Archivi categoria: legalità

Satira locale: “Grande (in)successo del Convegno su legalità e trasparenza tenuto in Regione Lombardia. Ma spunta una nuova proposta.

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Immagine elettorale di Mario Mantovani scattata nel 2013 a fianco dei fedeli sostenitori Senaghesi Maurizio Brazzoli e Gabriele Vitalone, quest’ultimo attuale consigliere di Forza Italia a Senago.

Il Convegno su Legalità e Trasparenza organizzato da Regione Lombardia è andato stranamente deserto, forse per qualche insignificante inconveniente.

Doveva infatti aprire i lavori Mario Mantovani, ex assessore alla sanità ed ora anche ex vice presidente della Regione Lombardia, ma purtroppo lo hanno arrestato la stessa mattina di martedì 13 ottobre, poco prima dell’inizio dei lavori. Le forze dell’ordine lo hanno prelevato e condotto per via diretta a San Vittore.

Ed al convegno non solo non c’era l’esponente di Forza Italia, ma nemmeno gli esponenti del centrodestra di Giunta e Regione attesi come relatori.

Forse disorientati, i pochissimi presenti se ne sono andati dalla sala avviliti per non aver potuto assistere alla lectio magistralis dell’ex vice presidente.

Sembra però, da voci di paese, che lo stesso convegno sarà di nuovo proposto in sede diversa, questa volta in provincia, a Senago, presso la splendida cornice di Villa Borromeo, sperando che questa volta le cose vadano meglio. La data è ovviamente da definire in base alla futura disponibilità dei relatori e della stessa Villa ancora sotto sequestro.

Le stesse voci di paese affermano però che esponenti di Forza Italia di Senago sono già a San Vittore per contattare l’ex assessore alla sanità di Regione Lombardia, Mario Mantovani a cui proprio ieri sono stati confermati gli arresti, al fine di proporlo per l’apertura iniziale dei lavori del prossimo convegno. Partecipate numerosi.

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Nella foto, tratta da un volantino elettorale delle recenti elezioni regionali della Lombardia (2013) vediamo l’ex vice presidente Mario Mantovani a fianco del sostenitore di Forza Italia locale Gabriele Vitalone, attuale consigliere in Comune a Senago per lo stesso parito di Mantovani. Lo stesso Mantovani deve la sua elezione al consiglio della Regione Lombardia grazie al determinante forte impegno e sostegno degli attivisti di Forza Italia di Senago.

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ENNESIMO TERREMOTO GIUDIZIARIO: SUBITO VIA IL MINISTRO LUPI!

Milano, 17 marzo 2015. Dichiarazione di Massimo Gatti, già Consigliere di Milano Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI.

img-128027447094567“Occorre riconoscere finalmente che molti comitati, associazioni e persone con qualche amministratore locale coraggioso denunciano preventivamente da anni il malaffare, la corruzione e le mafie che si annidano dietro le cosiddette “grandi opere” inutili e dannose.
In questi giorni la magistratura è intervenuta un’altra volta significativamente decapitando (speriamo) un sistema criminale nazionale su molteplici opere che ruotano attorno al mistero delle Infrastrutture e all’intramontabile ingegnere Incalza “dominus” da troppi anni prima di essere arrestato. Merito alle parti politiche che hanno richiesto la sua rimozione recentemente e nelle fasi precedenti. 
Oggi però un atto preliminare di decenza deve riguardare le dimissioni immediate del ministro Maurizio Lupi, per salvaguardare chi lavora onestamente e con competenza nelle Istituzioni dello Stato e nelle aziende. Il governo Renzi e la giunta regionale Maroni oltre che fare turismo politico e una propaganda disgustosa presso il cantiere EXPO e nei cantieri TEM,BREBEMI,Pedemontana abbiano il coraggio di contrastare il partito del cemento o si facciano da parte. La Città metropolitana, tanti Comuni silenti e tanti organi di controllo diano un segno di vita. Basterebbe ascoltare ad esempio i movimenti e gli uomini e le donne che si battono per:
-l’interramento della RHO-MONZA
-l’eliminazione delle false vie  d’acqua di Milano
-la restituzione dei fondi scippati da EXPO alla tranvia Milano-Limbiate
-la tutela del Comune di Gessate che chiede sicurezza e opere utili anziché l’autostrada in casa.
Gli agricoltori, i territori e i servizi  pubblici locali sono a credito verso una politica scellerata che ha favorito solo cattedrali nel deserto mangiasoldi. La democrazia prevede l’obbligo di perseguire gli interessi generali e la Costituzione, anche per lor signori, è ancora vigente”.

