Archivi del mese: febbraio 2017

Osservatorio vasche: la grande opera fa calare il buio su Senago

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No alle piste ciclopedonali, si alla strada unica per TIR, camion, auto, biciclette e pedoni, tutti insieme con audacia ed allegria.

img_5169Data l’esasperante carenza di mezzi di trasporto pubblici, il canale scolmatore era, fino a pochi giorni fa, l’unica via di transito per chi a piedi o in bicicletta doveva andare o tornare a Senago dalla stazione di Bollate Nord, nodo nevralgico dei trasporti locali, senza rischiare di essere investito.

Un percorso protetto.

Lo era almeno fino a quando è stato chiuso ed occupato dalle ruspe e dai camion che hanno iniziato a scavare e gettare cemento sul sentiero per l’acqua che alimentarà le vasche di laminazione.

Così ora, pedoni e biciclette, dovranno percorrere l’intera via De Gasperi trovandosi fianco a fianco alle innumerevoli auto e camion che l’attraversano talvolta ad elevata velocità, rischiando talvolta la vita.

In sostanza per le piste protette e per i trasporti pubblici non ci sono finanziamenti; per realizzare le grandi opere inutili come le vasche di laminazione, invece ci sono.

Cala il buio sul futuro di Senago.

Meditate gente!

#StopCETA: ora la lotta si sposta in Italia

Mercoledì prossimo, 22 febbraio 2017, il Senato Italiano è chiamato a discutere e a votare una risoluzione sul TTIP rimasta nel cassetto per diversi mesi. Sarà il primo passo del processo di ratifica che chiederà al Parlamento italiano, nei prossimi mesi, di approvare l’accordo con il Canada. Per l’occasione, la Campagna Stop TTIP Italia, lancia […]

via #StopCETA: ora la lotta si sposta in Italia — Stop TTIP Italia

Osservatorio vasche – 1° step: “ti chiudo il canale e ci butto il cemento”

img_5278Con l’inizio dei lavori di scavo per la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago si palesano i primi disagi per i cittadini.

E’ stata infatti già chiusa l’intera tratta del canale scolmatore che conduce da via Marzabotto a via De Gasperi, passaggio obbligato per migliaia di persone che ogni giorno si recavano ad incontrare la natura offerta dal Parco delle Groane.

Nessun’altra via consente un accesso così facile al Parco.  Così ora decine di migliaia di persone si trovano orfane della libertà di godere di uno spazio comune ricreativo ed utile alla salute.

Ciclisti, escursionisti, runners, joggers, giovani, anziani, atleti, o amanti delle semplici passeggiate in mezzo alla natura, non potranno più recarsi in quella oasi preservata sino ad oggi dalla cementificazione.

Quasi 25 milioni di euro (per ora) per due anni di lavori.

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S’inizia con l’allargamento del canale le cui sponde stanno già cambiando i propri connotati. Esattamente come la Lega di Senago aveva suggerito di fare per scongiurare la realizzazione delle vasche. Invece faranno entrambe le cose, cosa di cui avevamo denunciato la possibilità.

Si proseguirà poi con la “NON PREVISTA” asfaltatura della sponda del canale (preludio per la realizzazione di una nuova strada?) per consentire il transito dei 100.000 (leggi CENTOMILA!!!!) camion che dovranno portare la terra di scavo fino alla cava di via Brodolini, dove verrà tutta lavorata e selezionata dalla ditta MOVILBETON, per la gioia degli abitanti dei quartieri limitrofi tra Senago e Bollate che si troveranno a respirare eccessi di polveri e sospensioni assai poco salubri soprattutto per i bambini e gli anziani.

