Archivi del mese: aprile 2017

“SinistraSenago” continua la raccolta delle firme

Vieni a trovarci presso le nostre postazioni per firmare a sostegno della nostra lista SINISTRASENAGO e del candidato Sindaco Francesco Bilà per le prossime elezioni amministrative dell’11 giugno.

Saremo presenti sul territorio con i nostri banchetti in questi giorni:

  • sabato 29 aprile – dalle 9 alle 12 – in “piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa”
  • domenica 30 aprile – dalle 9 alle 12 – in “piazza Tricolore” a castelletto
  • lunedì 1 maggio – dalle 9 alle 12 – in “piazza del mercato” vicino al semaforo

La democrazie ti aspetta, vieni e sostieni con la tua firma SINISTRASENAGO, finalmente tutta la sinistra UNITA.

Sinistra Senago

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Senago avrà un Sindaco operaio: Francesco Bilà

Dopo la falsa propaganda del “presidente operaio” che voleva nascondere le vesti da ricco imprenditore e che ha governato questo paese per decenni, come purtroppo tutti sappiamo, SINISTRASENAGO presenta il vero Sindaco operaio: FRANCESCO BILA’, sostenuto dalla lista che unisce tutta la SINISTRA a Senago.

Un punto di vista vero, reale, di chi vive il proprio quotidiano fatto di fatica, lavoro ed impegno. Un lavoratore che conosce i problemi di chi deve far quadrare il proprio bilancio famigliare, di chi vive i disagi dei trasporti, della sanità, di chi subisce i disservizi causati da questa politica. Uno come tanti, uno di noi, un Sindaco operaio che vuole cambiare le cose.

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l’11 giugno VOTA FRANCESCO BILA’

scegli “SINISTRASENAGO”

Elezioni amministrative: SinistraSenago unisce TUTTA la SINISTRA di Senago

IMG_5479SinistraSenago è riuscita ad unire tutta la sinistra presente nel territorio di senago.

Rifondazione Comunista, Possibile, Senago Bene Comune, Partico Comunista Italiano e Sinistra Italiana si sono unite tutte sotto un unico simbolo, quello di SINISTRASENAGO e sostengono la candidatura a Sindaco di Francesco Bilà.

SinistraSenago, con i giovani, per i giovani

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Cave: il suolo che sparisce, tra arretratezza normativa e distanza enorme dai modelli virtuosi europei

caveNon è solo coperto dal cemento, in Italia il suolo letteralmente sparisce, estratto in maniera distruttiva per costruire, soprattutto grandi opere. Ne parla il Rapporto Cave 2017 di Legambiente. Eppure basta guardarsi intorno per vedere occasioni di rilancio economico rispettoso dell’ambiente

Presentato a metà febbraio (a questo link il rapporto completo), il rapporto di Legambiente descrive, come fa ormai da qualche anno, un settore delicato: un grande giro d’affari con un altrettanto grande impatto ambientale.

Numeri impressionanti

Sono toccati quasi tutti i territori: un comune su 4 in Italia ha almeno una cava. Ce ne sono 4.800 attive e 13.414 tra dismesse o abbandonate. Tra queste ultime il record è in Lombardia (quasi 3.000) eppure in questa regione l’estrazione di materiale rimane alta.
In particolare di sabbia e ghiaia dove si toccano i 19,5 milioni di mc/anno. Oltre a sabbia e ghiaia a livello nazionale si estrae calcare (22 milioni di mc/anno) argilla, gesso e anche pietre ornamentali (quasi 6 milioni di mc/anno), quest’ultime dal considerevole interesse economico, anche in termini di esportazioni. Tutto questo nonostante la produzione di cemento sia in calo.

Arretratezza normativa e scarso coordinamento

Il rapporto evidenzia come in questo settore ci sia una notevole arretratezza normativa nel nostro paese: vige ancora un regio decreto che risale ad un’epoca di costruzione che ormai non c’è più.
A questo si aggiunge uno scarso coordinamento: da 40 anni la competenza è stata trasferita alle regioni ma non tutte hanno approvato un piano cave: manca in ben 7 di queste, tra cui il Veneto, e anche nella provincia autonoma di Bolzano. I piani adottati sono diversi tra loro, soprattutto sull’importante aspetto del ripristino. Sono enormi le differenze quando si parla di canoni.

L’unico elemento che si ritrova è l’inadeguatezza degli importi di fronte alle ingenti estrazioni e ai conseguenti guadagni. Siamo nel ridicolo, per riprendere il termine usato nel rapporto, quando questi canoni non ci sono proprio come in Liguria (dove la norma del 2015 è stata bocciata dalla Corte Costituzionale), Sardegna e Basilicata.

Problemi e soluzioni

Come per il petrolio, i guadagni privati sono alti (centinaia di milioni all’anno per le pietre ornamentali) mentre i benefici per la comunità sono scarsi ed aggravati dalle problematiche derivate da questo impattante settore. Cave che degenerano in discariche come a Montichiari, colline appiattite a sud di Roma e tutto quello che è successo nella Terra dei Fuochi: nella parte finale del rapporto questi e altri esempi descrivono la distruzione del paesaggio collegata all’attività estrattiva.

Altro aspetto delicato è quello delle grandi opere. Per realizzarle si esce dall’ordinario, anche dove ci sono i piani: si estrae e si utilizza materiale vergine invece di applicare il recupero come invece prevedono i Criteri Ambientali Minimi che dovrebbero essere inseriti in tutti i capitolati. Lo spettro dell’illegalità, molto attiva in questo settore, sfiducia e non aiuta.

