Archivi del mese: settembre 2015

CITTÀ METROPOLITANA: QUALE DEMOCRAZIA?

gatti

Sul futuro di Milano assistiamo ad un’asfissiante discussione sul nome del prossimo candidato Sindaco. Si aggiunge una disputa sulle cosiddette “primarie”, strumento estraneo al nostro ordinamento costituzionale e importato dal nord America, che è stato utile in alcune fasi della storia recente (primarie per Prodi e Pisapia), ma non è risolutivo per contrastare la dissoluzione della democrazia in corso, usurata dalla crisi economica e da troppe consultazioni elettorali con partecipazione sotto il 50% degli aventi diritto.

Se negli schieramenti contrapposti rimane un minimo di serietà, la premessa indispensabile sta nel ripristinare la sovranità popolare. Non è ammissibile che per la Città metropolitana anche nel 2016 siano coinvolti solo i cittadini di Milano città (meno di 1.300.000). Rimangono tagliati fuori circa 2 milioni di cittadini e 133 comuni che dovrebbero delegare completamente la rappresentanza a qualche centinaio di consiglieri comunali che si eleggono tra di loro. La sospensione della rappresentanza popolare dal 2014 al 2021 per tutti i cittadini fuori dal capoluogo diventa intollerabile!

La crisi economica e il lavoro, il post EXPO, il destino dei servizi pubblici locali e delle privatizzazioni, la riorganizzazione delle aziende pubbliche in senso metropolitano, l’edilizia scolastica e il sostegno alla disabilità, il trasporto pubblico, la tutela ambientale e il riassetto idrogeologico, le devastazioni autostradali e l’agricoltura, il contrasto a mafie e corruzione, l’antifascismo e l’antirazzismo, non sono temi delegabili a gruppi ristretti. Il nuovo Assessore all’Urbanistica di Milano, prof. Balducci, si accinge a “illuminare” i comuni del contado senza che nessuno lo abbia eletto per questo compito.

Trasparenza e pubblicità vanno imposte e si abbia la decenza di prevedere una apposita legge di pochi articoli per Milano Città metropolitana, introducendo l’elezione diretta immediata (2016) del Consiglio e del Sindaco metropolitano. Si indichi altresì l’obiettivo di lavorare concretamente perché nel 2021 si eleggano solo gli organi metropolitani superando il dualismo con la città di Milano.

Non basta prevedere nuovi poteri e l’elezione diretta dei Presidenti delle circoscrizioni di Milano città, accentuando la disparità democratica tra cittadini del capoluogo e tutti gli altri.

Una fase di ricostruzione della democrazia municipale non può essere attivata senza partecipazione diretta della popolazione e con un peso esorbitante del Comune di Milano.

Pannicelli caldi, fantomatici piani strategici e le politiche concrete del governo nazionale e di Regione Lombardia hanno già annientato l’esordio delle città metropolitane, con gravi conseguenze per la cittadinanza, i servizi erogati e il personale dipendente.

La deriva burocratica e tecnocratica è sotto gli occhi di tutte e tutti, con il proliferare di organismi di coordinamento e senza affrontare alcun problema (basta chiedere ai pendolari).

La risposta non può essere che il ripristino di un principio basilare della democrazia: una testa, un voto. Ci sono in campo proposte di forze civiche, di qualche parlamentare e soprattutto leggi di iniziativa popolare. Intere zone come il lodigiano (61 comuni) mostrano concreto interesse verso l’adesione alla Città metropolitana di Milano, ma ognuno senza abdicare al vincolo della rappresentanza diretta.

È quindi questo il momento di mostrare un minimo di coraggio per applicare la Costituzione, contrastare la pericolosa demolizione in corso dei principi e dei valori costituzionali e far decidere alle cittadine e ai cittadini, rilanciando un motore essenziale del progresso umano: la democrazia.

di Massimo Gatti consigliere provinciale di Milano

Annunci

COMUNICATO ANPI SENAGO – I FASCISTI, A MANO LIBERA, SI ORGANIZZANO PER COLPIRE

Dopo i raduni che i fascisti hanno potuto impunemente svolgere a Castano Primo ad a Cantù, gli squadristi si sono sentiti più forti e garantiti.
Così hanno devastato la sede dell’Istituto Pedagogico della Resistenza.
E, come se ciò non bastasse, è giunta notizia, attraverso i mezzi di informazione, del progetto di attentato a Saverio Ferrari, scrittore e giornalista, che studia da decenni la destra estrema italiana.

