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Cronache dal consiglio

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Nella foto – ANSA/ADDAMS – la Sindaca di Senago Magda Beretta della Lega Nord, quella creata dal Bossi, il Trota, Borghezio e tutta la malaspecie umanoide padana di cui gli attori senaghesi si sentono affini e orgogliosi.

L’altro ieri sera si è tenuto il secondo consiglio comunale dopo l’elezione della sindaca Beretta.

In questo consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno sostanzialmente punti meramente tecnici relativi ad assestamenti di bilancio e soprattutto integrazioni relative ai bilanci già predisposti dalla precedente amministrazione ogni partito/gruppo ha svolto sostanzialmente il proprio ruolo:
– la maggioranza che ha fatto illustrare alla dottoressa Pasciuta tutti gli aspetti tecnici relativi a queste modifiche e ha approvato tutti i punti ad eccezione dell’ultimo rimandato perchè mancava un parere necessario e che ha reso la documentazione incompleta
– il Pd che ha fatto fondamentalmente il Pd approvando i punti in quanto coda amministrativa della propria gestione e quindi facendo solo richieste tecniche, ma senza alcuna osservazione politica
– il Movimento 5 Stelle (assente il consigliere Tagni) che ha fatto il Movimento 5 Stelle astenendosi su tutto in quanto opera ed azione proveniente da un periodo in cui “loro” non erano in Consiglio Comunale. Del resto per M5S la storia nasce da quando loro esistono e tutto ciò che c’era prima è solo degno di non considerazione.

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Nella polaroid – ANSA/ANSIA – il consigliere comunale e candidato sindaco grande assente Riccardo Tagni Grillo.

Nell’insieme è parsa più coerente la lista di Rinnovamento Democratico che si è astenuta su un punto votando contro sull’altro, ma dando una giustificazione relativa alla condivisione o meno di una impostazione di bilancio come quella condotta dalla precedente amministrazione.

Sarebbe opportuno spendere qualche parola in più sulla prima parte del consiglio comunale relativa a una interrogazione / osservazione sulla lettera inviata dalla sindaca Beretta al Prefetto per comunicare la decisione di recedere dalla partecipazione al progetto Sprar da parte dell’amministrazione di Senago. Gli interventi ovviamente più significativi sono stati quelli del gruppo consiliare del Pd (nota a margine assente ancora l’ex sindaco).
Secondo il PD fondamentalmente la sindaca ha revocato la partecipazione del Comune per accondiscendere alle richieste che provenivano da via Bellerio (sede della lega nord).

Questo punto si è articolato su una serie di schermaglie che hanno visto il gruppo del Pd rivendicare l’accordo Sprar e soprattutto accusare l’attuale maggioranza di fare un gioco probabilmente autolesionista in quanto uscire da questo protocollo potrebbe condurre alla imposizione da parte della Prefettura di un maggior numero di rifugiati / richiedenti asilo presso il Comune di Senago.
Il gruppo consiliare del Pd ha ricordato anche alla maggioranza che si tratta di una accoglienza di secondo livello in quanto le persone che verrebbero ospitate nel comune di Senago avrebbero già sostanzialmente passato una sorta di filtro.
Da parte della Lega da parte del consigliere Pase c’è stato anche qui gioco facile nel ricordare ai rappresentanti del Pd le parole dell’ultimo libro dato alle stampe dal loro attuale segretario ed ex premier che rivendica il fatto che l’Italia non ha il dovere morale della ospitalità nei confronti di queste persone. Pase ha inoltre rivendicato la logica dell’ “aiutiamoli a casa loro” come una delle affermazioni basilari su cui la Lega ha sempre praticamente giocato.
Sulla campagna relativa al fenomeno migratorio tutto viene definito come un’emergenza ed anche in questo caso la sindaca ha chiaramente imposto una linea di demarcazione che vede sempre gli italiani e i migranti come fieri avversari, fieri avversari di una spartizione della miseria invece che potenziali partecipi e costruttori di una nuova società che faccia della convivenza e del multiculturalismo la base fondamentale per la costruzione di una città solidale. Pase ha poi fato riferiment al fatto che i numeri di chi fugge dalla guerra sono in realtà inferiori e che il grosso corpo delle pooplazioni migranti è costituito da migranti economici.

Purtroppo sarebbe stato il caso di fare loro una lezione di storia, ma non ce ne era il tempo e probabilmente non sarebbe servito a molto data la scarsa qualità dei discenti.

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Vasche di laminazione: “ecco che cosa dobbiamo fare”

 

Francesco Bilà: quali politiche per i più piccoli

fra_8Chiediamo a Francesco Bilà, candidato sindaco di Sinistra Senago, quale politica pensa di attuare a favore dei bambini e dei ragazzi. Qual è l’idea principale?

La Città dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.

Che cosa vuol dire?

Moltissime cose: educazione alla cittadinanza per i più piccoli e partecipazione alle scelte democratiche. Poi, iniziare a dare alla città una forma che si adatti alle necessità ed ai diritti dei bambini.

E come farete queste cose?

