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Se (anche) l’antimafia dimentica il G8 e la scuola Diaz

Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi, rispettivamente capo dell’anticrimine e capo dello Sco fino al 5 luglio 2012, data della sentenza di Cassazione sul caso Diaz lavorano come volontari della Fondazione antiusura di Tano Grasso. E potrebbero ottenere di scontare la pena alternativa al carcere. Eppure non hanno mai manifestato la volontà di redimersi. Un altro tra i funzionari condannati per le violenze durante il G8 è volontario presso il Gruppo Abele.

Questa storia potremmo titolarla “dall’antimafia alla macelleria messicana, e ritorno”. È una storia che riguarda in questi giorni alcuni altissimi ex dirigenti di polizia, allontanati dal servizio – interdetti per 5 anni dai pubblici uffici – perché condannati in via definitiva, nel luglio scorso, per i falsi e gli abusi compiuti alla scuola Diaz. Ma è una storia che ha pure una rilevanza generale, perché ci dice qualcosa sulla cultura dell’antimafia – in politica e in magistratura – e su certe sue debolezze. Getta anche luce, questa storia, sulle ragioni per cui la spaventosa caduta di etica pubblica mostrata dai vertici di polizia dal 2001 in poi non ha scandalizzato quasi nessuno negli ambienti del centrosinistra italiano, come dimostrano vari elementi: dalle lodi congiunte espresse in morte del capo della polizia Antonio Manganelli, all’indifferenza che circonda la totale assenza di provvedimenti disciplinari e organizzativi dopo la clamorosa sentenza Diaz, che nell’estate scorsa ha annichilito il vertice di polizia che si era affermato attorno alla figura di Gianni De Gennaro, il più importante dei poliziotti italiani, cresciuto non a caso nella lotta alla mafia e considerato “amico” negli ambienti politici del centrosinistra.

Dicevamo che i dirigenti condannati per gli abusi e i falsi alla scuola Diaz hanno lasciato il lavoro, ma non sono entrati in carcere, perché le pene di tre, quattro massimo cinque anni inflitte dai tribunali sono state ridotte di tre anni dal vituperato indulto (qualcuno ricorda lo sdegno del “partito dell’ordine” quando fu introdotto nel 2006?). Resta quindi solo un breve residuo di pena da scontare, per il quale è possibile chiedere l’affidamento ai servizi sociali. E questo è il punto della questione.

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