Cosa servirebbe invece per uno sviluppo adeguato del settore? Chiari divieti sulle aree in cui non si può in nessun caso aprire cave (aree protette, boschi, fiumi come si trova in pochi piani virtuosi come quelli di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche), Valutazione di Impatto Ambientale su tutte le estrazioni (senza limiti di estensione e quantità che favoriscono invece il proliferare di piccole cave per aggirare l’obbligo) e controlli.
Controlli sulle attività di cava da non lasciare ai comuni, come invece avviene in Abruzzo e Calabria, perchè più deboli di fronte ai forti interesse. Ma soprattutto un recupero delle aree obbligatorio e progressivo e un adeguamento dei canoni, sul modello ad esempio del Regno Unito dove si cede il 20% del prezzo di vendita. Non si tratta di opprimere il settore ma al contrario di spingerlo verso la direzione dell’economia circolare e di un nuovo tipo di sviluppo.

I modelli da seguire e la trasformazione del settore

Danimarca e Germania (quest’ultima come l’Italia produttrice di grandi quantità di rifiuto inerte pro capire) utilizzano al 90% materiale inerte di recupero. Anche altri paesi superano il 60%, la Spagna si ferma al 38%. Su un altro pianeta l’Italia, ferma al di sotto del 10% per le motivazioni sopra descritte.

Eppure l’Europa si è fatta sentire dal punto di vista normativo: con la direttiva 85/337 ha stabilito l’obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale per le nuove cave (aggirato in Italia con i già citati limiti di estensione e sulle quantità estratte), con la direttiva 21/2006 ha introdotto severe misure di trattamento e riduzione rifiuti da attività estrattiva, dal 2003 ed in particolare dal 2008 con la direttiva 98, ha posto chiari obiettivi di recupero (il 70% dei rifiuti inerti deve essere oggi riciclato). In Italia però sono solo pochi i casi virtuosi, citiamo lo Juventus Stadium considerato il gran parlare in questi giorni di costruzioni di nuovi stadi.

Dal mondo arrivano notizie di isole cancellate dai prelievi di sabbia: per alcuni questa risorsa potrebbe diventare presto il nuovo oro. In Italia è possibile disincentivare efficacemente l’attività di cava, con un’adeguata normativa e maggiori canoni. La crisi del settore, che considerati i guadagni tanto crisi non sembra, sarà superata con più attività e nuovi posti di lavoro impiegati nel settore del recupero.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

Salva il suolo, firma anche tu!

salvailsuolo-social-card02Ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento 1000 kmq di suolo fertile, un’area estesa come l’intera città di Roma.

Senza un suolo sano e vivo non c’è futuro per l’uomo. Oggi il suolo è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali.

Nonostante questo, in Europa, non esiste una legge comune che difenda il suolo. I cittadini di tutta Europa chiedono di difenderlo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi. Insieme a noi, oltre 400 associazioni chiedono all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria.

COSA CHIEDIAMO
Chiediamo che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello europeo, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

Chiediamo un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.

#People4Soil è un’Iniziativa dei Cittadini Europei sostenuta da più di 400 associazioni. Tieni pronta la tua carta di identità e clicca qui per salvare il suolo con la tua firma.

Leggi l’appello completo

 

Arrivano i mostri: “La famiglia addams si presenta alle elezioni di Senago”

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Matteo Salvini contro Silvio Berlusconi: “Nella sua famiglia Addams non ci vado. Io l’agnellino me lo mangio, anzi lo sbrano. Mi piace la carne, gnam!”. Così Matteo Salvini in un’intervista al Fatto Quotidiano. Una frase in cui ogni riferimento alla campagna pro-agnelli di Silvio Berlusconi non è affatto casuale. Già, perché l’attacco è tostissimo. Infatti il segretario della Lega Nord, quando gli ricordano che il partito è “solo come un gattino cieco”, azzanna ancora il Cavaliere: “Con la famiglia Addams – risponde – non ci vado, non mi metto in posa nel ritratto di famiglia del vecchio centrodestra, magari pure con Alfano. (Libero Quotidiano del 16 aprile).

E la smentita arriva puntuale da Senago dove la lega nord si presenterà alle elezioni amministrative proprio alleata con Forza Italia: qui, la “famiglia Addams”, come la vede appunto Salvini, sosterrà la candidata leghista.

E poi qualcuno di loro ha osato dire che i bugiardi siamo noi. Mah!

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Nella foto si vede l’accorpamento dei movimenti di destra che formano, secondo Salvini, la “Famiglia Addams” messa insieme per sostenere la candidata leghista alla carica di Sindaco per Senago.

 

 

 

Senago Bene Comune sostiene Sinistra Senago. Ecco perché

Senago Bene Comune è un’esperienza di partecipazione democratica alla politica cittadina. La lista nacque in occasione delle amministrative del 2012 ed ha proseguito il suo cammino fino ad oggi, nella coalizione Sinistra Senago. Dopo cinque anni di questo percorso, Senago Bene Comune sceglie nuovamente di entrare nell’agone elettorale del 2017 insieme a Sinistra Senago. Ecco […]

via Senago Bene Comune sostiene Sinistra Senago. Ecco perché — SENAGO BENE COMUNE