Iniziamo a creare una rete di tutti quelli che a Senago si occupano di bambini. Questa rete deve progettare il modo in cui permettiamo ai bambini di conoscere Senago e di sentirsene cittadini, e li interpelliamo, con i modi delle scienze educative, per sapere che immagine hanno della città e che cosa ne vorrebbero fare. Poi interpretiamo le loro idee e le realizziamo, nei limiti del possibile.

Impegnativo!

Vero, ma abbiamo le idee chiare. La parte di interfaccia con il mondo dell’infanzia toccherebbe a chi già se ne occupa. L’Amministrazione Comunale dovrebbe solo coordinare il lavoro di rete per dare ad esso una direzione univoca e coerente. Il risultato dovrebbe la costruzione di una città più adatta ai bambini. E una città adatta ai bambini è per forza una città migliore per tutti. Si tratta di un’azione di lungo respiro, ma un lungo cammino inizia sempre con un primo passo.

E poi?

Poi, ovviamente, c’è l’impegno per le scuole. Finanzieremo le private solo in via eccezionale, la priorità va alle scuole pubbliche, cioè quelle dello Stato. La spesa maggiore sarà il rinforzo delle attività educative a favore degli alunni diversamente abili. Lo Stato lascia privi di sostegno troppi bambini che ne hanno bisogno. Noi, responsabilmente, copriremo le loro necessità.

Le Amministrazioni precedenti lo hanno sempre fatto.

Noi continueremo e rinforzeremo l’impegno. Non mi vengano a dire “con quali soldi?”. I soldi per questo vanno trovati. Vogliamo aggiungere anche l’assistenza per gli alunni che non parlano l’italiano. Anche in questo caso lo Stato li lascia a loro stessi, le scuole non hanno risorse per attività mirate. Deve intervenire il Comune.

E per finire?

C’è il problema dell’abbandono scolastico. In Italia il 17% degli alunni lascia la scuola appena può farlo, cioè dopo i quindici anni. Il disagio che provoca questo fenomeno, però, non nasce ai quindici anni di età: nasce prima. Nasce anche nelle nostre scuole. Occorre allora diminuire il disagio scolastico: è da lì che nasce l’abbandono.

E che cosa c’entra il Comune di Senago?

Non esiste nessun coordinamento cittadino delle attività di prevenzione e monitoraggio del fenomeno, ogni Istituto va per conto proprio e nessuno raccoglie informazioni sui ragazzi che lasciano le scuole medie senaghesi per andare alle superiori. Se il Comune prendesse in mano il coordinamento delle attività di ricerca e di studio, supportando chi già se ne occupa, potremmo migliorare la situazione e la vita di tanti ragazzi.

Bilà: che cosa faremo per i più deboli

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Francesco, la crisi attenua i suoi effetti in molti Paesi ma non in Italia. Anche a Senago diventano sempre più difficili le condizioni economiche delle famiglie e dei soggetti più deboli; insomma, aumenta la povertà. Che cosa farà Sinistra Senago?

Questo è uno dei temi che ci sta più a cuore. Voglio essere chiaro: per noi la tutela delle fasce più deboli della popolazione è una delle priorità e non faremo alcuna differenza tra etnie e culture. Se sei in difficoltà, hai diritto ad essere aiutato. Si tratta di un principio a cui non rinunceremo.

Va bene, ma in pratica?

Difficile dirlo in poche parole. Innanzitutto, dobbiamo capire l’entità del fenomeno e le sue caratteristiche. Il Comune deve monitorare la situazione interfacciandosi con gli organismi che esistono o che saranno costituiti. A scuola, i bambini in difficoltà, perché disabili o non italofoni, devono ricevere un supporto dal Comune perché lo Stato non lo garantisce. Chi perde il lavoro deve ottenere il nuovo ISEE immediatamente, non dopo un anno di stenti e per questo deve avere un accesso facilitato o gratuito ai servizi. Chi non si può permettere un affitto alto deve poter trovare una casa a costi sostenibili. Qui, l’idea del censimento edilizio potrebbe aiutare. Inoltre il Comune può interagire con le Cooperative costruttrici per stimolare un’offerta dedicata e sostenibile. Le famiglie con persone non autosufficienti, ammalate di patologie mentali o croniche devono poter trovare una risposta o un orientamento nella Casa della Salute, che deve ampliare i suoi servizi.

E se non ci sono i soldi per tutto questo?

I soldi devono saltar fuori. Sappiamo che siamo in una fase economicamente difficile, ma, lo ripeto, questa per noi è una priorità. Quando si fa un bilancio si possono spostare, entro certi limiti, risorse da un capitolo all’altro e ci sono capitoli di spesa che possono essere parzialmente coperti con partecipazione a bandi o con sponsor. Poi, in itinere, si possono studiare anche altre idee a costo zero per il Comune.

Quali?

Almeno tre. Il Centro del Baratto: un luogo autogestito o gestito da associazionismo e volontariato in cui i cittadini possono scambiarsi, a costo zero, ma con regole chiare, beni in buono stato.

