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IL CLIMA DEL 2016 IN ITALIA: UN ALTRO ANNO TRA I PIU’ CALDI; PRECIPITAZIONI INTORNO ALLA NORMA, MA TRA SICCITA’ E ALLUVIONI

Daniele Cat Berro, SMI / Redazione Nimbus
14 Gennaio 2017

Nell’insieme dell’Italia il 2016 è nuovamente risultato un anno tra i più caldi a scala plurisecolare, sebbene meno eccezionale rispetto al 2014 e al 2015, in quarta posizione dal 1800 a livello nazionale con un’anomalia termica media di +1,2 °C secondo l’ISAC-CNR.
Concentrando l’attenzione sul Nord, in quasi tutte le lunghe serie storiche l’anno si è collocato tra il 4° e il 6° posto, con anomalie per lo più comprese tra +0,7 e +1,5 °C.

Poco discoste dal normale le precipitazioni annue, il cui totale tuttavia maschera alcune ragguardevoli anomalie mensili e locali di segno opposto, quali le forti siccità di gennaio, di fine estate e di dicembre, quest’ultima straordinaria al Nord-Est e in alta Toscana, e i diluvi alluvionali di fine novembre al Nord-Ovest.

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Lega ambiente fa il conto: in Italia danni x più di sessanta miliardi

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“I cambiamenti climatici in atto richiedono nuove forme di risposta alle emergenze e ai pericoli che incombono anche sulle nostre citta’”. Legambiente in un dossier cerca di fare il punto sulle nuove forme di pianificazione e di gestione delle aree urbane, per le quali sono necessari i provvedimenti “per mettere in sicurezza i cittadini e ridurre gli impatti sui quartieri e sulle infrastrutture dei centri urbani”. E “secondo gli esperti dell’Ipcc, infatti, saranno proprio le aree urbane a pagare i costi sociali maggiori del global warming in particolare nell’area del Mediterraneo”.

Insomma, “le citta’ sono il cuore delle sfida climatica in tutto il mondo perche’ e’ nelle aree urbane che si produce la quota piu’ rilevante di emissioni- avverte il dossier- ed e’ qui che l’intensita’ e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici e infrastrutture”.

In Italia sono diverse le ragioni per cui l’adattamento al clima deve diventare una priorita’ nazionale, infatti “l’81,2% dei Comuni e’ in aree a rischio di dissesto idrogeologico, con quasi 6 milioni di persone che vivono in zone a forte rischio idrogeologico”.
Il dossier evidenzia come molte grandi citta’ italiane hanno visto ripetersi negli anni fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni alle infrastrutture e agli edifici e provocato morti e feriti. “Tra il 1944 ed il 2012 sono stati spesi 61,5 i miliardi solo per i danni provocati dagli eventi estremi nel territorio italiano”, e secondo i dati di Italia sicura, il nostro Paese “e’ tra i primi paesi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni da eventi di dissesto: circa 3.5 miliardi all’anno dal 1945 in poi. Dal 1950 ad oggi abbiamo contato 5.459 vittime in oltre 4.000 eventi tra frane e alluvioni”.

Questi dati dimostrano anche che “c’e’ stato un cambiamento nella quantita’ e intensita’ dei fenomeni di pioggia, che sempre piu’ spesso si concentra in pochi minuti con quantitativi di acqua che mediamente dovrebbero scendere in diversi mesi o in un anno”, e che quindi “c’e’ bisogno di attivare un sistema di risposta piu’ efficace, in base alle caratteristiche dei diversi territori, a volte condizionati da fenomeni di dissesto idrogeologico, altre dalle conseguenze di una gestione disinvolta del consumo di suolo, dell’edilizia o della rete di smaltimento delle acque”.

“Scala Mercalli”, un programma da non perdere, questa sera 21,30 RAITRE

Scala Mercalli

I gradi della crisi ambientale e la via della sostenibilità
Conduce Luca Mercalli
Da sabato 28 febbraio ore 21:30 Rai3

Viviamo in un mondo popolato da oltre sette miliardi di esseri umani, sempre più complesso e vulnerabile. Le crisi ambientali e l’esaurimento delle risorse naturali, annunciate oltre quarant’anni fa dal Rapporto sui Limiti della crescita del Club di Roma, cominciano a  verificarsi: cambiamenti climatici, eventi estremi, sovrasfruttamento degli oceani e delle foreste, inquinamento, rifiuti, cementificazione.

1421401820761mercalli260Ma le soluzioni sostenibili esistono già: economia circolare, riciclo degli scarti, energie rinnovabili, agricoltura sostenibile, una nuova filosofia di vita per le donne e gli uomini di domani. L’informazione scientificamente corretta ma comprensibile a tutti è la chiave di questa rivoluzione globale sempre più urgente. Senza consapevolezza non siamo forti né come individui né come collettività.

 

Scala Mercalli è il nuovo programma di Rai3 che andrà in onda, a partire da sabato 28 febbraio, dal Centro Multimediale “Sheikh Zayed” della F.A.O.: l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Sarà condotto per sei settimane, dal 28 febbraio al 4 aprile, dal climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana e volto storico del programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”.

Mercalli parlerà della profonda  crisi ambientale del nostro pianeta, ormai quasi al collasso, in una prima serata televisiva come quella del sabato che nella linea editoriale di  Rai3 è  tradizionalmente destinata alla divulgazione scientifica.

Documentari originali da tutto il mondo – dai ghiacci delle Ande alle megalopoli cinesi – e grandi ospiti del mondo scientifico per approfondire temi quali i cambiamenti climatici, le risorse energetiche fossili e rinnovabili, la gestione dei rifiuti, l’uso del territorio e la vulnerabilità agli eventi estremi, la protezione civile e l’agricoltura sostenibile.

Oltre a raccontare con l’aiuto di scienziati e ricercatori i diversi gradi di questa crisi e l’esaurimento delle risorse naturali, Luca Mercalli informerà il pubblico anche delle possibili soluzioni tecnologiche e delle risorse culturali che già esistono per potere invertire questa tendenza: dalla politica energetica della Danimarca, ad esempio, agli orti del Marocco che strappano terra al deserto.

Visita il sito: http://www.scalamercalli.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-99aaef01-73f2-4c4e-8eb2-f84af905a886.html