Online Cronache di ordinario razzismo – Quarto libro bianco sul razzismo in Italia

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Ordinario, legittimato e persino ostentato: è il razzismo dell’era 4.0. La retorica della paura, la politica strumentale, le forme di razzismo istituzionale, l’informazione scorretta, le discriminazioni e le violenze razziste popolari trovano nella rete uno spazio di incontro e di reciproca contaminazione.

I discorsi stigmatizzanti e aggressivi incoraggiano atti e comportamenti discriminatori nella vita quotidiana, ma può accadere anche il contrario: le manifestazioni di intolleranza, di xenofobia e di razzismo sono “documentate” in video, esibite e rivendicate on line. Le due donne rom chiuse in una gabbia a Follonica nel febbraio scorso, le barricate costruite per impedire l’arrivo di 12 donne e 8 bambini richiedenti asilo a Gorino nell’ottobre 2016, l’aggressione compiuta contro un richiedente asilo ad Acqui Terme il mese scorso ne costituiscono solo alcuni esempi.

Sono 1483 le discriminazioni e le violenze fisiche e verbali monitorate tra l’1 gennaio 2015 e il 31 maggio 2017 documentate in ‘Cronache di ordinario razzismo. Quarto libro bianco sul razzismo in Italia‘, presentato da Lunaria a Roma alla Camera.

Il razzismo ha ucciso molte volte. Ad esempio. Muhammad Shazad Kan, cittadino pakistano di 28 anni, è stato picchiato a morte a Roma nel quartiere di Tor Pignattara il 18 settembre 2014. Roberto Pantic nella notte tra il 21 e 22 febbraio 2015 a Calcio (BG), è stato ucciso con un colpo di pistola mentre stava dormendo nella sua roulotte. Sare Mamadou è stato ucciso da un colpo di fucile in pieno petto perché ha “osato” rubare in un campo un melone marcio, a Lucera il 21 settembre 2015. Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, è morto il 5 luglio 2016 a Fermo perché ha “osato” ribellarsi di fronte a un insulto rivolto alla sua compagna. Yusupha Susso, 21 anni, studente di origine gambiana, insultato, picchiato e colpito da uno sparo alla testa a Palermo nelle strade di Ballarò da un gruppo di uomini il 2 aprile 2016, si è invece salvato. Aveva “osato” protestare contro due giovani in scooter che avevano rischiato di investirlo. La stampa mainstream si affrettò a liquidare l’aggressione razzista subita come una semplice “rissa”.

Il razzismo attraversa il mondo dell’informazione: talvolta in modo esplicito, più spesso omettendo le notizie scomode o lanciando campagne stigmatizzanti. Gli sbarchi di migranti nell’Italia meridionale, la crisi umanitaria in Grecia e lungo la cosiddetta Rotta Balcanica, le indagini giudiziarie sulla gestione dei centri di accoglienza, hanno prestato il fianco al rilancio di una criminalizzazione generalizzata e stigmatizzante dei migranti, dei profughi e dei cittadini stranieri di paesi terzi stabilmente residenti in Italia, con un particolare accanimento contro i cittadini di fede musulmana, in coincidenza con i numerosi attentati che hanno colpito purtroppo l’Europa.

Molti i casi ricordati nel rapporto: dalle prime pagine che hanno invitato a “cacciare l’Islam”, al lessico che ha sostituito la parola “clandestini” con quella apparentemente più neutra di “migranti”, alla distratta dimenticanza della morte di Faye Dame nell’Hotel di Rigopiano, poi rigorosamente ricordato come “incensurato”, alla riscoperta delle “percezioni” di insicurezza di un non meglio definito “senso comune”, al recupero delle più “tradizionali” stigmatizzazioni: immigrato=criminale=terrorista=untore=stupratore.

La novità, rispetto al passato, è la delegittimazione operata nei confronti della società civile solidale: da quella che accoglie i richiedenti asilo nelle nostre città alle Ong che prestano operazioni di soccorso in mare sino ad arrivare a coloro che offrono solidarietà vicino alle frontiere. Tra le omissioni più eclatanti vi è invece l’omicidio di Mohamed Habassi, perpetrato a Parma nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2016. Tra gli incidenti imprevisti una trasmissione di grande audience in cui i rom sono stati definiti da un ospite in studio la “feccia della società”.

Le responsabilità delle istituzioni e della politica
Alle radici del rigurgito di razzismo che, soprattutto dagli inizi del 2016 è tornato ad attraversare il nostro paese, vi è secondo Lunaria una precisa responsabilità della politica che, come già è avvenuto in passato, ha riesumato l’antica ricetta sicuritaria con politiche migratorie e sull’asilo sempre più restrittive: le due leggi Orlando-Minniti approvate lo scorso aprile, ma ancora prima la scelta di fermare l’operazione Mare Nostrum, e, dopo, la torsione della cooperazione internazionale alla volontà di impedire ai migranti di arrivare a tutti i costi.

