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Il lavoro….delle banche

78a2f8a03c7002f9de0cccba161feba9-ksEB-U10602292382414aUB-700x394@LaStampa.itSiccome le banche private italiane sono in “affanno” e, pur non essendo – a detta anche del ministro Padoan – comunque una situazione critica – il soccorso che spetta loro non è l’investimento di qualche privato che mette in essere un rischio di impresa, di capitalizzazione di una impresa, in questo caso…
No, il soccorso deve essere pubblico, deve venire dallo Stato italiano. Così, come è sempre stato: le banche si nutrono dei nostri risparmi, li investono male, perdono capitali nella concorrenza che è sempre concorrenza sleale in quanto è concorrenza e, poi, piangono calde lacrime davanti ai gradini della Banca d’Italia.
Così vanno le cose da molto, molto tempo. E mentre questo accade, il governo si preoccupa se iniziare una discussione sullo “spacchettamento” dei quesiti contenuti nel referendum (in)costituzionale.
Così vanno le cose… Si sta in sella un po’ per non morire e un po’ per garantire i privilegi e i profitti della grande concorrenza finanziaria… che mette in “affanno” le banche italiane.
Bel lavoro, vero?

CITTÀ METROPOLITANA: QUALE DEMOCRAZIA?

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Sul futuro di Milano assistiamo ad un’asfissiante discussione sul nome del prossimo candidato Sindaco. Si aggiunge una disputa sulle cosiddette “primarie”, strumento estraneo al nostro ordinamento costituzionale e importato dal nord America, che è stato utile in alcune fasi della storia recente (primarie per Prodi e Pisapia), ma non è risolutivo per contrastare la dissoluzione della democrazia in corso, usurata dalla crisi economica e da troppe consultazioni elettorali con partecipazione sotto il 50% degli aventi diritto.

Se negli schieramenti contrapposti rimane un minimo di serietà, la premessa indispensabile sta nel ripristinare la sovranità popolare. Non è ammissibile che per la Città metropolitana anche nel 2016 siano coinvolti solo i cittadini di Milano città (meno di 1.300.000). Rimangono tagliati fuori circa 2 milioni di cittadini e 133 comuni che dovrebbero delegare completamente la rappresentanza a qualche centinaio di consiglieri comunali che si eleggono tra di loro. La sospensione della rappresentanza popolare dal 2014 al 2021 per tutti i cittadini fuori dal capoluogo diventa intollerabile!

La crisi economica e il lavoro, il post EXPO, il destino dei servizi pubblici locali e delle privatizzazioni, la riorganizzazione delle aziende pubbliche in senso metropolitano, l’edilizia scolastica e il sostegno alla disabilità, il trasporto pubblico, la tutela ambientale e il riassetto idrogeologico, le devastazioni autostradali e l’agricoltura, il contrasto a mafie e corruzione, l’antifascismo e l’antirazzismo, non sono temi delegabili a gruppi ristretti. Il nuovo Assessore all’Urbanistica di Milano, prof. Balducci, si accinge a “illuminare” i comuni del contado senza che nessuno lo abbia eletto per questo compito.

Trasparenza e pubblicità vanno imposte e si abbia la decenza di prevedere una apposita legge di pochi articoli per Milano Città metropolitana, introducendo l’elezione diretta immediata (2016) del Consiglio e del Sindaco metropolitano. Si indichi altresì l’obiettivo di lavorare concretamente perché nel 2021 si eleggano solo gli organi metropolitani superando il dualismo con la città di Milano.

Non basta prevedere nuovi poteri e l’elezione diretta dei Presidenti delle circoscrizioni di Milano città, accentuando la disparità democratica tra cittadini del capoluogo e tutti gli altri.

Una fase di ricostruzione della democrazia municipale non può essere attivata senza partecipazione diretta della popolazione e con un peso esorbitante del Comune di Milano.

Pannicelli caldi, fantomatici piani strategici e le politiche concrete del governo nazionale e di Regione Lombardia hanno già annientato l’esordio delle città metropolitane, con gravi conseguenze per la cittadinanza, i servizi erogati e il personale dipendente.

La deriva burocratica e tecnocratica è sotto gli occhi di tutte e tutti, con il proliferare di organismi di coordinamento e senza affrontare alcun problema (basta chiedere ai pendolari).

La risposta non può essere che il ripristino di un principio basilare della democrazia: una testa, un voto. Ci sono in campo proposte di forze civiche, di qualche parlamentare e soprattutto leggi di iniziativa popolare. Intere zone come il lodigiano (61 comuni) mostrano concreto interesse verso l’adesione alla Città metropolitana di Milano, ma ognuno senza abdicare al vincolo della rappresentanza diretta.

