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Ai sindaci NO TAV d’Italia: invito alla manifestazione del 6 maggio. NO TAV = NO VASCHE

 

Qui di seguito l’invito rivolto dai Sindaci dell’Unione Montana della Val di Susa ai sindaci di tutta Italia. L’invito è quello di partecipare alla manifestazione del 6 maggio da Bussoleno a San Didero perchè fermare la Torino Lione e utilizzare le risorse pubbliche in un altro modo, riguarda tutti i grandi e i piccoli comuni del nostro Paese, stretto tra patti di stabilità e scelte calate dall’alto sui territori. Senago sta vivendo il suo TAV con i lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione che nessuno vuole. Ingenti opere da milioni euro per trasformare Senago nella più grande discarica a nord di Milano. Noi non la vogliamo. I cittadini di Senago invitano quindi il Sindaco FOIS, che rappresenta ancora le istituzioni, a partecipare alla manifestazione in Val Susa portando il nostro vessillo unitamente alla causa no vasche. Lo farà o preferirà scendere a patti con AIPO?

Sinistra Senago vigila perchè qualsiasi patto con AIPO significa SVENDERE IL NOSTRO TERRITORIO e questo noi non lo vogliamo. I cittadini si Senago non lo vogliono.

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Bussoleno, 27 aprile 2017

Ai Sindaci

MARCIA NO TAV

Cari Colleghi,

stiamo vivendo un momento molto difficile sia da punto di vista amministrativo che politico e i Comuni sono i punti di osservazione privilegiata per capire le dinamiche e i problemi della nostra società e dei Cittadini.

In caso di forti piogge siamo in ansia perché quello che è stato fatto per frenare il dissesto idrogeologico è insufficiente, ogni volta che la terra trema per terremoto sappiamo con certezza che molte persone non avranno più una casa e i rapporti sociali ed economici di intere comunità saranno distrutti.

Dalla cronaca rileviamo con grande preoccupazione notizie su crolli dei viadotti, cedimenti di soffitti delle scuole, tempi biblici di attesa per le visite specialistiche, incertezze sulle pensioni e sui risparmi in banca.

Registriamo un tasso di disoccupazione dei giovani a livelli mai visti e una progressiva sfiducia in un futuro di lavoro certo e dignitoso.

In Val di Susa ogni giorno osserviamo un cantiere del TAV a pochi passi dalle nostre case, e vediamo l’enorme sproporzione d’investimenti per questa opera che riteniamo inutile a fronte delle vere necessità del nostro paese.

Nella nostra valle manca molto, ma non mancano certo le vie di comunicazione: un’autostrada, due statali e una ferrovia ci collegano con la Francia e costituiscono una rete moderna di trasporto passeggeri e merci; eppure ancora oggi, con un progetto vecchio di anni, si insiste sulla necessità, non dimostrabile, di una nuova ferrovia per le merci e passeggeri.

Riteniamo indispensabile in questa fase storica dare risposte a chi si trova senza lavoro o senza casa, o a chi ha perso tutto per una calamità naturale, dare accoglienza a chi è in fuga da guerre e fame, ridurre il costo del lavoro, investire sulla sanità e sulla scuola. Ci opponiamo a questo progetto perché ogni euro speso per il TAV è un euro sottratto a qualcosa di utile gli Italiani.

Crediamo sia giunto il momento di rimetterci nuovamente in marcia per la nostra Valle e non solo, perché le nostre ragioni della protesta di ieri sono immutate, anzi, oggi sono ancora più forti. Vi invito quindi con i vostri consiglieri, la fascia tricolore e il gonfalone del vostro Comune,

sabato 6 maggio 2017, con partenza alle ore 14:00

per una grande manifestazione popolare di protesta dalla Piazza della Stazione di Bussoleno sino a San Didero.

Cordiali saluti.

Sandro Plano

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Un libro che vi farà cambiare idea su ciò che accade anche a Senago: “Wu Ming 1, Un viaggio che non promettiamo breve

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 Qui potete leggere le primissime pagine: dediche, citazioni in esergo e «anteprologo».
E qui c’è l’indice, per farsi una prima idea della struttura.
Dentro il libro troverete anche una mappa a colori della Val di Susa, realizzata ad hoc, extratesto e apribile.
«Con ampiezza inusitata e controllata passione, Wu Ming 1 ha scritto un libro che resterà e che tanti dovrebbero leggere, per capire cosa davvero è accaduto nella valle e cosa certamente vi accadrà ancora di importante per tutti.»
Goffredo Fofi, «Avvenire», 02/02/2016

