Senago attorniata dai veleni: “Bitumati, le immissioni sono superiori a quelle autorizzate”

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Nuovi dettagli sul disagio vissuto dai residenti di Cassina Nuova e Senago a causa dei rumori e dei forti odori prodotti dalla Bitumati 2000, l’azienda di via Pace impegnata nella produzione di asfalto e catrame. Nel tardo pomeriggio di lunedì 19 dicembre, nella sala consiliare del municipio di piazza Moro, si è svolta una seduta della commissione tecnico-urbanistica dedicata proprio a questo tema.

Durante l’incontro, al quale ha preso parte anche l’assessore all’Ecologia Vania Bacherini, è stato sottolineato che i lavori per la carenatura dell’impianto verranno avviati già nei prossimi giorni, probabilmente prima delle fine del 2016 per poi concludersi a primavera inoltrata. Ciò che preoccupa i cittadini di Cassina Nuova, però, è che le immissioni sono risultate superiori a quelle autorizzate da Città Metropolitana. Non 60, ma ben 102 tonnellate. Durante i controlli effettuati da Arpa nel sito lo scorso 9 novembre, inoltre, sarebbe stata rilevata l’assenza di alcuni filtri in grado di diminuire i cattivi odori percepiti dai residenti della frazione. Una problematica, questa, che è stata segnalata a Città Metropolitana. Arpa, inoltre, effettuerà anche dei nuovi rilievi volumetrici per tentare di risolvere un’altra criticità rilevata dai cassinanovesi, cioè i rumori dovuti all’elevata produzione del sito di via Pace.

Un’altra grande problematica riguarda le autorizzazioni concesse alle Bitumati 2000 al momento dell’acquisizione del sito. La proprietà dell’area industriale, infatti, sarebbe stata autorizzata a svolgere solamente alcune delle mansioni che poi, effettivamente, vengono svolte nel sito. Le autorizzazioni concesse, inoltre, non prevederebbero nemmeno le immissioni nell’aria. Le installazioni di alcuni impianti utilizzati dagli operai sarebbero invece arrivate solo in un momento successivo all’acquisizione dell’area. Prosegue, nel frattempo, l’iter che consentirà alla proprietà del sito industriale di creare una zona dedicata allo stoccaggio dei rifiuti da loro prodotti. Il recupero di una parte attualmente dismessa del sito, però, dovrà essere autorizzata da Città Metropolitana, ente al quale il Comune ha chiesto un parere tecnico sul progetto.
(Stefano Dattesi – pubblicato su “Rho News”)

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