Coronavirus, non ci sono abbastanza medici: ecco il risultato di anni di tagli alla Sanità

La mancanza di personale sanitario è un problema del nostro Paese da ben prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus. Infatti, sia nel Patto della salute che nel decreto Milleproroghe, erano state messe in atto delle misure per assumere medici, anche fino a 70 anni e con oltre 40 di servizio, e contrattare giovani specializzandi. Ora, la mancanza di medici si fa sentire soprattutto in quei reparti che in queste settimane sono messi in ginocchio dal coronavirus, come il pronto soccorso o la rianimazione.

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 Negli ospedali non mancano solo posti letto, ma anche gli stessi medici. E così l’emergenza del coronavirus punta i riflettori su quella che è una carenza di personale che si registra da ben prima dell’esplosione dei contagi. Dopo anni di tagli al Servizio sanitario nazionale, scrive questa mattina il Sole 24 Ore, ci si trova a fronteggiare l’epidemia di Sars-Cov-2 con sempre più difficoltà per i camici bianchi. E la mancanza di medici si fa sentire soprattutto proprio in quei reparti che in queste settimane sono messi in ginocchio dal coronavirus, come il pronto soccorso o la rianimazione.

Secondo Anaao Assomed, il sindacato dei medici, per questi due reparti più la medicina interna che si occupa di ricoveri mancano 7403 medici. In particolare 4180 per le urgenze, 1828 nella medicina interna e infine 1395 per anestesia, rianimazione e terapia intensiva. E 1491 camici bianchi mancano proprio nelle tre Regioni più colpite dal coronavirus, cioè Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Rispettivamente, ci sono carenze per 314, 308 e 314 medici. Per far fronte alla situazione nei giorni scorsi la Regione di Luca Zaia ha provveduto all’assunzione di 215 infermieri, mentre quella di Attilio Fontana ha parlato di 200 infermieri, 100 medici e altri 40 sanitari in arrivo dal ministero della Difesa. Nella Regione di Stefano Bonaccini si è appena concluso un periodo di assunzioni, per cui al momento non sembra esserci in vista una modifica al personale.

La mancanza di personale sanitario è un problema del nostro Paese da ben prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus. Infatti, sia nel Patto della salute che nel decreto Milleproroghe, erano state messe in atto delle misure per assumere medici, anche fino a 70 anni e con oltre 40 di servizio, e contrattare giovani specializzandi. Al diffondersi dei contagi, si è poi dato il via libera al richiamo dei medici in pensione, proprio per colmare le carenze che creano ancora più problematiche in periodi di emergenza. La proposta era inizialmente arrivata dal governatore lombardo che aveva deciso di richiamare al lavoro i medici in pensione, spiegando che allo stesso tempo gli specializzandi fossero già scesi in campo contro la diffusione del Sars-Cov-2 e che per loro ci fosse in vista un piano di assunzioni.

Annalisa Girardi