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COMUNICATO STAMPA DI SINISTRA SENAGO

Sinistra Senago ringrazia le cittadine ed i cittadini che hanno accordato la propria fiducia alla nostra lista e hanno creduto nel nostro programma e nella persona di Francesco Bilà come simboli di un forte cambiamento e per una vera inversione di rotta al governo della città.

Sinistra Senago ha rappresentato e vuole continuare a perseguire un progetto per una vera alternativa di governo fortemente collocato a sinistra della nostra città. Vogliamo ringraziare soprattutto Francesco per il coraggio e lo spirito di sacrificio mostrati in questa campagna elettorale. Non era facile e la generosità di Francesco è stato un elemento indissolubile della ventata di  freschezza che ha caratterizzato anche la campagna elettorale del nostro comune. Sicuramente il risultato elettorale (307 voti pari al 3,82%) non ci vede soddisfatti ed entusiasti.

Nelle elezioni amministrative il primo dato su cui vogliamo soffermarci è l’astensione: un senaghese su due non ha partecipato al voto !
Questo dato desta ancora più attenzione e sorpresa proprio perché si trattava  di elezioni comunali; si votava per l’elezione dell’ente più vicino alla cittadinanza.

Purtroppo le nostre posizioni non entreranno nel consiglio comunale di Senago, ma faremo in modo, che anche dall’esterno, non manchi mai lo stimolo di una sinistra unita che vuole mettere in gioco tutte le proprie idee a favore di una città in un momento politico ed economico delicato come quello che stiamo vivendo.

Non siamo una lista civica e quindi non pensiamo di abdicare al nostro progetto politico ed al nostro ruolo, semplicemente per un risultato elettorale avverso e negativo. Pensiamo invece che, oggi più che mai, vi siano ampie condizioni perché una coalizione della sinistra unita si ritrovi a Senago,
come in tutta Italia, a percorrere una strada che porti al miglioramento delle condizioni di vita degli italiani.

Siamo gli stessi che oggi si trovano in piazza a protestare per la reintroduzione dei voucher, che hanno partecipato alla campagna referendaria per l’acqua pubblica, che continuano a difendere l’articolo 18 cancellato con il Jobs Act, che hanno contestato la cosiddetta “buona scuola”, che si sono opposti alla riforma elettorale Italicum e infine che si sono battuti contro la riforma costituzionale che il 4 dicembre è stata sonoramente bocciata dal corpo elettorale del paese.

Il risultato dell’11 giugno vede andare al ballottaggio il sindaco uscente Lucio Fois e la candidata della coalizione di centro destra e della Lega Nord Magda Beretta con un netto vantaggio di quest’ultima. Pensiamo che vi siano chiare ed evidenti responsabilità per questo risultato che ha mostrato un forte malessere nella cittadinanza e che non è stato intercettato.

Riteniamo che il 25 giugno si debba operare una scelta che salvaguardi la democrazia e la partecipazione a Senago.

Sappiamo che l’attuale coalizione di centro-destra si è già trovata nel 2009 alla guida dell’amministrazione di Senago. Le cittadine ed i cittadini ricorderanno sicuramente la breve stagione tra il 2009 ed il 2011 con le destre ad amministrare la città ed i loro continui litigi interni; un’esperienza che condusse al commissariamento cittadino proprio nella fase in cui si prendevano ancora decisioni rilevanti relativamente alla realizzazione delle vasche di laminazione.

Crediamo che con questo centrodestra al governo della città si potranno rivivere momenti bui già affrontati dalle senaghesi e dai senaghesi e che il Comune non avrà una guida solida e duratura. Infine l’attuale configurazione del centro-destra guidato da Lega Nord e da Beretta contiene al proprio interno espressioni e rappresentanti di una destra pericolosa ed eversiva collegata con ambienti neofascisti che non vorremmo mai potessero occupare le istituzioni della città.

Per tutte queste ragioni riteniamo prioritario ed indispensabile partecipare al voto di ballottaggio il prossimo 25 giugno.

