Archivi categoria: satira

Fanno elemosina dentro il cimitero. Il sindaco (Peretta) applica il DIASPO urbano. “Hanno fatto bene” dicono quelli di SinistraSenago

Cronache da Senago (estratto dai giornali locali della settimana).

“Il Sindaco Magda Beretta e la sua giunta decidono improvvisamente di applicare la DIASPO urbana a Senago ed hanno voluto accelerare al massimo i tempi in vista della ricorrenza dei Santi e della commemorazione dei defunti. Proprio il cimitero è uno dei luoghi più interessati al provvedimento visto che ormai da tempo i tre ingressi sono “presidiati” da mendicanti che chiedono l’elemosina talvolta seguendo anche i parenti tra le tombe“… continua la cronaca … “il forte sospetto è che dietro queste persone che chiedono qualche moneta ci sia un organizzazione che gestisca le entrate e le postazioni.”

“Gli agenti, guidati dal comandante Vincenzo Avila, hanno subito effettuato dei controlli mirati al camposanto” ed hanno trovato poveracci (spesso vestiti di verde) intenti a raccogliere l’elemosina raccattandola persino da terra con le ramazze, quando non trovano vecchiette a cui sottrarla,  come le impietose fotografie scattate dai nostri reporter dimostrano.

22552853_906537239498943_268983642422639220_n

Nella foto “ANSA-QUATTRO-STRACCI”, si vedono alcune persone (immancabile il contrassegno verde-padano), forse quelle fermate dal comandante della Polizia di Senago Avila (su ordine della sindaca leghista Beretta), intente a “ripulire” i luoghi o le povere vecchiette che sono riuscite a scappare per tempo dalle ramazze verdi.

Esultano i rappresentanti di SinistraSenago che affermano: “Noi lo avevamo detto che questa giunta era buona solo per ramazzar le strade”. Come dire: “… le persone giuste al posto giusto”.

Annunci

‘Ndrangheta a Senago: i 5 stelle (dopo consultazione coi meetup) si esprimono in modo deciso in consiglio comunale

E’ arrivata fino in Consiglio Comunale l’indignazione del meetup a cinquestelle a proposito dei fatti di inflitrazione della ‘ndrangheta nel tessuto socio politico di Senago.

Nella foto (ANSA-FIVE-STARS), i due consiglieri 5 stelle e il portavoce-amministratore-delegato di Senago che esprimono con forza la propria indignazione sulla presenza della ‘ndrangheta vicino alle istituzioni; “Una posizione forte e decisa”, afferma l’ex candidato sindaco del Partito politico di Grillo.

scanned-pageKICL8Y

Euforica la giovane sindaca di Paese (o di Pase?): “Ringrazio alcune minoranze come il movimento 5 stelle – ha espresso Magda Beretta – che non hanno fatto sciacallaggio sulle notizie e che mi hanno sostenuta.” E aggiunge: “Hanno avuto un atteggimento consono alla situzione” (il Notiziario, 6 ottobre 2017 pagina 58).

Nella foto (ANSIA-ADDAMS), la giovane sindaca leghista che esprime la sua massima felicità per l’atteggimento dei tre illustri five-stars totalmente allineati e piegati sulla sua posizione di regime.

leuropachenonvoglio_24

Non fate Messa: la lega vi spia

image.phpDopo l’ordinanza della sindaca naz… leghista che vieta ogni forma di elemosina in tutto il territorio da lei “Comandato”, la comunità Cristiana di Senago si è già preparata all’emigrazione, come fu ai tempi del fascismo per gli ebrei d’Italia.

Rimangono però nel territorio ancora arditi focolai di fondamentalisti Cattolici che si ostinano a tenere Messa con la pericolosa pratica della raccolta dell’elemosina (o questua) che precede la consacrazione del pane e del vino, irascibile rito che si perpetua ostinatamente da più di due millenni contro le sacre leggi dell’impero padano di Bossi e Miglio (sempre siano lodati).

“Forse siamo alla svolta”, ha dichiarato la sindaca in tuta verde (scortata da mano” che le sta sempre a fianco), e aggiunge: “finalmente la legalità e la sicurezza di tutta la città, che IO ho deciso di comandare, è sotto il mio assoluto controllo”.

Sollevata per ora la comunità ebraica e quella mussulmana che festeggiano per lo scampato pericolo del momento.