Il Cavaliere piangente

di Rossana Rossanda (pubblicato sul sito Sbilanciamoci.info il 07-08-2013)

pianginaindexÈ stato assai benevolo l’ascolto dello show di Berlusconi sabato scorso da parte del Colle e di Palazzo Chigi, Napolitano e Letta, seguiti da tutta la stampa hanno sentito solamente che il Cavaliere non intende far cadere il governo. Sono stati incredibilmente sordi su tutto il resto, i soli a non aver sentito che egli ha definito l’attuale Repubblica un regime, una dittatura, insultando non solo la magistratura ma tutto l’assetto istituzionale, considerando la magistratura semplicemente il braccio armato della sinistra che sta mettendo a rischio la libertà di tutti.

Il cavaliere piangente ma insolente ha dunque ripetuto che “boia chi molla”, lui non mollerà e che per ora regge il governo come la corda regge l’impiccato. Lo regge finché eseguirà i due o tre ordini che gli ha dato, abolire Imu e Iva e riscrivere la Costituzione in tema di giustizia.

In un altro paese, queste parole dette da un cittadino condannato in terzo grado per reati comuni, ne avrebbero prodotto l’arresto da parte dei carabinieri, da noi le più alte cariche dello stato ne hanno elogiato la moderatezza. Il Capo dello stato ha ricevuto immantinente i luogotenenti del Pdl alle Camere, che gli sono andati a chiedere di annullare l’inagibilità politica che a Berlusconi è stata comminata, mentre un ex leader del ’68, Mario Capanna – preso dice da umana pietà per il povero vecchio condannato a un anno di detenzione da passare nelle sue dorate pareti domestiche – gli ha offerto di occuparsi invece di una sua opera pia.

Si capisce che di fronte a questa cura che di Berlusconi si prendono destra e sinistra, la presidenza della repubblica e il governo temano che una consultazione elettorale potrebbe far emergere la collera di due terzi degli italiani o magari porterebbero il residuo terzo, per ora espresso dal Popolo delle libertà, a riafferrare le bandiere di Forza Italia e a gonfiarsi. Perché la confusione è immensa ed enfatizzata da una Rai che sembra tutta una filiale di Mediaset.

La sola voce alternativa è quella di Stefano Rodotà sul manifesto e sul Corriere. L’esercito di Silvio ha una maggioranza alla Camera e al Senato, specie al Senato? Non l’ha; e allora che cosa impedisce di cambiare rapidamente la legge elettorale, prendendo tale e quale il Mattarellum, che non sarà il miglior testo possibile ma, per usare le parole di Letta, “mette in sicurezza” le elezioni dalle porcherie immobilizzanti del Porcellum? Chi impedisce al Pd di lanciare questa sfida? La si avanzi al più presto e poi si vada alle elezioni.

Se poi risultasse che anche votando con una legge non truffaldina l’Italia si rivelerebbe ingovernabile tale e quale ora, vorrebbe dire che siamo alla nostra repubblica di Weimar, i toni altrettanto drammatici ma più bassi, come ha osservato Vendola, e non resterebbe che guardarci in faccia: nascondere una così vasta crisi, morale ancora prima che politica, non servirebbe che ad incancrenirla.

Analogamente a Stefano Rodotà, io non credo che sarebbe così: ci sono nella società italiana ancora molti anticorpi, anche non istituzionali, vivi ancorché incapaci di unirsi su un fronte comune. Il maggior difetto delle nostre anime politiche, dentro e fuori il palazzo, è il non ascoltare che se stesse. Ma non si è democratici da soli.

Legalità e rispetto delle regole. Senago è ultima

Il rispetto delle regole è la base del modello democratico in cui viviamo e ciò può essere tradotto in una parola semplice: legalità.

Legalità che si assume essere sempre presente nelle istituzioni, quasi come un assioma, mentre il cittadino è costantemente sotto il faro del controllo, quale sospettato di illegalità nelle sue quotidiane azioni.