Comunicato stampa di Sinistra Senago del 12 Aprile 2017

 

Nel quadro di una sinistra da anni unita e solidale, Sinistra Senago, nata nel 2012, si arricchisce da oggi del contributo fondamentale di una giovane forza di sinistra che aderisce e parteciperà con tutti gli altri soggetti già presenti da tempo (Possibile, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Senago Bene Comune) facendosi portatrice di sensibilità ed impegno politico e militante per il bene della citta di Senago. Sinistra Italiana partecipa e contribuisce così all’idea ed al progetto di Sinistra Senago, per una città amministrata in modo solidale, partecipato e con uno sguardo sempre attento alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente. La sensibilità delle compagne e dei compagni di Sinistra Italiana darà ulteriore linfa e sarà un elemento di arricchimento costruttivo del progetto di Sinistra Senago che, a questo punto, può dirsi sempre di più un movimento plurale, democratico, progressista e unitario, per un’alternativa a sinistra.

Sinistra Senago indica, sostiene ed invita a votare Francesco Bilà quale candidato sindaco per le imminenti elezioni comunali del prossimo 11 giugno.

 

QUANDO LA COERENZA E’ UN ACCESSORIO

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Dopo le numerose campagne sulla legalità, improvvisamente la Lega Nord di Senago si è scoperta paladina della democrazia e moralità.

Probabilmente dei temi nuovi per i suddetti visto l’accostamento delle due materie, ma che nel Consiglio Comunale del 27 ottobre hanno sostenuto con vigore e caparbietà.

Ma andiamo con ordine; durante la seduta il consigliere di Sel si è fatto portavoce di una lettera aperta inviata alla maggioranza e firmata dall’Anpi di Senago e da Sinistra Senago, in cui si denunciava la presenza sul territorio di Forza Nuova, una formazione di ispirazione fascista e razzista, e si chiedeva in base a una mozione antifascista approvata dalla maggioranza nel dicembre scorso, che fosse vietata la loro agibilità sul nostro territorio.

Alla risposta del sindaco dell’impossibilità (purtroppo) di procedere legalmente contro questa formazione la Lega Nord e Vivere Senago si dichiaravano soddisfatti e contenti che l’esito di quella mozione oltre che inutile fosse apertamente antidemocratica e illegale, in quanto FN è un partito che si è presentato alle elezioni politiche.

Dopodiché in fine serata i signori consiglieri della Lega Nord presentavano un ordine del giorno che chiedeva la condanna o una presa di distanza del consiglio comunale nei confronti di una consigliere PD perché…. perchè aveva mangiato la marmellata mentre c’è una parte del mondo che muore di fame, ovverosia aveva richiesto il rimborso delle spese di trasferta per esercitare il suo lavoro, come previsto per tutti i politici di questo paese compreso quelli della Lega Nord.

Alla faccia della coerenza, mentre i “legali” FN possono tranquillamente esercitare la propria propaganda. La consigliere è da metter alla gogna perché esercita un proprio diritto, ma moralmente e da condannare.

Ma forse i nostri consiglieri della Lega Nord ogni tanto escono dal mondo Italia ed entrano nel loro mondo padano extracomunitario dell’isola che non c’è

Forse i consiglieri della Lega Nord e di Vivere Senago non sanno o non interessa sapere che se sono seduti su quei scranni e possono parlare apertamente e grazie alla Costituzione Italiana nata dalla resistenza, e che un uomo di grande spessore politico (non come questi minuscoli pseudo-politici di oggi) quale era Sandro Pertini ha detto che il fascismo non è un’idea politica ma un crimine.

E la nostra Costituzione è antifascista e come tale non è accettabile che democrazia e libertà possano essere lasciati a chi sostiene linguaggi e manifestazioni che invece le hanno soppresse

E se nel corso degli anni qualche governo compiacente ha lasciato spazio e “istituzionalizzato” organizzazioni come FN ciò non toglie che essa sia espressione di fascismo e razzismo e come tale va contrastata.

Finita la morale resta il fatto che sarebbe meglio che i signori nostrani della Lega Nord in materia di democrazia e morale forse dovrebbero guardarsi nel proprio orticello.

