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Petizione sul censimento del cemento: parte la raccolta firme

20120313_censimentoParte la raccolta firme per la petizione popolare sul CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI SFITTI O NON UTILIZZATI sul territorio del Comune di Senago.

La petizione segue le molteplici richieste inviate direttamente dal forum di Salviamo il Paesaggio, promotore dell’iniziativa a livello nazionale, ed a cui il Sindaco non ha MAI risposto.

Richieste sollecitate anche nella forma di ISTANZA presentata a settembre da Federazione della Sinistra, SinistraSenago e Senago Bene Comune con lo stesso esito di noncuranza da parte del Sindaco che non ci ha mai risposto.

Anche il Movimento cinque stelle si è mosso su questo stesso percorso, in quanto  anche loro aderenti al forum di salviamo il paesaggio, inviando prima istanze rimaste senza risposta e partendo quindi con la raccolta firme per una petizione, che stanno portando avanti già da alcune settimane.

Il censimento degli immobili sfitti e non utilizzati, è uno dei punti importanti del nostro programma con cui ci eravamo presentati alle elezioni amministrative dello scorso anno e crediamo che sia uno dei principali punti da attuare prima di stilare ed adottare il Piano di Governo del Territorio per Senago.

Si parte domani mattina, lunedì 25 marzo, presso il mercato di Senago.

Vieni a FIRMARE!

Leggi il volantino della petizione del censimento del cemento

 

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Trasparenza, partecipazione alla vita politica

Pubblichiamo una lettera che ci ha fatto pervenire un cittadino di Senago il quale l’aveva già inviata a tutti i consiglieri comunali, nessuno dei quali si è degnato di rispondergli.

§

Al Presidente    Consiglio Comunale Senago
Al Capogruppo Consiglio Comunale Di Pietro Italia dei Valori
Al Capogruppo Consiglio Comunale Insieme per Senago’

Al Capogruppo Consiglio Comunale Lega Nord              (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale PD
Al Capogruppo Consiglio Comunale PDL Milani Sindaco (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale SEL con Vendola
Al Capogruppo Consiglio Comunale Vivere Senago

Senza entrare in nessuna polemica con la Giunta e il Consiglio, ma l’ultima delibera riguardante le riprese audiovisive approvata all’unanimità mi è sembrata un qualcosa di pasticciato fatta in fretta e furia agitandolo a mo’ di scudo contro chi ne aveva avanzato richiesta. Non c’è alcuna legge che possa impedire ai cittadini di filmare un consiglio comunale esercitando il loro diritto di informazione.

Le riprese non possono essere vincolate ad un divieto da parte di un consigliere e tutto ciò senza scomodare  l’articolo 21 della costituzione,  la convenzione dell’Onu per quanto riguarda i diritti di partecipazione e di informazione dei disabili, persone che non potrebbero altrimenti vivere la vita comunitaria a causa di questi impedimenti, al parere dell’Autorità Garante sulla trasparenza, oltre al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Supplemento Ordinario n. 162, allo statuto comunale ed al regolamento sull’accesso agli atti amministrativi. oltre il parere del Garante della privacy  del 19/04/2007 allegati 2 e 5 ai sensi art 232 CP da cui si evince che per i personaggi pubblici non vi è nessuna privacy se le notizie sono d’interesse pubblico conseguentemente, volando basso, se qualcuno del consiglio o della giunta ha dei problemi in proposito doveva pensarci  prima dell’insediamento e non proporsi come candidato durante le elezioni.

Offrire la possibilità di visionare un video INTEGRALE, SENZA TAGLI, del Consiglio Comunale è, a tutti gli effetti,un DOVEROSO SERVIZIO PUBBLICO!.

Non tutti abbiamo la possibilità di prendervi parte ma TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO ALLA CORRETTA INFORMAZIONE e per essere corretta NON PUO’ ESSERCI CENSURA!!!

Non vedo quale sia il Vs. timore, con un audiovisivo chiunque può farsi un’idea di quali siano le argomentazioni portate in consiglio, quali siano i consiglieri preparati e quelli che semplicemente pigiano i tasti per votare. Come chiunque può valutare, attraverso l’immediatezza delle riprese video, quando un consigliere o un assessore non è coerente con ciò che si è fatto promotore in campagna elettorale.

Queste chiusure non fanno che alimentare le solite voci sulla politica e speravo che, questa Giunta  e Consiglio, si facessero paladini del suo cambiamento portando ad un livello sempre più alto la  trasparenza del palazzo comunale. Tutto ciò mi porta ad esternare la mia amarezza a tutte le forze componenti il consiglio comunale.
Cordialità,

Carlo Cella

Nota: allego alcuni indirizzi, per Vs. informazione, dove potrete trovare materiali su delibere e pronunce del TAR, e di giuristi.

http://peppetringali.myblog.it/archive/2011/07/25/tar-di-catania-annulla-delibera-del-consiglio-comunale-di-au.html

http://blog.solignani.it/2009/11/24/e-lecito-effettuare-riprese-audiovisive-del-consiglio-comunale/

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/44094

Primo Consiglio Comunale a Senago: esordio in salita tra pasticci, dimenticanze e polemiche

Che non siano state rispettate le regole era palese a chiunque fosse presente alla prima convocazione del nuovo Consiglio Comunale il 7 giugno; questo era già ben evidente ancora prima che iniziasse la seduta.
La mattina stessa avevamo protocollato in Comune la richiesta per l’autorizzazione ad effettuare riprese audio e video e non abbiamo mai avuto risposta ufficiale nè orale nè scritta per tutta la durata del Consiglio.

