Archivio dell'autore: Carlo Avossa

Destra e Lega Nord: un patto contro natura, il declino della civiltà italiana

SENAGO BENE COMUNE

di Domenico Condito

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Nell’ultima polemica sullo Ius soli la Lega Nord si è opposta al provvedimento, levandosi strumentalmente a difesa dell’italianità. Ritengo che l’accostamento della “Lega Nord” alla “italianità” più che un ossimoro, ch’è una figura retorica con una sua dignità semantica, sia l’espressione di una cialtroneria senza ritegno. Un nonsenso che contraddice la storia stessa del Carroccio e la sua natura di forza politica che punta a dissolvere l’unità nazionale.

Con buona pace della Destra alleata con la Lega, l’obiettivo a lungo termine di questo movimento politico rimane la secessione delle regioni settentrionali del Paese, nonostante le false ritrattazioni degli ultimi anni. Il disegno di smembramento dell’unità nazionale è stato accantonato solo momentaneamente per puro calcolo strategico. In realtà, si vanno gettando le basi per creare uno Stato nello Stato, che prima o poi potrebbe cedere alla tentazione di realizzare il grande strappo.
Lo stabilisce lo Statuto della Lega…

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Una Beretta senza colpe?

SENAGO BENE COMUNE

Lo scorso 13 giugno Il Giornale ha pubblicato un articolo in cui si esalta il risultato conseguito da Magda Beretta al primo turno delle elezioni comunali di Senago, dove la candidata della Lega Nord ha raccolto il 46,5% delle preferenze. Secondo Il Giornale, la leghista avrebbe “umiliato” il sindaco uscente Fois, candidato del PD, fermatosi al 27,7%. Vengono poi esaltate le virtù taumaturgiche di Magda Beretta, improbabile eroina senaghese, a cui si attribuisce un fantomatico «Girl power», che metterebbe addirittura “paura al PD di Senago”. Sembra quasi il remake di un vecchio cartone animato giapponese, dove al posto di lame rotanti e alabarde spaziali si materializza dal nulla un nuovo e terrificante “potere rosa”. Naturalmente si tratta di un pezzo di grossolana propaganda politica, con evidente intento manipolatorio. Ma questo tipo di propaganda va presa sul serio, perché risponde sempre a un mandante le cui intenzioni non sono mai…

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INCIVILTÀ POLITICA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

SinSenago2014

Stamane sono comparse, scarabocchiate sui manifesti elettorali della destra, frasi ingiuriose rivolte alla candidata alla carica di sindaco di quello schieramento politico. Sinistra Senago condanna l’episodio.

Anche Sinistra Senago, nel corso della campagna elettorale, è stata fatta oggetto ripetutamente di insulti, ingiurie e perfino aggressioni fisiche.

Sinistra Senago ribadisce con forza che la competizione elettorale non deve essere avvelenata da episodi di inciviltà politica, ma deve svolgersi in un clima pacifico, rispettoso e soprattutto democratico.

Lutto per la morte di Gianluca Pellegrin

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Ci raccogliamo, sgomenti e con cordoglio, attorno ai parenti ed alla compagna del giovane Gianluca Pellegrin, Consigliere Comunale di Senago. Lo ricordiamo con affetto per le sue doti umane, come un protagonista dell’impegno antifascista ed in favore della legalità, nella lotta contro le mafie, nell’impegno faticoso e intenso in favore della città e per la difesa dei diritti civili.

I compagni di Sinistra Senago e gli iscritti ad ANPI Senago.

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La vasche fanno acqua

Alluvione Milano 2014

Roberto Maroni, Roberto Formigoni e Giuliano Pisapia sono indagati per disastro colposo in relazione alle tre esondazioni del fiume Seveso che colpirono Milano nel 2014.

Ai cittadini di Senago non interessano, a dir la verità, le reazioni e le ipotesi attorno a questa notizia: ai senaghesi importa, e molto, che a causa di una vicenda che si trascina da quarant’anni, a Senago verranno scavate le vasche di laminazione che dovranno contenere le acque schifose del Seveso e non risolveranno il problema delle esondazioni.

I magistrati cercheranno di capire se esistono responsabilità degli indagati; tra i politici inizierà presumibilmente lo scaricabarile delle responsabilità e già qualcuno di essi cerca di intestarsi invece la paternità delle vasche di laminazione: come si vede, l’opera dannosa e inutile delle vasche è soltanto una foglia di fico, una traballante scusa politica per poter dire “ma noi abbiamo fatto qualcosa”.

Dagli organi di stampa (Corriere della sera, 22 giugno 2016) apprendiamo che alla fine degli anni ’90 era già stato approvato il progetto di Arturo Zampaglione, professore di Idraulica ambientale del Politecnico. Il suo piano prevedeva lo scavo di un canale esterno con il quale si sarebbero prelevate le acque prima dei tratti che non riescono a contenerle, per scaricarle nel Lambro. Questo progetto avrebbe potuto evitare i disastri ripetuti a Milano senza scavare le vasche e sarebbero costati la metà. Ma non è mai stato realizzato.

Dalle stesse fonti apprendiamo che, secondo alcuni, le forti e continue piogge del mese di giugno 2016 non hanno causato allagamenti, probabilmente perché i tratti interrati del Seveso erano stati finalmente ripuliti.

E noi, a Senago, dobbiamo tenerci le vasche. Che, come scusa, fanno un po’ acqua.

Brexit: e ora, tutti contro tutti

Europa in frantumi

Il Regno Unito esce dall’Unione Europea: lo ha stabilito il referendum del 23 giugno 2016.
Ma la Gran Bretagna ne esce a pezzi: vecchi contro giovani, Inghilterra e Galles contro Scozia ed Irlanda del Nord, Londra contro Inghilterra. E si è scatenata una tempesta finanziaria e valutaria.

Hanno vinto le idee del separatismo, del populismo, del nazionalismo; questo dà ora più forza alle identiche pulsioni in Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Francia, Austria, Italia, che potrebbero risultarne dilaniate.
Sarebbe da dire che è la fine dell’Europa; ma forse l’Europa era già finita nei campi di Idomeni, nei muri ungheresi, nei naufragi del Mediterraneo, ed è tenuta insieme solo dalla moneta e dagli affari.

Hanno perso tutti quelli che hanno dato forma all’Europa attuale: un’Unione pronta a garantire libertà e diritti alle merci, ma non alle persone; un’Europa che ha imposto durissimi sacrifici alle classi subalterne dei suoi Paesi, che ha fatto strozzinaggio sulla Grecia, che ha tollerato il mancato rispetto dei diritti umani tra gli Stati aderenti.

Ma non c’è da essere allegri di fronte alla sconfitta di un’Europa così ingiusta e mercantile, perché hanno vinto coloro che intendono mettere tutti contro tutti, che pretenderanno di fare le stesse cose che faceva l’Europa, ma in proprio, in piccolo, senza rendere conto a nessuno.

La sola speranza dell’Europa sarebbe ripartire dai diritti delle persone: trovando un’anima, nell’Unione, forse i popoli del Vecchio Continente troverebbero un senso, nell’essere europei.
Altrimenti, che senso ha?

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