Ma ormai sembra che la politica sia ridotta come diceva un tale più di duemila anni fa, di guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino e non vedere nel proprio la trave.

I FASCISTI DI NUOVO A SENAGO LETTERA APERTA ALLA MAGGIORANZA DI GOVERNO

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Il 16 ottobre 2016 un drappello di militanti dell’organizzazione di estrema destra “Forza Nuova” ha montato un gazebo nel centro di Senago ed ha potuto fare propaganda delle proprie idee.
Non è la prima volta.
Le idee di questa organizzazione, fondata da personaggi condannati per banda armata e associazione sovversiva (fonte: Wikipedia) propagano odio contro immigrati, omosessuali, zingari, scegliendo i propri bersagli proprio tra le vittime che i nazisti vollero nei lager e nelle camere a gas.
Basterebbe già solo questo per impedir loro di diffondere il distruttivo messaggio di odio ed intolleranza.
Basterebbe il ricordo delle conseguenze che la diffusione delle idee di questo tipo portò nel mondo.
Basterebbe l’applicazione delle leggi esistenti (Scelba, Mancino).

Ma di più, la maggioranza di governo di Senago si impegnò, con una Mozione approvata dal Consiglio Comunale il 21 dicembre 2015, a togliere agibilità politica a chi si richiama alle idee del defunto regime fascista.
La mozione votata da SEL, IpS e PD impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale ad “escludere qualunque tipo di propaganda o manifestazione sul territorio comunale di organizzazioni o altri soggetti che si ispirino al nazifascismo” e “ad istituire meccanismo di intervento che consentano di negare e/o ritirare il rilascio dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico ad associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”.
Erano solo vane parole?
Perché non si impedisce a Forza Nuova di fare propaganda a Senago?
Qualcuno sostiene che non lo si può impedire perché a Forza Nuova venne concesso di presentarsi alle elezioni politiche ed europee, fin dal 2001.

Eppure il presidente Pertini ebbe a dire che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine.
La concessione di spazio politico elettorale ad un’organizzazione del genere fu un gesto esecrabile, in contrasto con la Costituzione (XII Disposizione finale), che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.
Il fatto che i Ministeri degli Interni del passato, tutti con… trazione a destra, abbiano voluto sfregiare la Costituzione in questo modo richiede un ravvedimento democratico ed antifascista.

La mozione antifascista senaghese, simile a quella approvata in molti Comuni vicini, rappresentava un passo in questa direzione.
La concessione bonaria o corriva di spazio politico all’estrema destra sta facendo dell’Italia, e precisamente della Lombardia, il territorio europeo dove si concentrano le manifestazioni dei più pericolosi estremisti e terroristi europei, che possono fare in Italia ciò che viene loro negato nei loro stessi Paesi.

Forse lo stravolgimento della Costituzione proposto dall’imminente referendum costituzionale prelude proprio all’abbandono dei valori fondativi di essa e della nostra Repubblica. L’antifascismo fa parte di essi.

SEL, IpS e PD facciano seguire i fatti alle parole della mozione che essi stessi votarono.
Non permettano mai più altre offese alla coscienza antifascista senaghese ed ai suoi morti per la libertà Mantica e Lattuada, la cui memoria va onorata e non vilipesa.
Lo spazio pubblico a Forza Nuova, d’ora in poi, va negato.

ANPI Senago Sinistra Senago

La Caporetto politica del Comune (e del PD) di Senago

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Nella foto (ANSA-SCAGN) la situazione in cui si trova ora la giunta di Senago

Pare che a Senago non vi sia alcun bisogno delle infiltrazioni mafiose per commissariare il Comune, bastano e avanzano i partiti di centrodestra, ieri con la Rossetti e quasi sicuramente oggi con Fois del centrosinistra.

E’ notevole la capacità di auto commissariare il nostro Comune!

