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Domanda e risposta: quale viabilità a Senago?

La nostra città soffre, negli orari di punta, di congestione di traffico da attraversamento. Per questo, molti -troppi- pensano di risolvere il problema costruendo nuove strade (le tangenziali) che permetterebbero di “saltare” il centro di Senago. Noi pensiamo che sia sbagliato. La costruzione di nuove strade risolve il problema solo in un primo periodo: sulla media e sulla lunga distanza i problemi aumentano. Alla loro apertura, le tangenziali richiamerebbero una parte importante del traffico di attraversamento, alleggerendo il centro di Senago. Però, quando i nuovi percorsi richiameranno nuovo traffico, si intaseranno anche quelli e dunque i veicoli ritorneranno a  congestionare il centro, che verrà visto come un’alternativa alle tangenziali intasate. Questo avverrà perché il numero di veicoli è  superiore alle capacità ricettive delle strade. Se non ci credete, provate a verificare in che condizioni si trovano tutti i percorsi alternativi alle arterie intasate (per esempio, la Milano-Meda). Questo è ciò che avverrà nel medio periodo. Ma non basta: nel lungo periodo attorno all’asse viario delle tangenziali sorgeranno inevitabilmente strutture di servizio e commercio (tanto per provare a immaginare:  stazioni di rifornimento, bar, centri commerciali) che richiameranno ancora più traffico nelle tangenziali e dunque nell’attraversamento del centro della nostra città. Avremmo così maggiore traffico e maggiore cementificazione. La nostra politica sarà quindi di convinto rifiuto di questa soluzione. Ma allora in che modo far fronte al traffico senza le tangenziali?

La risposta sta nel trasformare tutto il centro città in “Zona 30 Km/h“. Rispetto a chi vuole un attraversamento veloce, è una dissuasione a praticare il centro e un incentivo a trovare percorsi alternativi.  La ridotta velocità abbatterà le emissioni e ridurrà il numero di incidenti, oltre a diminuirne la pericolosità. Dossi rallentatori e variazioni altimetriche della carreggiata saranno sufficienti per mantenere la velocità prescritta. La spesa sarà sicuramente inferiore a quella delle tangenziali!

Studieremo, incoraggeremo e promuoveremo, inoltre, anche soluzioni alternative all’uso tradizionale delle autovetture: spesso esse sono occupate solo dal conducente. Car pooling e car sharing potrebbero ridurre il numero di vetture in circolazione. Studieremo cioè la fattibilità di un progetto destinato ad incoraggiare l’uso collettivo di uno stesso veicolo o la condivisione di un solo veicolo tra più persone che non hanno necessità di utilizzarlo tutti i giorni.

Anche l’uso del trasporto pubblico migliorerebbe il quadro viabilistico senaghese.  Il collegamento con p.le Machiachini (MI) lungo la  Strada Provinciale 35  è in via di riprogettazione. E’ incerta la sorte del vecchio Gamba de legn, il “trenino” Milano-Limbiate. Dopo tante voci di soppressione della linea, si sa che il Gamba de legn sopravviverà ancora per un po’: il Comune di Milano ha stanziato 3,8 milioni di euro per la manutenzione della tratta, ma prima o poi il “trenino” dovrà andare in pensione. Il CIPE ha stanziato 60 milioni di euro per la riqualificazione della tratta (c’è la possibilità di una metrotranvia, o metrò leggero), ma senza un progetto questi soldi verranno persi: per cui, i Comuni interessati si stanno già consultando. Si vocifera di  una eventuale nuova linea che si fermerà a Paderno; “remano” contro l’idea di una metrotranvia alcuni Comuni che hanno già stazioni ferroviarie sul loro territorio. Ma tutte le consultazioni stanno avvenendo senza il Comune di Senago, che non può dire la sua, poiché è commissariato! Ci batteremo perché la nostra città non venga esclusa dalla rete dei trasporti dell’hinterland e perchè venga realizzata una linea di metrò leggero da Maciachini a Limbiate.