Il Centro del Riuso: in accordo con l’azienda che si occuperà della raccolta rifiuti, e quindi all’interno del nuovo capitolato che oggi è in scadenza, possiamo prevedere un luogo o un modo per permettere ai cittadini che intendono disfarsi di un bene di metterlo a disposizione di altri cittadini, in cambio di un’offerta modica che andrebbe devoluta al mantenimento del servizio.

La Spesa Solidale: prendiamo spunto da “SoliDando”, emporio solidale che ha appena aperto a Milano. Qui a Senago potremmo agire così: il Comune individua, tramite i suoi Servizi Sociali, un nucleo di famiglie bisognose e fornisce loro una tessera magnetica. Si avvia una trattativa con i supermercati locali che potrebbero chiedere ai loro clienti, in cambio di riconoscimenti d’immagine da parte del Comune, di accantonare, per ogni spesa, una piccola somma che si accumula nel Conto della Spesa Solidale. Ogni mese il Conto Solidale attribuisce alla tessera magnetica in possesso alla famiglia in difficoltà una somma che può essere spesa per un paniere di prodotti e con regole definite. La stessa logica può essere applicata per la costruzione di un Gruppo di Acquisto Solidale. Per realizzare tutto questo, penso che il Comune potrebbe rivolgersi a Enti benefici, banche locali, associazionismo.

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“Pippo Civati” a Senago. Lunedì 5 giugno ore 18,30 in Piazza Matteotti.

pippoLa sinistra UNITA accoglie questa sera Pippo Civati (fondatore di “Possibile”) che sarà a Senago per sostenere la campagna elettorale di Sinistra Senago e la candidatura a Sindaco di Francesco Bilà.

Vieni ed incontrarlo in piazza Matteotti alle 18,30.

Uniti ed insieme si vince.

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Francesco Bilà: contro le Vasche, possiamo sempre fare qualcosa

IMG_1763Il cantiere delle Vasche di laminazione è già attivo. Per Senago è una vera sciagura ecologica. Abbiamo chiesto a Francesco Bilà, candidato sindaco di Sinistra Senago, i suoi programmi. Francesco, che cosa pensate di fare?

Dobbiamo cercare di ostacolare i lavori. Beninteso, con tutti gli strumenti che ci dà la legge.

Cioè?

Mandiamo un giorno sì e uno no la Polizia Locale a fare sopralluoghi. Appena notiamo qualche cosa che non quadra, ma anche una minima cosa, il sindaco emana un’ordinanza di sospensione dei lavori con effetto immediato. Più si allontana il giorno dell’inizio del funzionamento, più lontano sarà il disastro ecologico. Non si tratta solo di vigilare sulla parte tecnica, che pure è preoccupante, ma anche sulla parte giuridica e degli appalti. Non vorrei trovarmi in casa, oltre alle acque inquinate, anche la malavita organizzata.

Ma un giorno le vasche entreranno in funzione.

Non smettiamo di mandare tecnici e Vigili a controllare. C’è il grosso problema della manutenzione, per la quale non ci sono né soldi né certezze. Poi attiviamo un Osservatorio salute: il sindaco deve sapere che livello di inquinamento c’è e se la popolazione inizia ad ammalarsi. Occorre iniziare subito a raccogliere dati: un sindaco che si accorgesse, anche tra diversi anni, di un picco di malattie potrebbe trascinare in tribunale tutti i responsabili di questo scempio. Lo sappiano fin da ora.

Già, chi sono i responsabili?

La Lega e il PD. Sono i due partiti che a Milano hanno governato e governano Regione e Comune. Sono Regione Lombardia e Comune di Milano che hanno fortemente voluto le vasche, e ci hanno anche messo i soldi. Ma a Senago Lega e PD cercano un’improbabile verginità politica dicendo di non volere le vasche. Ma chi credono di prendere in giro? I cittadini di Senago devono rendersene conto: come si fa ad affidare a questi partiti il governo della città, dopo che ci hanno imposto le vasche e per di più tentano di spacciarsi per i difensori del territorio?

E allora?

Allora, cari concittadini, votate Sinistra Senago: siamo i soli ad avere le idee chiare ed un programma autentico di contrasto allo scavo delle vasche, ma anche di limitazione dei danni.

Anche “Articolo 1 – Movimento Democratico Progressista” sostiene Sinistra Senago ed il candidato Sindaco Francesco Bilà

Lunedì mattina, 5 giugno, Eleonora Cimbro, deputato della camera, eletta nelle file del Partito Democratico ed ora sostenitrice di “Articolo1 – Movimento Democratico e Progressista”, sarà presente ai banchetti di Sinistra Senago presso l’area mercato, per sostenere la candidatura a Sindaco di Francesco Bilà ed il progetto di Sinistra Senago.

Vieni ad incontrarla con Francesco Bilà e Sinistra Senago.

Nuove idee nascono a Senago, nuovi progetti per il futuro della nostra città.

Scegli l’alternativa al solito pastrocchio, scegli chi la sinistra la vuole e la pensa unita, scegli Francesco Bilà e Sinistra Senago.

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