È quindi questo il momento di mostrare un minimo di coraggio per applicare la Costituzione, contrastare la pericolosa demolizione in corso dei principi e dei valori costituzionali e far decidere alle cittadine e ai cittadini, rilanciando un motore essenziale del progresso umano: la democrazia.

di Massimo Gatti consigliere provinciale di Milano

Il bosone di Higgs prende vita a Senago

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Qual’è l’analogia tra il bosone di Higgs ed un semplice campo da ping pong storto?

Cominciamo dal primo, il bosone di Higgs. Questi, pur essendo invisibile, ha in sè il carisma di attirare le particelle elementari che compongono il nostro universo, sino a formare la materia. Creare dal nulla.

Ma cosa centra questo discorso con un campo da ping pong?

Bè, a Senago, nella piazza del mercato, giace da anni un campo da ping pong che, appena dopo la sua posa, è subito divenuto inutilizzabile, perchè si è malamente stortato a causa di un lavoro fatto male. Risultato, nessuno lo può utilizzare.

L’analogia sta nel fatto che, destra o centrosinistra, sono sempre rimaste anch’esse invisibili alla soluzione del problema. Ed un problema apparentemente insignificante e piccolo come quello di un semplice campo da ping pong, porta con se l’insoddisfazione e la rabbia dei cittadini che sfocia spesso nell’indifferenza totale e provoca un’ulteriore sfacelo della cosa comune.

Basterebbe assai poco per fare di un semplice parco una casa comune, dove lo spazio diventa un punto di ritrovo, un punto di ascolto e comunione, dove poter condividere esperienza e formare nuove amicizie, forse proprio partendo da un semplice campo da ping pong.

Non c’è come l’incuria per creare l’entropia che porta poi all’emergenza, esattamente com’è stato fatto per le vasche di laminazione, argomento su cui a breve torneremo con un editoriale.

Così, i politici invisibili e per nulla carismatici, preferiscono pensare e creare da dentro i palazzi, dove accolgono le istanze formulate da imprese ed imprenditori che vogliono usare i beni comuni per propri fini ed interessi, facendo leva proprio sull’emergenza.

Così nacque e tornerà in forza – leggi il PGT -, l’idea di “rivalorizzare” la piazza del mercato, non nel senso comune che la gente vorrebbe, ma nella loro visione del cemento.

FERMIAMO IL PGT!

Lo Stato Sociale a Senago

fornero-18L’operato della giunta di Senago, dall’inzio della sua avventura ad oggi, non ha prodotto grandi contributi, anzi, come nel caso delle vasche di laminazione, l’immobilismo perseverante ha solo prodotto nefasti effetti, per non parlare del PGT in corso, che prospetta una nuova colata di cemento su Senago.

Ciò nonostante, un settore in cui qualcosa di positivo si sta attuando è quello dello stato sociale, altrimenti definito walfare dall’assessore designato, termine che peraltro non amiamo usare in quanto poco chiaro e non autoctono.

In un articolo, apparso sul sito di inseme per Senago, al di là delle parole poco utili e più di contorno dell’assessore e riferite al grande problema del lavoro, su cui certamente torneremo a scrivere con un articolo dedicato, troviamo due utili momenti che di sicuro nutriranno il favore di coloro che hanno davvero bisogno.

Il primo, denominato “Progetto lavoro: percorsi di dignità e cittadinanza attiva”, promuove l’utilizzo di strumenti che consentono di dare lavoro, seppur temporaneo, a chi si trova in difficoltà economica, scambiando le prestazioni con buoni lavoro (vouchers). Pratica già diffusa ed attuata in moltissimi Comuni d’Italia, finalmente viene qui ripresa e promossa con il supporto di una vasta parte del volontariato senaghese.

Il secondo punto si riferisce al recupero di cibo non  consumato dalle mense scolastiche delle scuole secondarie di primo grado di Senago (pane e frutta) da destinare a famiglie bisognose. Già inserito nei nostri progetti che parlano di economia e bilancio, cogliamo l’atto come la buona volontà da parte del Comune di promuovere iniziative virtuose e sociali. Si potrebbe fare di più.

La nostra proposta voleva estendere a tal fine il progetto di una gestione diversa delle mense scolastiche. Riportiamo di seguito il punto già indicato in un nostro precedente articolo:

La gestione delle mense scolastiche potrà vedere anche l’aggiunta della preparazione dei pasti caldi per gli anziani non autosufficienti e per gli indigenti. Pensiamo che attraverso il centro cottura che serve i pasti presso le scuole si possano agevolmente rendere fruibili dei pasti caldi che verranno poi consegnati a domicilio presso le abitazioni degli anziani non autosufficienti e dei portatori di disabilità. Il centro cottura ha in effetti tutte le potenzialità per poter ampliare il numero di coperti che ogni giorno riesce a produrre.

