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Comunicato stampa di Sinistra Senago del 12 Aprile 2017

 

Nel quadro di una sinistra da anni unita e solidale, Sinistra Senago, nata nel 2012, si arricchisce da oggi del contributo fondamentale di una giovane forza di sinistra che aderisce e parteciperà con tutti gli altri soggetti già presenti da tempo (Possibile, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Senago Bene Comune) facendosi portatrice di sensibilità ed impegno politico e militante per il bene della citta di Senago. Sinistra Italiana partecipa e contribuisce così all’idea ed al progetto di Sinistra Senago, per una città amministrata in modo solidale, partecipato e con uno sguardo sempre attento alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente. La sensibilità delle compagne e dei compagni di Sinistra Italiana darà ulteriore linfa e sarà un elemento di arricchimento costruttivo del progetto di Sinistra Senago che, a questo punto, può dirsi sempre di più un movimento plurale, democratico, progressista e unitario, per un’alternativa a sinistra.

Sinistra Senago indica, sostiene ed invita a votare Francesco Bilà quale candidato sindaco per le imminenti elezioni comunali del prossimo 11 giugno.

 

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ZTL Bollate – Referendum Truffa

Il 6 Novembre i cittadini di Bollate saranno chiamati a decidere sulla ZTL, che tanti problemi ha dato a tutto il territorio, compreso a Senago ed ai suoi cittadini, peraltro esclusi dall’esprimere un loro parere sulla ZTL stessa.

Un “referendum” dovrebbe essere semplice e chiaro, invece l’amministrazione Vassallo (PD-SEL-PSI) ha deliberatamente e subdolamente modificato modalità e persino l'”oggetto del contendere”, spalleggiata purtroppo da gran parte delle forze di opposizione in consiglio comunale, compresi i 5Stelle! Pareri non favorevoli sono invece giunti dalla lista di sinistra “Per un’Altra Bollate” e da un altro gruppo consiliare.

Cosa è successo? Perchè è diventata una truffa?

Innanzi tutto la consultazione doveva essere un SI o un NO alla ZTL sperimentata da Giugno in poi, invece ora è diventata una “consultazione popolare non vincolante”, ma soprattutto i cittadini non possono più esprimersi con un SI o NO sulla ZTL sperimentata (decisa dalla vecchia amministrazione leghista-PdL ma avviata dalla attuale), bensì si trovano a decidere su nebbiose e indefinite “ipotesi future” !

Il quesito referendario diventa una fumoso e ambigua scelta tra due opzioni che daranno il medesimo risultato!

Ecco il quesito che sarà sulla scheda:

VUOI CHE L’ATTUALE ZONA A TRAFFICO LIMITATO (ZTL):
– RESTI ATTIVA CON UN PERIMETRO RIDOTTO
– SIA DISATTIVATA

Ecco perchè è una truffa:

  1. non è un SI o un NO a quanto sperimentato, ma una scelta tra due opzioni in cui in una si accenna ad una nuova ZTL futura, senza alcuna indicazione certa (sono uscite alcune proposte ed idee, ma nulla di formalizzato nè tantomeno approvato dalla giunta per essere proposto all’accettazione del ministero competente), nell’altra ci si riferisce a quella attuale: due risposte non in alternativa come necessario se si deve far scegliere l’una o l’altra, ma con contorni diversi e come vedremo molto “sovrapponibili” come esito.
  2. Se vincesse la prima risposta (e se l’amministrazione accettasse il parere della consultazione) , allora l’amministrazione sarà libera di definire un’altra ZTL più piccola (di un metro? di 2 km? …Boh) e farla passare SENZA PIU’ CONSULTAZIONE popolare. Quindi niente sperimentazione e poi referendum…. Ovvio che se i cittadini bollatesi scelgono questa soluzione la attuale ZTL dovrebbe essere subito disattivata, in attesa che il Ministero approvi quella nuova (minimo un anno)
  3. Se vincesse la seconda risposta (e se l’amministrazione accettasse il parere della consultazione) , allora la ZTL attuale sarà disattivata, ma NIENTE impedisce all’amministrazione bollatese di pensare ad un’altra ZTL a breve (la seconda risposta dice NO a QUESTA ZTL, non ad altre….), ovvero ESATTAMENTE COME SOPRA, decidendo in giunta comunale e chiedendo al Ministero una nuova approvazione.
  4. Ovvero: qualunque sia la risposta alla consultazione, l’amministrazione bollatese potrà fare quello che vuole e molto probabilmente farà la STESSA cosa comunque vada il referendum! E senza poi chiedere il parere ai cittadini “che tanto hanno già votato”
  5. A quanto sopra si aggiunge un altro inganno, questa volta con un messaggio politico -negativo- di carattere generale. In Bollate, come in tutti i nostri comuni, vi sono molti stranieri che risiedendo da tempo in città, facendone parte integrale e spesso molto produttiva, ed hanno regolare Carta di Identità emessa dal Comune. Anche a  Bollate ce ne sono tantissimi, ma a loro, cittadini regolari da più di 5 anni della città (a cui versano le tasse locali esattamente come gli altri) viene IMPEDITA l’espressione di voto su un tema prettamente cittadino. E’ stata usata la scusa che il Comune non farebbe ora in tempo ad inserire tutti (come se il referendum fosse stato indetto 2 giorni fa); basterebbe invece accedere all’anagrafe per vedere ed elencare tutti i residenti, italiani e stranieri. Una ulteriore OCCASIONE PERSA per migliorare l’INTEGRAZIONE tra chi vive, lavora, studia e abita nelle nostre città. Un’altra pessima decisione politica per chissà quali paure. Non saranno i cittadini di Bollate a decidere (pardon, “dare un parere”) , ma SOLO UNA PARTE DI ESSI.

