LA GIUNTA DEL SINDACO FOIS TORNA A PERDERE I PEZZI

Le convulsioni del Partito Democratico costringono il Sindaco ad acrobazie politiche e condizionano la Giunta a continui rimpasti. E’ così che si andrà alle nuove elezioni

inoutSi sono dimessi dalla Giunta di Senago i due assessori Zoani e Tartagni ed ora, per completare il giro di cui si vociferava in paese da settimane, è lo stesso Sindaco a licenziare l’assessore Silipigni, pur dopo aver spergiurato che la Giunta godeva di ottima salute.

Il primo della lista, Zoani, ha te­nuto per tre anni, con totale indif­ferenza, un assessorato che avreb­be dovuto fare fuoco e fiamme contro le vasche. Invece è stato solo in grado di far aggiungere, alle tanto vituperate vasche ora­mai prossime alla partenza, l’allar­gamento del canale scolmatore. Un perfetto insuccesso. In più ha portato avanti la causa di un PGT, quello approvato, dove la cemen­tificazione ha avuto nuovamente la prevalsa sul buonsenso, che avrebbe consigliato a chiunque di dire STOP al consumo di suolo.

Da seguire, poi, c’è la “strana” causa che il Comune di Senago ha avanzato contro RETEITALIA, colpevole di accusare il Comune di agire per interessi privati circa la vicenda della bonifica dell’area ex distributore Shell di corso Matteotti, di cui lo stesso (ex) assessore è stato gestore fino alla chiusura. Conflitto d’interessi?

La seconda dimissionaria, Tar­tagni, chiamata a gestire un as­sessorato che ha bisogno di competenza per funzionare, ha saputo cogliere con la sua pro­fessionalità la sfida propostale, e forse è per questo che se n’è andata, o meglio sarebbe dire, è stata costretta ad andarsene.

 Con l’ultimo uscito, meglio dire cacciato, Silipigni, abbiamo perso un assessore che aveva saputo delegare alla Chiesa quello che avrebbe invece dovuto fare lui, ovvero gestire direttamente i rapporti con il Forum delle associazioni di Senago. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la parrocchia ha avuto la possibilità di costituire una rete di associazioni da lei capitanata e coordinata. Il Forum delle Associazioni è stato scavalcato, esautorato, ignorato. Un bell’insuccesso.

Ora in Giunta entrano i politici, quelli veri, gli uomini e le donne di partito, gli strateghi. Vedremo al­lora quale nuovo litigio sapranno portare in questo claudicante go­verno di Senago.

urryVedremo finalmente all’opera i vertici di SEL, quelli che avevano portato le truppe cammellate alle primarie del PD per sostenere il proprio rappresentante, senza poi fare i conti con il trampolino che lo stesso Fois, eletto appunto Sindaco, ha adottato per balzare da SEL nella grande cesta del PD pronta ad accoglierlo.

Vedremo se finalmente la Casa della Salute sarà realizzata, visto che sembra essere questo il mandato conferito alla giovane Ilenia Esposito. E vedremo se e quanto la legalità e la trasparenza saranno reali come nel titolo assegnato al suo assessorato, in primis l’assunzione di un nuovo presidente della Multiservizi che dovrà sostituirla a mezzo di bando pubblico.

 Vedremo infine, con la massima nostra attenzione, che cosa saprà fare Chiara Meazza della quale non sono note particolari doti am­ministrative né qualitative, salvo l’aver postato 30300 tweet sino ad oggi ed aver sostenuto allegra­mente il Jobs Act di Renzi (attac­cando l’articolo 18): e adesso vie­ne catapultata a tutta forza dai vertici provinciali del PD dentro una città a lei totalmente scono­sciuta. Convinta renziana, si pro­pone “orgogliosamente dentro il PD per provare a cambiare un po’ di cose”, e qui a Senago, in effetti, ce ne sarebbero moltissi­me di cose da cambiare, a parti­re dal magnifico duetto Pepe-Batticciotto che da anni tiene in scacco il partito e lo stesso pae­se.

Insomma, quest’ultimo scor­cio di governo di Senago sarà tutto una sorpresa e meraviglia. L’atto iniziale è il rientro del ma­gnifico duo nei ranghi di gover­no (hanno forse qualcosa da chiedere al Sindaco?) e la con­temporanea fuoriuscita dalla compagine dei papabili della neoeletta Eleonora Rizzi che vole­va uno degli assessorati che il sin­daco è stato impossibilitato ad as­segnarle, vista la lunga serie di pretendenti alle cadreghe.

E Insieme per Senago? Da una decina di anni assiste esterrefatto (come tutti noi, d’altronde) alle convulsioni del PD locale e questa volta sembra che stia saggiamen­te a guardare in attesa di scelte più importanti come per esempio confluire direttamente nel PD, vi­sto che un suo ex consigliere è ora segretario locale di quel partito e vista la probabile ascesa di costui alla massima poltrona del Comune per le prossime elezioni.

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