Pensiamo inoltre che un sistema di trasporto integrato che razionalmente offra un servizio migliore e più capillare rispetto alle precedenti esperienze possa quindi essere in grado di far fronte anche ad una consegna dei pasti nelle ore in cui il servizio del trasporto pubblico risulta essere meno aggravato dall’alta frequentazione.

Crediamo che nel nostro programma ci siano molti punti che aspettano solo di essere colti e realizzati e che possono trovare il pieno favore dei cittadini di Senago. Purtroppo non siamo entrati in consiglio comunale e con sommo rammarico constatiamo che nessuna delle istituzioni ora presenti ci ha mai coinvolti per un consulto o per cercare di sviluppare un progetto insieme.

Per leggere il nostro articolo su economia e bilancio nella versione integrale cliccare qui.

E’ UNO SPRECO!

(Riceviamo e pubblichiamo)

Non ho mai scritto a nessun partito poitico ma ho deciso di farlo ora spinto dalle assidue richieste fatte dall’attuale Presidente del Consiglio (da me non ricononsciuto).

§

In questo periodo ci parlano ripetutamente in TV e fino alla noia, circa gli sprechi della spesa pubblica. Ebbene io, cittadino di questa bistrattata nazione , prendo la penna e denuncio tutti gli sprechi che questa nazione perpetua da anni!

E’ UNO SPRECO! Tutti i nostri soldati impegnati in afghanistan, ed in altre parti del mondo, a fare la guerra.

E’ UNO SPRECO! Mantenere il cospicuo arsenale militare di questo stato che “ripudia la guerra”.

E’ UNO SPRECO! Spostare ingenti mezzi militari per il mondo mascherando tali azioni come “missioni di pace” (e dopo un tempo più che obiettivo si diventa inevitabilmente invasori).

E’ UNO SPRECO! I milioni di euro versati dallo Stato ai partiti come rimborsi elettorali: c’è stato un referendum mai rispettato, contro questo spreco!!!!

E’ UNO SPRECO! Aerei, auto blu, treni, ai parlamentari è concesso tutto gratis. Io mi recavo al lavoro con i miei mezzi, la bici, l’autobus, ogni tanto con un’utilitaria quando ho potuto averne una. Certo io non sono il Trota di turno, ma tutti i Trota del parlamento che diritti hanno più di noi cittadini? Se non possiedono un’auto, perchè magari il loro esiguo stipendio non glielo consente, vadano anche loro coi mezzi pubblici (pagando il biglietto), non è certo un disonore. A meno che non temono la presenza dei cittadini. Forse è per questo che molti si proteggono con la scorta (da noi pagata).

E’ UNO SPRECO! Pranzi, massaggi, parrucchieri, ferie lunghe quando vogliono loro e sottosegretari super pagati.

E’ UNO SPRECO! Alcuni partiti incitano a non pagare l’IMU, esattamente come anni fa incitavano a non pagare il canone televisivo alla RAI. Poi loro, saliti al potere, non l’hanno mai tolta facendosene sberleffi di tutti ed ogni anno del loro governo la tassa aumentava.

Chi ci ha governato prima ci ha affossato stordendoci con balle parole, chi governa ora sta completando l’opera di distruzione affamando il popolo. Molti cittadini non sono più in grado di vivere decorosamente e dignitosamente, mentre la casta vive nel più vergognoso e sfrenato spreco di denaro pubblico (si vedano le loro pensioni ottenute dopo soli pochi anni di lavoro).

Ma gli sprechi non finiscono qui.

GIUSTIZIA : quale? (che schifo)

CALCIO SCOMMESSE: fatte dagli stessi calciatori milionari (che vomito, altrochè forza Italia)

PRETI PEDOFILI: che fine ha fatto il vangelo?

IMPRENDITORI CHE ASSUMONO IN NERO: per pagare il lavoro poche centinaia di euro al mese (pura delinquenza)

DUE MILIONI DI PENSIONATI COSTRETTI A VIVERE CON 500 EURO al mese (pura vergogna)

30% di GIOVANI DISOCCUPATI: chi pensa a loro?

DIRITTI DEI LAVORATORI NEGATI: li stanno togliendo tutti (Articolo 18)

BENZINA A PREZZI INSOSTENIBILI: per l’usura del governo che impone ogni forma di tassazione sui carburanti

§

concludo:

E SE FOSSE QUESTA LA VERA VITA?

Amazzonia Peruviana: non conoscono le BANCHE e non conoscono la GUERRA!    A.P.