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Cosa sappiamo della salute disuguale in Italia?

Le  politiche di austerità hanno messo e stanno mettendo in crisi molte  le strutture del SSN. Da questo studio per ora non appaiono ancora in profondità i danni arrecati al patrimonio di salute della popolazione. E’ peggiorata la salute mentale in ragione della fatica di vivere in una società escludente per quanto attiene il lavoro e per le condizioni di precarietà diffusa in particolare tra i giovani. E’ altresì il Meridione ove si registrano le maggiori disuguaglianze di salute. Il mantenimento e il miglioramento del patrimonio di salute della popolazione dipende certo dalla possibilità di accesso alle cure , alle diagnosi precoci, all’alimentazione e più in generale alla prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. Determinanti fondamentali sono, alla pari,  le condizioni materiali di vita, dal salario alla qualità dell’abitazione alla stabilità di un reddito che consenta alle persone di progettare la propria vita. E’ con il linguaggio dei numeri e dei dati che il fascicolo curato dal Prof. Giuseppe Costa rappresenta lo stato dell’arte delle disuguaglianze di salute nel nostro paese.

Questo fascicolo informativo è stato curato dal Prof. Giuseppe Costa (Università di Torino, DORS e Servizio di Epidemiologia ASL TO3
del Piemonte, e INMP Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) con i contributi degli esperti INMP, ISS, AgeNas e ISTAT attivi nella Joint Action Europea sulle disuguaglianze di salute.

Cosa sappiamo della salute disuguale in Italia?
(17 pagine formato pdf )

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5355&Itemid=2

http://www.diario-prevenzione.it/doc17/Costa_Trento_2017.pdf

LA BATTAGLIA DEI VACCINI (“presa diretta” su RAI3 di domenica 10 gennaio 2016)

LA BATTAGLIA DEI VACCINI. Perché nel nostro paese mentre aumentano le persone che rinunciano a vaccinarsi, tornano malattie che si pensavano sconfitte per sempre.

Viene inoltre qui smontata la tesi sulla presunta correlazione tra vaccino e autismo, correlazione sostenuta da molti  ma mai scientificamente provata.

Una puntata da non perdere. Guardatela online: clicca qui per il video

Bene comune: le vaccinazioni

INFLUENZA

Il guaio per i vaccini è che hanno funzionato. Non vediamo più intorno a noi persone che si trascinano avendo contratto la poliomielite, non esistono più malattie come il vaiolo, debellate dall’azione del vaccino.

Sorgono quindi dubbi sull’importanza della vaccinazione stessa, si ritiene che il miglioramento delle condizioni di vita, l’igiene diffusa possano bastare per non ammalarsi. In parte è vero per le infezioni batteriche, ma la maggior parte di quelle virali si trasmette nei modi comuni della nostra vita, ad esempio con uno starnuto, il quale può risultare contagioso anche in un salotto frequentato da gente pulita e ben nutrita.

I vaccini sono stati elaborati per renderci immuni dai virus, contro i quali altrimenti è costretto a reagire il nostro organismo da solo; in pratica non esistono farmaci che li contrastino.

In Italia ci stiamo allontanando dal raggiungimento dell’obiettivo del 95% di copertura vaccinale in età pediatrica, anzi siamo intorno al 90%; ciò significa che un bambino su dieci non è protetto contro morbillo, rosolia, varicella, parotite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, meningite da meningococco di tipo C, poliomielite. In verità il numero dei vaccinati contro la poliomielite si avvicina al 95%, forse perché permane la preoccupazione per malattie considerate gravi, ma il pericolo oggi è più grande per malattie considerate quasi banali, ma delle quali pochi conoscono le gravi complicazioni, quali le encefaliti gravemente invalidanti.

Ci si può chiedere se non esiste un obbligo; oggi prevale il principio di libera scelta. Se i genitori decidono di non offrire ai propri figli questa opportunità non sono in vigore le sanzioni previste in passato, ovvero una multa e la segnalazione al Tribunale dei Minori.

I Tribunali, del lavoro, si noti bene, si occupano invece di cause come quella riguardante il risarcimento per un caso di autismo. Recentemente una sentenza di primo grado ha stabilito che il Ministero della Salute debba risarcire con un assegno vitalizio bimestrale un bambino affetto da autismo al quale nel 2006 venne somministrato il vaccino esavalente. Ci troviamo quindi di fronte a laureati in giurisprudenza che si avvalgono del parere di periti di parte, una parte sola, quella che riconosce una correlazione tra vaccinazioni e autismo. Correlazione negata dagli stessi che l’avevano evidenziata e che, essendosi rivelata una truffa, sono stati radiati dall’albo dei medici inglese.

Il vaccino esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, malattie invasive da Haemophilus influenzae tipo B, epatite B) è utilizzato nella maggior parte dei Paesi Europei, somministrato a decine di milioni di bambini, e in nessun Paese si è mai arrivati a simili conclusioni.

Di questi giorni è anche la correlazione che si tende a fare tra somministrazione del vaccino antinfluenzale, gratuito per coloro che abbiano superato i 65 anni d’età e abbiano malattie croniche, con casi di morte successive alla sua inoculazione. I controlli hanno dato esito negativo e d’altra parte il fatto che si sia trattato di soggetti anziani e malati porterebbe a far rientrare questi casi in una casistica naturale; ogni giorno in Italia con queste caratteristiche ne muoiono a centinaia.

Bene fanno le Amministrazioni Comunali a salvaguardare la salute dei propri cittadini informandoli sulle modalità per usufruire di un servizio pubblico gratuito; altrimenti le si potrebbe incolpare di non aver agito per il bene della popolazione, tenendo presente che ogni anno muoiono tra le 8000/8500 persone per le conseguenze nefaste di quella che invece tendiamo a considerare una malattia/malessere che ci permette di stare un po’ a casa dal lavoro.

Leggi informazioni su come fare la vaccinazione antinfluenzale: clicca qui e vai sul sito del Comune di Senago