LETTURE DI FINE ESTATE ORMAI AUTUNNO INOLTRATO(parte seconda ovvero “il colpo alla botte”)

Diversi periodici e quotidiani locali durante l’estate ci hanno informato ed aggiornato sulla difficile situazione in cui versava Villa Borromeo di Senago. La situazione era potenzialmente sull’orlo del fallimento. Ora si può dire quasi con assoluta certezza che abbiamo tranquillamente superato il ciglio del burrone e quindi il fallimento sembra ormai cosa acclarata e conclamata.

Facciata_Villa_San_Carlo_Borromeo

I fatti sono ormai noti a tuti i cittadini senaghesi. La Villa Borromeo, più recentemente trasformata in un Hotel di lusso a cinque stelle, è stata sottoposta a sequestro dal Tribunale di Milano e la prima udienza fallimentare si terrà il 21 dicembre.

Molti hanno riportato anche di spiacevoli episodi che “girano di bocca in bocca”, rendendo edotta la maggioranza dei cittadini che persone che avevano prenotato il banchetto nuziale ed il relativo pernottamento presso Hotel Villa Borromeo si sono trovati a conoscere del sequestro da parte delle forze dell’ordine solo 24 ore prima del matrimonio. Anche alcune recenti recensioni su Trip Advisor hanno contribuito ad illuminare la vicenda con famiglie che avanzano crediti da Hotel Villa Borromeo e quindi dovranno essere risarcite. Sono inoltre noti i fatti che hanno portato poco più di un anno fa le Iene a fare un’inchiesta sulla situazione salariale di chi operava presso l’Hotel. Sostanzialmente sottopagati e in attesa di numerosi stipendi ancora da percepire. Fino a qui i fatti leggendo qua e là alcuni commenti e dibattiti ancora sotto l’ombrellone e la canicola agostana.

Nel piccolo grande panorama dI Senago il dibattito su una delle più importanti dimore storiche della città si era però già articolato con differenti contributi. In passato anche scontri piuttosto roventi si erano accesi sul destino di Villa Borromeo, quando tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 si era deciso il destino della villa risalente al XIV secolo. Ai tempi diverse fazioni si erano divise sulla scelta di una gestione pubblica della Villa Borromeo oppure di una gestione privata. Tra i potenziali interlocutori (oltre al Comune di Senago che non aveva certo da solo la liquidità per affrontare la gestione e la proprietà) vi erano l’Università di Milano e la stessa Provincia di Milano.

Per molti ancora oggi viene rivendicato con orgoglio (lo leggiamo anche nel periodico Noi e la Città) il fatto che la gestione di villa Borromeo sia finita nelle mani di privati. E che privati ci verrebbe da dire !!!!

Villa Borromeo nelle mani del Comune sarebbe stata per alcuni un’immane sciagura. Avrebbe fatto la “brutta fine di Villa Sioli” questo secondo le affermazioni di alcuni senaghesi. Ci permettiamo molto sommessamente di dissentire. Qualcuno si è spinto oltre nella smania privatizzatrice tessendo addirittura le sperticate ed ingiustificate lodi di Armando Verdiglione che è stato negli ultimi decenni uno dei responsabili del gruppo che era proprietario e gestore di Villa Borromeo. Meriterebbe un capitolo a parte la disamina del personaggio sopra citato.

Già condannato ancora negli anni ‘90 e coinvolto in diverse vicende processuali che ancora perdurano e che lo hanno visto in alcuni casi anche prosciolto. Verdiglione, non è un segreto per nessuno, era lo psicanalista di grido della Milano da bere, che è stata poi ampiamente bevuta. Era nel lotto dei personaggi in voga nella Belle Epoque di craxiana memoria.

Non stupisce più di tanto che i revanscisti del periodo craxiano non riescano a trovare nulla di oscuro in questo personaggio e nella sua gestione di un bene che dovrebbe essere invece patrimonio collettivo della cittadinanza di Senago. Ai tempi in cui si decisero le sorti di Villa Borromeo ricordiamo che il PSI fu certamente sponsor della cessione a Verdiglione. Lo stesso Bettino Craxi fu sicuramente lieto della scelta operata nel 1983. In Italia vige la ipocrita regola, o consuetudine, che si debba sempre parlare bene dei morti, ma sarebbe bene ricordare che stiamo parlando di un ex leader politico nazionale di partito condannato in via definitiva, latitante e morto in contumacia.

Quindi vantare oggi che Villa Borromeo ha subito importanti trasformazioni grazie all’operato del suo “munifico proprietario”* non significa certo affermare che Villa Borromeo sia divenuta un bene fruibile dai cittadini di Senago.

Chi scrive crede che la valorizzazione di un patrimonio culturale non debba necessariamente passare attraverso la sua trasformazione in un albergo a cinque stelle con annesso centro congressi. Probabilmente questo ha reso fruibile il luogo solo a chi può permettersi certe spese. Quanto al destino della Vila Borromeo siamo ben consci che oggi la situazione sia decisamente difficile. Il destino può essere, quasi per nemesi storica, simile a quello della dissoluzione che toccò al partito che fu di Craxi.

Certo di acqua ne è corsa sotto i ponti e tanta ne correrà ancora, così tanta da riempire vasche e vasche di putrida vergogna. Quello che il tempo ci ha lasciato è la constatazione amara che un certo periodo della storia del nostro paese ha realmente fatto male e continua a farci male anche oggi.

Sulle ali del craxismo è nato il belusconismo che per un ventennio ci ha angustiato e intristito. Oggi pensiamo che la caduta verso il basso e verso i disvalori che obnubilano il partito di maggioranza relativa oggi al governo  (leggasi Partito Democratico) sia figlio di una certa politica che ineggiava ai Verdiglione di “casa nostra”. Probabilmente senza Craxi non ci sarebbe stato Berlusconi e senza Berlusconi non avremmo Matteo Renzi a sgovernare l’Italietta derelitta e meschina.

Il trio

 

* Quanto alla munificenza del privato che ha acquisito e gestito Villa Borromeo riportiamo molto sommessamente uno stralcio di una delibera di Giunta recentemente approvata che stabilisce l’ammontare del credito del Comune di Senago nei confronti di Villa Borromeo.

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Premesso che con sentenza n. 589 del 25/06/2015, il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società Villa San Carlo Borromeo S.r.l., con sede in Milano, Via Serbelloni n. 5, C.F. 04637660962, nominando Giudice Delegato il Dott. Guido Macripò e curatori i signori Dott. Diego Moscato, Avv. Marco Angelo Russo e Dott. Marco Mistò, come da nota acquisita al protocollo con il n. 19238 del 30/07/2015;

Preso atto che il Comune di Senago è creditore nei confronti di Villa San Carlo Borromeo S.r.l. dell’importo di € 456.229,33= di cui:

€ 181.925,21= per atto di precetto del 05/02/2007, dovuti per l’esecuzione d’ufficio dei lavori di consolidamento del Ponte di via per Cesate e rifusione da sentenze;

-€ 132.620,30= per crediti da Tributi in via privilegiata;

-€ 141.683,82= per crediti per Tributi già a ruolo di Equitalia.

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Che in Italia regnasse il Capitalismo straccione lo sapevamo e ce lo aveva insegnato già Antonio Gramsci diversi anni orsono. Che la politica all’insegna del “privatizzare i profitti e socializzare le perdite” veda ancor molti sostenitori lo continuiamo a sapere. Almeno non permetteteci di essere complici rimanendo in silenzio e accettando tutto come se fosse la normalità.

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