A nuocere è anche la propaganda politica: quella dei partiti che cavalcano la rabbia popolare e quella istituzionale, che agita lo spettro della paura per giustificare la propria incapacità di fornire risposte credibili e di lungo respiro alla crisi economica, sociale e culturale che attraversa ancora l’Italia e l’Europa e che sacrifica a meri calcoli politici l’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza.

Auspici e speranze
Il Senato ha ancora la possibilità di approvare definitivamente la riforma della legge sulla cittadinanza, attesa da almeno un milione di giovani di origine straniera nati o cresciuti nel nostro paese.

Il Governo è ancora in tempo a rivedere gli accordi con Paesi terzi che non sono in grado di garantire il diritto di asilo.

Singoli e organizzazioni sociali possono praticare dal basso la solidarietà, l’accoglienza e l’inclusione sociale. Succede già in molti luoghi, nel Libro bianco ricordiamo molte di queste esperienze: ed è proprio questa la luce in fondo al tunnel che consente di sperare che combattere il razzismo sia ancora possibile.

Il Libro bianco è un lavoro collettivo svolto per Lunaria da Paola Andrisani, Sergio Bontempelli, Serena Chiodo, Anna Dotti, Giuseppe Faso, Grazia Naletto, Annamaria Rivera.

(Articolo tratto dal sito www.sbilanciamoci.org)

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‘Ndrangheta a Senago: i 5 stelle (dopo consultazione coi meetup) si esprimono in modo deciso in consiglio comunale

E’ arrivata fino in Consiglio Comunale l’indignazione del meetup a cinquestelle a proposito dei fatti di inflitrazione della ‘ndrangheta nel tessuto socio politico di Senago.

Nella foto (ANSA-FIVE-STARS), i due consiglieri 5 stelle e il portavoce-amministratore-delegato di Senago che esprimono con forza la propria indignazione sulla presenza della ‘ndrangheta vicino alle istituzioni; “Una posizione forte e decisa”, afferma l’ex candidato sindaco del Partito politico di Grillo.

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Euforica la giovane sindaca di Paese (o di Pase?): “Ringrazio alcune minoranze come il movimento 5 stelle – ha espresso Magda Beretta – che non hanno fatto sciacallaggio sulle notizie e che mi hanno sostenuta.” E aggiunge: “Hanno avuto un atteggimento consono alla situzione” (il Notiziario, 6 ottobre 2017 pagina 58).

Nella foto (ANSIA-ADDAMS), la giovane sindaca leghista che esprime la sua massima felicità per l’atteggimento dei tre illustri five-stars totalmente allineati e piegati sulla sua posizione di regime.

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Ordinanza di sicurezza urbana: un esempio di carità cristiana, vietare l’elemosina e tenersi la ‘ndrangheta, devota a tanti santi e madonne.

Finalmente c’è chi preoccupa della nostra sicurezza: ce n’era bisogno, in questo paese infiltrato dalla ‘ndrangheta. Ecco l’ordinanza della sindaca Leghista:

§

(dal sito ufficiale del Comune di Senago)

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(noi ti vediamo e ti curiamo – noi siamo la tua sicurezza – affidati a noi – noi siamo i tuoi redentori – noi siamo i tuoi nuovi padroni)

Il Sindaco ha emesso un’ordinanza di divieto di attività di  richiesta di elemosina, di accattonaggio e bivacco in spazi pubblici, nonchè di disseminazione di rifiuti e di espletamento di bisogni fisiologici all’aperto, a difesa del decoro e della vivibilità urbana.

Quanto sopra, a seguito della rilevazione reiterata, sul territorio comunale, di soggetti che richiedono denaro talvolta in forma invasiva o molesta e di raggruppamenti di persone che, stazionando nelle piazze e parchi pubblici, importunano i passanti, generando percezione di insicurezza e mettendo in atto comportamenti contrari al decoro e alla pubblica decenza.

Amen.

 

Il PCI sostiene Sinistra Senago e Francesco Bilà

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Il Partito Comunista Italiano (PCI) sostiene attivamente e fin dall’inizio l’esperienza di Sinistra Senago, anzi la ritiene tuttora uno dei migliori esempi di come si possano riunire diverse anime della sinistra e aree progressiste sane della società. Il lavoro fatto in questi anni assieme ha dato grandi frutti, sia a Senago, sia come esperienza più generale ed impegnativa per il futuro.

Con l’esperienza di cinque anni insieme e la fiducia sulle potenzialità del movimento, Sinistra Senago ha deciso di presentarsi alle prossime elezioni amministrative per poter contribuire attivamente anche dalle Istituzioni al miglioramento della vita dei cittadini e cittadine di Senago e al controllo delle decisioni di altri.