Sarà importante anche costruire una rete di trasporti interna e rinforzare il collegamento con punti di interesse esterni. Due linee circolari potrebbero collegare Senago con l’Ospedale di Garbagnate e le stazioni di Bollate Nord e di Palazzolo. Anche questi trasporti eliminerebbero traffico di attraversamento, soprattutto di chi, provenendo da Limbiate, deve raggiungere Bollate Nord. Si potrebbero aprire consultazioni con il Comune di Limbiate per questo. Infine, riprenderemo l’esperienza purtroppo accantonata delle navette per il cimitero e per il mercato.

Ma la viabilità non è argomento dei soli veicoli a motore: esistono -per fortuna- biciclette e pedoni. Per le une e per gli altri, occorre non solo completare il tracciato dei percorsi ciclopedonali, ma anche collegarli tra di loro, per non avere molti tratti, tra loro scollegati. Nei punti in cui  le piste incrociano le strade percorse dal traffico motorizzato, si può pensare a semafori dedicati, come nei Paesi Bassi o nella stessa Milano. La rete senaghese andrà poi connessa alle reti dei Comuni limitrofi.

Domande e risposte: quale politica scolastica?

La nostra politica scolastica avrà il carattere del sostegno al servizio scolastico pubblico. E quando diciamo “pubblico” intendiamo quello delle Istituzioni dello Stato. Non sono veramente pubbliche le scuole private, anche se troppi dicono il contrario.

Per questo il nostro primo atto sarà rivedere le forme di finanziamento alle scuole private, perché le scuole pubbliche sono, come si suol dire, “alla canna del gas”: cioè stanno soffocando sotto la stretta selvaggia del taglio alle risorse ed al personale operato con cinismo da troppi governi a questa parte.  Secondo noi il pubblico viene prima del privato: tutti possono andare alla scuola pubblica, pochi alla privata. E si chiama “democrazia” il governo che “favorisce i molti invece dei pochi” (Pericle, 461 a.C.). Dirotteremo dunque risorse finanziarie dalla scuola privata, che si sostenta con le rette, alla scuola pubblica.

Stabilito questo principio di fondo, dobbiamo dire che le restanti traiettorie di politica scolastica che seguiremo, però, non saranno impostate in modo troppo contrastante con quelle seguite dalle precedenti Amministrazioni. Sappiamo che questa affermazione potrebbe far saltare sulla sedia qualcuno. Calma: cerchiamo di argomentarla.

L’Amministrazione Chiesa si distinse per un grande attivismo ed una viva intelligenza politica e culturale, per quanto riguarda il governo comunale della scuola e della cultura. L’Assessore Clara Rota fece un’opera magnifica, sostenendo le scuole, anche sotto il giogo del patto di stabilità (che impediva di utilizzare risorse finanziarie), arrivando, con intelligenza e creatività, a cercare, nel rispetto delle leggi, finanziamenti in ogni dove per continuare a dare alle scuole quello che il Comune doveva. In più, il suo Assessorato ebbe il merito di creare una rete tra tutte le agenzie educative di Senago, chiamata “Crescere (a) Senago”, che sviluppò con gli strumenti della partecipazione l’idea di base della costruzione della cittadinanza di bambini e ragazzi.

Successivamente, l’Amministrazione Rossetti affidò ad Angelo Rega le deleghe a cultura ed istruzione. L’Assessorato di Rega ebbe il merito e l’intelligenza di non stravolgere la politica scolastica di Clara Rota. Facciamo questa affermazione con tranquillità perché non siamo così acritici ed annebbiati dall’ideologia da trascurare la realtà dei fatti. Rega proseguì le traiettorie di Rota e questo rimane un suo merito: l’essere avversari politici non deve portare ad una… acritica critica!

Angelo Rega mantenne i contatti con le scuole, non fece mancare la vicinanza dell’Amministrazione alla scuola pubblica. Tuttavia il progetto, ambizioso e complesso, di “Crescere (a) Senago”, privo dell’impulso creativo di Clara Rota, si affievolì in una gestione sempre meno ricca (anche per motivi finanziari) delle iniziative originarie, perdendo le caratteristiche di rete civica partecipata e soprattutto perdendo l’idea guida della costruzione della cittadinanza attiva di bambini e ragazzi. Forse non fu nemmeno responsabilità di Rega, la fase era difficile ed i compiti alti. Però è un fatto: il progetto originario si afflosciò su sé stesso.