Non date ascolto a chi vi dice che una cosa del genere è “partecipazione”, la vera partecipazione è ben altro: SinistraSenago lo sa benissimo. Questa di Bollate è una deliberata truffa dell’amminstrazione per confondere le carte ed avere comunque mani libere! Anche i Senaghesi dovrebbero reagire: di sicuro saranno impattati da quanto succederà il 6 Novembre.

Questo “referendum” va tenuto a mente anche a Senago: E’ proprio il miglior cattivo esempio di consultazione cittadina possibile!

Di sicuro SinistraSenago ha in testa un altro tipo di partecipazione, dove i cittadini sono prima correttamente informati e poi possono scegliere chiaramente per decidere il bene della città. TUTTI i cittadini.

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Per la sinistra di tutte e di tutti

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Incontriamoci

Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo.

Non è un annuncio. È una proposta.

Non sarà un evento cui assistere da spettatori.

Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee.

Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all’altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.

L’obiettivo

È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontani dalla politica.

Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare e eliminare la precarietà, restituendo dignità al mondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fa scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia.

Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni.

Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.

Partecipa

Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme.

Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone.

Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale.

Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci.

Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.

Petizione popolare sul PGT di Senago “SALVIAMO IL PAESAGGIO”: abbiamo consegnato le vostre firme!

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La raccolta delle firme per la PETIZIONE è stata completata e la scorsa settimana l’abbiamo consegnata al Sindaco del Comune di Senago.

La scorsa settimana, una delegazione di SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene  Comune, ha consegnato le firme raccolte per presentare la petizioneSALVIAMO IL PAESAGGIO” al Sindaco del nostro Comune.

La raccolta firme chiede di sospendere l’adozione del PGT presentato dalla giunta perchè non rispetta il criterio di consumo zero di suolo.

Chiede quindi di eseguire un censimento degli immobili sfitti col quale riformulare un nuovo PGT sulla base delle reali esigenze che saranno riconosciute, anzichè sulle esigenze dei soliti speculatori del mattone.

Noi crediamo che il nostro territorio sia già saturo di cemento e non più in grado di sopportare altre ingiurie al suolo.

Auspichiamo che la Vostra richiesta sia accolta da un’ampia schiera di consiglieri ed assessori e che con essa diventi possibile costruire una nuova fase politica, che ponga al centro dell’attenzione le richieste della gente e le esigenze del territorio, oramai troppo vicino al collasso per il troppo cemento colato senza pensare al futuro dei nostri figli.

La Vostra battaglia, è la Nostra battaglia. Insieme lotteremo per un mondo più giusto.

Abbiamo già chiesto un incontro al Sindaco per chiedergli cosa vorrà fare della Vostra Petizione. Come sempre vi terremo informati.

SinistraSeango, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune

Lettera ai membri del Movimento Cinque Stelle (dal sito di Senago Bene Comune)

penna-che-scriveCari componenti del Movimento Cinque Stelle,

chi vi scrive è un cittadino indipendente che, come voi, ha deciso di avvicinarsi alla politica senza essere un politico di professione.

