fondi dal territorio e saranno palestre di clientelismi, autocrazia e assenza di diritti per studenti e lavoratori. Il risultato è solo quello di inasprire le disuguaglianze già oggi ben visibili e nel mentre continuare ad aiutare e scuole private. Noi abbiamo fatto tantissime proposte ma non ci hano ascoltato. Vogliamo un “Altra Scuola” giusta che riparta da sette priorità per creare una scuola gratuita, di qualità, formativa, in grado di cambiare il modello di lavoro e di sviluppo.

Sono passati dieci mesi dalla presentazione delle linee guida della riforma della scuola. Dieci mesi di retorica della partecipazione, che nascondeva la chiara volontà di annientare il dissenso creatosi intorno ad una delle leggi più impopolari della storia dell’Italia repubblicana. Mesi di ostruzionismo, in cui il Governo Renzi è passato dalla promozione di una finta apertura volta a “consultare” il mondo della scuola, a umiliare quest’ultimo declassando le mobilitazioni autunnali come un “rito stanco”.

Alle migliaia di persone scese in piazza per contestare non solo il contenuto della riforma della scuola, ma anche per denunciare le prassi antidemocratiche perpetuate, si è risposto con un braccio di ferro che oggi rende evidenti gli interessi del Governo Renzi: sacrificare il welfare e l’intero settore “pubblico” in funzione della ristrutturazione neliberale condotta dai tecnocrati europei in combutta con l’FMI, gli stessi che hanno provato a sacrificare la democrazia greca per ammonirci tutti sull’inesistenza di strade alternative a quella dell’obbedienza, dell’austerità, dei sensi di colpa e del sacrificio in favore delle scelte criminali della finanza. Gli stessi che, fortunatamente, hanno preso uno grande schiaffo dal popolo greco.

In questi anni chi vive le scuole ogni giorno ha definito un modello d’istruzione radicalmente alternativo, interrogandosi anche su obiettivi concreti raggiungibili se solo si avesse la volontà politica di attrarre risorse colpendo tra le varie cose le grandi richezze e bloccando le grandi e dannose “grandi opere”. Proprio da un’alternativa sui saperi, liberamente accessibili e svincolati dalle logiche del mercato del lavoro attuale, si potrebbero iniziare ad abbattere le disegualianze sociali che la crisi ha reso sempre più marcate e stravolgere l’attuale modello di lavoro e di sviluppo. La priorità è ripartire dal garantire l’accesso gratuito ad una scuola di qualità, un primo passo contro dispersione scolastica, abbandono e classismo.

Ma i “cattivi maestri”, coloro i quali hanno fatto carte false tra mediaticità e repressione esplicita da settembre ad oggi, hanno chiuso gli occhi anche davanti ad una delle mobilitazioni più radicate degli ultimi anni. Essi hanno sminuito e criminalizzato occupazioni, mobilitazioni e forme di lotta dal basso che hanno caratterizzato tutta la primavera nel nostro paese.

Resistere non basta, non più. Lo abbiamo capito sin dall’inizio, da quel lontano 2008 di tagli e distruzione. Già da allora si discuteva e si praticava l’altra scuola possibile. Se questo Governo pensa di poter dormire notti serene si sbaglia: sono andati avanti senza rendersi conto che dietro di loro c’è il vuoto, che sono stati sfiduciati dalle piazze degli ultimi mesi. Noi siamo una generazione che in realtà non si aspetta nulla da questi qui: fanno gli interessi dei pochi contro i bisogni dei molti senza essere legittimati dal voto popolare. Non possiamo fermarci anche perché il nstro protagonismo è indispensabile per liberare questo Paese. Noi siamo un mare in tempesta che neanche l’estate riuscirà a placare.
Da settembre le scuole saranno proprio gli spazi della costruzione alternativa in corto circuito con chi ci governa, sfiduceremo la “Buona Scuola” proprio nei luoghi che vorrebbe svendere, sottrarremo legittimità a chiunque voglia fermare il cambiamento che da anni pratichiamo e saremo indomabili nelle piazze.

Le scuole saranno un problema per il Governo Renzi. Boichetteremo i dispositivi di valutazione, creeremo nuovi organi di partecipazione per bloccare l’applicazione della riforma, costruiremo proposte alternative da mettere in pratica scuola per scuola, evidenzieremo in diverse forme le mancanze strutturali della scuola pubblica italiana e continueremo a riempire le piazze con i lavoratori e i precari. Boicotteremo la legge in ogni sua forma, contro il mercato dei saperi e la privatizzazione dei diritti. Non faremo passi indietro, perché qui è in gioco una battaglia troppo importante sulla democrazia che travalica “La Buona Scuola” e punta a mettere in crisi i processi di governance a livello europeo. L’OXI italiano maturerà anche nelle scuole, per cambiare il nostro Paese e costruire un’Europa dei diritti, del welfare, del reddito di base e di un lavoro degno e di qualità.

Saremo un’anomalia. Non vi è rimasto nessun argomento per farci ancora perdere tempo, come direbbe De André.

da Unione Degli Studenti UDS

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