Gioisce anche la ‘ndrangheta che festeggia per le vie del centro e anche attorno ai campi della vasche con fuochi, bombe a frammentazione, bombe a mano, mine e incaprettati vari. Si segnalano due morti in consiglio comunale (ma erano dell’opposizione).

§

Noi di SinistraSenago chiediamo a tutti/e di DISOBBEDIRE e di difendere pubblicamente tutti coloro che saranno pereguitati dalle leggi razziali di questa giunta che anzichè risolvere i problemi legati alle infiltrazioni mafiose trovano solo il modo di accanirsi contro i poveri e i disperati.

 

Una “Peretta” al giorno, toglie il medico di torno

31cLG6VSDZL._SY355_Si è così, l’antico e sapiente detto coglie tutta l’essenza della politica senaghese che va delineandosi per i prossimi anni.

Le purghe leghiste, iniettate dalla sindaca Beretta, risultano tanto spietate quanto fascinose per una destra cui la lega ha da sempre ammiccato in modo proverbiale per assicurarsi le “cadreghe” più alte del consiglio comunale del paese.

E così, ottenuto lo scrigno più ambito,  sarà ora matematicamente costretta a scendere a patti indiscreti coi veri detentori del marchio uncinato che non tarderanno (profezia) a farsi avanti per rivendicare ruoli e poteri nel cospetto della gestione della cosa pubblica.

I primi atti sono già stati compiuti. “Ritiro immediato del Comune di Senago dal Protocollo per l′accoglienza dei rifugiati”. Un rifiuto sbattuto in facci a chi fugge da guerre e maltrattamenti disumani.

Domani sarà la volta, è certo, del ripristino dei cartelli tolti dalla precedente amministrazione con scritto Senago in lingua ostrogota e aliena all’ingresso del paese.

Poi toccherà alla “multiservizi”, la società del comune che si occupa dei servizi ai cittadini, troppo difficile da gestire per chi è abituato a far fare tutto agli altri e più facile quindi da smantellare.

Privatizzare, delegare, controllare, vietare. Ecco le parole d’ordine del nuovo governo di destra, delegato da una parte dei cittadini di Senago.

Berlusconi ha vinto, ancora una volta assieme alla lega. Alla faccia di chi diceva che non voleva stare con la famiglia Addams (ndr Salvini: arrivano i mostri).

Ora Morticia è al governo, Gomez al bilancio, Lurch ai servizi sociali e lo zio Fester alla difesa del territorio contro le vasche volute dalla lega di Maroni & C. Con buona pace per Salvini, la vera “Mano” operativa.

 

Pure Sant’Agata è renziana (nel III secolo disse No e finì malissimo)

di Alessandro Robecchi (pubblicato in il Fatto Quotidiano del 17-11-2016)

indexMolliamo il colpo, ragazzi, usciamo con le mani alzate, arrendiamoci. Va bene i bonus, va bene i regali elettorali, va bene le promesse roboanti e vanno bene persino i morti (tipo Nilde Iotti, arruolata da salma)… ma Sant’Agata che vota Sì è l’arma fine-di-mondo! Noi siamo attrezzati per la Boschi (e già fatichiamo), al massimo per la Madia (che fatica!), ma Sant’Agata è l’asso pigliatutto. Eppure è stato il vescovo di Catania in persona a dirlo a Renzi (“Sant’Agata vota sì”), e lui, sempre così distante dalle esagerazioni, lo ha preso in parola.

Certo, la storia di Sant’Agata è interessante: vergine consacrata, fece involontariamente girare la testa al proconsole Quinzano, che la voleva a tutti costi. Lei si negò, e quello la fece torturare in tutti i modi (compresi i seni strappati con le tenaglie arroventate, porca miseria!). Dunque, se stiamo alle vite dei Santi, diciamolo, Sant’Agata fece una bruttissima fine perché disse No. Se avesse detto Sì sarebbe andato tutto bene. Senza più il bicameralismo, ma con ancora le tette. E’ quello che si dice un perfetto parallelismo storico. Essendo poi Sant’Agata anche la patrona dei pompieri, la cosa si incastra bene col terremoto, e la propaganda diventa, diciamo così, bisvalida come le vecchie figurine Panini.