A Senago le prossime elezioni locali sono importantissime. I senaghesi che hanno visto nel 2009 vincere il centro-destra,  poi la sua disintegrazione per liti feroci interne ed il disastro cittadino conseguente, con l’arrivo di un Commissario che tutto ha fatto meno governare la città; successivamente hanno eletto una amministrazione a guida PD, ed hanno assistito forse sbigottiti a 5 anni in cui il sindaco è stato per molto tempo in stallo dietro attacchi incrociati dei suoi, al punto che anche l’ultima amministrazione ha avuto un turn-over elevatissimo di assessori e consiglieri comunali, ed ha fallito molti dei suoi obiettivi e propositi iniziali (pur noi riconoscendo che alcuni punti importanti sono stati mantenuti, specie nel sociale ma crediamo per merito più degli alleati del PD). Insomma: le ultime due amministrazioni (centro destra e poi PD con altri) hanno dimostrato incapacità di governare e perfino di stare assieme. Ricordiamoci poi come il PD è degenerato a livello nazionale negli ultimi anni, arrivando a proporre politiche fallimentari di destra (“Job Acts”, “Buona Scuola”, Art. 18, modifiche costituzionali,…), diventando a tutti gli effetti ormai un partito che dialoga più con le destre che con l’area della sinistra. Ricordiamoci anche che le vasche di laminazione, ormai imposte a Senago, hanno avuto due mandanti la Lega (era di un assessore regionale leghista la firma che diede il via a tutto) e il PD (che non voleva perdere i voti del quartiere Niguarda a Milano e più oltre contraddisse i suoi iscritti a Senago): possono i cittadini senaghesi fidarsi ancora di loro?

Alle prossime elezioni si presenteranno ancora gli stessi che hanno governato, alternandosi, dal 2009, poi ci sarà il partito dei 5 stelle, senza nessuna idea di fondo della società che vogliono: chiedetegli le loro idee sul lavoro, sulla scuola, sull’economia e non sapranno cosa dire o diranno cose molto diverse tra loro: i 5 stelle hanno avuto anche l’occasione per entrare nel CdA della MultiServizi, importante azienda comunale, ma nessuno di loro ha risposto al bando pubblico: bel comportamento per chi vuole governare la città….
L’unica vera alternativa è Sinistra Senago, l’unica visione di società nuova e differente, per il bene di tutte e tutti, è in Sinistra Senago. L’unico esempio di continuità di un movimento che raccoglie diversi partiti e liste locali, lavorando insieme da anni e non per scopi elettoralistici, è Sinistra Senago; l’unica speranza attuabile e sostenibile per la nostra città è un’amministrazione a guida Sinistra Senago o, come minimo, una sua forte presenza nelle Istituzioni. L’unico candidato sindaco che è sostenuto da forze coese da tempo, con forti valori assolutamente coerenti, armonici, condivisi, applicabili, alternativi ed organici in una visione innovativa ed alternativa della società, locale come nazionale, è Francesco Bilà, candidato sindaco di Sinistra Senago.

Sinistra Senago e Francesco Bilà possono essere veramente una soluzione per gli attuali e futuri problemi della città!

Per quanto riguarda in particolare il PCI, anche all’interno di percorsi unitari di successo come SinistraSenago noi riteniamo sia coretto portare e mantenere viva l’esperienza, la storia e le capacità che il movimento comunista ha saputo affermare in Italia fin dalla sua nascita nel 1921 e fino ai primi anni ’90, quanto venne assassinato da Ochetto. Molti dicono che il comunismo è di un mondo passato, senza accorgersi che è invece il mondo attuale che sta regredendo, ed in Italia ancor peggio che da altre parti: si perdono i diritti, aumenta il divario sociale ed economico tra classi, il mondo del welfare sta crollando, il mondo del lavoro sta regredendo a livelli inimmaginabili solo dieci anni fa, si rivedono dilaganti spinte xenofobe, neofasciste e razziste, l’antipolitica rende difficile impegnarsi per la comunità in cui pur si vive.

Noi vogliamo riprendere il percorso interrotto con la dissoluzione del PCI nel ‘91, per ridare una speranza a chi si identifica ancora con la storia di chi lotta contro le motivazioni delle ingiustizie e non solo contro i loro effetti, a chi cerca una casa comunista, a chi vuole cambiare in meglio lo stato delle cose esistenti.

Ma cerchiamo questi obiettivi in spirito unitario e di forte collaborazione attiva con altre forze dell’area della sinistra, in spirito non egemonico, competitivo o prevaricatore. Il movimento Sinistra Senago, con tutte le sue attuali componenti, si è dimostrato essere una ottima risposta locale all’esigenza di questo percorso ed una risorsa per l’intera città.