Chi vi scrive non ha votato per voi perché la pensa in maniera diversa dal M5S, ma considera, come voi, il ceto politico italiano riprovevole, per usare una parola delicata.

Non si può considerare la vostra vittoria elettorale come un male.

La presenza del M5S alle elezioni ha dato una risposta di partecipazione al momento politico: se voi non ci foste stati, l’astensionismo sarebbe stato maggiore e forse avrebbero vinto, continuando a governare, i personaggi che hanno portato alla rovina il nostro Paese.

Nel corso della campagna elettorale tutti hanno avuto modo di vedere che il vostro partito è anche un movimento, fatto di persone che hanno deciso di smettere di delegare le scelte politiche, di persone con un’etica personale e collettiva.

Fino ad ora, avete cercato di capitalizzare al massimo la vostra “diversità” evitando in tutti i modi di essere assimilati al mondo politico; pochi hanno capito che la vostra azione non è mai stata antipolitica, ma politica.

E, se la vostra azione è politica, allora avete scelto di contribuire alle scelte che riguardano il destino della cosa pubblica (questo è il significato della parola “politica”). Compiere quel tipo di scelte si può esprimere con la parola “governare”.

Insomma, la vostra incontestabile vittoria vi chiama a governare; solo chi è sfascista si può permettere di non sperare che lo facciate meglio di chi vi ha preceduto.

Chi vi ha preceduto ha governato male; o meglio, lo ha fatto negli interessi dei pochi che in Italia detengono la ricchezza di tutti: quindi, contro il bene della maggioranza degli italiani.

Chi invece guarda con interesse alle vostre future scelte politiche come ad un cambiamento di direzione ha numerose speranze: che le risorse necessarie per il risanamento dell’Italia vengano finalmente prelevate da chi ha di più e non da chi ha di meno; che il rilancio dell’economia venga realizzato con risorse provenienti dalla lotta all’evasione fiscale e dalla riduzione delle spese militari; che il rilancio abbia l’effetto della piena occupazione, garanzia di futuro per le giovani generazioni; che l’esecrabile riforma del sistema pensionistico venga rivista; che venga finalmente cancellata l’immonda legge elettorale voluta dai politicanti per i loro interessi; che vengano garantiti i diritti dei lavoratori; che vengano garantiti i diritti delle persone, con la cancellazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione e la concessione della cittadinanza italiana a chi è nato sul suolo della Repubblica, la revisione della legge sulla procreazione assistita, il registro delle unioni civili; che venga salvata la scuola pubblica, strangolata da quasi un decennio di continui tagli; che venga spezzata la spirale della corruzione e del malaffare e venga garantito il rispetto della legalità.

E’ solo l’elenco delle cose più urgenti da fare, ma si potrebbe proseguire.

Cari cittadini del Movimento Cinque Stelle, siete (diventati) una forza politica importante, seguita, determinante. Avete ottenuto la fiducia degli elettori. Adesso che siete riusciti a dare uno scossone al sistema politico, potrete riuscire anche contribuire alle scelte politiche. Per farlo occorre che iniziate un dialogo con chi non fa parte del vostro partito ma che vuole cambiare le cose.

A livello nazionale state iniziando a farlo.

Adesso potreste contribuire anche alle scelte che vanno compiute per la cosa pubblica locale.

Altri cittadini, come chi vi scrive, voglion farlo anche se non appartengono al vostro partito-movimento.

Siate coloro che uniscono, nei contenuti e sugli scopi comuni, anche aprendo le porte al dialogo con gli altri cittadini organizzati che vedono come voi la politica: la gestione delle scelte per il bene comune.

Carlo Avossa

Nimby? No, grazie

La città di Senago è un bene comune di tutti i suoi cittadini, ma non solo: forse è un bene anche di una comunità più ampia: crediamo che in un mondo interconnesso non si possa pensare ad una città che appartiene solo a chi vi abita. Senago è infatti il bene comune di chi vi lavora, vi studia, pur non essendo senaghese; ed anche di chi, per esempio, vi transita soltanto. Si pensi a che cosa accadrebbe se, per ipotesi, la città di Senago non curasse la manutenzione delle sue strade, che servono anche a chi di Senago non è.