Non si può inoltre ignorare il comportamento di certi consiglieri comunali, definibili con il nomignolo di “democratici per caso”, che, con la loro deliberata assenza in Consiglio Comunale, stanno dimostrando totale irresponsabilità e menefreghismo verso il governo della cosa pubblica.

Essi appaiono attenti più ai giochi di palazzo ed agli interessi particolari che al bene comune: questo dimostra che non rispettano gli stessi cittadini che purtroppo li hanno votati.

E’ intollerabile il comportamento non solo di questi consiglieri, ma anche del partito in cui militano, in un momento in cui la pesante crisi economica peggiora sempre più la qualità della vita di lavoratori, pensionati, giovani, famiglie.

Se continuerà l’atteggiamento irresponsabile di questi consiglieri, la conseguenza sarà la caduta di un’Amministrazione che ha espresso un chiaro NO alle vasche di laminazione a Senago.

E se l’Amministrazione cadrà, sarà più forte e più efficace la spinta di chi, come Regione Lombardia e Comune di Milano, vuole assolutamente scavare le vasche, anche a costo di ledere l’autonomia e la sovranità del governo cittadino senaghese.

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Breve cronistoria delle “Caporetto politiche” del Comune (e del PD) di Senago:

2005 – Ad un anno di nascita dalla giunta Chiesa, la coalizione di centrosinistra, uscita vincitrice al ballottaggio contro il centrodestra allora guidato dalla candidata Nava, subisce il ricatto da parte dei DS che sentendosi sottorappresentati lamentano una maggiore presenza tra gli assessori. Chiesa responsabilmente, per non lasciare cadere l’esperienza di governo dopo un solo anno, e per rispetto dei cittadini non apre una crisi ed accontenta gli appetiti degli allora diessini, progenitori dell’attuale PD.

2009 – Sul finire della legislatura il PD, nato dalle ceneri dei DS appena due anni prima, pone la sfiducia a Chiesa sancendo la fine dell’esperienza di quel centrosinistra e generando gli scossoni finali in una coalizione che negli anni ha subito e dovuto un po’ accettare le bizze dei “democratici”

2009 – Alle elezioni che ne seguono, il PD corre da solo, rifiutando di entrare in coalizione con i vecchi alleati (IpS, Democratici Senago, PRC, IdV e PdCI), ed è guidato da Pepe, lo stesso che ora sta affossando l’attuale amministrazione (col PD) in combutta con la Lega

2009 – In occasione del ballottaggio tra Chiesa e Rossetti del centrodestra, il PD, escluso dallo stesso ballottaggio essendo risultato ultimo al primo turno delle elezioni comunali, dirotta alcuni voti, poi rivelatisi decisivi, su Rossetti determinandone la vittoria al ballottaggio e sentenziando così la nascita del primo governo di centrodestra della città di Senago dal dopoguerra. Gli applausi dei rappresentanti PD in aula consiliare all’insediamento della nuova giunta sono più che una firma su una pagina tristemente storica.

2012 – Il PD rientra nella coalizione di centrosinistra, ma chiede che la parte più estrema, i soliti “litigiosi” comunisti (detto da chi, come il PD, per tre volte direttamente affossa una maggioranza di centro-sinistra!) ne vengano esclusi,trovando solide alleanze per questo fine con Insieme per Senago, che spinge per una coalizione più centrista. Del resto, secondo lor signori, la scarsa cultura di governo della sinistra senaghese era da tempo nota. Peccato che per bocca dello stesso sindaco uscente Chiesa non vi fossero rimproveri da muovere alla sinistra della coalizione che aveva e ha sempre sostenuto con lealtà la giunta.

2012 Il rientro del PD in coalizione prevede il passaggio attraverso il sacro lavacro delle primarie. Lo svolgimento di elezioni primarie vede protagonisti Micaela Curcio per il PD e Lucio Fois sostenuto da SEL e Insieme per Senago. Le primarie vengono vinte da Fois e questo è già forse la fine dell’idillio della nuova coalizione di centrosinistra.