Presidio antifascista: sabato 14 gennaio ore 16 – Pia

MEMORIA ANTIFASCISTA, IL COMITATO LOMBARDO ANTIFASCISTA E L’ANPI INSIEME SABATO IN PIAZZA FONTANA CONTRO LA MANIFESTAZIONE DI FORZA NUOVA Memoria antifascista e il Comitato lombardo antifascista convergeranno unitariamente con l’Anpi e il Comitato unitario antifascista, nel presidio che si terrà sabato in piazza Fontana, a partire dalle 16, contro la manifestazione nazionale di Forza nuova […]

via PRESIDIO ANTIFASCISTA UNITARIO IN PIAZZA FONTANA, MILANO, 14 GENNAIO, ORE 16 — ANPI Senago

Impedire la sfilata di Forza Nuova

CONTRO IL CORTEO NAZIONALE A MILANO INDETTO DAI “NAZIFASCISTI” DI FORZA NUOVA PER SABATO 14 GENNAIO, MEMORIA ANTIFASCISTA E IL COMITATO LOMBARDO ANTIFASCISTA FANNO APPELLO AL SINDACO DI MILANO NELLA LOCANDINA DI INDIZIONE APERTA APOLOGIA DEL FASCISMO È stato ufficialmente preannunciato un corteo nazionale di Forza Nuova nel centro di Milano per sabato 14 gennaio alle 17.30. Nella locandina […]

via IMPEDIRE LA SFILATA DI “FORZA NUOVA”-Un appello di Memoria Antifascista e Comitato Lombardo Antifascista- — ANPI Senago

QUANDO LA COERENZA E’ UN ACCESSORIO

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Dopo le numerose campagne sulla legalità, improvvisamente la Lega Nord di Senago si è scoperta paladina della democrazia e moralità.

Probabilmente dei temi nuovi per i suddetti visto l’accostamento delle due materie, ma che nel Consiglio Comunale del 27 ottobre hanno sostenuto con vigore e caparbietà.

Ma andiamo con ordine; durante la seduta il consigliere di Sel si è fatto portavoce di una lettera aperta inviata alla maggioranza e firmata dall’Anpi di Senago e da Sinistra Senago, in cui si denunciava la presenza sul territorio di Forza Nuova, una formazione di ispirazione fascista e razzista, e si chiedeva in base a una mozione antifascista approvata dalla maggioranza nel dicembre scorso, che fosse vietata la loro agibilità sul nostro territorio.

Alla risposta del sindaco dell’impossibilità (purtroppo) di procedere legalmente contro questa formazione la Lega Nord e Vivere Senago si dichiaravano soddisfatti e contenti che l’esito di quella mozione oltre che inutile fosse apertamente antidemocratica e illegale, in quanto FN è un partito che si è presentato alle elezioni politiche.

Dopodiché in fine serata i signori consiglieri della Lega Nord presentavano un ordine del giorno che chiedeva la condanna o una presa di distanza del consiglio comunale nei confronti di una consigliere PD perché…. perchè aveva mangiato la marmellata mentre c’è una parte del mondo che muore di fame, ovverosia aveva richiesto il rimborso delle spese di trasferta per esercitare il suo lavoro, come previsto per tutti i politici di questo paese compreso quelli della Lega Nord.

Alla faccia della coerenza, mentre i “legali” FN possono tranquillamente esercitare la propria propaganda. La consigliere è da metter alla gogna perché esercita un proprio diritto, ma moralmente e da condannare.

Ma forse i nostri consiglieri della Lega Nord ogni tanto escono dal mondo Italia ed entrano nel loro mondo padano extracomunitario dell’isola che non c’è

Forse i consiglieri della Lega Nord e di Vivere Senago non sanno o non interessa sapere che se sono seduti su quei scranni e possono parlare apertamente e grazie alla Costituzione Italiana nata dalla resistenza, e che un uomo di grande spessore politico (non come questi minuscoli pseudo-politici di oggi) quale era Sandro Pertini ha detto che il fascismo non è un’idea politica ma un crimine.

E la nostra Costituzione è antifascista e come tale non è accettabile che democrazia e libertà possano essere lasciati a chi sostiene linguaggi e manifestazioni che invece le hanno soppresse

E se nel corso degli anni qualche governo compiacente ha lasciato spazio e “istituzionalizzato” organizzazioni come FN ciò non toglie che essa sia espressione di fascismo e razzismo e come tale va contrastata.

Finita la morale resta il fatto che sarebbe meglio che i signori nostrani della Lega Nord in materia di democrazia e morale forse dovrebbero guardarsi nel proprio orticello.

Ma ormai sembra che la politica sia ridotta come diceva un tale più di duemila anni fa, di guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino e non vedere nel proprio la trave.