Archivi del mese: settembre 2017

Vitalone e gli affari sporchi a Senago: «È la ‘ndrangheta a far girare i soldi»

Non c’è solo il caso Seregno o quello di Peschiera. Nell’inchiesta che ha portato ai domiciliari il sindaco Mazza, spunta anche un ex consigliere e attuale assessore a Senago. Si chiama Gabriele Vitalone, suo fratello è stato arrestato per mafia

Vitalone-ko1F-U43370898204483i1F-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443

Il 7 novembre 2015 a Limbiate si celebrano i funerali di Francesco Zumbo. I carabinieri di Milano filmano tra i partecipanti l’attuale assessore di Senago Gabriele Vitalone (1). Insieme a lui anche Emilio Lamarmora (2), padre dei fratelli Giovanni e Antonino. Quest’ultimo condannato come capolocale di Limbiate

Nella fotografia insieme all’ex vicepresidente regionale Mario Mantovani, Gabriele Vitalone indossa un abito grigio e una camicia bianca con il colletto slacciato. La cravatta è troppo corta, ma il colore è quello giusto, l’azzurro di Forza Italia.

Il funerale

Gabriele Vitalone, 51 anni, oggi è assessore ai Trasporti e all’Ambiente a Senago nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco Magda Beretta, ed era presidente del Consiglio ai tempi di Franca Rossetti. In questa storia Gabriele Vitalone non è indagato, anche se viene fotografato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano al funerale di Francesco Zumbo (17 novembre 2015) insieme a una schiera di uomini della ‘ndrangheta: Demetrio Macheda, capolocale di Muggiò ai tempi dell’inchiesta «I fiori della notte di San Vito» e Emilio Lamarmore, zio di Fortunato Calabrò (che ha partecipato al summit del Falcone e Borsellino di Paderno), padre dell’ergastolano Giovanni Lamarmore, e di Antonino Lamarmora (il cognome è diverso per un errore all’anagrafe) già condannato come capolocale di Limbiate in «Infinito». Con loro c’è anche il fratello di Gabriele, Giovanni Vitalone, 64 anni, arrestato nel blitz di martedì con l’accusa di associazione mafiosa. Giovanni Vitalone è tra i partecipanti al summit di mafia del 26 febbraio 2008 al ristorante «Il Palio» di Legnano.

Il business di famiglia

I Vitalone sono sei fratelli. Figli di Vitale e Carmela Foti, emigrati da Montebello Jonico (Rc), si trasferiscono a Senago negli anni Sessanta. La loro storia la raccontano le informative dei carabinieri di Milano: «Mario Vitalone, ed in parte Antonino, gestiscono attività di ristorazione, bar e tavola calda». Si tratta del «caffé Elite» e del ristorante «La Brughiera», dove viene organizzata una cena tra alcuni affiliati ai tempi di «Infinito». «Gabriele Vitalone si occupa prevalentemente di politica e Giuseppe è titolare di un ambulatorio polispecialistico». Gli altri fratelli «Giovanni, Pasqualino e Antonino sono invece attivi prevalentemente nel campo edile». La famiglia Vitalone, come annotano gli investigatori, «s’inseriva perfettamente nel tessuto socio-economico e politico di Senago». Il motore di queste relazioni politiche sarebbe proprio Gabriele Vitalone. Nelle carte dell’inchiesta «Ignoto 23» viene raccontata la vicenda di alcune autorizzazioni da ottenere dal Comune di Senago per l’occupazione di un’area verde davanti a un bar di famiglia.

continua a leggere l’articolo sul sito del Corriere della Sera – clicca qui –

Annunci

Seregno: Salvini non scrive niente su arresto del suo amico sindaco?

Progetto-senza-titolo-873251_210x210

Salvini non scrive niente su arresto del suo amico sindaco di Seregno? Neanche una parola su facebook e nemmeno un tweet. Eppure lo conosceva bene il sindaco di Forza Italia, un altro campione della demagogia xenofoba di destra viene arrestato e indagato insieme a un’intera comitiva di amici di Salvini.

Quella di Seregno è una delle tante amministrazioni di Lega e centrodestra che da anni in Lombardia e Veneto come nel resto d’italia collezionano un numero di inchieste giudiziarie che nemmeno un clan della camorra napoletana riesce a competere. Mentre aizzano la gente contro gli immigrati continuano a farsela con i delinquenti veri.

Non se ne può più del buonismo di Salvini e della Lega che continuano con i loro voti a portare nelle istituzioni personaggi corrotti e collusi con la criminalità organizzata. Basta con questo buonismo per cui grazie alle leggi salva-ladri votate dalla Lega i politici corrotti se la cavano sempre con pochi giorni di custodia cautelare e prescrizioni brevi.

L’arresto del sindaco di Seregno ci ricorda ancora una volta che la vera emergenza italiana non è l’immigrazione ma la corruzione e l’intreccio tra politica e criminalità.

E’ ora di approvare leggi severe contro i corrotti a partire dalla confisca dei beni. Sapete quanti poveri italiani potremmo aiutare con i soldi e i beni immobili che hanno accumulato i tanti compari di Salvini?

Basta con questi politicanti che se la prendono con i mendicanti e fanno affari con i mafiosi!

(Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)

‘Ndrangheta in Lombardia: ecco I NOMI. Un arresto anche a SENAGO.