2014 – Dopo due anni di scossoni e di piccoli e grandi terremoti, dopo il licenziamento di due assessori in diretta streaming, dopo la latitanza di due consiglieri che tengono in ostaggio la maggioranza che non è più tale, a seguito delle dimissioni di Chiesa ed al termine di una stagione politica in cui il dissesto finanzairio è sotto gi occhi di tutti, nonostante il passaggio di Fois da SEL a PD, la desertificazione di un consiglio comunale che non può più nemmeno riunirsi fa saltare anticipatamente anche il centrosinistra che non chiude la legislatura e consegna ad un nuovo commissario la gestione del comune.

E se nel 2015 vi fossero nuove elezioni, consigliamo a chiunque volesse allearsi con il PD di controllare chi saranno i candidati in lista per quel partito, perchè l’affidabilità di quel gruppo è pari a quella di Alì Babà e del suo 40% circa

Senago: la giunta appesa ad un filo (di seta) e per Renzo è la quarta fumata nera

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Fase finale della terza fumata nera in consiglio comunale. Si noti la mancanza dei due dissidenti del PD, Pepe e Batticciotto, tra i banchi della maggioranza e la presenza dei consiglieri di opposizione tra il pubblico (nell’algolo a sinistra si vede Mantovani della LegaNord) anzichè sedersi ai propri posti istituzionali. Una scenetta indegna in un paese che vuole parlare di “politica” alle persone.

… tre e quattro! Sono arrivate a quattro le sedute consiliari andate deserte. Bè, proprio deserte no, la maggior parte di quelli che dovevano stare ai banchi dei consiglieri stavano impropriamente tra gli scranni riservati al pubblico.

Ma questo è il destino di una giunta piena di “strateghi” della politica, per qualcuno buona a durare giusto la stagione che serve a mettere a posto gli interessi, prevalentemente edilizi, di pochi.

Dei problemi veri del paese non importa un gran che, né a una parte significativa della maggioranza né all’opposizione. Anzi, a ben guardare, i consiglieri che stanno facendo saltare l’amministrazione appartengono a quei partiti che in Regione hanno voluto le vasche…. coincidenza o furbata?

Non ce ne voglia quindi il buon Renzo (autore dell’articolo “Proprio non mi vogliono”),  aspirante consigliere comunale, ma pensiamo che oramai “questo matrimonio non s’ha da fare” poichè la giunta Fois si appresta ad uscire di scena con un grosso rotolone. Le prossime due sedute consiliari decreteranno molto probabilmente la parola fine o, forse ancora peggio, una breve ulteriore dolorosa agonia amminsitrativa.

Dobbiamo però rimproverare la strategia usata dal suo gruppo politico (Insieme per Senago) che ha fatto dimettere  il consigliere Chiesa prima dell’approvazione del bilancio, ottenendo gli effetti devastanti di cui ora egli si duole e lasciando la città prima in ostaggio dei consiglieri volutamente assenteisti a dispetto del mandato ricevuto, e poi in mano al commissario che probabilmente  non tarderà ad arrivare.

Pensarci prima? Se non lo avete fatto siete stati degli sprovveduti, se lo avete fatto celate secondi fini che prima o poi dovrete svelare.

In ogni caso non disperarti, Renzo, il “…non s’ha da fare, nè domani (*) nè mai”, valeva solo per i promessi sposi, qui c’è tempo. (…)

Ha detto Chiesa in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale: “mi sono dimesso per far posto ai giovani”, quindi hai ancora molte possibilità davanti a te. Intanto puoi indurre i tuoi compagni di partito, visto il tempo libero che avranno, a frequentare un corso di strategia politica per imparare meglio a scegliersi gli alleati, forse ne avete davvero bisogno.

Con affetto,
Sinistrasenago

(*) citazione testuale manzoniana

Consiglio comunale: il video delle dichiarazioni a seguito delle quali vengono licenziati i due assessori

Il coperchio si apre e la pentola bolle.

Cliccate sul video del consiglio comunale di ieri sera.

Andate al tempo 3h 10′ per vedere le dichiarazione dell’assessore all’ambiente.

Al minuto 3h 40′ viene mostrato il icenziamento dei due assesori.