Noi vogliamo continuare su quella strada già tracciata da Clara Rota (e poi proseguita da Angelo Rega): saremo vicini alle scuole pubbliche ed alle loro esigenze, daremo il supporto alle loro iniziative di ampliamento dell’offerta formativa. Cureremo il mantenimento e, se possibile, lo sviluppo dei servizi e dei progetti che esistono o, in alcuni casi, esistevano: servizio di trasporto per gli alunni che frequentano scuole lontane dalla loro abitazione, servizio mensa alle scuole, servizio di pre e post scuola, servizi educativi per soggetti deboli a copertura di ore lasciate scoperte dallo Stato, servizio di psicologia scolastica, servizio di alfabetizzazione per alunni migranti non italofoni, Pedibus, formazione dei docenti, formazione dei genitori e sostegno alla genitorialità.

Inoltre vogliamo promuovere e migliorare il servizio pubblico di asilo nido, studiando il modo di aumentarne la ricettività o l’eventuale apertura di un nuovo asilo pubblico. Sorveglierermo con attenzione prioritaria l’apertura di Asili Nido privati, verificando caratteristiche delle strutture e formazione psico-pedagogica del personale.

Un capitolo a parte merita la questione di “Crescere (a) Senago”. Noi pensiamo che sia strategica. Si tratta di proseguire a favorire, tra i bambini e i ragazzi di Senago, la costruzione della partecipazione democratica, del senso di appartenenza alla comunità, del senso di cittadinanza. In pratica, si tratta di riprendere il dibattito culturale e pedagogico sull’idea di base del “Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze”, che, per scelta dei fondatori di “Crescere (a) Senago”, non sfociò nell’effettiva costruzione dell’Organismo consultivo, ma in un progetto che mirava agli stessi obiettivi.

Se Stefano Palazzolo sarà sindaco di Senago, questa sarà una nostra priorità. Se non sarà sindaco, si batterà per questo programma. E’ un buon motivo per votare il nostro candidato.

Domanda e risposta: perchè nel vostro programma non c’è un capitolo specifico dedicato al lavoro?

Il lavoro è un tema che pervade tutto il programma: già quando definiamo che ci rivolgiamo a “chi cresce, vive, lavora e studia a Senago” mettiamo il lavoro tra quanto di più importante c’è in città.

Il Comune però, non può fare molto in forma diretta, per cui non possiamo impegnarci su cose impossibili economicamente e legalmente. Può invece fare molto in forma indiretta, quindi con una serie di servizi su cui scriviamo nei vari punti del nostro programma.

Abbiamo molte idee su come stare attenti e aiutare chi è in difficoltà col lavoro: tariffe differenziate, fasce ISEE aggiornate mensilmente (e non annualmente), supporti formativi, parte civile in licenziamenti illeciti, supporti dedicati alle madri lavoratrici, ai genitori lavoratori single, monitoraggio (preventivo) aziende in crisi, protezione nei cantieri, difesa da racket e mafia, sportello lavoro per migranti, aiuto ai datori di lavoro con personale straniero, ristorazione sociale a prezzi di costo (MultiServizi), rete tra CAF e centri sindacali in Senago, supporti legali, ricerca fondi FSE, pagare correttamente i fornitori del Comune per evitare che i loro lavoratori siano messi in difficoltà, ed altro ancora.

La ricerca della sicurezza “del” lavoro e “nel” lavoro, non verrà meno con la nostra amministrazione. Così come non tralasceremo ogni sforzo possibile per aiutare a superare il momento di grave crisi che spesso accompagna chi il lavoro lo perde, a causa peraltro di una corsa sfrenata e senza regole dello sfruttamento finanziario e speculativo.

La stessa presenza nella coalizione di una lista che ha come simbolo falce e martello, simbolo storico del lavoro e di una visione economico-sociale ben differente da quella che ci ha portato il nostro paese in queste condizioni così disastrose. E’ garanzia che il mondo del lavoro è al centro di ogni azione cittadina, esattamente come quella legata alla qualità del vivere nella nostra città: sono due visioni fortemente collegate tra loro, e pensiamo inscindibili.