Gli antifascisti non possono stare a guardare.
L’ANPI di Senago esprime solidarietà all’Istituto Pedagogico della Resistenza ed a Saverio Ferrari, ma questo non basta.
L’ANPI di Senago chiede con forza che le competenti autorità difendano la democrazia, attaccata dai nazifascisti italiani che agiscono liberamente grazie alla legittimazione, allo sdoganamento o all’alleanza organica con le forze della destra italiana xenofoba e razzista.
L’ANPI di Senago chiede altresì che le Municipalità del Milanese si attrezzino contro il pericolo sempre più concreto dell’azione nazifascista sul territorio, dotandosi di mezzi preventivi di contrasto della diffusione del pensiero, della propaganda, dell’attività di tutti i gruppi di destra che stanno riconquistando spazio, legittimità ed agibilità.
Occorre ricordare alle forze dell’ordine ed alle amministrazioni locali che il fascismo non è un’idea, ma un crimine, così come è sancito nella nostra Carta Costituzionale.
Oggi in molti sembrano averlo dimenticato.

ANPI Senago

Tagli e problemi al trasporto pubblico in senago: “Il Sindaco chiede l’immediato ripristino delle corse soppresse per Bollate e nuove soluzioni per l’accesso all’ospedale di Garbagnate”

Autolinea Z130 – Limbiate – Bollate

Senago, 24 settembre 2015

Spett.le Città Metropolitana

Al Consigliere Delegato Mobilità –   Arianna Censi

via Vivaio, 1

20122 MILANO

p.c.

Spett.le         Airpullman SpA

Via Roma, 200

20020 SOLARO (Mi)

OGGETTO:   autolinea Z130 –LIMBIATE-SENAGO (dir. Milano M3) – BOLLATE (FNM e Ospedale)

La presente per segnalare il grave disagio provocato agli utenti della linea Z130, residenti in Senago nelle vie Petrarca ed Ungaretti e nelle adiacenti vie di Cassina Nuova in comune di Bollate, che hanno visto ridurre le corse nell’orario dalle 07:00 alle 09:00 da tre a due.

Infatti, rispetto allo scorso anno, è stata annullata la corsa che prevedeva la fermata in via Ungaretti alle ore 07:32 circa, e ciò ha comportato che,  nella fascia oraria di cui sopra, gli utenti oggi possono fruire solo ed unicamente due corse: quella con fermata alle 07:01 e quella con fermata alle 08:56.

Converrete che in questa fascia oraria, molto delicata per gli impegni lavorativi e scolastici di un’utenza già penalizzata dal risiedere in una zona periferica, sia per il comune di Senago, che per il comune di Bollate, in cui non vi è altra possibilità di accesso alla rete del trasporto pubblico metropolitano o regionale, il lasso di tempo intercorso tra una corsa e l’altra (circa due ore), è assolutamente inaccettabile.

Inoltre, ulteriore elemento da non sottovalutare, la rivisitazione della frequenza delle corse è intervenuta successivamente alla scelta operata da molti studenti e famiglie per l’iscrizione ai vari istituti scolastici, vanificando (se non sconvolgendo…) ogni programmazione volta all’organizzazione dei tempi della vita famigliare.

Alla luce di quanto sopra, si richiede la verifica delle possibili soluzioni, al fine di poter prontamente ripristinare la corsa con fermata in via Ungaretti, di Senago, alle 07:32, così come avveniva sino a pochi mesi orsono.

Si ribadisce che l’accoglimento di tale richiesta è fondamentale per la qualità della vita di molte persone, penalizzate oltremodo, come sopra riportato, dal risiedere in zona estremamente isolata rispetto al centro di Senago e/o di Bollate.

Confidando in una celere verifica e, soprattutto, nella risoluzione della problematica, l’occasione ci e gradita per porgere cordiali saluti.

Il Sindaco  –   Lucio Fois

§

Servizio trasporto da e per l′A.O. Salvini

                                                                                      Spett.le         Città Metropolitana

Al Consigliere Delegato

Mobilità e Viabilità, Arianna Censi

Via Vivaio, 1

20122 MILANO

p.c.     Spett.le         Airpullman SpA

Via Roma, 200

20020 SOLARO (Mi)

OGGETTO:    autolinea Z114 – Saronno / Paderno Dugnano (Palazzolo Milanese)

Considerato che con il mese di settembre si è completata la fase di apertura del nuovo ospedale di Garbagnate Milanese, edificato dietro alla precedente struttura e con un nuovo ingresso situato in ben altra posizione della via Forlanini rispetto al precedente, si richiede una puntuale verifica dell’itinerario dell’autolinea in oggetto, al fine di provvedere agli spostamenti delle fermate necessari per non inficiare l’offerta nei confronti degli utenti.