‘Ndrangheta a Cantù. Traffico internazionale di droga e corruzione. Scoperto anche un giro di estersioni violente a Cantù. Il blitz è scattato nelle prime ore dell’alba, nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Pavia e Reggio Calabria, una vasta operazione di contrasto alla ‘ndrangheta condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano.

‘Ndrangheta a Cantù e nel canturino: tutti nomi

Ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere nei confronti delle seguenti persone:

Domenico Staiti (nato ad Africo, residente a Cantù), Bruno Staiti (nato a Melito di Porto Salvo, domiciliato a Cantù), Emanuele Zuccarello (nato a Napoli, residente a Cermenate), Antonio Manno (nato Polistena, domiciliato a Cantù), Luca Di Bella (nato a Lecco, residente a Cantù), Jacopo Duzioni (nato a Como, residente a Cermenate), Valerio Torzillo (nato a Cantù, residente a Cermenate).

Gli arrestati degli altri Comuni

Fortunato Calabrò (nato Montebello Ionico, residente a Cesano Maderno), Carmelo Mallimaci (nato a Montebello Ionico, residente a Desio), Giuseppe Morabito (nato a Locri, residente ad Africo), Rocco Depretis (Portosalvo, attualmente detenuto per altra causa), Giovanni Vitalone (nato a Melito di Porto Salvo, residente a Senago), Andrea Scorso (nato a Melito di Porto Salvo, residente ad Africo).

(tratto da “il giornale di como”)

‘Ndrangheta a Seregno, cade la giunta e cade la Lega!

Ieri hanno arrestato il sindaco di Seregno. Che succede ora?

via Il Sindaco di Seregno agli arresti: cosa succede ora? — il Barbarossa

SPRAR, la sigla che fa paura (alla sindaca)

sprarSui giornali e sui social si legge spesso una sigla, SPRAR; di cosa si tratta?

E’ un Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati, in. vigore da più di dieci anni

L’Italia si è impegnata ad accogliere entro il secondo semestre del 2017 un numero pari a 1989 persone, in prevalenza cittadini siriani attualmente residenti in Libano e in minor parte cittadini eritrei residenti in Sudan. I paesi di provenienza dei 34039 beneficiari accolti nel 2016 sono stati in totale 86 con prevalenza di quelli africani e asiatici.

Sul totale delle donne accolte, ben il 40 % erano di nazionalità nigeriana, come il 25,3 % dei minori accolti.

Sul totale degli accolti 86,6 % erano uomini, il 13,3 % donne.

Nel 2016 sono state 28735 le persone accolte singolarmente (84,4 %) mentre 5307 facevano parte di un nucleo familiare (15,6 %)

Nel 2016 il 19 % degli interessati era in possesso di un diploma di scuola secondaria e il 7 % era in possesso di titolo di studio universitario.

Le strutture abitative dello SPRAR tendono a concretizzare i principi fondanti di un sistema mirato alla presa in carico di ogni singola persona e alla sua specificità: sono infatti caratterizzate dalla possibilità di ospitare ciascuna un numero contenuto di persone, oltre che dalla collocazione all’interno del centro abitato o comunque in una zona limitrofa e tendenzialmente collegate al servizio di mezzi pubblici.

Nel 2016 le abitazioni reperite sul territorio italiano e capaci di accogliere un numero limitato di persone, erano in parte di proprietà dell’ente locale e in altri casi prese in locazione, attraverso una ricerca nel mercato immobiliare privato. Gli appartamenti utilizzati sono stati 2873, destinati per il 35 % alle donne sole con figli o a famiglie.

Il primo atto della giovane sindaca di Senago è stato quello di recedere dall’accordo che il sindaco precedente aveva sottoscritto con la Prefettura. Con esso si sarebbero dovuti accogliere nel territorio senaghese circa 27 richiedenti asilo o rifugiati all’interno del progetto SPRAR, che prevede l’inserimento nel tessuto sociale di 1, fino a 3 persone ogni mille abitanti. Si trattava quindi di un numero ridotto, equivalente in pratica ad una classe scolastica. Il carico economico sarebbe stato a carico dello Stato, non del Comune; anzi, se l’Amministrazione avesse organizzato attività atte all’inserimento nel tessuto sociale di queste persone avrebbe ricevuto un sostegno economico. Ora leggiamo sui giornali che è stata emessa un’ordinanza per i proprietari che intendono mettere a disposizione i loro appartamenti sfitti: essi dovranno comunicare all’Amministrazione senaghese la sottoscrizione di contratti di locazione quindici giorni prima che essi vengano stipulati pena una sanzione amministrativa non specificata. Tra l’altro ci chiediamo se sia lecito minacciare una sanzione ma non specificarne l’ entità. Quale può essere la funzione di questa ordinanza se non quella di intimorire i proprietari e lasciare le persone richiedenti asilo o profughe quindici giorni di più in situazioni precarie? Ci chiediamo anche quale sia stato il significato e la forza del recesso dall’accordo già stipulato se ci si preoccupa dei proprietari degli appartamenti che, come nulla fosse cambiato, li metteranno a disposizione per il progetto SPRAR. Sicuramente avremo in meno i finanziamenti per i progetti che non verranno realizzati, interessanti per la Comunità intera, e forse avremo anche un maggior numero di ospiti.