Un libro che vi farà cambiare idea su ciò che accade anche a Senago: “Wu Ming 1, Un viaggio che non promettiamo breve

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 Qui potete leggere le primissime pagine: dediche, citazioni in esergo e «anteprologo».
E qui c’è l’indice, per farsi una prima idea della struttura.
Dentro il libro troverete anche una mappa a colori della Val di Susa, realizzata ad hoc, extratesto e apribile.
«Con ampiezza inusitata e controllata passione, Wu Ming 1 ha scritto un libro che resterà e che tanti dovrebbero leggere, per capire cosa davvero è accaduto nella valle e cosa certamente vi accadrà ancora di importante per tutti.»
Goffredo Fofi, «Avvenire», 02/02/2016

«Un libro che unisce, connette, mette insieme, dà a chiunque lo legga, comunque la pensasse prima di leggerlo, la possibilità di passare dall’altra parte della barricata. Se poi qualcuno, davanti a un’opera tanto ben argomentata e documentata, decide di restare in buona fede della sua idea è nel suo diritto, ma sarebbe interessante sapere come fa.»
Daniele Giglioli, «La Lettura», supplemento del Corriere della sera, 30/10/2016

«Uno straordinario libro che consegna la vicenda della Val di Susa all’epopea nazionale. E permette anche al pubblico più vasto di conoscerla nei minimi, documentatissimi, dettagli: e l’immagine che ne esce non ha a che fare con le Grandi Opere, ma con la questione della democrazia.»
Tomaso Montanari, «Il Fatto Quotidiano», 29/12/2016

«Un viaggio che non promettiamo breve mette all’opera molti degli strumenti sperimentati in questi anni dal collettivo Wu Ming. È un oggetto narrativo non identificato che tiene assieme complessità e radicalità, inchiesta e narrazione, reportage e analisi.»
Giuliano Santoro, «Il manifesto», 15/11/2016

«Un saggio che si legge come un romanzo. Onore all’autore, e anche all’editore. Il “viaggio” andrebbe proposto nelle scuole di scrittura per la qualità della parola e in quelle di giornalismo per il valore dell’inchiesta.»
Enrico Camanni su Dislivelli

«Tanto è fondamentale la resistenza contro l’Entità (il progetto Tav) per la collettività protagonista di questa storia che gronda storie, così è fondamentale il conflitto che l’autore intrattiene con un’entità mostruosa, che è il libro stesso, libro di libri, cronaca di cronache, poema e prosa, elenco e summa della lingua parlata, formidabile bordata al saggismo giornalistico. Ne risulta una sorpresa continua.»
Giuseppe Genna sul suo sito

Vasche a Senago: “SE LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE”

Questo articolo fu scritto da un militante di SinistraSenago nel 2011, quando di vasche di laminazione ne parlavano ancora in pochi, ed oggi, a distanza di quasi cinque anni, torna di drammatica attualità per la sua stretta vicinanza ad una realtà imminente che i politici attuali (ma nemmeno quelli precedenti) non hanno saputo gestire. Meditate.

 

maxresdefaultSebbene non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

PROBLEMA:
Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

DATI:
Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

SOLUZIONE:

Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
(60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

CONSIDERAZIONI

Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni (oramai 40 anni ndr), forse troppo presto per morire.

Se la matematica non è un’opinione!

Istat. Effetto Jobs Act: Renzi fa il 40% di disoccupazione giovanile

disoccupa_dic-16L’unico 40 per cento raggiunto dalle politiche di Matteo Renzi è quello della disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni. A dicembre il tasso è nuovamente balzato al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente. È il livello più alto raggiunto da giugno 2015. Quello ufficiale è tornato al 12%, in rialzo di 0,4 punti su dicembre 2015, il più alto da giugno 2015, quando era al 12,2%.

I DATI FORNITI IERI DALL’ISTAT confermano il bilancio della «Renzinomics» a quasi due mesi dalle dimissioni del rottamatore da Palazzo Chigi. La più grande distribuzione di ricchezza pubblica verso le imprese che la storia italiana ricordi – circa 20 miliardi di euro spesi in tre anni per la decontribuzione dei nuovi assunti – hanno prodotto i seguenti risultati: un boom del lavoro a termine sull’anno (+155 mila con una crescita del 6,6%) e dell’occupazione dei lavoratori over 50 (+410 mila). Nello stesso periodo l’occupazione è crollata di 149 mila unità nella fascia teoricamente più «produttiva» tra i 35 e i 49 anni e di 20 mila unità tra i 25 e i 34 anni.

L’AUMENTO DEGLI OCCUPATI pari a 242 mila unità sull’anno va dunque contestualizzato: solo 111 mila sono «permanenti», la maggioranza è precaria e rispecchia la spaccatura tra under 24 e over 50 che caratterizza il mercato del lavoro italiano. Questi dati vanno ribaditi dal momento che dal governo per bocca del ministro del lavoro Poletti (ieri a Parigi dalla collega Miriam El Khomri, autrice della legge più odiata di Francia, la Loi Travail) si continua a fare finta di nulla. A parere di Poletti, da quando esiste il renzismo ci sono «602 mila occupati in più a partire dal febbraio 2014, 440 mila dei quali sono lavoratori stabili».