Anzi, ancora prima di iniziare la seduta il consigliere anziano Batticciotto, che ha assunto la carica iniziale di Presidente del Consiglio, si è premurato di venirci a dire in modo informale che non potevamo fare riprese video. Alla nostra richiesta di rendere pubblico il suo avviso motivandone le cause, ha ben pensato di mandarci, sempre in via del tutto informale, le forze dell’ordine presenti in aula ad indurci a non accendere la videocamera.

In realtà ci aspettavamo che un’eventuale negazione formale venisse espressa pubblicamente a chiunque fosse presente attraverso il microfono che gli competeva e quindi registrata agli atti.

Il Presidente avrebbe potuto tra l’altro, sentiti tutti gli eletti presenti all’inizio della seduta o i capigruppo dopo la loro nomina, consentire tali riprese, cosa che invece non ha nemmeno pensato di fare, per quanto in suo dovere.

Siamo quindi fortemente rammaricati per questo inizio reazionario  in perfetto contrasto con l’intento scritto nel loro stesso programma che indica “aperture all’informazione ed alla trasparenza”.

Riportiamo, per precisazione, uno stralcio del regolamento del consiglio comunale:

Come molti presenti non abbiamo capito se le riprese audio fossero invece consentite oppure no, così come le riprese fotografiche che tutti hanno comunque fatto, giornalisti e noi compresi.

La mancanza di comunicazione non è stata a favore dell’esordio di  questo nuovo Consiglio Comunale.

Facciamolo a pezzi 6: “TRASPARENZA”

Abbiamo ormai una notevole esperienza di ciò che significa di per sé la formula “conflitto di interessi”.  Se non altro i governi nazionali a guida centro-destra, e nello specifico con Berlusconi presidente del Consiglio hanno in più occasioni mostrato quali siano i pericoli reali di avere amministratori della cosa pubblica coinvolti personalmente in forti interessi privati. Simili persone lasciano più di qualche dubbio sulla loro imparzialità nel compiere azioni che devono sempre essere indirizzate all’interesse pubblico ed al vantaggio collettivo. In più occasioni in ambito di telecomunicazioni e soprattutto nell’ottica di porre i bastoni tra le ruote alla magistratura, Berlusconi ha dato ampia prova di una totale mancanza di imparzialità. Il cambio dell’esecutivo non ha di per sé fatto sparire con un colpo di spugna i dubbi sugli interessi privati nella gestione del pubblico.

Il governo attuale presieduto da Mario Monti vede tra le figure di spicco diversi ministri provenienti dai consigli di amministrazione delle banche. Quegli stessi istituti bancari creatori e generatori della crisi, dovuta alla finanziarizzazione entrano oggi ancor di più nella stanza dei bottoni a decidere il corso degli eventi politici.

Il conflitto di interessi offerto dal Ministro Passera è di per sé un esempio lapidario e paradigmatico.

Una buona e corretta amministrazione, anche nei nostri comuni, tende spesso a dimenticare alcuni aspetti che si traducono poi nella pratica del conflitto di interessi. Quindi un’amministrazione locale deve essere il più possibile sgombra da ogn possibile sospetto.

In una delle ultime sedute del consiglio comunale in cui Franca Rossetti era ancora Sindaco di Senago, un intervento svolto dall’allora prima cittadina si è tradotto in una serie di dichiarazioni relative a tutte le conflittualità che ogni singolo consigliere comunale ed assessore si sarebbe trovato ad affrontare nel momento in cui si fosse andati a discutere di un determinato intervento in una certa area dove il proprietario era direttamente un consigliere comunale piuttosto che un assessore o comunque un rappresentate politico di parte o un suo stretto familiare e quindi coinvolto con un interesse particolare nell’ambito della gestione pubblica.

Questo ci induce a pensare che non soltanto a livello nazionale, in misura enorme e macroscopica, ma anche e soprattutto a livello locale possiamo individuare conflitti d’interesse. A livello cittadino non esistono molte regole che stabiliscono quando un consigliere comunale oppure un assessore e componente della Giunta dovrebbero astenersi dal prendere posizioni e decisioni dirimenti. Ci si affida molto spesso alla sensibilità dei singoli che talvolta è assolutamente ineccepibile, ma talvolta non si manifesta con la dovuta attenzione e accortezza. Succede invece spesso che soprattutto a livello locale vi siano comunque professionisti che siedono tra i banchi dei consigli comunali e votino l’approvazione di progetti che loro stessi in veste professionale hanno presentato all’amministrazione comunale.

La Federazione della Sinistra ha un’idea che si muove in direzione diametralmente opposta. Per evitare anche il minimo sospetto in questo ambito è opportuno che ogni possibile conflittualità sia assente già nella proposta che viene rivolta ai cittadini. Quindi anche a livello locale la composizione delle liste dei candidati al consiglio comunale dovrebbe essere formulata secondo un “codice etico” che porti a non candidarsi a ruoli pubblici coloro i quali possono trovarsi anche minimamente in una potenziale situazione di conflitto di interessi.

Con questo non vogliamo certo proporre un ridimensionamento del diritto civico e costituzionale di ogni cittadino a svolgere anche un ruolo pubblico nella propria e per la propria città, ma proprio perché l’interesse pubblico è prioritario va sicuramente fugato ogni dubbio sul fatto che gli interessi privati debbano essere in ogni modo tenuti in ultimo piano rispetto a quelli della collettività. Questo favorisce anzitutto una notevole trasparenza che può solo essere garanzia di una gestione oculata ed onesta della cosa pubblica.