«Un libro che unisce, connette, mette insieme, dà a chiunque lo legga, comunque la pensasse prima di leggerlo, la possibilità di passare dall’altra parte della barricata. Se poi qualcuno, davanti a un’opera tanto ben argomentata e documentata, decide di restare in buona fede della sua idea è nel suo diritto, ma sarebbe interessante sapere come fa.»
Daniele Giglioli, «La Lettura», supplemento del Corriere della sera, 30/10/2016

«Uno straordinario libro che consegna la vicenda della Val di Susa all’epopea nazionale. E permette anche al pubblico più vasto di conoscerla nei minimi, documentatissimi, dettagli: e l’immagine che ne esce non ha a che fare con le Grandi Opere, ma con la questione della democrazia.»
Tomaso Montanari, «Il Fatto Quotidiano», 29/12/2016

«Un viaggio che non promettiamo breve mette all’opera molti degli strumenti sperimentati in questi anni dal collettivo Wu Ming. È un oggetto narrativo non identificato che tiene assieme complessità e radicalità, inchiesta e narrazione, reportage e analisi.»
Giuliano Santoro, «Il manifesto», 15/11/2016

«Un saggio che si legge come un romanzo. Onore all’autore, e anche all’editore. Il “viaggio” andrebbe proposto nelle scuole di scrittura per la qualità della parola e in quelle di giornalismo per il valore dell’inchiesta.»
Enrico Camanni su Dislivelli

«Tanto è fondamentale la resistenza contro l’Entità (il progetto Tav) per la collettività protagonista di questa storia che gronda storie, così è fondamentale il conflitto che l’autore intrattiene con un’entità mostruosa, che è il libro stesso, libro di libri, cronaca di cronache, poema e prosa, elenco e summa della lingua parlata, formidabile bordata al saggismo giornalistico. Ne risulta una sorpresa continua.»
Giuseppe Genna sul suo sito

Vasche a Senago: “SE LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE”

Questo articolo fu scritto da un militante di SinistraSenago nel 2011, quando di vasche di laminazione ne parlavano ancora in pochi, ed oggi, a distanza di quasi cinque anni, torna di drammatica attualità per la sua stretta vicinanza ad una realtà imminente che i politici attuali (ma nemmeno quelli precedenti) non hanno saputo gestire. Meditate.

 

maxresdefaultSebbene non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

PROBLEMA:
Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

DATI:
Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

SOLUZIONE:

Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
(60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

CONSIDERAZIONI

Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni (oramai 40 anni ndr), forse troppo presto per morire.

Se la matematica non è un’opinione!

Giorni della merla No Tav : una due giorni di lotta.

Notizie dal cantiere “NoTAV” in Val Clarea – 29 gennaio 2017.

Si è conclusa la due giorni No Tav dei giorni della merla. Il tempo ha giocato a nostro favore, neve e freddo hanno reso la Clarea un bella ambientazione per una due giorni di lotta.

La questura colta impreparata, a causa dell’indizione a sorpresa di giovedì sera, non è riuscita a posizionare i jersey sui sentieri e ha cercato di arginare i No Tav attraverso posti di blocco massicci agli ingressi di Giaglione ieri, rinunciando questa sera a ripeterli.

Già prima della cena condivisa alle ore 19, un gruppo di No Tav ha attaccato il cantiere con fuochi d’artificio nella parte bassa del cantiere e alle ore 23 una nuova azione dall’alto. La due giorni sta proseguendo con un falò e socialità in Clarea.

Con un minimo apporto di energie, l’iniziativa organizzata dai No Tav ha obbligato la controparte ad un estenuante lavoro di turnazione sotto la neve.
Alla prossima battaglia.

Avanti No Tav!

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NO TAV: Nicoletta condannata a 8 mesi per evasione

