Ci dimettiamo dal genere umano !!

Avrebbe detto Bertolt Brecht: “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”. Avrebbe avuto diverse ragioni anche oggi per ripetere lo stesso aforisma. Tuttavia le vicende dei nostri giorni portano a definire come eroi o eroine, persone che fanno certamente cose straordinarie, al di fuori della quotidiana normalità, ma che rispondono ad una barbarie che è qualcosa di esageratamente inverosimile. L’eroe un tempo compiva una azione straordinaria, ergendosi al di sopra di chi si limitava a fare semplicemente il proprio dovere. Oggi, il compito più difficile risiede anche nel rispondere alla retorica, spesso vincente, degli antieroi, che vanno ormai per la maggiore. Quelli che seguono i sedicenti capitani di turno nelle loro farneticazioni nazistoidi. E purtroppo qui la storia sembra destinata a ripetersi….

Nei nostri post abbiamo sempre ed insistentemente cercato di parlare ai cervelli delle persone, rifiutando la modalità per cui lo slogan urlato e la frase ad effetto, rivolta alla pancia degli italiani, potesse avere il sopravvento ed un effetto immediato e soprattutto un seguito popolare. Questa volta chi scrive vuole abbassarsi al livello, forse impossibile da raggiungere, di chi apre bocca a vanvera o digita su una tastiera il proprio rancoroso disprezzo, condito da una enorme e grassa ignoranza.

Voglio in questo senso manifestare il mio, il nostro disagio, per una odiosa umanità. L’approdo a Lampedusa dell’imbarcazione Sea Watch 3 ha tenuto banco e tiene tuttora banco, su tutti i mezzi di informazione. Il blocco militare superato dalla capitana Carola Rackete, per portare in salvo 42 persone, è davvero un atto di odierno eroismo. Lo è di fronte alla retorica della legalità inscenata da un Ministro il cui partito deve 49 milioni di euro agli italiani. Lo è di fronte ad un’altra parlamentare che ha chiesto di affondare la nave, e i cui legami ideologici sono ancora fortemente connessi a chi venne giustamente appeso a testa in giù in piazzale Loreto. Mai una mancata Norimberga di casa nostra sarebbe stata così tanto salvifica e catartica !!  Lo è di fronte a chi ogni giorno vomita insulti, titolandoli a nove colonne, su quotidiani che ricevono sovvenzioni pubbliche senza riuscire a vendere un numero della propria carta igienica nelle edicole. Lo è ancora di più di fronte a quelle miserevoli e luride creature, uomini sarebbe troppo, che si sono prodotte in irripetibili insulti l’altra notte presso il porto di Lampedusa.

Siamo al fianco di Carola Rackete in tutto e per tutto, senza se e senza ma, come si sarebbe detto  in tempi un po’ più felici per la sinistra di casa nostra.

L’informazione, dopata e pilotata da fake news, uno speronamento mai avvenuto, e da un conato di beceri e facili insulti ha portato un gruppo di sonori imbecilli a popolare il molo di Lampedusa per accogliere con soddisfazione l’arresto della capitana di Sea Watch 3.

 

Ora gli auspici di questi animali, e chiediamo scusa agli animali, come sempre avviene, qualificano gli insultanti piuttosto che gli insultati. Se le loro mamme avessero abortito, oppure se qualche problema fosse sorto durante la gravidanza delle loro genitrici, la loro mancata nascita non avrebbe tolto nulla al mondo e quando, sicuramente troppo tardi, esaleranno l’ultimo respiro, il loro inutile corpo non sarà buono nemmeno per concimare i campi.

Qualcuno tra i protagonisti del gesto ha giustificato l’ubriachezza come motore della propria inciviltà. Qualcuno, un po’ più assennato, reputa questa scusa degna della vigliaccheria che caratterizza e da sempre gli immondi fascisti di casa nostra. Quindi non abbiatene a male se parafrasando chi in modo aulico dipingeva “il sonno della ragione genera mostri” noi si debba scendere a valutazioni un pochino più terra terra. O meglio l’allegoria di Goya non sarebbe sufficiente a fare intendere a tutto tondo la situazione.

Oggi, affondando la lama nel turpiloquio più inelegante, possiamo più sgraziatamente dire che sfamare il proprio popolo con grossi bocconi di falsità, conditi dalla giusta dose di arroganza, intolleranza e xenofobica ignoranza si raggiunge il perfetto risultato di generare uomini e donne di merda, lo stesso materiale di cui Peppino Impastato considerava fosse costituita la mafia. 

A Lampedusa ne abbiamo avuto una plastica rappresentazione e ci rammarichiamo profondamente di dover forzatamente condividere con queste bestie, e con le bestie che li alimentano, l’appartenenza al medesimo genere umano.