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L’omofobia? E’ una malattia da curare

Uno studio coordinato di tre università (Firenze, L’Aquila e Roma) e pubblicato su “The Journal of Sexual Medicine” mostra che gli atteggiamenti omofobi sono favoriti da tratti psicotici e da generali atteggiamenti di rabbia e ostilità. E’ l’omofobo dunque, e non l’omosessuale, la persona affetta da patalogia

di Giovanni Sabato – pubblicato su L’Espresso

dsagf_image«Per secoli si è discusso se l’omosessualità fosse una malattia. Ora scopriamo che la vera malattia da curare è l’omofobia». Non usa mezzi toni Emmanuele Jannini, sessuologo all’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, nel  riassumere senso dello studio pubblicato su “The Journal of Sexual Medicine”.

Con Giacomo Ciocca e altri colleghi delle Università di L’Aquila, Firenze, e Roma La Sapienza, Jannini ha sottoposto a oltre 550 studenti universitari italiani un test che misura i livelli di omofobia e altri questionari che individuano vari aspetti della personalità. Scoprendo che l’omofobia non è così rara come forse ci si poteva aspettare in un gruppo di giovani universitari, e che, come invece era ampiamente previsto, è più diffusa fra i maschi.

Ma soprattutto che è favorita da una serie di precise caratteristiche psicologiche. Sono tendenzialmente più omofobe le persone con livelli più alti di psicoticismo, un aspetto della personalità caratterizzato dalla paura, … continua a leggere sul sito de L’Espresso clicca qui

Ministro indiano choc: “Gay da curare, come gli alcolisti”. L’India è davvero uno stato democratico come l’Italia?

L’India, grande nazione civile e democratica che sta purtroppo vivendo un interminabile contenzioso giudiziario con l’Italia a causa dell’uccisione di due pescatori da parte di militari italiani nella più nota vicenda denominata “dei Marò”,  come tutte le civiltà evolute a volte incappa in regressioni politiche e di diritto civile. E’ il caso accaduto al ministro dello Sport e della Gioventù dello stato indiano di Goa che indica, in modo alquanto sprovveduto, “I gay come esseri da curare come gli alcolisti anonimi”.

Stanno infatti facendo discutere i media di metà del subcontinente le dichiarazioni di Ramesh Tawadkar, che ha annunciato la prossima apertura di un “centro di riabilitazione” per rendere “normali” gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, affine a quelli già esistenti per il recupero ad esempio degli alcolisti anonimi.

Secondo il ministro, i pazienti del centro verranno “allenati”, ricevendo anche appositi farmaci e terapie specifiche: “Allo stesso modo di altri gruppi come giovani criminali, tossicodipendenti, emarginati, immigrati o geograficamente svantaggiati – ha spiegato il ministro al canale NDTV – verrà eseguita un’indagine dettagliata affinché le problematiche della comunità Lgbt vengano trattate specificamente“.

L’omosessualità, purtroppo, era stata reintrodotta come reato in India poco più di un anno fa. Sul caso di Goa è però intervenuto lo stesso governatore dello Stato indiano, affermando che il ministro si è dimostrato “un ignorante” e garantendo che “non esiste alcun progetto governativo per normalizzare i gay.”

E da noi? Da noi, in lombardia, il Governatore leghista Roberto Maroni con la sua lega del nord, organizzano un convegno dal titolo ‘famiglia naturale’, al quale parteciperanno associazione come “obbiettivo chaire” che propone di individuare “la ricerca delle cause [spirituali, psicologiche, culturali, storiche] che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”…. obbiettivo chaire propone inoltre … “Attenzione rivolta a genitori, insegnanti, ed educatori al fine di prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti, e nei giovani” … oltre che proporre un … “accompagnamento spirituale, psicologico e medico” verso chi ha tendenze omosessuali (vedi qui obbiettivo chaire)

Se guarderete il filmato prodotto da il Fatto Quotidiano (clicca qui), avrete modo di accertarvi che la differenza tra lo stato indiano e quello italiano non è in alcun modo percettibile: entrambe sono due grandi democrazie che cercano a tratti di infilare la via della regressione dei diritti , come per altro in Italia è già accaduto in tempi nemmeno tanto lontani.

Ecco perchè, come nel caso dei due Marò, per i quali lo stato italiano ha già riconosciuto in sede civile un risarcimento alle famiglie dei due pescatori uccisi – ammettendo così l’evidenza di colpa da parte dei due militari –  i due paesi avranno grandi difficoltà a venire a conclusione del contenzioso, pur essendo due identiche grandi nazioni democratiche, o quasi.