Per un tipetto dinamico come Renzi, che dice di guardare al futuro, rifarsi a un’elettrice del III secolo potrebbe sembrare contradditorio, ma non è così. Forse Jim Messina gli ha detto che può recuperare voti presso il pubblico femminile molto pudico e testardo, e la figura di Sant’Agata casca a fagiuolo. Un po’ come se volendo recuperare voti tra i correntisti di Banca Etruria li si convincesse che San Matteo Evangelista (patrono dei banchieri) avrebbe votato Sì, e questo proprio mentre Matteo il Ballista (patrono dei banchieri pure lui, ma in un altro modo) ai risparmiatori truffati dice No.

Insomma un bel casino. Non se ne esce. Resta da vedere cosa dirà Santa Barbara, che cade il quattro dicembre. Sant’Agata ha già detto, cioè, lei votò No, ma dopo, si vede, ha cambiato idea.

Politica a Senago: cambia la giunta aumentano i problemi

Politica a Senago

Dopo mesi di attesa, tra voci di dimissioni varie e pressanti rassicurazioni del Sindaco circa le condizioni di ottima salute della giunta di Senago; tra una opposizione bellicosa ed incapace di proporre alcunchè di utile ed una maggioranza edita all’edificazione; tra chi dice che a Senago non esiste alcun pericolo fascista e la presenza di banchetti di Forza Nuova (leggi sentenza della cassazione) sul nostro territorio; tra annunciati rientri in maggioranza da parte del magnifico duo del PD (che tiene in scacco la giunta da anni) e nuove fuoriuscite intimate da pretendenti (PD) al cadreghino di assessore; tra dimissioni forzate causa interessi privati e licenziamenti per chi non voleva andarsene spontaneamente; tra promossi ad assessore per essere stati fedeli a quelli promossi assessore perchè a milano non volevano più stipendiare attività a vuoto, tra scuse di rendere più forte la giunta e delinearne la morte encefalica, finalmente, durante il Consiglio Comunale del  20 novembre, si è giunti ad una importante conclusione:

Hanno-la-faccia-come-il-culo.-618x389

Satira locale: “Grande (in)successo del Convegno su legalità e trasparenza tenuto in Regione Lombardia. Ma spunta una nuova proposta.

bra_mant_vital

Immagine elettorale di Mario Mantovani scattata nel 2013 a fianco dei fedeli sostenitori Senaghesi Maurizio Brazzoli e Gabriele Vitalone, quest’ultimo attuale consigliere di Forza Italia a Senago.

Il Convegno su Legalità e Trasparenza organizzato da Regione Lombardia è andato stranamente deserto, forse per qualche insignificante inconveniente.

Doveva infatti aprire i lavori Mario Mantovani, ex assessore alla sanità ed ora anche ex vice presidente della Regione Lombardia, ma purtroppo lo hanno arrestato la stessa mattina di martedì 13 ottobre, poco prima dell’inizio dei lavori. Le forze dell’ordine lo hanno prelevato e condotto per via diretta a San Vittore.

Ed al convegno non solo non c’era l’esponente di Forza Italia, ma nemmeno gli esponenti del centrodestra di Giunta e Regione attesi come relatori.

Forse disorientati, i pochissimi presenti se ne sono andati dalla sala avviliti per non aver potuto assistere alla lectio magistralis dell’ex vice presidente.

Sembra però, da voci di paese, che lo stesso convegno sarà di nuovo proposto in sede diversa, questa volta in provincia, a Senago, presso la splendida cornice di Villa Borromeo, sperando che questa volta le cose vadano meglio. La data è ovviamente da definire in base alla futura disponibilità dei relatori e della stessa Villa ancora sotto sequestro.

Le stesse voci di paese affermano però che esponenti di Forza Italia di Senago sono già a San Vittore per contattare l’ex assessore alla sanità di Regione Lombardia, Mario Mantovani a cui proprio ieri sono stati confermati gli arresti, al fine di proporlo per l’apertura iniziale dei lavori del prossimo convegno. Partecipate numerosi.

vital_mant

Nella foto, tratta da un volantino elettorale delle recenti elezioni regionali della Lombardia (2013) vediamo l’ex vice presidente Mario Mantovani a fianco del sostenitore di Forza Italia locale Gabriele Vitalone, attuale consigliere in Comune a Senago per lo stesso parito di Mantovani. Lo stesso Mantovani deve la sua elezione al consiglio della Regione Lombardia grazie al determinante forte impegno e sostegno degli attivisti di Forza Italia di Senago.