L’ISTAT CONFERMA anche la forte diminuzione degli inattivi: 478 mila in meno. Questo dato è di solito considerato positivo: significa che chi non cercava lavoro nel 2016 è entrato nelle file dei disoccupati. Questo non significa che ne ha trovato uno, e infatti il tasso di disoccupazione è aumentato. Significa che l’impoverimento medio delle famiglie italiane è aumentato e ha spinto coloro che prima non cercavano lavoro, pur avendone bisogno, a cercarlo. Non è escluso che nei prossimi mesi il tasso dell’inattività tornerà a crescere, dato che sul mercato non si trova occupazione fissa e quella che esiste è sempre più precaria, in nero e voucherizzata.

È IL SEGNO DELLA STAGNAZIONE in cui si trova il mercato del lavoro dopo due anni di trattamento renziano. Il dato che conferma una simile situazione è quello del tasso di occupazione: 57,3%,invariato rispetto a novembre e in aumento di 0,7 punti su dicembre 2015. Sono aumentati i lavoratori dipendenti (+52 mila), e in particolare quelli precari, mentre prosegue il crollo delle partite Iva: meno 52 mila. Uno dei peggiori risultati a livello dell’Eurozona. È l’effetto Jobs Act che può essere considerato uno strumento per la ri-subordinazione del lavoro all’interno del perimetro sempre più ristretto e precario del poco lavoro disponibile nel nostro paese.

«L’EFFETTO STAGNAZIONE dell’economia non produce quella fiducia che spingerebbe le imprese a rischiare un’assunzione stabile – sostiene Guglielmo Loy, segretario confederale Uil – Gli incentivi ancorché ridotti non bastano. Molte imprese si affidano a lavoratori già formati, come dimostra la crescita costante degli over 50». «Più del 75% dei nuovi contratti è a tempo determinato, segno che anche quando si creano nuovi posti di lavoro questi sono fragili ed incerti» sostiene Tania Sacchetti, segretario confederale Cgil che denuncia la riduzione degli ammortizzatori sociali che seguirà la riforma Renzi: «I prossimi mesi porterà ad un incremento dei licenziamenti nelle realtà produttive più deboli». Per Corso Italia l’emergenza si affronta con investimenti e formazione per produrre «lavoro di qualità».

I DATI SULLA DISOCCUPAZIONE hanno acceso anche la polemica politica. «L’unico 40% del Pd è la disoccupazione giovanile – ha commentato il sito di Beppe Grillo – Gli occupati stabili diminuiscono con l’afflosciarsi del doping degli incentivi hanno un lavoro solo tra gli over 50, imprigionati da una folle riforma Fornero». «è il fallimento delle politiche di Renzi – sostiene Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana – La disoccupazione è un’emergenza sociale e democratica».

(da controlacrisi.org)

Giorni della merla No Tav : una due giorni di lotta.

Notizie dal cantiere “NoTAV” in Val Clarea – 29 gennaio 2017.

Si è conclusa la due giorni No Tav dei giorni della merla. Il tempo ha giocato a nostro favore, neve e freddo hanno reso la Clarea un bella ambientazione per una due giorni di lotta.

La questura colta impreparata, a causa dell’indizione a sorpresa di giovedì sera, non è riuscita a posizionare i jersey sui sentieri e ha cercato di arginare i No Tav attraverso posti di blocco massicci agli ingressi di Giaglione ieri, rinunciando questa sera a ripeterli.

Già prima della cena condivisa alle ore 19, un gruppo di No Tav ha attaccato il cantiere con fuochi d’artificio nella parte bassa del cantiere e alle ore 23 una nuova azione dall’alto. La due giorni sta proseguendo con un falò e socialità in Clarea.

Con un minimo apporto di energie, l’iniziativa organizzata dai No Tav ha obbligato la controparte ad un estenuante lavoro di turnazione sotto la neve.
Alla prossima battaglia.

Avanti No Tav!

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