Infatti, chi oggi fruisce del servizio per raggiungere il nuovo ospedale, residenti senaghesi in primis ma anche di altri paesi visto che la linea sviluppa il suo tracciato da Saronno a Palazzolo Milanese e viceversa, deve provvedere a raggiungere il nuovo ingresso con poco piacevoli passeggiate da effettuarsi su una strada, la via Forlanini, che in quel tratto risulta avere un notevole flusso automobilistico ed una carreggiata priva di marciapiede e di illuminazione pubblica.

Non intervenendo da subito per risolvere questa criticità, l’unico risultato che si otterrebbe, sarebbe quello di mantenere una dislocazione dei punti di imbarco/sbarco passeggeri non più consona alle attuali necessità, cosa che, ovviamente, la nostra Amministrazione non può esimersi dal segnalare alla Vostra attenzione nel pieno interesse dalla sua cittadinanza ma, in generale, di tutti gli utenti del servizio di trasporto pubblico.

Confidando in una celere verifica e, soprattutto, nella risoluzione della problematica, l’occasione ci e gradita per porgere cordiali saluti.

Il Sindaco

Lucio Fois

L’omofobia? E’ una malattia da curare

Uno studio coordinato di tre università (Firenze, L’Aquila e Roma) e pubblicato su “The Journal of Sexual Medicine” mostra che gli atteggiamenti omofobi sono favoriti da tratti psicotici e da generali atteggiamenti di rabbia e ostilità. E’ l’omofobo dunque, e non l’omosessuale, la persona affetta da patalogia

di Giovanni Sabato – pubblicato su L’Espresso

dsagf_image«Per secoli si è discusso se l’omosessualità fosse una malattia. Ora scopriamo che la vera malattia da curare è l’omofobia». Non usa mezzi toni Emmanuele Jannini, sessuologo all’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, nel  riassumere senso dello studio pubblicato su “The Journal of Sexual Medicine”.

Con Giacomo Ciocca e altri colleghi delle Università di L’Aquila, Firenze, e Roma La Sapienza, Jannini ha sottoposto a oltre 550 studenti universitari italiani un test che misura i livelli di omofobia e altri questionari che individuano vari aspetti della personalità. Scoprendo che l’omofobia non è così rara come forse ci si poteva aspettare in un gruppo di giovani universitari, e che, come invece era ampiamente previsto, è più diffusa fra i maschi.

Ma soprattutto che è favorita da una serie di precise caratteristiche psicologiche. Sono tendenzialmente più omofobe le persone con livelli più alti di psicoticismo, un aspetto della personalità caratterizzato dalla paura, … continua a leggere sul sito de L’Espresso clicca qui

Ttip, la Commissione europea prova a riformare l’arbitrato internazionale

Ttip, la Commissione europea prova a riformare l’arbitrato internazionale ma la campagna “Stop Tttip” rispedisce al mittente
stop TTIPPer sbloccare il confronto sul Ttip, che rischia di subire un ritardo di un paio d’anni prima dell’approvazione, la Commissione europea propone un meccanismo diverso sulle controversie fra investitori e Stato che superi l’attuale arbitrato internazionale (ISDS, investor-to-state dispute settlement), uno dei punti più contestati del TTIP. La proposta però viene bocciata dalla campagna Stop TTIP che considera la riforma “un tentativo di mantenere invariata l’architettura del meccanismo attraverso modifiche di facciata”. La controversa clausola che garantirebbe agli investitori esteri la possibilità di citare in giudizio gli Stati qualora emanassero regolamenti o normative che mettono a rischio le aspettative di business, rimarrebbe nella sostanza.

La proposta della nuova Corte, chiamata Investment Court System, “si basa sul contributo sostanziale ricevuto dal Parlamento europeo, gli Stati membri , i parlamenti nazionali e le parti interessate attraverso la consultazione pubblica tenutasi sull’ISDS – spiega la Commissione europea – Questa è destinata a garantire che tutti gli attori possano avere piena fiducia nel sistema. Costruita intorno agli stessi elementi chiave come i tribunali nazionali e internazionali , sancisce il diritto dei governi di regolare e garantisce la trasparenza e l’accountability”.
Ha detto il primo vicepresidente Frans Timmermans: “La nuova Investment Court System sarà composta da giudici qualificati, gli atti saranno trasparenti, e i casi saranno decisi sulla base di regole chiare.Inoltre, la Corte sarà soggetto a revisione da parte di un nuovo Tribunale d’Appello. Con questo nuovo sistema , proteggiamo il diritto dei governi di regolamentare e garantire che le controversie relative agli investimenti saranno aggiudicati in piena conformità con lo Stato di diritto”. La Corte sarà composta da un Tribunale di prima istanza e da un Tribunale d’appello, con giudici altamente qualificati, e la capacità degli investitori di indire una causa dinanzi al Tribunale dovrebbe essere ben definita e regolamentata a casi come la discriminazione, l’esproprio senza indennizzo e la giustizia negata. Naturalmente il processo non finisce qui: la Commissione discuterà col Consiglio e con il Parlamento europeo quindi il testo diventerà proposta di testo europeo nei negoziati commerciali fra Unione e Stati Uniti.