Eravamo noi  illegali in Consiglio Comunale quando, muniti di videocamere e comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, ci accingevamo ad effettuare le riprese della seduta consigliare, nel rispetto delle regole. Fummo allora invitati – con l’ausilio dei Carabinieri – a chiudere la videocamera (ma non l’audio registratore e le fotocamere – stranezza) senza nemmeno che fosse pronunciata una parola ufficiale in aula che potesse quindi essere verbalizzata.

Per la cronaca l’audio lo conserviamo ancora, ma per rispetto delle istituzioni non lo pubblichiamo, anche se “è cosa” pubblica a tutti gli effetti.

Capita poi purtroppo, a volte, che la mancanza di rispetto per le regole parta proprio dall’ambito istituzionale. E’ qui che l’assioma si rompe e l’illegalità si manifesta nel suo più torrido aspetto: il sopruso e l’abuso da parte del potere.

Così accade che nel nostro piccolo Comune di Senago, il Sindaco riceve una ISTANZA firmata da un gruppo di cittadini facenti parte di diversi movimenti politici. Una istanza presentata secondo le regole scritte nello Statuto del Comune di Senago, dove si chiedevano lumi circa la richiesta, già pervenuta all’amministrazione da parte del “Forum Salviamo il paesaggio” per effettuare il censimento degli immobili, alla quale non è mai stata data risposta.

Sono passati più di due mesi dalla nostra istanza e nessuno si è ancora fatto vivo.

Speriamo almeno che il Sindaco abbia informato il consiglio comunale, com’era scritto nella nostra istanza, altrimenti saremmo nel più grave degli squilibri democratici. Alla faccia della trasparenza da loro tanto sbandierata.

Viva la legalità, se ancora esiste.

SinistraSenago, Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune

 

MONI OVADIA a Paderno Dugnano: “Per Non Dimenticare” la tragedia Eureco

In occasione del secondo anniversario della tragedia Eureco, fabbrica di stoccaggio rifiuti, dove il 4 novembre 2010 è scoppiato un terribile incendio, che ha causato la morte di 4 lavoratori e il ferimento di altri tre, si terranno le iniziative (vedi locandina allegata) che sono state organizzate dal Comitato a Sostegno dei Familiari delle Vittime e dei lavoratori Eureco, di cui fanno parte anche AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica.
30 ottobre 2012 – Laura Tussi

Il 4 novembre 2012 a Paderno Dugnano (Milano).

“Per Non Dimenticare” la tragedia Eureco…

con un intervento di MONI OVADIA

In occasione del secondo anniversario della tragedia Eureco, fabbrica di stoccaggio rifiuti, dove il 4 novembre 2010 è scoppiato un terribile incendio, che ha causato la morte di 4 lavoratori e il ferimento di altri tre, si terranno le iniziative (vedi locandina allegata) che sono state organizzate dal Comitato a Sostegno dei Familiari delle Vittime e dei lavoratori Eureco, di cui fanno parte anche AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica.

Partecipate numerosi per portare la vostra solidarietà.

Con l’occasione rinnovo l’appello a chi volesse dare un contributo economico per aiutare queste persone, che stanno vivendo tuttora una grave situazione di disagio. Siete invitati a versare anche un piccolo contributo economico

sul seguente conto corrente:

 

A.I.E.A (Associazione Italiana Esposti Amianto)

IBAN: IT71P0760101600000009791656

causale: Contributo per i lavoratori Eureco.

 

IBAN: IT71P0760101600000009791656

 

SWIFT: BPPIITRRXXX

Diaz, l’ira dei poliziotti “Non ci fanno parlare”

Una circolare vieta ogni commento, gli agenti incontrano il regista del film sul G8. La solidarietà del regista del film: “Un divieto puerile, un misto di debolezza e convenienza” di MICHELE SMARGIASSI (www.repubblica.it)

BOLOGNA – “Articolo 3, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale…”: Santino Triolo, agente antidroga della Mobile, prende per primo il microfono e inizia a leggere la Costituzione, con enfasi ed emozione, si capisce che pensa “questo almeno me lo lasceranno dire”. Fremono dietro al bavaglio i poliziotti, è un dibattito soffocato questo sulla “Democrazia nella Polizia”, nel quale i poliziotti non possono parlare, anche se l’hanno organizzato alcuni di loro, con un’associazione di solidarietà alle “vittime dell’illegalità”, a Bologna, la città della Uno bianca.

Non possono parlare perché una tortuosa circolare … continua su repubblica

(L’articolo completo è su Repubblica in edicola oggi)