Archivi del mese: gennaio 2017

Lutto per la morte di Gianluca Pellegrin

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Ci raccogliamo, sgomenti e con cordoglio, attorno ai parenti ed alla compagna del giovane Gianluca Pellegrin, Consigliere Comunale di Senago. Lo ricordiamo con affetto per le sue doti umane, come un protagonista dell’impegno antifascista ed in favore della legalità, nella lotta contro le mafie, nell’impegno faticoso e intenso in favore della città e per la difesa dei diritti civili.

I compagni di Sinistra Senago e gli iscritti ad ANPI Senago.

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Nominato il nuovo coordinatore di Sinistrasenago: Andrea Penoni

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SinistraSenago ha nominato coordinatore Andrea Penoni che si avvicenda, per scadenza statutaria, a Tiziana Tosi che ha rappresentato il movimento per due mandati consecutivi.

 

A SinistraSenago aderiscono:

  • Senago Bene Comune
  • Rifondazione Comunista
  • Partito Comunista Italiano
  • Possibile

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SinistraSenago, “Lavoriamo per il nostro paese. Insieme”

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IL CLIMA DEL 2016 IN ITALIA: UN ALTRO ANNO TRA I PIU’ CALDI; PRECIPITAZIONI INTORNO ALLA NORMA, MA TRA SICCITA’ E ALLUVIONI

Daniele Cat Berro, SMI / Redazione Nimbus
14 Gennaio 2017

Nell’insieme dell’Italia il 2016 è nuovamente risultato un anno tra i più caldi a scala plurisecolare, sebbene meno eccezionale rispetto al 2014 e al 2015, in quarta posizione dal 1800 a livello nazionale con un’anomalia termica media di +1,2 °C secondo l’ISAC-CNR.
Concentrando l’attenzione sul Nord, in quasi tutte le lunghe serie storiche l’anno si è collocato tra il 4° e il 6° posto, con anomalie per lo più comprese tra +0,7 e +1,5 °C.

Poco discoste dal normale le precipitazioni annue, il cui totale tuttavia maschera alcune ragguardevoli anomalie mensili e locali di segno opposto, quali le forti siccità di gennaio, di fine estate e di dicembre, quest’ultima straordinaria al Nord-Est e in alta Toscana, e i diluvi alluvionali di fine novembre al Nord-Ovest.

leggi tutto l’articolo su “NIMBUS – il più autorevole portale italiano della meteorologia e del clima

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Lo specchio di Davos

A Davos, in Svizzera, ogni anno, in gennaio, il pianeta si guarda allo specchio ed è uno specchio dorato. La novità questa volta è il presidente della Cina che ormai entra di pieno diritto tra gli invitati che sono capi di stato e miliardari, con un corteggio di consulenti, commentatori e compagnia bella. Il controcanto…

via Lo specchio di Davos — Sbilanciamoci.info

Fuochino, fuoco, fuocone!

Chiusa la prima parte della saga di Sant’Antonio, inteso come gioco di fuochi che ha dannato per due giorni mezzo paese, ecco che si riapre la seconda parte, questa volta organizzata dalla Lega di Senago. Una festa pagana atta ad evocare tempi lontani, o ben più penosi esantemi cutanei che portano lo stesso nome.

Insomma, spento un incendio se ne attiva uno nuovo e via così, ad inquinare aria e campi lasciando solo cenere ardente (e a volte qualcos’altro) sul terreno del Comune. In cambio di nulla, naturalmente.

Almeno questa volta la catasta di legna da ardere era ben più secca ed ha provocato meno fumo della precedente.

Ciò che rimane, oltre alle braci, è forse la veriticità del proverbio “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Solo che qui a Senago ne sono stati partoriti parecchi.

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Nella foto “ANSA-ontheroad”, si possono vedere gli imbelli sciabolatori leghisti atti a domare il fuoco precedentemente acceso col proverbiale propellente naturale a base di vin brulè e bagna cauda.