La proposta non piace comunque alla campagna Stop TTIP. La sezione italiana spiega: “La campagna Stop TTIP da tempo evidenzia come un tale riassetto non risponda alle necessità di riformare radicalmente il sistema, opaco ed imperfetto, che tutela gli investitori esteri offrendo loro un vantaggio competitivo sulle imprese locali. In particolare, la nuova corte arbitrale manterrebbe intatti i privilegi di gruppi privati nei confronti della società civile. Mantenendo la possibilità per le imprese scegliere se rivolgersi a questo tribunale internazionale o utilizzare quelli nazionali, si crea una scappatoia per aggirare la giurisdizione pubblica negli Stati.

Le grandi imprese non saranno dunque tenute a seguire l’iter cui sono invece obbligati tutti i cittadini dell’Unione prima di poter adire la Corte di Giustizia europea”. La campagna contesta inoltre il profilo previsto per i giudici: “La nuova Corte, inoltre, non prevede l’esclusione di arbitri che fino ad oggi hanno fatto nella grande maggioranza dei casi gli interessi delle aziende – dicono da Stop TTIP Italia – Anzi, la riforma proposta dalla Commissione europea li innalza al rango di giudici, cui spetta una percentuale del risarcimento finale. In tal modo, si legittima l’investitore a chiedere compensi milionari o miliardari ai governi. Tanto più alte saranno le richieste, tanto più salirà la parcella del giudice in caso di condanna dello Stato”.

“Le pressioni per sottrarre la competenza sugli investimenti esteri alla giurisdizione nazionale è totalmente immotivata – dichiara Elena Mazzoni, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Non vi sono motivi validi per creare una tale asimmetria di trattamento e privilegiare le grandi multinazionali a discapito dei governi e della società civile”. Altra nota dolente è legata al fatto che la nuova proposta non si applicherebbe all’accordo Ue-Canada (CETA). “Lasciare intatto l’ISDS nel CETA significa fornire un pericoloso cavallo di troia alle multinazionali intenzionate a denunciare gli Stati utilizzando il vecchio sistema – dichiara Monica di Sisto, portavoce di Stop TTIP Italia – Le aziende americane potrebbero chiedere risarcimenti sfruttando le loro sussidiarie in Canada, bypassando così anche il nuovo meccanismo proposto nel TTIP”.

Erri De Luca, procura di Torino chiede condanna a 8 mesi: “Le sue parole hanno effetto sul movimento No Tav”

erri-de-luca-675

“Le sue parole hanno un peso determinante sul movimento No Tav”. La procura di Torino ha chiesto otto mesi di condanna a Erri De Luca, l’autore napoletano imputato di istigazione a delinquere per aver detto che “la Tav va sabotata” all’Huffington Post il 1 settembre 2013 e all’Ansa pochi giorni dopo.

“Gli ricordo quello che scrisse Primo Levi”, ha detto il sostituto procuratore Antonio Rinaudo nel corso della requisitoria di fronte al giudice Immacolata Iadeluca. E cosa diceva Levi? “Abbiamo una responsabilità, finché viviamo. Dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno”. Per questo, secondo il pm, “c’è una responsabilità diretta tra chi parla e la parola che pronuncia. Allora è evidente che la libera manifestazione del pensiero, di fronte a una manifestazione che ha un contenuto intrinseco di illiceità come istigare, non può trovare una tutela”.

Le dichiarazioni di De Luca (difeso dagli avvocati Gianluca Vitale e Alessandra Ballerini) erano arrivate dopo l’allarme lanciato dall’ex procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli sul rischio terroristico in Val di Susa in una stagione di attacchi e sabotaggi al cantiere… continua a leggere l’articolo su “il fatto quotidiano” clicca qui.

Vittoria notav al Consiglio di Stato: il presidio di Susa non si abbatte

DSC_0353-1024x678Grande vittoria del movimento notav al Consiglio di Stato per la sentenza con cui il Tar intimava l’abbattimento del presidio di Susa. La sentenza che potete leggere sotto riconosce la funzione informativa delle struttura sulla questione tav e pertanto è giudicata idonea ad essere presente sul terreno in uso dei notav.

Questa sentenza dovrebbe influire positivamente sul procedimento penale ancora in corso, ma il condizionale è d’obbligo perché la procura di Torino ha un modo tutto suo di interpretare la legge contro i NO TAV.

Per ora ringraziamo i legali notav e ci godiamo la vittoria.

Leggi qui la sentenza del Consiglio di Stato