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Alle 7.00 di questa mattina, mentre Bussoleno cominciava a svegliarsi, i Carabinieri sono andati a prelevare Nicoletta direttamente a La Credenza, la casa della sua evasione e punto di riferimento per il movimento NoTav.
Caricata in auto, si sono recati al Tribunale di Torino dove poco dopo si sarebbe tenuta la comunicazione della sentenza per il processo per reato di evasione.
Una sentenza flash, venti minuti per comunicare la condanna di 8 mesi senza condizionale e il risarcimento delle spese processuali e alle 8:45 era già finito tutto.
In un’aula completamente vuota Nicoletta arriva per prima, ad aggiungersi solo Pm, Giudici, Avvocati Difensori.
Nessun NoTav (di disturbo?) presente, nessun giornalista, nessuna voce che potesse portare fuori informazioni.
Ma il processo, garantiscono tutti, era a porte aperte!
Eppure “qualcuno deve averle inavvertitamente lasciate chiuse”, hanno spiegato in tribunale ai tanti notav presenti che hanno provato ad accedere alla sala senza riuscirci.
E’ interessante come il timore che la notizia prenda forma tocchi così da vicino Spataro e tutto il suo bislacco entourage. E’ davvero ridicolo il modo in cui questo processo prosegue.
Tutto viene fatto in tempi strettissimi e in orari improbabili. Il tutto per tenere a tacere una situazione (folle) in cui si sono andati ad incastrare Giudici e Pm e dalla quale non sanno bene come uscirne.
Tra una quindicina di giorni il verdetto sull’attuazione della pena.
Il gesto di Nicoletta “è un modo per rivendicare la nostra lotta e farla conoscere dappertutto”. Insieme continueremo a sostenere Nicoletta e le sue scelte, che sono le nostre perché, come lei stessa ha aggiunto: “Il segno della nostra resistenza è una speranza e un esempio per tanti. Noi l’abbiamo detto: questi tribunali ci condannano, ma la storia ci assolverà”
Avanti #notav!
(pubblicato sul sito http://www.notav.info)

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NO TAV: Erri de Luca assolto! Un’ altra sconfitta per i pm con l’elmetto

CRq9G_yW0AEs3fhIn un’aula stracolma di notav e giornalisti, alle 13, dopo l’interruzione delle 9.30, dove Erri de Luca ha letto una dichiarazione dove ribadiva la parola contraria, il giudice ha letto la sentenza: Assolto per non aver commesso il fatto!

Il processo imbastito contro lo scrittore Erri de Luca è la conferma di come la crociata contro i notav abbia passato così il segno che arriva a sfiorare il ridicolo.

Mentre il presidente del tribunale di Torino lamenta oltre 6000 cause ingolfate e ferme, ogni procedimento contro chi si oppone alla linea tav imbocca canali preferenziali, dove i noti pm con l’elmetto trovano il pieno appagamento alle proprie voglie d’inquisizione.

Se il processo per terrorismo, forzato in ogni sua parte, ha parzialmente subito una botta d’arresto nel suo capo d’accusa principale, oggi si celebra il processo alla parola, quella contraria, con tanta di quell’enfasi da superare le soglie del ridicolo per l’accusa in toga.

Erri ha retto l’assalto, stretto dal calore del popolo notav, dai suoi lettori e da pochi colleghi, ma è andato avanti, continuando a sostenere le sue affermazioni fino alla dichiarazione pre-condanna.

Del resto se si abbraccia la giusta causa notav bisogna andare così, fino in fondo, senza paura, convinti che la storia giudicherà questa lotta, non un magistrato, né tantomeno un tribunale.

In un paese normale, dove le contese politiche e sociali non si risolvono a colpi di condanna, ci sarebbe da chiedersi se dopo l’ennesima cantonata, spacciata come fiore all’occhiello, l’apparato giudiziario del sistema tav, non debba essere messo in condizioni di non far ingolfare i tribunali per l’ossessione notav, ma sappiamo che non sarà così, quindi per oggi, non dimenticando nessun notav inquisito o incarcerato, festeggiamo l’assoluzione di Erri e la vittoria della parola contraria, più forte (anche senza sentenze) delle parole del potere!

Oggi dalle 17 Erri sarà in Valle

Erri De Luca, procura di Torino chiede condanna a 8 mesi: “Le sue parole hanno effetto sul movimento No Tav”

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“Le sue parole hanno un peso determinante sul movimento No Tav”. La procura di Torino ha chiesto otto mesi di condanna a Erri De Luca, l’autore napoletano imputato di istigazione a delinquere per aver detto che “la Tav va sabotata” all’Huffington Post il 1 settembre 2013 e all’Ansa pochi giorni dopo.

“Gli ricordo quello che scrisse Primo Levi”, ha detto il sostituto procuratore Antonio Rinaudo nel corso della requisitoria di fronte al giudice Immacolata Iadeluca. E cosa diceva Levi? “Abbiamo una responsabilità, finché viviamo. Dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno”. Per questo, secondo il pm, “c’è una responsabilità diretta tra chi parla e la parola che pronuncia. Allora è evidente che la libera manifestazione del pensiero, di fronte a una manifestazione che ha un contenuto intrinseco di illiceità come istigare, non può trovare una tutela”.

Le dichiarazioni di De Luca (difeso dagli avvocati Gianluca Vitale e Alessandra Ballerini) erano arrivate dopo l’allarme lanciato dall’ex procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli sul rischio terroristico in Val di Susa in una stagione di attacchi e sabotaggi al cantiere… continua a leggere l’articolo su “il fatto quotidiano” clicca qui.