Non ultima la lotta contro la modifica dell’articolo 18.

La lettura attenta del programma potrà far chiaramente emergere che la nostra visione della Senago del futuro si basa su regole e modi di vivere alternativi ed innovativi, al passo con la natura e con le esigenze di una moderna società sostenibile.

Crediamo quindi che le false promesse non debbano entrare in questa campagna elettorale. Le lasciamo volentieri agli altri. Non abbiamo alcuna bacchetta magica e non siamo in grado di creare posti di lavoro. Lo diciamo in modo trasparente.

Possiamo però contribuire a creare una società più solidale verso chi è meno fortunato o ha difficoltà. Vogliamo contribuire a costruire un futuro dove le persone sappiano e possano prendere in mano la propria situazione e tornare a riconoscere i valori di ciò che è essenziale per vivere, contro ciò che è, e rimane, superfluo.

Domanda e risposta: perchè NO alle tangenziali

“Perchè no alle tangenziali?”, è questa la domanda che mi è stata rivolta domenica mattina.
L’argomento è certamente difficile. Direi che la cosa principale, anche se non quella più importante, è che in molti hanno promesso le tangenziali ed in molti sono caduti nella bugia, pur sapendo di dirla.

Lo fecero la Rossetti e la LEGA, basando la propria campagna elettorale del 2009 proprio su questo, e lo sta facendo nuovamente Fois, con il suo programma di governo attuale, incentrato proprio sulla presenza delle tangenziali.

Promettono sapendo che non si potrà mai fare e senza porre alcuna alternativa.

Non c’erano e non ci sono soldi, nè dalla Provincia nè dal Comune, che comunque dovrebbe metterne una parte.
Perchè allora promettere senza dare alternative possibili? E’ questa la mia prima domanda.

Allora voglio essere realista affermando che le tangenziali non potranno mai essere realizzate. Non mi fermo a questo però, come hanno fatto gli altri. Provo a proporre soluzioni diverse che forse potranno pian piano essere realizzate.

Ma facciamo un passo indietro, tornando ai motivi del no alle tangenziali.

Le ragioni in questo senso sono tante. Tangenziali vuol dire maggior rumore, maggior inquinamento e soprattutto nuovo traffico aggiuntivo e ad alta velocità. Una via che collegherà le due principali arterie stradali attorno a Milano, la statale Varesina con la Statale Comasina, porterà inevitabilmente una enorme mole di veicoli di trastito, che nulla avranno a che fare con Senago, se non invederne i percorsi.

Tangenziali poi vuol dire sacrificare altro territorio in cambio di cemento.

Tangenziali vuol dire nuovi insediamenti sia urbani che produttivi che irrimediabilmente saranno attratti attorno ad essa. Tangenziali vuol dire la morte per asfissia di Senago.

Molti studi indicano che dove viene costruita una strada, inizialmente questa risulta un ottimo percorso alternativo alle vie più trafficate. Questo funziona finchè un numero critico di autovetture non la percorre, giunti al quale ci si ritrova con quella strada anch’essa trafficata. Come conseguenza le auto ripercorreranno le strade adiacenti per trovare quella via più veloce che non hanno più, tornando quindi ad intasare le vie minori della città. La Rho-Monza ne è un esmpio evidente. Una via che inizialmente risultava scorrevole, ora è in procinto di essere raddoppiata perchè sta scoppiando di traffico, con tutte le conseguenze. Una tragedia.

Uno studio dettagliato sui percorsi alternativi è invece più realistico in termini di fattibilità. L’allargamento del ponte Geriale e della via per Cesate sarebbe un più utile e meno invadente percorso alternativo alla tangenziale nord e consentirebbe di deviare il traffico da Limbiete verso le tengenziali già esistento di Garbagnate e la Varesina.

La zona sud della città non necessita di una tangenziale. Viale Lombardia, al confine con Bollate, è già di per se un valido percorso che è in grado di smistare il traffico verso la Rho-Monza e varso Bollate. Una tangenziale sud sarebbe un doppione di questo ampio viale che andrebbe solo adeguato per rendere più fluido il traffico.

Già nel piano delle buone azioni, uscito dal forum di agenda 21 locale di Senago, venivano proposte diverse soluzioni alternative.

