«Così mio marito si vantò dopo il pestaggio di Cucchi»

Parla l’ex moglie del carabiniere indagato: «Testimonierò, ma ho paura. Lui mi parlò del pestaggio quando l’inchiesta prese una strada diversa»

di Ilaria Sacchettoni

9.0.905798730-002-kjHF-U43140668196794PgF-593x443@Corriere-Web-Roma«Stefano Cucchi? Credevo che fossero esagerazioni di mio marito. Diceva: “Lo abbiamo pestato noi quel tossico…”. Si vantava: lui è sempre stato così nel suo lavoro: “ho fatto questo, ho fatto quello”, “ho avuto una missione importante” e così via. Tra carabinieri fanno così. Poi la radio ha trasmesso un’intercettazione in cui lui stesso parla con gli amici: “Ragazzi ci dobbiamo far dare la sospensione della pena…” Non è un’ammissione questa? La mia telefonata con lui ha fatto il giro dei siti. E sapete i commenti? La sua ex — dicono — vuole vendicarsi». Ed è vero, vuole vendicarsi? L’ex moglie di Raffaele D’Alessandro, il carabiniere accusato di aver pestato Stefano Cucchi 6 anni fa — se ne abbia provocato la morte è tuttora da stabilire — è una donna di trent’anni, magra da non sembrare mamma di tre figli, alta, bel viso, diretta. Si chiama Anna Carino.

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