Cucchi: familiari Stefano arrivati a piazzale Clodio
Presidente di “A Buon Diritto” (pubblicato su L’HUFFINGTON POST).

Dopo otto lunghissimi anni, grazie al procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e al sostituto Giovanni Musarò, la ricerca della verità sulla morte di Stefano Cucchi appare possibile.

La richiesta di rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e altri reati nei confronti di cinque carabinieri dimostra, in maniera inequivocabile quali violenze e quali abusi, quali menzogne e quali falsi abbiano determinato la morte di un trentaduenne romano; e abbiano impedito per così tanto tempo indagini approfondite.

Oggi è possibile che i fatti siano infine accertati. Dal momento che siamo garantisti sempre e comunque e nei confronti di qualunque soggetto, aspettiamo l’esito del processo, ma dobbiamo registrare quello di oggi come un importantissimo passo avanti.

Le accuse, dovrebbe essere superfluo ricordarlo, non sono indirizzate contro l’Arma dei Carabinieri ma contro quei singoli appartenenti che, con comportamenti illegali, ne offendono l’onore.

Mi auguro che oggi qualcuno voglia chiedere scusa ai familiari di Stefano Cucchi e che, in particolare, a farlo sia qualche parlamentare “infingardo” che, da anni, commette il reato di vilipendio di cadavere, definendo Stefano Cucchi con i termini che gli suggerisce il proprio sordido vocabolario (“tossicodipendente, anoressico, epilettico, larva, zombie”).

I “Fuochi di Sant’Antonio” e le stolte usanze

L’Italia, si sa, è piena di imbecilli. Il nostro paese, Senago, non fa in questo alcuna eccezione.

Nasce così, probabilmente da un folto gruppo di questi rappresentanti della specie umana, la malsana idea di preparare l’anteprima dei fuochi di Sant’Antonio.O qualcosa di simile.

Usanza a dir poco obsoleta ed arcaica, ed oggi ancor più priva di significato considerando i divieti antinquinamento emanti dalla Regione Lombardia (DGR n. 2525/14 ed altre) che ne vieterebbero anche solo il semplice accennarne l’idea, il neolitico gruppo organizzatore ha ben pensato di organizzare questa anteprima ideando di utilizzare, al posto di normale legna secca da ardere, enormi quantità di sfalci freschi, tagli di siepi verdi, rami di alberi appena tagliati, e anche materiali di scarto meno nobili, depositati da un va e vieni di camioncini che hanno scaricato nel prato antistante il centro sportivo sino al giorno prima del nefasto evento.

E’ così allora che una limpida serata di fresco vento da Nord, si è trasformata in un incubo notturno per tutti gli abitanti dei quartieri posti a sud del centro sportivo, dove l’agognato falò ha potuto dare il proprio triste spettacolo.

Immense colonne di fumo si sono levate dalla zona e schiacciate dal vento freddo si sono addossate a ridosso degli edifici. L’esodo fumoso è durato sino al mattino perchè la “verdura” fresca che hanno usato ardeva a ritmi lentissimi. Le case dei quartieri, fuori e dentro, sono state invase da un odore insolito, a volte acre, che ha provocato bruciore agli occhi di molte persone ed impregnato ogni cosa col suo puzzo orripilante.

Non ultimo ieri sera, ovvero il giorno dopo il falò, nel prato giaceva ancora brace ardente che nessuno, di coloro che lo hanno organizzato, ha pensato di spegnere o di tenere a bada, ignorando ogni possibile e reale pericolo. L’epilogo è stata l’uscita di un’autobotte dei Vigili del Fuoco che ha dovuto sedare il focoso risultato.

Non mostriamo, volutamente, alcuna fotografia per non dare vanto proprio ai fautori di questo stupido gioco. Speriamo invece che questa inutile usanza riesca a perdersi almeno nel futuro e che meno imbecilli possano nascere, almeno in questo nostro minuscolo paese.