Una di queste sarebbe quella di investire nel trasporto pubblico. I costi di realizzazione  manutenzione della tangenziale sarebbero più che abbondanti per realizzare una linea di comunicazione pubblica (bus) tra Limbiate e la stazione di Bollate Nord, principale approdo delle auto provenienti da Limbiate e che attraversano il centro di Senago.

Disporre in sostanza di due linee circolari intercomunali che collegano le stazioni di Bollate e Palazzolo con orari decenti, sarebbe una buona soluzione per invogliare la gente ad usare un mezzo pubblico al posto della propria automobile. Ovviamente la disponibilità di orari del servizio è alla base della reale fruibilità dei mezzi.

La metrotramvia che speriamo sarà realizzata in sede dell’attuale trenino Milano Mombello, diventerà altresì un ulteriore agevole via di collegamento verso Milano, ovvero la metropolitana linea 3.

La fruibilità di percorsi ciclabili correttamente completati renderebbe anche il trasporto su bicicletta molto più utilizzato. Per esempio la realizzazione di una ciclabile da via De Gasperi alla stazione di Bollate Nord è una richiesta che usci proprio dal Forum di agenda 21 circa tre anni fa.

Una città lenta è poi sinonimo di città sicura, dove il pedone vive il proprio diritto di esistere senza dover temere di essere investito, come purtroppo la viabilità odierna ci propone. Una città a 30Km/h è una città a misura di bambino, di anziano, di disabile o meglio, di tutti.

Una città lenta disincentiva le auto ad invaderla e diminuisce i rumori e l’inquinamento.

Queste sono le nostre proposte che si pongono come alternative alle facili promesse. Proposte che cambieranno il volto di questa città per portarla a braccia spiegate verso le nuove generazioni che la erediteranno.

Per chi ha voglia di leggere, molte delle cose descritte sono presenti nel piano delle buone azioni presentato dal forum di Agenda 21 locale di Senago.

cliccare qui per leggere sul territorio

e qui per leggere sulla mobilità

Invito inoltre nella lettura di questo magnifico libro che si può trovare in biblioteca: “MOBILITA’: i segni del collasso” Frederic Vester (Socità editrice ANDROMEDA – indediti n.112)

Domanda e risposta: la sporcizia nel canale Villoresi

Inizio da oggi a rispondere ad alcune domande che mi vengono poste ai banchetti, che da ieri abbiamo iniziato a proporre a Senago.

E proprio ieri una gentile signora mi chiedeva “cosa ne sarà della pulizia del canale Villoresi che non viene praticamente mai fatta?”.

La mia risposta non poteva essere esaustiva nei suoi confronti in quanto, non essendo mai stato io in consiglio comunale, oltre a non conoscere le responsabilità passate, non ho neppure io stesso alcun mezzo d’intervento.

E’ ovvio però che vi sono state alcune negligenze e lo stato attuale del canale è eredità quantomeno dell’ultima giunta, quella della Rossetti, PDL e della Lega, che ha governato il paese in questi ultimi due anni, portandolo allo squallore attuale.

Ciò che le ho potuto dire è che il problema è già stato preso dalla mia attenzione e ripropongo l’articolo che pubblicai sul sito “Senago Sostenibile” nel novembre 2011, quando feci un sopralluogo  lungo il Villoresi per rendermi conto di quello che il fiume, considerato pulito, portava con se: un cumulo di immondizia.

Non elargisco però false promesse come fanno in molti, non è nella mia indole, e quindi non ho una soluzione pronta.

Mi ritengo altresì ambientalista e vedere quello scempio mi duole parecchio. E’ certo che se dovessi essere eletto Sindaco, la mia attenzione sarà principalmente rivolta all’ambiente, come già ho espresso in miei precenti articoli, ed orrori come quello della sporcizia accumulata dentro il canale Villoresi sarò certo il primo che cercherà di rimuoverli, partendo magari dal mio secco e convinto NO ALLE VASCHE DI LAMINAZIONE che rappresenteranno, se realizzate, analogo ricettacolo di rifiuti.

SP

leggi il mio articolo sul sito Senago Sostenibile