Per questo è da respingere un gretto localismo riassumibile nell’acrostico inglese nimby (not in my back yard, cioè “non nel mio cortile”). Non serve spingere un problema un po’ più in là pur di non averlo a casa propria: il problema sussisterà comunque e prima o poi andrà ad interessare, proprio perché viviamo in contesti complessi ed interconnessi, anche chi si è limitato a spostarlo… nel cortile del vicino.

Per restare vicini a Senago, basti l’esempio del rischio della creazione a Limbiate di un inceneritore ed una vasca di fanghi tossici. Il Comitato “+ Limbiate – cemento”, che si sta opponendo a questi pericolosi progetti, spiega bene la situazione sul suo sito (http://piulimbiatemenocemento.wordpress.com): la vasca di fanghi tossici sarebbe localizzata a Mombello e l’inceneritore a Pinzano. Adottare una logica nimby sarebbe deleterio per tutto il territorio: non c’è bisogno di spiegare quanto un inceneritore a Limbiate peggiorerebbe anche l’aria che si respira a Senago!

E se il Comune di Senago non fosse stato commissariato, i cittadini avrebbero potuto e dovuto chiedere che anche la Municipalità di Senago facesse sentire la propria voce a sostegno di chi lavora per salvaguardare il territorio. Ciò, tra l’altro, dimostra anche che un commissariamento è sempre un evento negativo.

Senago Bene Comune e la Federazione della Sinistra chiederanno al futuro sindaco del Comune di Senago di interessarsi alla vicenda, di promuovere la difesa della salute pubblica e di informare la cittadinanza anche di ciò che sta avvenendo a Limbiate.

Anche a Senago c’è un problema, grave, che non si può affrontare con la logica nimby. Si tratta della vexata quaestio delle vasche di laminazione. Il problema è costituito dalle ripetute esondazioni del torrente Seveso a Niguarda, che causano danni ingenti. Di questo non ci si può semplicemente disinteressare! Il problema ha diverse cause: la tombinatura del Seveso, la cementificazione degli argini, l’inquinamento delle acque sversate nel Seveso, il mancato governo dell’equilibrio idrogeologico del suolo e della depurazione delle acque.

La futura Amministrazione di Senago, fuori da una logica nimby, dovrà chiedere, facilitare, promuovere una soluzione accettabile da tutto il territorio interessato dal problema senza permettere la creazione delle vasche perché si tratterebbe di un’opera inutile (non eviterebbe esondazioni del Seveso a Niguarda) e dannosa, devastante in un territorio “sotto attacco ambientale”, per usare le parole del Comitato limbiatese. Occorre lavorare affinché sia effettuato un nuovo studio indipendente, una valutazione di impatto ambientale e soprattutto va ricercata, attraverso i meccanismi della democrazia partecipata, la condivisione del progetto di soluzione con la popolazione coinvolta.

Questo è quel che Senago Bene Comune farà se governerà Senago e, qualora ciò non accadesse, quel che chiederà a qualsiasi Amministrazione Comunale che scaturisse dalla imminente consultazione popolare.

Interventi sul sociale

Lavoreremo per la valorizzazione della fascia anagrafica “post-lavorativa” dei cittadini che, pur avendo terminato la fase lavorativa vera e propria, sono ancora in grado di dare per anni un validissimo contributo di esperienza (ma non solo) ai concittadini ed alla stessa città in quanto tale, ad esempio:
– Corsi per i giovani
– Nonni per l’asilo
– Ausilio ai servizi comunali

Aggiorneremo e adegueremo alle nuove normative e linee-guida europee il regolamento comunale sul benessere degli animali, a protezione di tutti gli esseri viventi “con qualunque numero di zampe o pinne” che con noi condividono lo spazio cittadino.

Non ci dimenticheremo poi di proporre analoghe direttive per la salvaguardia del mondo vegetale. Ad esempio la lotta alle zanzare non deve avvenire a scapito di altri animali e/o bambini: quindi niente irrazionali nocive e praticamente inutili irrorazioni estive “a pioggia” ed indifferenziate, ma lotta larvicida mirata invernale e primaverile, inizialmente  con prodotti specifici artificiali, ma con la prospettiva di ricreare forme di equilibri biologici naturali ora scomparsi; su questo fronte sarà utile posizionare delle bat-box in Senago, riportando gli utilissimi e fondamentali pipistrelli a aiutarci nelle giornate estive.